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13th floor elevators Psychedelic sounds of
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1966  international artists / private 
rock 60-70
Ristampa private press, copertina lucida senza barcode pressoche' identica alla prima rarissima tiratura del 1966, etichetta verde petrolio con logo e scritte grigie. Pubblicato dalla International Artists negli Stati Uniti nel novembre del 1966, "The psychedelic sounds of" e' il primo storico album del gruppo texano di Rocky Erickson. Uscito prima di "Easter everywhere" (1967), e' considerato quasi unanimemente uno dei massimi capolavori della psichedelia americana. La voce selvaggia ed eccezionalmente ispirata di Rocky Erickson si staglia su classici brani come il tellurico inno garage psych "You're gonna miss me" (da lui composta quando ancora militava negli Spades), gli incubi lisergici di "Rollercoaster" e "Kingdom of heaven" ed i tiratissimi garage di "Fire engine" e "Tried to hide", ma Rocky da' prova anche del suo lato piu' lirico e delicato nella trasognata ballata "Splash 1" e nella litania misticheggiante "Don't fall down". La bizzarra anfora elettrificata di Tommy Hall conferisce un tono straniante ed ipnotico ai brani ed il gruppo, alimentato da un massiccio uso di sostanze allucinogene, realizza uno stupefacente caleidoscopio sonoro che oscilla fra il sogno e l'incubo, fra fisicita' quasi tribale e misticismo. Nati dalla fusione di due gruppi di Austin, Texas, tra cui gli Spades di Rocky Erickson che avevano gia' in repertorio quella "You' re gonna miss me" che restera' negli anni il loro cavallo di battaglia, gli Elevators non possono che essere considerati, per il peso artistico dei loro primi due albums e l' influenza esercitata attraverso gli anni su tante generazioni di musicisti, il gruppo fondamentale della psichedelia americana. Caratterizzati dalle chitarre acidissime di Sutherland ed Erickson (peraltro cantante dalla visceralita' non comune), dal suono inconfondibile della "electric jug" di Hall e da una serie di composizioni perfettamente indicative dello stato di perenne allucinazione psichedelica in cui vivevano, come ben testimoniano anche i testi delle canzoni, i 13th Floor Elevators arrivarono pero' presto a subire gravemente il peso di quegli eccessi: Hall ed Erickson rivelavano irrimediabili turbe psichiche, e quest' ultimo, dopo un ricovero in ospedale con relativa fuga, fu rinchiuso per anni in un manicomio criminale; Sutherland fu invece arrestato per droga (com' era gia' successo al gruppo al completo gia' nel '66).
Euro
18,00
codice 3034500
scheda
16 Horsepower Yours, truly
Lp2 [edizione] originale  stereo  ger  2011  glitterhouse 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Doppio album in vinile 180 grammi, COPIA ANCORA INCELLOPHANATA, e con adesivo sul cellophane, l' originale stampa (unica in vinile per questo disco), realizzata dalla tedesca Glitterhouse, copertina ruvida apribile con scritte e disegni in rilievo "embossed" sul fronte, completa di inserto lucido con foto a colori, testi e crediti, etichette gialle con scritte marroni, catalogo GRLP 716. Pubblicata dalla Glitterhouse nel settembre 2011, compilation rimasterizzata, che contempla pezzi editi ed inediti, oltre che rarita: il primo vinile, denominato 'people choice', contiene brani piu' famosi , scelti dai fans tramite sondaggi nel web,, mentre il secondo, le rarita', i lati B e demos: " Black Soul Choir ", "American Wheeze", "Splinters", "Haw", "For Heaven's Sake", "Clogger ","Hutterite Mile ", "Poor mouth", "Cinder Alley", "Low Estate ", "I Seen What I Saw ", "Strawfoot", "Phyllis Ruth", "Flowers In My Heart ", "Dead Run", "American Wheeze", "Black Soul Choir", "Bad Moon Rising", "Worry", "The Partisan", "Fire Spirit", "Cinder Alley", "Poor Mouth", "Clogger", "De-railed". Formatisi a Denver in Colorado nel 1992 ad opera di David Eugene Edwards, i 16 Horsepower sono un originale gruppo fra indie rock, folk e pop gotico; guidati da Edwards, i cui testi sono fortemente improntati dalla rigida educazione religiosa ricevuta e ricchi di riferimenti biblici, mentre il suo canto istrionico e carico di tensione sembra un punto d'incontro fra un predicatore e Nick Cave o Peter Murphy, i 16 Horsepower esordiscono con un singolo nel 1995 e pubblicano il loro primo apprezzato lp ''Sackloth 'n' ashes'' nel 1997, seguito l'anno successivo dall'altrettanto considerato ''Low estate''. Il quinto lp ''Folklore'' sposta il loro baricentro musicale verso il folk, sempre immerso in atmosfere notturne e gotiche.
Euro
50,00
codice 2029336
scheda
23 skidoo urban gamelan
lp [edizione] originale  stereo  spa  1984  dro 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Excellent punk new wave
L'originale rara stampa spagnola, realizzata nel 1985, copia che presenta un paio di piccole scheggiature sul bordo del vinile, senza alcun effetto sull' ascolto, copertina in cartoncino lucido senza barcode, con adesivo sul fronte "N.1 En Englaterra Listas Independientes", completa di inserto con foto e crediti, etichetta custom bianca e nera (con colori invertiti sui due lati), catalogo 4D125. Pubblicato nel Luglio del 1984 dalla Illuminated Records e giunto al primo posto delle classifiche indipendenti inglesi, "Urban Gamelan" e' il secondo album dei 23 Skidoo, pubblicato dopo lo storico primo album "The Culling Is Coming". L'album "Urban Gamelan", come gia' il 12" "Coup" ma con una maggiore propensione ad una ricerca musicale senza compromessi, delinea il nuovo corso intrapreso dai 23 Skidoo che abbandonate le sperimentazioni affini alla scena industrial degli esordi qui sono autori di una splendida alchimia capace di unire sonorita' post punk, funk, world e sperimentali, indubbiamente armata di una originalita' che difficilmente puo' essere riscontrata in altri gruppi contemporanei, anche se allo stesso tempo potra' non essere completamente riconosciuta dagli amanti del primissimo periodo della band. Il progetto 23 Skidoo, che prende nome dal libro Book Of Lies di Aleister Crowley, nasce a Londra nel 1979 da Fritz Haaman, J.C.M. (Johnny Turnbull) e A. Lim (Alex Turnbull). Le introspettive e dilatate sperimentazioni dei 23 Skidoo trovano risoluzione in etniche percussioni ed in un uso di strumenti africani ed indiani accompagnati da loop ottenuti da manipolazioni di tape, la loro fruttuosa ricerca stilistica e' riuscita ad imporli tra le formazioni piu' importanti e fondamentali dei primi anni ottanta, durante l'evoluzione del loro percorso artistico partendo dalle prime fondamentali sperimentazioni si avvicineranno gradualmente ad un suono piu' commerciale seppur sempre originale ed atipico.
Euro
18,00
codice 260426
scheda
38 Special Special delivery
Lp [edizione] seconda stampa  stereo  usa  1978  A&M 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
seconda stampa USA di fine anni '70, con catalogo cambiato, copertina senza barode, etichetta grigio/argento con logo A&M marrone/oro, catalogo SP3165. Pubblicato nel marzo del 1978 dalla A&M nel Regno Unito e negli USA, dove giunse al 207esimo posto in classifica, il secondo album in studio della band southern rock di Donnie Van Zandt, successivo a "38 special" (1977) e precedente "Rockin' into the night" (1979). Ancora lontani dal grande successo degli anni '80, i 38 Special offrono già qui un eccellente Southern Rock, la cui formula è basata su di un sound sanguigno e su di un groove energico, in particolare nelle eccellenti parti chitarristiche, affini a quelle dei grandi Lynyrd Skynyrd, e su di una ritmica muscolare che viaggia come un treno, il tutto con una produzione ancora scevra da ammorbidimenti commerciali; un disco dal sound e dalle atmosfere non lontane da capolavori degli Skynyrd come "Second helping". I 38 Special sono stati una delle principali realta' del Southern rock insieme agli Allman Brothers ed ai Lynyrd Skynyrd; il gruppo era capitanato da Donnie Van Zant, il fratello del leader degli Skynyrd, Ronnie Van Zandt.
