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Cure Acoustic hits
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2001  fiction/polydor 
punk new wave
Doppio album in vinile 180 grammi, edizione "regolare", che segue quella in picture disc realizzata in occasione del Record Store Day dell' aprile 2017, copertina apribile, adesivo di presentazione sul fronte. Finalmente in vinile, il contenuto originariamente nel secondo cd nella versione in doppio cd del "Greatest Hits" del gruppo inglese pubblicato nel 2001. Denominato gia' all' epoca "Acoustic Hits", contiene 18 brani acustici registrati il 13 Agosto del 2001 agli Olympic Studios di Londra, tra i classici della band. Questa la lista dei brani: A1 Boys Don't Cry A2 A Forest A3 Let's Go To Bed A4 The Walk A5 The Lovecats B1 Inbetween Days B2 Close To Me B3 Why Can't I Be You? B4 Just Like Heaven B5 Lullaby C1 Lovesong C2 Never Enough C3 High C4 Friday I'm In Love D1 Mint Car D2 Wrong Number D3 Cut Here D4 Just Say Yes.
Euro
33,00
codice 2112855
scheda
Cure Concert - the cure live
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1984  fiction 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
prima rara stampa inglese (realizzata pero' solo nel 1988), copertina lucida con barcode, con indicazione del catalogo del cd sul retro, etichetta nera con scritte bianche, nella versione con i groove messages su entrami i lati ("play me loud" ed "eat me too" rispettivamente), catalogo FIXH10 823 682-1. Pubblicato nell'ottobre del 1984 dalla Fiction, il disco fu pressato in vari paesi ma in Inghilterra vennero distribuite le copie pressate in Olanda, ed il disco fu stampato li' solo nel 1988, nella sua prima edizione inglese. Giunto al 26esimo posto in classifica in Uk, non uscito negli USA, ''Concert'' e' il primo bellissimo live della dark band inglese, registrato nel maggio del 1984 tra Londra ed Oxford. Uscito dopo ''The top'' (1984) e prima di ''The head on the door'' (1985), contiene brani da tutti gli album pubblicati dalla band fino a quel momento e, come gia' '"The Top" lasciava intuire, chiude, nel migliore dei modi un'era, per i Cure e per il post punk inglese, attraverso esecuzioni splendide di "Shake Dog Shake", "Primary", "Charlotte Sometimes", "The Hanging Garden", "Give Me It", "The Walk", "One Hundred Years", "A Forest", "10:15 On a Saturday Night" e "Killing an Arab". I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex (UK), da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey; quello che sara' uno dei nomi piu' importanti nel panorama underground post-punk, dark e pop degli anni ottanta, ha le sue origini da una primordiale formazione chiamata Malice, successivamente verra' utilizzato lo pseudonimo Easy Cure, trasfigurato in breve tempo in The Cure. La formazione nel 1978 pubblichera' per la gloriosa Small Wonder, il singolo Killing An Arab; le potenzialita' della gruppo e il carisma di Robert Smith sono subito evidenti e questo permettera' loro di incontrare immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album (Three Imaginary Boys) e' essenzialmente un album post-punk, anche se l'omonimo brano lasciava presagire la loro carica intimista; i successivi tre album (Seventeen Seconds, Faith, Pornography) oltre a vedere l'entrata in formazione di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni dei The Cure, una triologia affascinante capace di caratterizzare molte delle sonorita' underground degli anni ottanta e molte di quelle a venire. Queste sonorita' saranno la base delle future emanazioni di Robert Smith che, travisandole, abbraccera' melodie pop-psichedeliche, mantenendo comunque una costante ed irriducibile venatura decadente; uno strano ma irresistibile ibrido capace di accattivarsi i favori della critica, del pubblico e di imporsi costantemente nelle classifiche internazionali per oltre venti anni, consegnando meritatamente e indiscutibilmente alla storia i The Cure come una delle piu' seminali ed influenti formazioni degli anni ottanta.
