Autore Can   Euro
29,00
Titolo out of reach  
supporto lp edizione nuovo          stereo  
anno 1978 stampa eu etichetta   trade mark of q.   codice 4028334

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Ristampa in tiratura limitata numerata, con copertina pressoche' identica alla prima tiratura del 1978, con etichetta bianca. Pubblicato nel luglio del 1978 dopo ''Saw Delight'' e prima di ''Can'', non entrato nelle classifiche tedesche ne' in quelle Uk, il decimo album. Uno dei piu' sconosciuti e rari lavori del gruppo, registrato subito dopo l'abbandono di Holger Czukay e della semi-dismissione del batterista Jaki Liebezeit che lascia molta della parte ritmica a Reebop Kwaku Baah. Come e piu' che nel precedente "Saw Delight", il nuovo bassista Rosko Gee porta la band vicino ad un suono jazz e fusion con partiture strumentali molto complesse e raffinate, con un' attenzione molto focalizzata sull' improvvisazione, come in "November" e "Serpentine". Un lavoro contestatissimo e fonte di polemiche ultradecennali. Gruppo tedesco di enorme importanza per quello che e' passato alla storia come ''krautrock'' ma anche per generazioni successive di musicisti, dalla new wave al post rock, i Can si formarono a Colonia nel 1968. Influenzati dalla musica d'avanguardia di Stockhausen come dal pop dei Beatles e dei Velvet Underground, erano maestri della elaborazione sonora in studio ma anche assai efficaci dal vivo; la loro musica, che combinava ritmi complessi quanto circolari ed apparentemente ripetitivi (ma anche quasi impercettibilmente ricchi di sfumature), prodotti dal batterista Jaki Liebezeit (che veniva dal jazz!) e dal bassista Holger Czukay (autore come solista dell'eccezionale ''Canaxis'', 1969), melodie ora molto delicate e pop, ora dissonanti e schizofreniche, funk, jazz, psichedelia, minimalismo, pop, sperimentazione, suggestioni orientaleggianti, era estremamente originale e sarebbe poi risultata seminale per le generazioni successive. Inizialmente fronteggiati dal cantante e poeta afroamericano Malcolm Mooney (con loro nel primo album ''Monster movie'', 1969, ed in parte del secondo ''Soundtracks'', 1970), trovarono poi nel giapponese Kenji ''Damo'' Suzuki una voce piu' duratura, per quanto tanto fuori dalle righe ed aliena quanto quella di Mooney, e realizzarono dischi fondamentali come ''Tago mago'' (1972) e ''Future days'' (1973).    
   
     
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