Euro
23,00
codice 260712
scheda
4 Big guitars from texas Trash twang and thunder (uk version)
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1985  demon 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
Prima stampa inglese, con artwork di copertina completamente diverso, con ordine dei brani parzialmente diverso e due pezzi in meno rispetto a quella USA ("Boss" e "Near East band"), copertina (con moderati segni di invecchiamento) lucida fronte retro senza barcode, label rossa con scritte nere e logo Demon Records nero in alto, catalogo FIEND40, scritta ''MPO'' incisa sul trail off di entrambi i lati, ''a porky prime cut'' su quello del lato A e "porky" su quello del lato B. Pubblicato nel 1985 dalla Demon nel Regno Unito e dalla Jungle negli USA, il primo dei due album di questo supergruppo chitarristico basato ad Austin, Texas, precedente "That's cool, that's trash" (1986). Il gruppo si presentò con una formazione quasi completamente diversa su ciascuno dei suoi album: in questo primo lp erano formati da Don Leady (chitarra, già con Le Roi Brothers, Headhunters, Lou Ann and the Fliptops, Tailgators), Frankie Camaro (chitarra, già con Mars Needs Women, Moto-X), Denny Freeman (chitarra, già con The Storm, Cobras, Lou Ann Barton, Angela Strehli Band), Evan Johns (chitarra, già con H-Bombs, Le Roi Brothers), Keith Ferguson (basso, già con Johnny Winter, Doug Sahm, The Storm, Fabulous Thunderbirds, Tailgators) e Mike Buck (batteria, già con Fabulous Thunderbirds, Le Roi Brothers, Johnny Carroll, Five Careless Lovers). Un pedigree di tutto rispetto è quello esibito da questi veterani, che qui si cimentano con un set pressoché interamente strumentale di brani composti dai vari membri del progetto, con l'eccezione di una surfeggiante cover di "Il buono il brutto e il cattivo" di Ennio Morricone: molta è la varietà stilistica, ma tutta decisamente vintage, fra blues, rockabilly, richiami a gruppi storici come gli Shadows, e soprattutto tanto surf rock, spesso e volentieri veloce ed aggressivo.
Euro
14,00
codice 260844
scheda
99th Floor (sick rose) Resurrection (+ cd)
lp [edizione] nuovo  stereo  ita  1992  onde italiane 
punk new wave
Edizione limitata di 300 copie, numerate a mano sul retro, copertina senza barcode, allegato cd con l' album stesso piu' registrazioni live inedite della band; pubblicato da Onde Italiane nel 2023, questo album contiene quattordici brani dell garage band torinese guidata dal cantante Luca Re, formata alla fine degli anni '80, durante una pausa rispetto all' attivita' dei suoi Sick Rose, con Paolo Messina (chitarra), Walter Bruno (basso), Marco Rambaud (batteria) e Simona Ghigo (tastiere). La raccolta comprende i sei brani del primo demo-tape del 1992, "The Primitive Sound Of The 99th Floor" ("Writing On The Wall", "Nothin' ", "Warning", "Baby", "That's Your Problem" e "Be A Caveman"), precedente i due albums del gruppo, alcuni inediti e i brani tratti dalle raccolte "Mind expanding vol.1" ("Dont' Let Your Baby Go") del 1994 e "Tales from the boot" del 1995 ("Last Nite"). In un momento di pausa rispetto all' attivita' con i Sick Rose, il cantante Luca Re si mette ancora una volta alla guida dei 99th Floor di Torino (dal titolo di un leggendario brano dei Moving Sidewalks) per tirare fuori il suo lato piu' genuinamente e selvaggiamente 60's garage, e questa eccellente band suona davvero come l' ideale prosecuzione delle prime registrazioni degli stessi Sick Rose, puro travolgente 60's sound tra garage, beat, screziature psichedeliche, pop, ed una onnipresente tastierina Farfisa a far da perfetto contraltare alle graffianti chitarre, tra eccellenti brani originali e le solite immancabili covers.
Euro
27,00
codice 2128917
scheda
A certain ratio it all comes down to this (ltd. neon pink vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2024  mute 
punk new wave
EDIZIONE LIMITATA IN VINILE ROSA "NEON", come da adesivo di presentazione sulla busta esterna, inner sleeve. Pubblicato nell' aprile del 2024, pressato in "biovinyl" con confezione ecosostenibile, il nuovo album della storica formazione britannica. Descrizione completa a seguire. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 da Jeremy Kerr, Peter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop, dopo il loro storico primo sette pollici, All Night Party uscito nel 1979, al gruppo si unira' Donald Johnson. La nuova formazione realizzera' il famoso e ricercatissimo album, uscito originariamente nel 1980 in versione cassetta, "The Graveyard And The Ballroom". Nel 1981 si unira' al gruppo Martha Tilson (ex Occult Chemistry) e verra' pubblicato l'album To Each...; quest'ultimo chiudera' idealmente la prima fase del gruppo caratterizzata da una oscura wave. Il successivo album Sextet sara' interprete della nuova fase sperimentale che caratterizzera' principalmente tutte le successive realizzazioni degli A Certain Ratio imponendoli tra le band piu' atipiche dedite a fuorvianti sonorita' e ritmi dance.
Euro
35,00
codice 3034264
scheda
A perfect circle Thirteenth step
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2003  music on vinyl 
indie 2000
Ristampa in doppio lp in vinile 180 grammi per audiofili, con copertina apribile lucida pressocche' identica a quella della prima rara tiratura. Il secondo album, pubblicato nel settembre del 2003, a tre anni dal debutto "Mer De Noms". Gli A Perfect Circle nascono a Los Angeles nel 1996, su iniziativa di Billy Howerdel (collaboratore dei Tool, Nine Inch Nails, David Bowie, Smashing Pumpkins) dopo l'incontro con Maynard James Keenan (gi… frontman dei Tool). Quest'ultimo scopre alcune composizioni inedite dello stesso Howerdel e gli propone di realizzarle e inciderle. Da qui nasce il progetto A Perfect Circle, simile per intensit… e malinconia ai Tool, ma con una componente melodica in pi—. Ai due si uniscono il batterista Josh Freese (Vandals, Devo, Guns N' Roses), la bassista Paz Lenchantin e il chitarrista Troy van Leeuwen. La band prova insieme per parte del 1999, ma non annuncia la formazione della nuova band sino alla loro prima esibizione dal vivo, il 15 agosto del 1999, in occasione di un concerto benefico tenutosi al Viper Room di Los Angeles. Grazie anche al periodo di pausa forzata dai Tool del cantante Keenan, dovuto a problemi con la ex casa discografica, la band riesce a registrare i pezzi l' album di debutto. Mer de Noms. Pubblicato nel 2000 per la Virgin Records verra' premiato con il disco di platino per gli ottimi risultati di vendita, specialmente negli Usa. Il primo singolo estratto dall'album, Judith, presenta molte similitudini con i Tool, ma il resto dell'album si discosta nettamente da questa prima impressione. Dopo la pubblicazione del primo lavoro Paz Lenchantin e Troy van Leeuwen lasciano la band per andare a suonare rispettivamente negli Zwan la nuova band di Billy Corgan ex-Smashing Pumpkins e nei Queens of the Stone Age e saranno sostituiti da Jeordie White (noto anche come Twiggy Ramirez ex Marilyn Manson) e James Iha, gi… chitarrista degli Smashing Pumpkins. Tra le cuoriosita' segnaliamo che per distinguere le sue apparizioni con i Tool da quelle con gli A Perfect Circle, Maynard James Keenan usa con questi ultimi una lunga parrucca per tutte le apparizioni dal vivo, per i video musicali, set fotografici e tutte le occasioni ufficiali in cui si presenta come cantante degli A Perfect Circle. Con i Tool esibisce invece la sua veste normale, cioŠ con i capelli rasati.
