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Dead can dance
Aion
Lp [edizione] nuovo stereo uk 1990 4ad
punk new wave
punk new wave
ristampa del 2017, pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura, e corredata dell' originaria inner sleeve. Pubblicato nel luglio del 1990 dalla 4AD in Gran Bretagna, non uscito negli USA, ''Aion'' e' il quinto album dei Dead Can Dance, uscito dopo ''The serpent's egg'' (1988) e prima di ''Into the labyrinth'' (1993). L'album vede il duo australiano approfondire la sua ispirazione medievaleggiante, che insieme a suggestioni mediorientali prende assolutamente il sopravvento sui canoni pop e rock, attraverso brani ora soavi ora dai toni raccolti e quasi ''monastici'', attraverso sonorita' in larga parte acustiche che trasportano in epoche e luoghi lontani. Il progetto Dead Can Dance nasce in Australia nel 1981 da Brendan e Lisa, entrambi di origini Anglo-Irlandesi. I due decidono di trasferirsi a Londra dove ottengono un contratto con la 4AD, diventandone uno dei gruppi di maggior successo e parteciperanno naturalmente anche al progetto aperto 4AD This Mortal Coil. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto ristrettivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura.
Dead can dance
Aion (eu)
Lp [edizione] nuovo stereo eu 1990 4ad / private
punk new wave
punk new wave
ristampa private press, copertina senza barcode pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura. Pubblicato nel luglio del 1990 dalla 4AD in Gran Bretagna, non uscito negli USA, ''Aion'' e' il quinto album dei Dead Can Dance, uscito dopo ''The serpent's egg'' (1988) e prima di ''Into the labyrinth'' (1993). L'album vede il duo australiano approfondire la sua ispirazione medievaleggiante, che insieme a suggestioni mediorientali prende assolutamente il sopravvento sui canoni pop e rock, attraverso brani ora soavi ora dai toni raccolti e quasi ''monastici'', attraverso sonorita' in larga parte acustiche che trasportano in epoche e luoghi lontani. Il progetto Dead Can Dance nasce in Australia nel 1981 da Brendan e Lisa, entrambi di origini Anglo-Irlandesi. I due decidono di trasferirsi a Londra dove ottengono un contratto con la 4AD, diventandone uno dei gruppi di maggior successo e parteciperanno naturalmente anche al progetto aperto 4AD This Mortal Coil. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto ristrettivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura.
Dead can dance
Garden of the arcane delights (+ peel sessions)
lp2 [edizione] nuovo stereo uk 1984 4ad
punk new wave
punk new wave
Imperdibile ristampa del 2016, ampliata a doppio album (il secondo lp contiene due sessions radiofoniche incise per John Peel presso la BBC inglese) e con copertina per l' occasione apribile. Questo il contenuto delle due Peel Sessions: la prima e' registrata il 19 novembre del 1983, prima quindi dell' esordio discografico, e contiene i brani "Instrumental", "Labour of Love", "Ocean", "Threshold"; la seconda e' registrata il 2 giugno 1984, poco dopo l' uscita del primo album "Dead Cand Dance", e contiene "Flowers of the Sea", "Penumbra", "Panacea" e "Carnival of Light". Questa la descrizione del mini "Garden of the Arcane Delights": Uno dei dischi piu' rari dello straordinario progetto degli australiani Lisa Gerrard e Brendan Perry, uscito nel settembre del 1984 e giunto al settimo posto della classifica indipendente inglese, non pubblicato negli USA, l'ep ''Garden of arcane delights'' vide la luce dopo il primo omonimo album e prima del loro secondo "Spleen And Ideal" (1985). "Garden Of The Arcane Delights" e' composto da quattro affascinanti brani, altrimenti inediti, bellissimi e chiaramente indicatori degli sviluppi futuri del progetto, gia' qui' largamente indipendente