| Autore | Can | Euro 30,00 |
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| Titolo | soundtracks (clear purple vinyl) |
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| supporto | Lp | edizione | nuovo | stereo | |||
| anno | 1970 | stampa | eu | etichetta spoon / mute | codice 3035412
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versione per stampa |
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| ristampa del 2022, edizione limitata in vinile viola trasparente, e corredata di download code, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura, e corredata di inner sleeve. Pubblicato in Germania ed in Inghilterra su United Artists/Liberty nell' ottobre del 1970 dopo ''Monster Movie'' e prima di ''Tago Mago'' , non entrato nelle classifiche Tedesche. Il secondo magnifico album. Uno dei dischi piu' geniali dell' intera carriera del gruppo, contiene brani tratti dalle colonne sonore di cinque films di sconosciuti registi underground tedeschi; i brani, tutti oramai entrati nella leggenda del Cosmic rock, sono "Deadlock", "Tango Whiskeyman", "Deadlock Instrumental" (registrati nell' agosto del 1970, dal film "Deadlock" di Roland Klick), "Don't Turn the Light On, Leve Me Alone" (registrato nel giugno del 1970, dal film "Cream" di Leonidas Capitanos), "Soul Desert" (registrato nel dicembre del 1969, dal film "Madchen mit gewalt" di Roher Fritz), "Mother Sky" (registrato nel luglio del 1970, dal film "Deep End" di Jercy Skolimovsky), "She Brings The Rain" (registrato nel novembre del 1969, dal film "Bottom" di Thomas Schamoni). Registrato all' Inner space studio da Holger Czukay, Jaki Liebezeit, Michael Caroli, Damo Suzuki, Malcom Mooney, e' il primo album con Damo Suzuky alla voce e l'ultimo che vede la partecipazione di Malcom Mooney, che torna negli States dopo l'aggravarsi dello stato di instabilita' mentale alla fine del 1969, decretando cosi' la fine della prima fase dei Can. Gruppo tedesco di enorme importanza per quello che e' passato alla storia come ''krautrock'' ma anche per generazioni successive di musicisti, dalla new wave al post rock, i Can si formarono a Colonia nel 1968. Influenzati dalla musica d'avanguardia di Stockhausen come dal pop dei Beatles e dei Velvet Underground, erano maestri della elaborazione sonora in studio ma anche assai efficaci dal vivo; la loro musica, che combinava ritmi complessi quanto circolari ed apparentemente ripetitivi (ma anche quasi impercettibilmente ricchi di sfumature), prodotti dal batterista Jaki Liebezeit (che veniva dal jazz!) e dal bassista Holger Czukay (autore come solista dell'eccezionale ''Canaxis'', 1969), melodie ora molto delicate e pop, ora dissonanti e schizofreniche, funk, jazz, psichedelia, minimalismo, pop, sperimentazione, suggestioni orientaleggianti, era estremamente originale e sarebbe poi risultata seminale per le generazioni successive. Inizialmente fronteggiati dal cantante e poeta afroamericano Malcolm Mooney (con loro nel primo album ''Monster movie'', 1969, ed in parte del secondo ''Soundtracks'', 1970), trovarono poi nel giapponese Kenji ''Damo'' Suzuki una voce piu' duratura, per quanto tanto fuori dalle righe ed aliena quanto quella di Mooney, e realizzarono dischi fondamentali come ''Tago mago'' (1972) e ''Future days'' (1973). | |||||||
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