Euro
39,00
codice 2128251
scheda
A tribe called quest The low end theory
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1991  jive / private 
hip-hop
Ristampa private press, con copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura, che come questa era su singolo lp, solo successivamente ampliata a doppio album. Pubblicato nel settembre del 1991 dalla Jive Records "The Low End Theory" e' il secondo album degli A Tribe Called Quest, uscito dopo "People's instinctive travels" e prima di "Midnight Mauraders". Il disco rappresenta secondo la critica una delle migliori testimonianze di fusione tra atmosfere Jazz e Hip Hop, e in assoluto uno dei migliori album nella storia dell' Hip Hop, con una musica incentrata sulla groove su cui i due rappers Q-Tip e Phife Dawg rimano in modo fluido, gli arrangiamenti ne' scheletrici ne' complessi sono costituiti fondamentalmente da linee di basso, pattern ritmici, che suonano come una autentica batteria, con l'aggiunta di qualche campionamento e tastiera. Formatisi nel 1988 a New York, nel Queens, gli A Tribe Called Quest sono stati insieme ai De La Soul fra i principali esponenti dello hip hop alternativo al gangsta negli anni '90. Spiritosi e portatori di messaggi alternativi allo hip hop mainstream, con una predilezione per il campionamento di melodie jazz, esordirono su lp nel 1990 con ''People's instinctive travels...'', seguito poi da due lavori ancora piu' apprezzati, questo ''The low end theory'' (1991) e ''Midnight marauders'' (1993). Il successo critico e commerciale li porto' anche a girare in tour con il Lollapalooza 1994, prima dello scioglimento, poi rivelatosi momentaneo, avvenuto nel 1998.
Euro
18,00
codice 3034520
scheda
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1989  rocket girl 
punk new wave
Doppio album, ristampa del 2024, copertina senza barcode pressoche' identica alla prima rara tiratura, con tanto dell' originario "obi", e completo di inner sleeves. Pubblicato nell'ottobre del 1989 dalla Rough Trade in Gran Bretagna, dove giunse al sesto posto nella classifica indipendente, non uscito negli USA, l' ultimo album del gruppo londinese formato da Alex Ayuli e Rudi Tambala, definiti all' epoca dei primissimi singoli come i Jesus and Mary Chain di colore. Il gruppo dopo la sua prima fase artistica con sonorita' in bilico tra Cocteau Twins e Robert Wyatt, con atmosfere languide e sognanti che si incontrano con testi decadenti, riuscendo a profondere una implosione affascinante e suggestiva di cui e' testimone il loro primo album "69" uscito nel 1988, con questo successivo "i" propone una musica che, pur se marchiata profondamente dalla peculiare personalita' del gruppo, si fa decisamente piu' accessibile ed estroversa; vi confluiscono influenze pop e synth pop, talora non distanti dai New Order maturi, o dai contemporanei Colourbox e Wolfgang press, innestate con grande intelligenza in un tessuto sonoro sempre variegato ed intrigante ed in un songwriting che ancora una volta fornisce una manciata di memorabili episodi, come l' iniziale "A Love From Outer Space". Gli A.R.Kane fanno tesoro dell' esperienza del progetto M/A/R/R/S compiuta da Ayuli e Tambala (molti ricorderanno la hit "Pump Up The Volume"), ma non cede alla tentazione della dance ammiccante al grande pubblico e realizza un altro capitolo interessantissimo della sua purtroppo sottovalutata discografia. "i" e' sintesi perfetta tra sonorita' sognanti, soffuse e pop con atmosfere piu' autunnali e talora oscure discendenti dal post-punk britannico, con episodi di quello che si potrebbe definire una sorta di soul psichedelico sino a brani persino orchestrali, riuscendo cosi' a produrre tra le cose migliori e piu' originali espresse dalla musica inglese nella seconda meta' degli anni ottanta. In buona parte dei ventisei brani che lo compongono si abbandonano le atmosfere torbide del passato ad esclusioni di peraltro notevolissime eccezioni come la bellissima "Honeysuckleswallow" e tutta la quarta facciata dell'album, divisa tra brani rarefatti e pugni allo stomaco. La nascente generazione shoegaze ne fu molto influenzata, ma gli A.R.Kane non ebbero ne' la costanza ne' la fortuna necessarie per raccogliere quanto seminato, giungendo al loro terzo album "New Clear Child" solo nel '94, prima di sciogliersi. Rudy Tambala continuera' con i Sufi.
Euro
38,00
codice 3034388
scheda
Aa. vv. (persia '60) raks! raks! raks! 17 GOLDEN GARAGE PSYCH NUGGETS FROM THE IRANIAN 60S
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1960  survival research 
rock 60-70
Ristampa del 2023, copertina pressoche' identica a quella della poriginaria ormai rara tiratura del 2009, imperdibile raccolta dei piu' importanti gruppi della scena persiana dei sessanta e dei settanta, contiene 17 brani caratterizzati dalle influenze psichedeliche e garage che andavano per la maggiore in quegli anni, ma, che, comunque, presentano, nella maggior parte dei casi, un tocco di originalita' che rende questo lavoro un importante testimonianza di come la musica dei sessanta abbia attraversato confini politici e differenti culture. Ecco l'elenco dei brani con relativi gruppi: LITTLES - Fatemah Sultan MOHA JAMIN - Sheshwa Heshat Moho Jamin THE FLOWERS - Meekshi Manoo LITTLES - 4x8 jadeed GROUP TAKHALA LA - Dokhtar e Darya OJOOBA HA - Polhaee Skakastah PENAHI - dance music MOHA JAMIN - Ashke roya e Bashkahe OJOOBA HA - Bas ay Dokhtar ha MOHA JAMIN - Raks Raks Raks THE REBELS - Indian rebels KOUROSH Akhm Nakon (anche se il titolo indicato e' erroneamente quello dell' altro brano del 45 giri, "Hadjme Khali" GOOGOOSH - Respect GROUP SAGEED - Mosh va Karnah OJOOBA HA - Shekar dar kohestan THE LITTLES - Mehtaab SHABAH - I Need Somebaby to Love.
Euro
19,00
codice 3034243
scheda
Aa.vv. (country blues) Rough guide to hillbilly blues (ltd.)