dalle influenze dark wave dell' esordio ed autore di una musica austera, rigorosa, ma emozionante come poche nel suo alternare oscurita' e squarci di luce. Il gruppo nasce nel 1981a Melbourne dall'unione del polistrumentista Brendan Perry con la cantante Lisa Gerrard, entrambi di genitori Anglo-Irlandesi i due si trasferiscono a Londra dove ebbe inizio la carriera di una delle piu' affascinanti ed evocative band della scuderia 4ad. Dead Can Dance e' tra i progetti piu' evocativi ed affascinanti nati dall'impeto post punk degli anni ottanta, capaci di abbattere le barriere di confine tra generi, riuscendo ad accomunare ed avvicinare diversi stili, oggi godono di un culto che e' riuscito a valicare il confine di genere musicale. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto riduttivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. Se infatti Perry, voce baritonale e predilezione per arrangiamenti ricchi e fantasiosi, era un colto e austero cantautore, Gerrard - la cui voce era molto piu' vigorosa e nervosamente instabile rispetto al sussurro fatato di Liz Fraser (Cocteau Twins) - preferiva cimentarsi in esercizi vocali liberi da metrica e grammatica, adagiati su partiture esotiche e magiche, cantati in un linguaggio inesistente, che mescolava svariati linguaggi "reali". Tanto l'intesa tra i due e' fin da subito a livelli vicini alla perfezione, quanto la loro ricerca: qui ci sono ancora tracce di rock, che in seguito andranno perdute del tutto (culminando in "Aion" del 1990, che e' un album di musica medievale "pura"), c'e' molta elettronica, sebbene nascosta e mascherata. La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura. ''Garden Of The Arcane Delights'' trasporta l'ascoltatore in un mondo e in un tempo alieni, antichi e lontanissimi eppure al tempo stesso incredibilmente "familiari" ed evocativi, come se le loro associazioni di armonie e sonorita' fossero iscritte nel nostro inconscio collettivo.
Dead can dance
into the labirynth
lp2 [edizione] nuovo stereo uk 1993 4AD
punk new wave
punk new wave
Ristampa del 2016 con copertina apribile, doppio album, contenente due tracce in piu' rispetto alla versione in cd ("Bird" e "Spirit", provenienti dalla compilation "A Passage in Time" del 1991). Uscito nel settembre del 1993, dopo "Aion" e prima di "Towards the Within", il sesto album del progetto degli australiani Lisa Gerrard e Brendan Perry. Come sara' anche nei lavori successivi, il disco presenta delle fortissime influenze etniche, peraltro non estranee neppure ai lavori precedenti, ma qui' decisamente in primo piano, sia dal punto di vista strumentale che negli esperimenti vocali della Gerrard, mantenendo inalterato il fascino straordinariamente evocativo, talora inquietante, della musica dei Dead Can Dance. Tra i brani "The Ubiquitous Mr Lovegrove", che ebbe un buon successo nell' ambito delle alternative radio americane. Il progetto Dead Can Dance nasce in Australia nel 1981 da Brendan e Lisa, entrambi di origini Anglo-Irlandesi. I due decidono di trasferirsi a Londra dove ottengono un contratto con la 4AD, diventandone uno dei gruppi di maggior successo e parteciperanno naturalmente anche al progetto aperto 4AD This Mortal Coil. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto ristrettivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. Se infatti Perry, voce baritonale e predilezione per arrangiamenti ricchi e fantasiosi, era un colto e austero cantautore, Gerrard - la cui voce era molto piu' vigorosa e nervosamente instabile rispetto al sussurro fatato di Liz Fraser (Cocteau Twins) - preferiva cimentarsi in esercizi vocali liberi da metrica e grammatica, adagiati su partiture esotiche e magiche, cantati in un linguaggio inesistente, che mescolava svariati linguaggi "reali". Spleen And Ideal, porta subito a livelli vicini alla perfezione tanto l'intesa tra i due, quanto la loro ricerca: qui ci sono ancora tracce di rock, che in seguito andranno perdute del tutto (culminando in "Aion" del 1990, che e' un album di musica medievale "pura"), c'e' molta elettronica, sebbene nascosta e mascherata. Ma i tre brani iniziali sono invece un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. "Out of the Depths of Sorrow" ci mostra la loro personale versione del "De Profundis", su una partitura fatta di cori liturgici sintetizzati e tirati allo spasimo, lunghissime frasi di organo e battiti isolati dei timpani; su tutto svetta il canto camaleontico di Gerrard, la cui "mostruosa" estensione vocale permetteva escursioni sempre piu' spettacolari, ora una litania mediorientale e ora un canto religioso rinascimentale. "Ascension" e' un breve strumentale condotto da un coro cavalleresco di trombe e tromboni, con un minaccioso drone elettronico in sottofondo, all'insegna di un'atmosfera di totale rarefazione, di attesa angosciosa, di suspence spettrale. "Circumradiant Dawn" e' un altro viaggio ipnotico di Lisa Gerrard: accompagnati da null'altro che una fisarmonica usata tipo sintetizzatore "cosmico" e da scarni rintocchi di chitarra, i suoi vocalizzi sembrano attraversare un cielo antico, stellato e freddissimo. Questi tre brani segnano il prologo a un'epopea arcana e spirituale, che non si concludera' in questo disco bensi' continuera' a evolversi di album in album. Il resto dell'opera e' caratterizzato invece dalle ballate filosofiche e visionarie di Brendan Perry, tra le quali svettano la ritmica ipnotica di "The Cardinal Sin" e il carosello magico di "Enigma of the Absolute" (quest'ultima una delle vette piu' alte del loro intero repertorio), entrambe arricchite da contributi "cameristici", in particolare violoncello e timpani. Ma i capolavori non mancano nemmeno sul versante di Gerrard, che si riserva due numeri da fuoriclasse nei quali scatenare la sua voce sovrumana: la turbolenta "Mesmerism", condotta da poliritmi frenetici e da un pianoforte impazzito, salvo poi sfociare in un meraviglioso vortice di archi ed elettronica, e la ancor piu' magica e trascinante "Avatar". La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura. Spleen And Ideal trasporta l'ascoltatore in un mondo e in un tempo alieni, antichi e lontanissimi eppure al tempo stesso incredibilmente "familiari" ed evocativi, come se le loro associazioni di armonie e sonorita' fossero iscritte nel nostro inconscio collettivo.
Dead can dance
john peel sessions 1983 - 1984
lp [edizione] nuovo stereo eu 1983 radio broadcast
punk new wave
punk new wave
copertina neutra nera con parte sagomata die-cut in corrispondenza delle etichette, con foglio posto sul fronte con foto, autore, titolo e lista dei brani; pubblicato nel novembre del 2024, questo album contiene gli otto brani delle due bellissime sessions radiofoniche registrate tra il 1983 ed il 1984 per la BBC inglese dal progetto australiano guidato da Lisa Gerrard e Brendan Perry, e trasmesse nella trasmissione del grande John Peel; sessions peraltro gia' incluse nella ristampa del 2016 del minialbum "Garden of the Arcane Delights", per quell' occasione ampliata a doppio album appunto con l' inserimento di un secondo disco con le sessions. Questo il contenuto delle due Peel Sessions: la prima e' registrata il 19 novembre del 1983, prima quindi dell' esordio discografico, e contiene i brani "Instrumental", "Labour of Love", "Ocean", "Threshold"; la seconda e' registrata il 2 giugno 1984, poco dopo l' uscita del primo album "Dead Cand Dance", e contiene "Flowers of the Sea", "Penumbra", "Panacea" e "Carnival of Light". Il gruppo nasce nel 1981a Melbourne dall'unione del polistrumentista Brendan Perry con la cantante Lisa Gerrard, entrambi di genitori Anglo-Irlandesi i due si trasferiscono a Londra dove ebbe inizio la carriera di una delle piu' affascinanti ed evocative band della scuderia 4ad. Dead Can Dance e' tra i progetti piu' evocativi ed affascinanti nati dall'impeto post punk degli anni ottanta, capaci di abbattere le barriere di confine tra generi, riuscendo ad accomunare ed avvicinare diversi stili, oggi godono di un culto che e' riuscito a valicare il confine di genere musicale. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto riduttivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. Se infatti Perry, voce baritonale e predilezione per arrangiamenti ricchi e fantasiosi, era un colto e austero cantautore, Gerrard - la cui voce era molto piu' vigorosa e nervosamente instabile rispetto al sussurro fatato di Liz Fraser (Cocteau Twins) - preferiva cimentarsi in esercizi vocali liberi da metrica e grammatica, adagiati su partiture esotiche e magiche, cantati in un linguaggio inesistente, che mescolava svariati linguaggi "reali". Tanto l'intesa tra i due e' fin da subito a livelli vicini alla perfezione, quanto la loro ricerca: qui ci sono ancora tracce di rock, che in seguito andranno perdute del tutto (culminando in "Aion" del 1990, che e' un album di musica medievale "pura"), c'e' molta elettronica, sebbene nascosta e mascherata. La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura. ''Garden Of The Arcane Delights'' trasporta l'ascoltatore in un mondo e in un tempo alieni, antichi e lontanissimi eppure al tempo stesso incredibilmente "familiari" ed evocativi, come se le loro associazioni di armonie e sonorita' fossero iscritte nel nostro inconscio collettivo.
Dead can dance
spiritchaser
lp2 [edizione] nuovo stereo uk 1993 4ad
punk new wave
punk new wave
Doppio album, ristampa del 2017, pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura, e corredata delle originarie inner sleeves. Uscito nel giugno del 1996, dopo "Towards the Within", l' ottavo ed ultimo album del progetto degli australiani Lisa Gerrard e Brendan Perry. Registrato con la partecipazione di Ronan O'Snodaigh, Lance Hogan e Peter Ulrich, gia' in passato coinvolti nel progetto, il disco e' la summa del percorso artistico dei Dead Can Dance, registrato in un contesto di tensioni e contrasti personali ed artistici che pero' non impedirono un nuovo splendido risultato, come i lavori immediatamente precedenti segnato da forti influenze etniche, ma anche desideroso in qualche modo di una maggiore comunicativita', evidente in un paio di episodi (con una citazione beatlesiana in "Indus", persino), e la splendida chiusura affidata significativamente alla delicata "Devorzhum". Naturalmente la Gerrard e Perry proseguiranno realizzando degli interessanti progetti solisti.
Dead can dance
Spleen and ideal
Lp [edizione] nuovo stereo uk 1985 4ad
punk new wave
punk new wave
ristampa del 2016, pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura, e corredata dell' originaria inner sleeve. Il secondo magnifico album della band di Lisa Gerrard e Brendan Perry, australiani con base in Inghilterra. Uscito nel dicembre del 1985 e giunto al secondo posto della classifica indie inglese, "Spleen An Ideal" e' senza alcun dubbio uno dei massimi capolavori del gruppo, chiaramente indicatore degli sviluppi futuri del progetto, qui' ormai solo in parte in parte legato alle influenze dark che, sebbene in una chiave assai personale, avevano caratterizzato l'omonimo album d'esordio, approdando gia' ad una musica austera, rigorosa, ma emozionante come poche nel suo alternare oscurita' e squarci di luce, evocazioni sacre e profane, da scenari ora medievali ora del tutto spirituali; in una continua ricerca volta verso il