Autore Battiato franco   Euro
28,00
Titolo come un cammello in una grondaia  
supporto Lp edizione nuovo          stereo  
anno 1991 stampa eu etichetta   la voce del padrone / universal   codice 2137068

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Ristampa del 2018, copertina apribile pressoche' identica a quella della prima tiratura. Pubblicato in Italia dalla Emi nel settembre del 1991 dopo ''Giubbe rosse'' e prima di ''Gilgamesh'', il diciannovesimo album. Registrato da Benedict Tobias Fenner agli Abbey Road Studios di Londra nel 1991, prodotto da Enrico Maghenzani, registrato con la Astarete Orchestra of London diretta da Giusto Pio e Antonio Ballista, con Gavyn Wright al violino, Roger Chase alla viola, Anthony Pleeth al violoncello, Antonio Ballista al pianoforte e Filippo Destrieri alle tastiere e computer, il Coro dell' Ambrosian Singers of London diretto da John McCarthy. Contiene otto brani divisi in due facciate; la prima vede 4 composizioni di Battiato: "Povera patria", "Le sacre sinfonie del tempo", "Come un cammello in una grondaia", "L' ombra della luce"; mentre nella seconda facciata figurano quattro rielaborazioni di altrettanti lieder , rispettivamente di Richard Wagner (''Shmerzen''), Johann Paul Aegidius Martin (''Plaisird'amour''), Johannes Brahms (''Gestillte sensucht''), Ludwig Van Beethoven (''Oh sweet were the hours''). Un album potentissimo, da avvicinare con rispetto e cautela, uno dei vertici creativi assoluti della musica italiana ed il simbolo stesso della piena maturita' artistica del suo piu' grande interprete. Qui Franco Battiato, a 18 anni da ''Sulle corde di aries'', riesce nell' impresa di rinnovare un' altra volta dalle radici la moderna musica della penisola, il disco e' meraviglioso, la scrittura dei testi e' insieme rigorosa e metafisica e propone immagini che coniugano il rigore filosofico e mistico delle parole con un atmosfera che ripercorre e riunisce in un unico affresco l'immane bagaglio della plurimillenaria tradizione culturale della Sicilia e da questo humus, unico al mondo, sospeso tra oriente ed occidente, trae la sua linfa, pregna del rigore greco-normanno e delle memorie dell'era d'oro dell' Islam dei giardini d'acqua e della tolleranza culturale, un omaggio all' isola, rivista dopo i lunghi anni del soggiorno milanese come un luogo in cui il tempo e' quello della memoria e non della vista, ma anche con una visione distaccata e critica, anche aspra, e che non ne cela i lati oscuri, il tutto cantato con trasporto da trance artistica e con una voce che raggiunge qui il punto piu' alto della carriera dell' artista, come in quel capolavoro assoluto ch e' "L' ombra della luce'', irresistibile ed insuperabile. Le riletture dei brani di musica classica, cantati da Battiato con sensibilita' contemporanea e lontanissimi da quelli eseguiti dai consueti interpreti lirici, restituiscono alle opere una dimensione di modernita' sconcertante e le rendono non solo fruibili, ma desiderabili, anche dal pubblico non avvezzo a quella sensibilita'. la rilettura dei vecchi brani effettuata durante il tour con quartetto d'archi e tastiera seguito a questo album e poi immortalato nel live ''unprotected'' e' stata altrettanto ammaliante ed ha dimostrato come anche episodi appartenenti a periodi distantissimi nello spirito e nel tempo da questo lp ne acquisissero immediatamente il sapore quasi ultraterreno.    
   
     
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