Lp [edizione] nuovo  mono  eu  1926  world music network 
blues rnr coun
Edizione limitata, allegata tessera per il download digitale dell'album con materiale bonus, label marrone con scritte bianche, catalogo RGNET1357LP. Pubblicata nel 2017 dalla World Music Network, questa antologia documenta un aspetto del primo blues rurale di inizio del XX secolo non sempre evidenziato, quello della reciproca influenza fra musicisti afroamericani e bianchi, sia residenti da tempo che provenienti da comunità di più recente immigrazione negli Stati Uniti; intorno agli anni '20, il country blues era apprezzato anche dal pubblico bianco, a dispetto della suddivisione praticata dall'industria discografica americana in "race records", dischi riservati al pubblico di colore, e "hillbilly records" mirati invece a quello bianco. Gli artisti qui compilati sono infatti per lo più bianchi, fra cui il grande Jimmie Rodgers, influenzato fortemente dal blues degli afroamericani e, una volta giunto al successo, ispiratore a sua volta dei bluesmen di colore con i suoi "blue yodels"; altri artisti qui rappresentati, come Dock Boggs e Charlie Poole, due grandi pionieri del country folk del '900, erano meno direttamente influenzati dal blues, sebbene ne adottassero talora alcuni caratteri nel loro stile. Interessante anche la presenza di alcuni musicisti che avevano inserito nel country blues influenze della chitarra hawaiiana, quali il sopracitato Cliff Carlisle, i Dixon Brothers e Darby & Tarleton, così come quella di brani come "Spanish fandango" di John Dilleshaw & The String Marvel e "Guitar rag" di Roy Harvey e Jess Johnson, che documentano l'incontro fra tradizioni e tecniche di origine popolare europea e quelle afroamericane e bianche rurali degli Stati Uniti. Questa la scaletta completa: Roy Harvey & Jess Johnson, "Guitar Rag" (1930); Dick Justice, "Cocaine" (1928); Dock Boggs, "Down South Blues" (1927); Frank Hutchison, "Stackalee" (1927); Jimmie Rodgers, "Mule Skinner Blues (Blue Yodel #8)" (1930); John Dilleshaw & the String Marvel, "Spanish Fandango" (1929); Clarence Greene, "Johnson City Blues" (1928); Sam McGee, "Buck Dancer's Choice" (1926); Darby & Tarleton, "Slow Wicked Blues" (1929); Charlie Poole and the North Carolina Ramblers, "If The River Was Whiskey" (1930); Dixon Brothers, "Weave Room Blues" (1936); Larry Hensley, "Match Box Blues" (1934); Cliff Carlisle, "Trouble Minded Blues" (1937).
Euro
16,00
codice 3515794
scheda
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1983  spittle 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
copia ancora incellophanata, ristampa del 2009, edizione limitata di 300 copie, copertina pressoche' identica alla prima molto rara tiratura uscita originariamente su etichetta Electic Eye nel 1983, corredata di inner sleeve, catalogo SPITTLE8. Inserito dallo staff della rivista musicale Rumore tra i 50 dischi piu' importanti nella storia della new wave italiana, uno dei primi e fondamentali documenti del post punk del nostro paese, ideale seguito della raccolta "Gathered" che un anno prima la rivista Rockerilla aveva pubblicato sempre tramite la Electric Eye, ma capace di testimoniare una esponenziale crescita del "Movimento" attraverso 10 brani altrimenti inediti, appositamente realizzati per questa pubblicazione da altrettante bands selezionate tra quanto di meglio l' underground italico avesse proposto all' attenzione dei critici della all' epoca giovane rivista. L' album e' diviso tra una "Blue Section" che occupa il lato A, piu' morbidamente atmosferica, ed una "Pink Section", piu' rock e sperimentale, che occupa il lato B, e si segnala per la presenza di molte bands che si sarebbero rivelate fondamentali nell' ambito del nostro panorama negli anni a venire, oltre ad alcune piccole gemme da parte di bands dimenticate. Aprono i MODO con "Eyes in the Mirror", vagamente jazzata, con una interessante alternanza di vice maschile e femminile; i MONUMENTS con la bella "Wonderful Woman" propongono una versione piu' oscura e claustrofobica dei primi Soft Cell; suggestiva la malinconica e stranita "A Gift of Tears" dei JEUNESSE D'IVOIRE, aggressiva e claustrofobica "Vanity Fair" dei bravissimi FRIGIDAIRE TANGO, tra punk-funk ed atmosfere dark; i KIRLIAN CAMERA chiudono la prima side con la rarefatta ed oscura "Dreamtime Comes", veri e propri "veterani" della scena con gia' un 12" realizzato nel 1981 (nello stesso 1983 pubblicarono il primo album "It Doesn't Matter, Now", ed un altro 12"). La "Pink Section" sezione si apre con le 2 band fiorentine che per tutti gli anni '80 resteranno le piu' seguite ed amate di tutto il nuovo rock italiano: i LITFIBA, che gia' avevano pubblicato un anno prima il primo ep "Guerra", e nel 1983 pubblicarono anche il 7" "La Luna", sono presenti con uno dei brani piu' belli della loro discografia, la splendidamente atmosferica ed ipnotica "Transea" (poi riedita anni dopo in una versione pero' diversa); anche i DIAFRAMMA avevano gia' pubblicato del materiale, il 7" "Pioggia" ed uno split single con i concittadini Pankow, e qui, nello stesso anno in cui sarebbe uscito anche lo storico 12" Altrove", ci regalano l' oscura "Specchi D' Accqua", legata a doppio filo a certo post punk inglese dalle tinte dark, brano poi inserito nel loro primo album "Siberia", in versione divera; assai interessante e' "Fear" dei VOX REI, quasi dark punk, grezza ed aggressiva; "Dopo Hiedegger" dei Die Form testimonia al meglio l' attitudine caustica e sperimentale di questo progetto che sara' fertile di idee; infine "Danke Mami!" dei RINF pare riprendere certi esperimenti dei primi Gaznevada, tra punk, funk, elettronica e sperimentazione. Una testimonianza imperdibile, di notevole valore artistico oltretutto.
Euro
26,00
codice 260697
scheda
Aa.vv. (Flaming Lips, Prisonshake, Jawbox...) Chairman of the board - Interpretations Of Songs Made Famous By Frank Sinatra
Lp2 [edizione] originale  stereo  usa  1993  grass 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good punk new wave
prima stampa americana, doppio album di colore blu semitrasparente, copertina (con diversi segni di invecchiamento) fabbricata in Canada e con barcode 017531121210, label custom gialla e grigia con occhio sullo sfondo, scritte nere e logo Grass a destra, catalogo GROW1212-1. Pubblicato nel 1993 dalla Grass, questo album e' una sorprendente compilation di brani originariamente interpretati dal grande Frank Sinatra e qui riproposti da ventisei gruppi rock, ciascuno dei quali si prende cura di una canzone cercando di catturarne lo spirito dalla propria prospettiva. Particolarmente apprezzate sono le interpretazioni di Flaming Lips, Prisonshake e Jawbox. Questa la scaletta dei brani: Screeching Weasel, ''Chicago''; Kramer, ''My way''; Sister Double Happiness, ''Summer wind''; Babe The Blue Ox, ''Lady is a tramp''; Toadies, ''Luck be a lady''; Twitch, ''Pretty colors''; Lester Vegas, ''Fly me to the moon''; 10 Bright Spikes, ''Brazil'' (solo sulla versione in vinile); Girls Against Boys, ''My funny valentine''; Prisonshake, ''I wish I were in love again''; Flaming Lips, ''It was a very good year''; Pitchblende, ''Here's to the losers''; Vindictives, ''Call me irresponsible''; Mind Over Matter, ''New York, New York''; Swell, ''I've got the world on a string''; Crust, ''All or nothing at all''; Down By Law, ''That's life''; Treepeople, ''It was a very good year''; Samiam, ''Come fly with me''; Small, ''Something stupid''; Jawbox, ''I've got you under my skin''; Ritual Device, ''Young at heart'' (solo sulla versione in vinile); Mousetrap, ''I wish I were in love again''; Severin, ''Mack the knife''; Gnome, ''This town''; John's Black Dirt, ''Bim Bam Baby''.