passato bellissimi brani ci trasportano in terre lontane incantate, degne di una sceneggiatura di Werner Herzog. Veramente bello, senza alcuna nota di caduta artistica come tutti i primi lavori dei Dead Can Dance, Spleen And Ideal con la sua sacralita' e' da considerarsi tra gli album di maggior risalto artistico della meta' degli anni '80. Il progetto Dead Can Dance nasce in Australia nel 1981 da Brendan e Lisa, entrambi di origini Anglo-Irlandesi. I due decidono di trasferirsi a Londra dove ottengono un contratto con la 4AD, diventandone uno dei gruppi di maggior successo e parteciperanno naturalmente anche al progetto aperto 4AD This Mortal Coil. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto ristrettivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. Se infatti Perry, voce baritonale e predilezione per arrangiamenti ricchi e fantasiosi, era un colto e austero cantautore, Gerrard - la cui voce era molto piu' vigorosa e nervosamente instabile rispetto al sussurro fatato di Liz Fraser (Cocteau Twins) - preferiva cimentarsi in esercizi vocali liberi da metrica e grammatica, adagiati su partiture esotiche e magiche, cantati in un linguaggio inesistente, che mescolava svariati linguaggi "reali". Spleen And Ideal, porta subito a livelli vicini alla perfezione tanto l'intesa tra i due, quanto la loro ricerca: qui ci sono ancora tracce di rock, che in seguito andranno perdute del tutto (culminando in "Aion" del 1990, che e' un album di musica medievale "pura"), c'e' molta elettronica, sebbene nascosta e mascherata. Ma i tre brani iniziali sono invece un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. "Out of the Depths of Sorrow" ci mostra la loro personale versione del "De Profundis", su una partitura fatta di cori liturgici sintetizzati e tirati allo spasimo, lunghissime frasi di organo e battiti isolati dei timpani; su tutto svetta il canto camaleontico di Gerrard, la cui "mostruosa" estensione vocale permetteva escursioni sempre piu' spettacolari, ora una litania mediorientale e ora un canto religioso rinascimentale. "Ascension" e' un breve strumentale condotto da un coro cavalleresco di trombe e tromboni, con un minaccioso drone elettronico in sottofondo, all'insegna di un'atmosfera di totale rarefazione, di attesa angosciosa, di suspence spettrale. "Circumradiant Dawn" e' un altro viaggio ipnotico di Lisa Gerrard: accompagnati da null'altro che una fisarmonica usata tipo sintetizzatore "cosmico" e da scarni rintocchi di chitarra, i suoi vocalizzi sembrano attraversare un cielo antico, stellato e freddissimo. Questi tre brani segnano il prologo a un'epopea arcana e spirituale, che non si concludera' in questo disco bensi' continuera' a evolversi di album in album. Il resto dell'opera e' caratterizzato invece dalle ballate filosofiche e visionarie di Brendan Perry, tra le quali svettano la ritmica ipnotica di "The Cardinal Sin" e il carosello magico di "Enigma of the Absolute" (quest'ultima una delle vette piu' alte del loro intero repertorio), entrambe arricchite da contributi "cameristici", in particolare violoncello e timpani. Ma i capolavori non mancano nemmeno sul versante di Gerrard, che si riserva due numeri da fuoriclasse nei quali scatenare la sua voce sovrumana: la turbolenta "Mesmerism", condotta da poliritmi frenetici e da un pianoforte impazzito, salvo poi sfociare in un meraviglioso vortice di archi ed elettronica, e la ancor piu' magica e trascinante "Avatar". La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura. Spleen And Ideal trasporta l'ascoltatore in un mondo e in un tempo alieni, antichi e lontanissimi eppure al tempo stesso incredibilmente "familiari" ed evocativi, come se le loro associazioni di armonie e sonorita' fossero iscritte nel nostro inconscio collettivo.
