| Autore | New york dolls | Euro 27,00 |
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| Titolo | Too much too soon (180 gr.) |
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| supporto | Lp | edizione | nuovo | stereo | |||
| anno | 1974 | stampa | eu | etichetta vinyl lovers | codice 2138397
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versione per stampa |
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| ristampa rimasterizzata, in vinile 180 grammi, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima tiratura. Il secondo ed ultimo album del seminale gruppo proto punk di New York, uscito nel luglio del 1974 su Mercury, non entrato nelle classifiche americane ne' in quelle inglesi. A distanza di meno di un anno dal primo ''New York Dolls'', questo "Too Much Too Soon" ne costituisce il degno seguito, accentuandone ulteriormente la componente glam, con utilizzo di effetti di studio e cori femminili, ma senza perdere comunque la visceralita' sanguigna della musica della band, agitatrice della scena newyorkese sin dal '71 (quando calcava i piu' scalcinati palchi della Big Aplle con il nome di Actress), uno degli act piu' viscerali e pericolosi di tutto il secolo, tanto che bisognera' attendere il 1977 e l'uscita di ''Never mind the bollocks'' dei Sex Pistols per trovare un seguito ideale alla distruttiva energia primordiale di questo gruppo. Con una scelta di pezzi che va dai classici r'n'r' e blues a corrosivi originali della band, immortali classici come "Babylon" o "Chatterbox", questo "Too Much Too Soon" mischia ancora una volta magistralmente la decadenza del pop con l'energia piu' oscura e metropolitana dei piu' torvi Rolling Stones, ma in effetti i New York Dolls avevano un suono che non e' paragonabile a nessuna delle manifestazioni artistiche venute prima di essi, la loro groove e' costruita su un potente hard rock che celebra ed esalta gli aspetti piu' kitsch, grotteschi e metropolitani della loro epoca: e' la prima presa di coscienza della fine del sogno degli anni '60 ed e' allo stesso tempo una presa di consapevolezza e volonta' del voler essere diversi, sia dal mondo '' normale'' che da quello dell' oramai degenerato hippie movement. Il suono del gruppo e' sempre al limite, mentre il cantante David Johansen canta ed urla come posseduto dai demoni, il gruppo centrifuga asciuga e reinventa i riffs di Chuck Berry e degli Stones, suonandoli con una violenza ed una noncuranza che anticipano il punk di svariati anni. La formazione, devastata dagli abusi di alcool e droghe, si sciolse nel '75, con Johnny Thunders e Jerry Nolan capaci di metterne in piedi la logica prosecuzione con gli Heartbreakers, che apriranno la straordinaria stagione del punk newyorkese e del CBGB's ed avranno poi il fondamentale compito, trasferendosi in Inghilterra, di costituire un vero e proprio "ponte" tra il punk americano e quello londinese, mentre David Johansen e Syl Sylvian, abortito il tentativo di resuscitare i Dolls, continueranno il primo da solo (poi anche con lo pseudonimo Buster Pointdexter) ed il secondo nei Criminals, ed infine Arthur Kane incidera' un singolo in proprio e quindi ritrovera' un membro fondatore del ruppo, Rick Rivits, nei Corpse Grinders. | |||||||
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