Euro
14,00
codice 103922
scheda
Aa.vv. (folk mexico) Modern mayan: the indian music of chiapas, mexico
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1975  moi j'connais 
world
Copertina senza codice a barre. Ristampa del 2014 ad opera della Moi J'Connais Records, pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1975 dalla Folkways negli USA, questo album è il frutto del lavoro sul campo dell'ingegnere del suono e produttore newyorchese Richard Alderson, il quale si recò nella regione messicana del Chiapas e registrò sul posto brani strumentali e vocali della tradizione musicale indigena locale; il quadro che ci si trova di fronte ascoltando questo disco, è quello di una musica molto variegata, indubbio frutto dell'incontro fra le tradizioni delle popolazioni indigene e quelle ispaniche portate dall'Europa, e fors'anche fra antico e moderno: delicati canti femminili, episodi che ricordano la musica bandistica (con tanto di ottoni), ipnotiche trame corali acustiche di strumenti ad arco ed a corda che emanano, almeno apparentemente, una particolarissima festosità, lontana dal chiasso e dall'esuberanza. Questa la scaletta: "Todos Santos", "Trumpet Choir", "String Quartet", "String Trio And Vocal", "Tiger Stone Song", "Song Of Peace", "New Years Prayer", "Drums And Flute", "Ladies Dance", "Catarina Sone / Bull Dance", "Kosh, Kosh Avakan Kanan Chi", "Flute And Drum", "Majestic", "Good Friday Service / Carneval", "Senor De Tila".
Euro
18,00
codice 3515798
scheda
Aa.vv. (italian popular music) Italian Graffiti 1960/69 (10lp box)
lp10 [edizione] originale  stereo  ita  1980  k-tel 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent musica italiana
box di 10 lps, prima stampa, realizzata esclusivamente in Italia dalla K-Tel nel 1980, copertina in cartoncino lucido, senza barcode, etichetta gialla e bianca, presto ristampato con etichetta rossa. Un monumentale cofanetto che rappresenta, attraverso una selezione di ben 140 brani (quattordici per ogni disco), un viaggio attraverso i grandi successi della musica italiana degli anni '60, con un album per ogni decennio. Ci piace segnalare la presenza, nei volumi che vanno dal 1965 al 1969, di brani di Rokes, Equipe 84, Ricky Shane & the Skylarks (la leggendaria "Uno dei Mods"), Giganti, Nomadi, Corvi, Motowns, Profeti, Camaleonti, New Trolls, oltre a quella di singoli di Lucio Dalla, Showmen, Pooh, Nada, Caterina Caselli....
Euro
50,00
codice 260891
scheda
Aa.vv. (jazz) Giants of jazz volume two
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1977  who's who in jazz 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good jazz
prima stampa USA, copertina (con alcuni segni di usura) cartonata, label argento con scritte nere e logo Who's Who in Jazz nero in alto, catalogo WWLP21014. Pubblicato nel 1977 dalla Who's Who In Jazz, il questo secondo volume della serie "Giants of jazz", antologie introduttive che presentano incisioni di alcuni dei massimi jazzisti del '900, e che qui vede protagonisti Charles Mingus, Earl 'Fatha' Hines e Lionel Hampton, con registrazioni di divertente jazz melodico dai caratteri principalmente bop. Le date ed i luoghi delle sessioni non sono specificati, ma siamo potuti risalire a quelle della sessione condotta da Mingus. Nel brano di Charles Mingus, inciso allo Sudio 21 di New York il 6 novembre del 1977, suonano: Bob Nelums (piano), lo stesso Mingus (contrabbasso), Danny Richmond (batteria), Lionel Hampton (vibrafono), Gerry Mulligan (sax baritono e soprano), Richard Ford (sax tenore), Paul Jeffrey (sax tenore), Jack Walrath (tromba), Woodie Shaw (tromba) e Peter Matt (corno francese). In quelli a nome di Earl 'Fatha' Hines suonano invece: lo stesso Hines al piano, Milt Hinton al basso, Gradey Tate alla batteria, Sam Turner alle congas e Lionel Hampton al vibrafono. Infine, in quelli di Lionel Hampton suonano: lo stesso Hamton al suo vibrafono ed alla voce, George Duvivier ( basso), Bucky Pizzarelli (chitarra), Hank Jones (piano), Gradey Tate (batteria), Candido (congas), Oliver Jackson (batteria) e Dexter Gordon (sax tenore e soprano). Questa la scaletta: Lionel Hampton, "Volare"; Earl Hines / Lionel Hampton, "Fatha meets gates"; Lionel Hampton, "Lullabye of the leaves"; Charles Mingus, "So long Eric"; Lionel Hampton, "Misty", "Blues for hamp".
Euro
10,00
codice 335949
scheda
Aa.vv. (jazz) i maestri del trombone
Lp [edizione] originale  mono  ita  1987  musica jazz 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good jazz
stampa originale italiana, copertina (con qualche segno di invecchiamento) con note, crediti, lista dei brani e pubblicita' della tromba Monzino sul retroco, etichetta bianca all'esterno con cerchio marrone all'interno spostato a destra, scritta "Jazz" grande arancione in alto a sinistra lungo il perimetro, di questo album fuori commercio, uscito come allegato al n.10/87 della rivista Musica Jazz pubblicata dalla Rusconi Editore, che, appositamente compilato per i lettori del suddetto giornale, costituisce una preziosa antologia di famosi brani di alcuni tra i piu' grandi trombonisti della storia del jazz. Il disco inoltre, con una scelta accurata e storica dei brani e dei musicisti, si propone di mettere in risalto alcune tappe fondamentali nell'evoluzione di questo strumento. Altra particolarita' dell'album e' che propone ben 5 versioni inedite di famosi brani! Contiene in ordine: "Savoy Blues" (E.K. Ory), inedito, Roma dicembre '56, suonato dalla Kid Ory's Creole Jazz Band con il grande Kid Ory al trombone insieme a Alvin Alcorn, Phil Gomez, Cedric Haywood, Wellman Braud e Kansas Fields; "Higginbotham Blues" (Russell e Higginbotham), New York 5 febbraio '30, suonato da J.C. Higginbotham & His Six Hicks, composti, oltre che dal grande trombonista, da Henry 'Red' Allen, Charlie Holmes, Luis Russell, Will Johnson, George 'Pops' Foster e Paul Barbarin; "Black And Tan Fantasy" (Miley-Ellington), New York 'Carnegie Hall' 11 dicembre '43, suonato da Joe 'Tricky Sam' Nanton with Duke Ellington & His Orchestra e che consiste in un estratto della Black And Tan Fantasy dove e' possibile apprezzare il trombone di Nanton, maestro della sordina e del tipico 'jungle style' ellingtoniano; "I Got Rhythm" (Ira & George Gershwin), inedito, Radio 'Jubilee' '53-'54, suonato da Tommy Dorsey & His Orchestra, preso da una trasmissione radiofonica dell'ultimo periodo del grande trombonista Dorsey, uno dei protagonisti della Swing Era, e che qui ascoltiamo, tra l'altro insieme ad altri tre tromboni oltre all'orchestra, in una frenetica improvvisazione sul tema di Gershwin; "Lonesome Road" (Austin-Shilkret), New York '54, suonato da Miff Mole with Max Kaminsky & His Windy City Six, un gruppo che oltre al trombone di Mole e la tromba di Kaminsky vede la partecipazione, tra gli altri, del grande clarinetto di Pee Wee Russell e del piano di Joe Sullivan; "St, James Infirmary" (J. Primerose), inedito, Monterey Jazz Festival settembre '63, suonato da Jack Teagarden & His Band, gruppo che, oltre a Jack al trombone e suo fratello alla tromba, vede anche qui, tra gli altri, la presenza di Pee Wee Russell e Joe Sullivan; "I Want A little Girl" (Moll-Mencher), New York 24 luglio '46, suonato da Dickie Wells & Trummy Young with Buck Clayton's Big Eight e tratto da un rarissimio 78 giri della Hot Record Society, unisce due importanti trombonisti del 'middle jazz', a lungo colonne portanti di celebri orchestre: Dickie Wells con Count Basie e Trummy Young con Jimmie Lunceford; "Everywhere" (Bill Harris), New York 'Carnegie Hall' 25 marzo '46, suonata e incisa live da Bill Harris With Woody Herman & His Orchestra, che, oltre a Harris ed Herman, vede presenti, tra gli altri, Shorty Rogers alla tromba e Red Norvo al vibrafono; "Frank Speaking" (Kenton-Russo), inedito, Monaco di Baviera 16 settembre '53, suonata da Frank Rosolino with Stan Kenton & His Orchestra e che presenta forse la miglior formazione mai allineata da Stan Kenton, nellla quale sono qui presenti, tra gli altri, Lee Konitz (alto), Zoot Sims (tenore) e Stan Levey (batteria); "Lament" (J.J. Johnson), New York 24 agosto '54, suonato da Jay & Kai, vale a dire da due dei piu' grandi trombonisti della storia del jazz come J. J. Johnson e Kai Winding , qui supportati da una band che vede la presenza di Billy Bauer alla chitarra, Charles Mingus al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria; infine, "My Little Suede Shoes" (C. Parker), inedito, Milano 10 ottobre '64, suonato da J. J. Johnson & His Orchestra, brano che vede la presenza di "storici" boppers come Howard McGhee alla tromba, Sonny Stitt all'alto, Walter Bishop al piano, Tommy Potter al contrabbasso e Kenny Clarke alla batteria.