Dead can dance
The serpent's egg
Lp [edizione] nuovo stereo uk 1988 4ad
punk new wave
punk new wave
ristampa del 2017, pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura, e corredata dell' originaria inner sleeve. Il magnifico quarto album della band di Lisa Gerrard e Brendan Perry, australiani con base in Inghilterra. Uscito nel novembre del 1988 su 4AD, e giunto al quinto posto delle classifiche "indie" inglesi, dopo il precedente "Within the Realm of a Dying Sun", dettato da una ennesima straordinaria maturazione compositiva ed evolutiva, "The Serpent's Egg", e' sicuramente una delle espressione massime del gruppo, che riesce ad emanare evocazioni sacre e profane, medievali ed eteree; in una continua ricerca volta verso il passato bellissimi brani ci trasportano in terre lontane incantate, degne di una sceneggiatura di Werner Herzog. Veramente bello, senza alcuna nota di caduta artistica The Serpent's Egg con la sua sacralita' e' da considerarsi tra gli album di maggior risalto artistico di fine anni ottanta. Il progetto Dead Can Dance nasce in Australia nel 1981 da Brendan e Lisa, entrambi di origini Anglo-Irlandesi. I due decidono di trasferirsi a Londra dove ottengono un contratto con la 4AD, diventandone uno dei gruppi di maggior successo e parteciperanno naturalmente anche al progetto aperto 4AD This Mortal Coil. La 4AD di Ivo Watts-Russell sara' ricordata come etichetta fondamentale degli anni ottanta che ha avuto il merito di lanciare molti dei gruppi che hanno caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta; tra questi sicuramente un posto di primo piano spetta ai Dead Can Dance capaci di rappresentare il vertice assoluto di quella ricerca sul suono, sulle voci e sulle atmosfere cosi' lontano da un qualsivoglia genere di "pop", autori di sonorita' gotiche, medioevali ed eteree, anche se questo e' termine al quanto restrittivo per l'arte dei Dead Can Dance. Un'influenza, quella dei Dead Can Dance, che e' profondissima e non solo a livello strettamente musicale: l'importanza del duo anglo-australiano sta in primo luogo nell'aver introdotto nella musica rock un approccio "colto", un modo di comporre e costruire canzoni che nasceva da ricerche che erano non solo musicali ma anche letterarie, etnografiche e storiche. Gia' il loro primo album mostrava sia i primi germi di quel sound esoterico e medievaleggiante che sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica, sia stranianti divagazioni tribali. Perry e Gerrard si complementavano tanto in fase di composizione che di esecuzione, dividendosi piu' o meno equamente i brani e riuscendo a trasformare in un'unica "anima" due personalita' musicali che non potevano essere piu' distanti. Se infatti Perry, voce baritonale e predilezione per arrangiamenti ricchi e fantasiosi, era un colto e austero cantautore, Gerrard - la cui voce era molto piu' vigorosa e nervosamente instabile rispetto al sussurro fatato di Liz Fraser (Cocteau Twins) - preferiva cimentarsi in esercizi vocali liberi da metrica e grammatica, adagiati su partiture esotiche e magiche, cantati in un linguaggio inesistente, che mescolava svariati linguaggi "reali". Spleen And Ideal, porta subito a livelli vicini alla perfezione tanto l'intesa tra i due, quanto la loro ricerca: qui ci sono ancora tracce di rock, che in seguito andranno perdute del tutto (culminando in "Aion" del 1990, che e' un album di musica medievale "pura"), c'e' molta elettronica, sebbene nascosta e mascherata. La portata artistica dei Dead Can Dance non e' soltanto musicale, anzi forse il lato musicale e' addirittura meno interessante rispetto a tutto quello che sta dietro le loro canzoni, quel loro approccio metodico, scientifico, piu' simile alle tecniche etnologiche della ricerca sul campo, o all'archeologia sperimentale che alla composizione musicale. Ogni nota, ogni arrangiamento e ogni parola delle loro canzoni e' frutto di un lavoro lungo e paziente di studio, documentazione e "sperimentazione" alla ricerca della resa perfetta dell'atmosfera e dell'epoca che di volta in volta il duo mirava a ricreare a partire da segni ben precisi e scelti con cura. Spleen And Ideal trasporta l'ascoltatore in un mondo e in un tempo alieni, antichi e lontanissimi eppure al tempo stesso incredibilmente "familiari" ed evocativi, come se le loro associazioni di armonie e sonorita' fossero iscritte nel nostro inconscio collettivo.
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