Euro
8,00
codice 301435
scheda
Aa.vv. (jazz) w. c. handy
Lp [edizione] originale  mono  ita  1988  musica jazz 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good jazz
stampa originale, realizzata in esclusiva come allegato al n.4/88 della rivista italiana Musica Jazz pubblicata dalla Rusconi Editore, copertina (con diversi segni di invecchiamento) italiana, note, crediti, e lista dei brani sul retrocopertina, etichetta bianca e marrone, scritta "Jazz" grande arancione in alto a sinistra lungo il perimetro, di questo album appositamente compilato per i lettori della suddetta rivista; consiste in un viaggio attraverso il "songbook" di W. C. Handy, reinterpretato da altri famosi musicisti nel corso della storia del jazz, in tredici brani registrati tra il 1923 ed il 1956. Il disco contiene in ordine: "Mister Crump", il primo dei blues di Handy (con il titolo originale poi cambiato in "Memphis Blues"), interpretato dallo stesso Handy ormai ottantenne il 12 aprile '52; "Memphis Blues", Chicago 13 luglio '54, suonato da Louis Armstrong and his All Stars, composti da Trummy Young al trombone, Barney Bigard al clarinetto, Billy Kyle al piano, Arvell Shaw al contrabbasso e Barrett Deems alla batteria; "St. Louis Blues", '43 circa, cantata con un'orchestra sconosciuta da Ethel Waters che qui ne da una interpretazione matura ed eloquentemente drammatizzata e personalizzata nei versi finali; "Yellow Dog Blues", New York 6 maggio '25, cantata da Bessie Smith e suonata dagli Henderson's Hot Six, che vedono la presenza tra gli altri, oltre a Fletcher Henderson al piano, di Coleman Hawkins al tenore; "Hesitating Blues", New York 2 gennaio '42, reinterpretata da Mugsy Spanier and his Ragtimers, composti, da Vernon Brown al trombone, Irving Fazola al clarinetto, Nick Caiazza al tenore, Dave Bowman al piano, Ken Broadhurst alla chitarra, Jack Kelleher al contrabbasso e Don Carter alla batteria; "Joe Turner Blues", New York 15 ottobre '40, reinterpretata da Big Joe Turner alla voce con Benny Carter and his All Stars, composti da Bill Coleman alla tromba, Benny Morton al trombone, Sonny White al piano, Ulysses Livingstone alla chitarra, Wilson Meyers al contrabbasso e Yank Porter alla batteria; "Beale Street Blues", Chicago 10 giugno '27, suonata da Jelly Roll Morton and his Red Hot Peppers, composti da George Mitchell alla cornetta, Gerald Reeves al trombone, Johnny Dodds al clarinetto, Stomp Evans all'alto, Bud Scott alla chitarra, Quinn Wilson alla tuba, Baby Dodds alla batteria; "Ole Miss", New York Basin Street East 23 giugno '56, reinterpretata da Louis Armstrong and his All Stars con la stessa formazione di "Memphis Blues" ma con Edmond Hall al clarinetto al posto di Barney Bigard; "Aunt Hagar's Blues", New York 9 settembre '38, reinterpretata da Paul Whiteman ed i suoi Swing Wing insieme al gruppo vocale dei "Four Modernaires"; "Loveless Love", New York 15 ottobre '40, reinterpretata da Billie Holiday, accompagnata da Benny Carter e la sua All Stars Orchestra con la stessa formazione che suona insieme a Big Joe Turner in "Joe Turner Blues"; "Atlanta Blues", New York 1 agosto '23, reinterpretata da Sara Martin, una delle cantanti "classiche" di blues, accompagnata qui dai Clarence Williams' Blue Five, tra i quali spicca la figura di Sidney Bechet al soprano; "Chantez-Les Bas", Hollywood 7 settembre '40, suonata da Artie Shaw e la sua Orchestra insieme ad una sezione di 6 violini, 2 viole e un violoncello; "Beale Street Blues", Denver 9 luglio '47, reinterpretata questa volta da Duke Ellington e la sua Orchestra nella quale spiccano i nomi di Johnny Hodges all'alto e Oscar Pettiford al contrabbasso; ed infine, "St Louis Blues", New York 27 aprile '49, cantata da Babs Gonzales e suonata da Jay Jay Johnson al trombone, Alberto Socarras al flauto, Don Redman all'alto ed al soprano, Sonny Rollins al tenore, Wynton Kelly al piano, Bruce Lawrence al contrabbasso e, dulcis in fundo, Roy Haynes alla batteria.
Euro
8,00
codice 301437
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1988  tramite 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa italiana della bella e rara compilation, interamente registrata in presa diretta, pubblicata dalla etichetta Tramite di Brescia, con copertina apribile senza barcode, etichetta grigia con scritte e logo neri, Catalogo 88001. Buona la prima facciata, con i sottovalutati VIEWS (mai cosi' psichedelici, con il brano inedito ''Expectations''), i D.H.G. (due brani tiratissimi, molto belli, l'inedito ''Avatara'' e ''Guarda il cielo che brucia, tratto dal 12'' ''Arido cammino'') ed i Settore Out (con l'inedito ''Un grido nel cielo''); da KO la seconda side, con 2 brani per i KIM SQUAD & THE DINAH SHORE ZEEKAPERS (irresistibile psichedelia acida westcoastiana, con gli inediti ''Macaibo'' e ''The world's a bum''), 2 per i pisani LIARS (due notevoli covers di "Baby Please Don't Go" e "Satisfaction Guaranteed", quest'ultima tratta dalla cassetta compilation ''Stoneage cassette'' del 1987) e due per i grandissimi Not Moving, tra cui una abrasiva "Break on Through" dei Doors e ''Spider'', entrambe tratte dal 12''ep ''Jesus loves his children'' del 1987. Consigliato.
Euro
28,00
codice 260397
scheda
AA.VV. (louisiana Cajun) another saturday night
LP [edizione] originale  mono  uk  1974  OVAL 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good blues rnr coun
Prima rara stampa, in mono, realizzata dalla inglese Oval, nella versione definitiva con il corretto anno di uscita "1974" sul retro, copertina (con moderati segni di invecchiamento sul retro) pressata da E.J.Day Group", con "Distributed by Virgin Records, 119 Portobello Road" sul retro, etichetta azzurra con logo e scritte blue, catalogo OVL3001. Pubblicato in Inghilterra, Francia e Germania nel 1974, poi piu' volte ristampato, si tratta di un album che raccoglie brani Cajun, Swamp rock / Rhythm and Blues della Louisiana , ed e' stato considerato come ''the best introduction to the music of the region''. Prima uscita della inglese Oval, ebbe una influenza notevole tra tatnti musicisti inglesi e contribui' in maniera risolutiva alla conoscenza della musica Cajun in Europa. Contiene il seguente materiale: A1 –Tommy McLain Before I Grow Too Old A2 –Belton Richard Cajun Fugitive (I'm A Lonesome Fugitive) A3 –Tommy McLain & Clint West Try To Find Another Man A4 –Vince Bruce Jole Blon A5 –Gary Walker Who Needs You So Bad A6 –Belton Richard Oh Lucille B1 –Clint West Another Saturday Night B2 –Belton Richard Un Autre Soir D'ennui (Another Sleepless Night) B3 –Johnnie Allen The Promised Land B4 –Austin Pitre Two Steps De Bayou Teche B5 –Rufus Jagneaux Downhome Music B6 –Belton Richard Laisser Les Cajuns Dancer
Euro
18,00
codice 48784
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Lp [edizione] originale  stereo  ita  1982  electric eye 
  [vinile]  excellent  [copertina]  excellent punk new wave
l' originale rara stampa, copertina senza barcode, etichetta custom in bianco e nero, catalogo EELP001. La molto rara prima tiratura, uscita su etichetta Electic Eye nel 1982 (era stato il primo numero di catalogo di quella label cosi' importante nell' ambito del rock italiano degli anni '80). Inserito dallo staff della rivista Rumore tra i 100 dischi fondamentali nella storia della new wave italiana, uno dei primi e piu' importanti documenti del post punk del nostro paese, insieme alle altre (comunque successive) storiche raccolte "Body Section" e "Catalogue Issue"; prodotto dalla rivista Rockerilla nel 1982, contiene 12 brani altrimenti inediti, appositamente realizzati per questa pubblicazione da altrettante bands selezionate tra quanto di meglio l' underground italico avesse proposto all' attenzione dei critici della all' epoca giovane rivista. Aprono questo piccolo gioiello i VICTROLA di Messina con la suadente "Into His Gloves", acerba ma affascinante anticipazione del magnifico 12" "Maritime Tatami" che la stessa Electric Eye presto pubblichera'; seguono gli STATE OF ART con "Venice" che recupera le sonorita' funk e new wave accostabili ai primi A Certain Ratio; sulla stessa scia gli X-RATED con la bella "Tokyo Alert"; i NOT MOVING lasciano la loro prima testimonianza discografica con la prima versione del conturbante garage punk psichedelico "Baron Samedi", tratta dal loro primo demo del 1981, e poi riregistrata per il loro primo ep (anch'esso uscira' per la Electric Eye); il duo BLAUE REITER con il brano "A Correct Adulation Of Himself" rappresentano una delle sorprese della raccolta, splendida ballata new wave dominata da un basso palpitante (dalle loro ceneri nasceranno i Virisanse), ed aprono le porte al brano "Terror" dei DEATH SS, dall' impronta dark punk, esordio discografico assoluto per la band di Paul Chain che lasciava presagire le future direzioni del gruppo. La ballata elettro-disco "Bandana Boys" dei Dirty Actions, gloriosa formazione le cui tracce registrate in studio impallidiscono rispetto alle leggendarie esibizioni dal vivo, unico brano cantato in italiano, apre il secondo lato; segue la spigolosa "Automaton's" dei B-SIDES, sorprendentemente vicini ai primissimi Cure, che fanno da apripista alla sorprendente "Waving In The Dark" degli STYLE SINDROME capitanati da Anna Di Stefano la cui voce non puo' non ricordare Siouxsie Sioux; "Maimed" dei WAX HEROES cupa e lenta esplode nel suo evolversi in una atipica e singolarissima ballata che trova quiete nella successiva geniale "Haiti Blues" degli EAZY CON, tra la New York di Laurie Anderson, della no-wave e contaminazioni etniche (poi riregistrata anni dopo nel loro unico album); chiudono gli esordienti PANKOW con la bellissima "We Are The Joy", perla stupenda ed impressionante del gruppo fiorentino, con una inedita formazione che li vedeva ancora distanti dalla svolta elettronica, e molto piu' vicina alle sonorita' dei concittadini Neon o Karnak, che accresce ulteriormente il valore di questo vero e proprio reperto.
Euro
40,00
codice 260696
scheda
Aa.vv. (peru experimental) Territorio del eco: experimentalismos y visiones de lo ancestral en el peru 1975 – 1989 (ltd.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  per  1975  buh 
world
Edizione limitata a 300 copie, allegato libretto di otto pagine formato 12" con foto e note, label custom verde e gialla con scritte nere, logo Buh Records nero in alto a destra, catalogo BR148. Pubblicata nell'aprile del 2022 dalla Buh, questa antologia compila nove brani, quattro dei quali inediti, incisi fra il 1975 ed il 1989 da alcuni dei più brillanti sperimentatori musicali attivi in Perù fra gli anni '70 ed '80, fra cui Miguel Flores ed Arturo Ruiz del Pozo (vedi sotto per le loro notizie biografiche). Fu un periodo molto fertile per questa piccola ma vivace scena sperimentale del paese andino, basata soprattutto a Lima, i cui protagonisti si contraddistinsero per la volontà di far interagire fuidamente diverse culture e concezioni: ritroviamo in queste opere caratteri di musique concrete, avanguardia elettronica e tecniche di manipolazione dei nastri insieme a strumenti acustici tradizionali ed a riferimenti a culture musicali folk andine, afro-peruviane ed amazzoniche, create da artisti che provenivano dalle più diverse esperienze, dalla musica rock al jazz fino alla sperimentazione accademica, ma anche dalle arti visuali e dalla poesia. Emerge da questi affascinanti brani l'idea di voler dare vita ad un incontro fra il Perù moderno e proiettato nel cosmopolismo, che stava emergendo in quegli anni, e la parte più ancestrale, folklorica ed indigena della cultura peruviana, rimasta ai margini dalla città contemporanea, ma che si voleva artisticamente portare o riportare al suo interno con un processo creativo lontano dalla riproposizione filologica delle tradizioni, bensì integrato con idee e tecniche all'avanguardia. Questi i brani presenti: Omar Aramayo, "Nocturno" (dalla cassetta autoprodotta "Nocturno", 1983); Manongo Mujica, "Invocación" (dalla cassetta autoprodotta "Mundos", 1989); Corina Bartra, "Jungle" (dall'album "Yambambo", 1985); Julio Algendones "Chocolate", "Eleegua" (estratto dalla cassetta autoprodotta "Canto eleegua", 1984); Ave Acustica, "Llegué a lima al atardecer" (inedito, 1975); Espiritus, "Bosques girando al tirmo del sol" (inedito, 1987); Miguel Flores, "Indio de la ciudad" (inedito, 1979); Luis David Aguilar, "La tarkeada" (inedito, 1986); Arturo Ruiz del Pozo, "Retorno" (dalla cassetta autoprodotta "Viajero terrestre", 1986). Miguel Flores, nato a Lima nel 1951, è un musicista peruviano autodidatta, attivo appena adolescente come batterista dei The Loop's e poi nei Thee Image nella seconda metà degli anni '60, consacrandosi sulla scena rock nella prima metà dei '70 nel ruvido gruppo hard rock PAX; in seguito percorrerà strade più sperimentali, ma con un orecchio teso anche al folk peruviano, nei suoi progetti Ave Acustica (1975-1978) e La Orquesta Integral Del Sol (1979). Autore di musiche per teatro, balletto e film, Flores è considerato uno dei più importanti musicisti creativi sulla scena peruviana degli anni '70 e '80, quando opera un originale lavoro di sintesi fra art rock, sperimentazione e folk del proprio paese, seguendo un approccio non tradizionale. Arturo Ruiz del Pozo, nato a Lima nel 1949, è uno dei talenti emersi nella musica sperimentale peruviana degli anni '70: studiò con Miguel Donoso, Lily Rosay, Andres Sas, Edgar Valcárcel, Kenneth Jones e Lawrence Casserley, a Lima ed a Londra, dove nel 1978 ottenne un diploma accademico in composizione musicale, presso il Royal College of Music. Caratteristica della sua arte è la sintesi e l'interazione fra gli strumenti della musica tradizionale acustica peruviana con avanzate tecniche di manipolazione del suono che vanno dalla musique concrete ad un accurato lavoro con i nastri e particolari effetti come l'eco.
Euro
29,00
codice 2128455
scheda
Aa.vv. (pink floyd, small faces, Vashti Bunyan...) Tonite let's all make love in london (pink vinyl)
Lp [edizione] nuovo  mono  ger  1968  instant / immediate / charly 
rock 60-70
Ristampa del 2017 ad opera della Instant / Charly, in vinile da 180 grammi di colore rosa semitrasparente, copertina pressoche' identica alla rara prima tiratura, senza codice a barre, inserto con foto e crediti, adesivo di presentazione sulla busta plastificata esterna. Originariamente pubblicato nel 1968 in Gran Bretagna dalla Instant, sottoetichetta della Immediate di Andrew Loog Oldham, il leggendario album contenente musiche e parti vocali narrative tratte dalle sonorizzazioni del film ''Tonite let's all make love in London'', diretto da Peter Whitehead nel 1967, il cui soggetto era un ritratto della scena della Swingin' London di meta' anni '60, in particolare durante l'intensa stagione psichedelica. Sono presenti alcuni spezzoni della originariamente lunghissima ed inventiva versione del classico "Interstellar overdrive" dei Pink Floyd, incisa nel gennaio del 1967, prima del loro ingaggio da parte della EMI, della quale vengono qui proposte solo alcune brevi parti; accanto ad esse, troviamo brani di Small Faces, Vashti Bunyan, Chris Farlowe, Twice As Much e Marquis of Kensington, intercalati a brevi interviste tratte dai dialoghi del film, che hanno per protagonisti Andrew Loog Oldham, Mick Jagger, Michael Caine, Lee Marvin, David Hockney ed altri. Il contenuto musicale quindi coincide solo in minima parte con quello del mini album ''Tonite let's all make love in London'' pubblicato nel 1991 dalla See For Miles, che conteneva l'intera ''Interstellar overdrive'' (diciassette minuti) ed un altro lungo brano dei Floyd, ''Nick's boogie'', oltre ad alcune interviste. Questa la scaletta dell'album: Pink Floyd, ''Interstellar overdrive (soundtrack version)''; Michael Caine – interview 1; The Marquis of Kensington, ''The changing of the guard (soundtrack version)''; Twice As Much, ''Night time girl (soundtrack version)''; Genevieve – interview; Chris Farlowe, ''Out of time (soundtrack version)''; Edna O'Brien – interview; Pink Floyd, ''Interstellar overdrive – extract 1 (soundtrack version)''; Andrew Loog Oldham – interview 1; Vashti, ''Winter is blue – extract 1 (soundtrack version)''; Andrew Loog Oldham – interview 2; Vashti, ''Winter is blue – reprise (soundtrack version)''; Mick Jagger – interview''; Julie Christie – interview; Michael Caine – interview 2; Chris Farlowe, ''Paint it black (soundtrack version)''; David Hockney – interview; Chris Farlowe, ''Paint it black – reprise (soundtrack version)''; David Hockney – interview; Small Faces, ''Here come the nice (soundtrack version)''; Lee Marvin – interview; Pink Floyd, ''Interstellar overdrive – extract 2 (soundtrack version)''; Allen Ginsberg, ''Tonite let's all make love in london''.
Euro
18,00
codice 3034276
scheda
Aa.vv. (pink floyd, small faces, Vashti Bunyan...) Tonite let's all make love in london (pink vinyl)
Lp [edizione] nuovo  mono  ger  1968  instant / immediate / charly 
rock 60-70
Ristampa del 2017 ad opera della Instant / Charly, in vinile da 180 grammi di colore rosa semitrasparente, copertina pressoche' identica alla rara prima tiratura, senza codice a barre, inserto con foto e crediti, adesivo di presentazione sulla busta plastificata esterna. Originariamente pubblicato nel 1968 in Gran Bretagna dalla Instant, sottoetichetta della Immediate di Andrew Loog Oldham, il leggendario album contenente musiche e parti vocali narrative tratte dalle sonorizzazioni del film ''Tonite let's all make love in London'', diretto da Peter Whitehead nel 1967, il cui soggetto era un ritratto della scena della Swingin' London di meta' anni '60, in particolare durante l'intensa stagione psichedelica. Sono presenti alcuni spezzoni della originariamente lunghissima ed inventiva versione del classico "Interstellar overdrive" dei Pink Floyd, incisa nel gennaio del 1967, prima del loro ingaggio da parte della EMI, della quale vengono qui proposte solo alcune brevi parti; accanto ad esse, troviamo brani di Small Faces, Vashti Bunyan, Chris Farlowe, Twice As Much e Marquis of Kensington, intercalati a brevi interviste tratte dai dialoghi del film, che hanno per protagonisti Andrew Loog Oldham, Mick Jagger, Michael Caine, Lee Marvin, David Hockney ed altri. Il contenuto musicale quindi coincide solo in minima parte con quello del mini album ''Tonite let's all make love in London'' pubblicato nel 1991 dalla See For Miles, che conteneva l'intera ''Interstellar overdrive'' (diciassette minuti) ed un altro lungo brano dei Floyd, ''Nick's boogie'', oltre ad alcune interviste. Questa la scaletta dell'album: Pink Floyd, ''Interstellar overdrive (soundtrack version)''; Michael Caine – interview 1; The Marquis of Kensington, ''The changing of the guard (soundtrack version)''; Twice As Much, ''Night time girl (soundtrack version)''; Genevieve – interview; Chris Farlowe, ''Out of time (soundtrack version)''; Edna O'Brien – interview; Pink Floyd, ''Interstellar overdrive – extract 1 (soundtrack version)''; Andrew Loog Oldham – interview 1; Vashti, ''Winter is blue – extract 1 (soundtrack version)''; Andrew Loog Oldham – interview 2; Vashti, ''Winter is blue – reprise (soundtrack version)''; Mick Jagger – interview''; Julie Christie – interview; Michael Caine – interview 2; Chris Farlowe, ''Paint it black (soundtrack version)''; David Hockney – interview; Chris Farlowe, ''Paint it black – reprise (soundtrack version)''; David Hockney – interview; Small Faces, ''Here come the nice (soundtrack version)''; Lee Marvin – interview; Pink Floyd, ''Interstellar overdrive – extract 2 (soundtrack version)''; Allen Ginsberg, ''Tonite let's all make love in london''.
Euro
18,00
codice 3034146
scheda

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