Euro
50,00
codice 253548
scheda
Cure Disintegration (extended version)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1989  fiction / polydor / universal 
punk new wave
Doppio album, ristampa rimasterizzata dai master tapes originali da Robert Smith, estesa doppio album (in vinile pesante 180 grammi), copertina apribile (l' originaria stampa non era apribile), inner sleeves con testi ed artwork. Si tratta della versione "integrale" dell' album "Disintegration", che qui include dodici brani, ovvero anche i due brani originariamente presenti solo nelle versioni in cassetta ed in cd del disco, ovvero l' oscura e psichedelica "Last Dance" e la delicata e sognante "Homesick". Pubblicato nel maggio del 1989 dalla Fiction in Gran Bretagna, dove giunse al terzo posto in classifica, e dalla Elektra negli USA, dove arrivo' alla 12esima posizione, ''Disintegration'' e' l'ottavo album in studio della band inglese, uscito dopo ''Kiss me kiss me kiss me'' (1987) e prima di ''Wish'' (1992); il secondo capitolo della lunga ''trilogia del dolore'' inaugurata da ''Pornography'' nel 1982. Si tratta dell' ultimo disco con Laurence Tolhurst in formazione, oltre che dell' opera che "restitui' " la band di Robert Smith ai fans della prima ora, dopo gli estroversi lavori precedenti, con le sue delicate atmosfere ora cupe, quasi dark, ora sognanti. Ne vennero tratti i singoli "Lullaby" (quinto nelle classifiche inglesi), "Lovesong" e "Pictures of You", e l'album fu il piu' venduto nella storia della band fino ad allora. Sara' anche l' ultimo vero album in studio fino al bellissimo e sottovalutato "Wish", che segnera' un ulteriore svolta nella musica dei Cure verso atmosfere insieme pop e psichedeliche, e con un successo ancora maggiore. I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Il gruppo muovera' i primi passi utilizzando il nome Easy Cure, sigla che vedeva protagonisti Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey e con la quale produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione, a nome The Cure, risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista del gruppo. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una trilogia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
25,00
codice 3029468
scheda
Cure Faith
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  fiction 
punk new wave
ristampa del 2016, rimasterizzata da Robert Smith, in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, completa di inner sleeve. Il leggendario immortale capolavoro dei tre ragazzi immaginari, uscito nell'aprile del 1981 in Gran Bretagna su Fiction, dove arrivo' alla 14esima posizione in classifica, e negli USA, dove non entro' in classifica, secondo capitolo di una straordinaria trilogia dark che era iniziata con "Seventeen seconds" e si concludera' col successivo "Pornography". Il "dark minimale" di "17 seconds" prende forma, preparandosi all' esplosione di "Pornography", le atmosfere stranite ed oscure della musica del gruppo viaggiano costantemente tra una dimensione onirica ed improvvisi cupi risvegli, in brani indimenticabili come ''Holy hour'', ''Primary'' (pubblicata anche su singolo), ''Other voices'', ''Funeral party'', ''Drowning man'' e ''Faith''. Il disco proietto' per la prima volta il gruppo verso i riscontri commerciali degli anni a venire, anche se qui il termine commerciale non corrisponde alle sonorita' proposte che riescono comunque a far breccia nelle charts anglosassoni. Dopo la pubblicazione di "Seventeen Seconds" il gruppo di Crawley si immerge in un lavoro dalle tinte ancora piu' grigie e sofferenti. Mai come in "Faith" il senso di decadenza sara' cosi' evidente in un disco dei Cure; i pezzi,se nel predecessore erano gia' piu' lenti rispetto all'esordio di "Three Imaginary Boys", adesso sono di una staticita' agonizzante, avvolti in un torpore mortale. "Faith" e' un'unica sensazione di meravigliosa angoscia impalpabilmente dilatata nel tempo, il suo incedere procede lento come una goccia di rugiada traccia il suo sentiero sul vetro di una finestra, fra echi di rassegnata disperazione e note sbieche di pianoforte riecheggianti, il suono di un qualcosa che vorrebbe venire fuori, ma troppo distante affondato nel baratro della psiche umana dello stesso Robert Smith in un momento di particolare sensibilita' in cui il dolore e' da lui stesso palpabile e reale, scritto in un periodo di cui oggi evita volentieri di parlarne, la sua voce suona come un eco lontano, gemiti dispersi in un ghiacciaio affiancati dalla sezione ritmica di Gallup e Tolhurst che scandisce un tempo in perpetua brama di spegnersi. Su tutto, orde di chitarre minimali e suoni sintetici che vibrano come le corde dell'anima. I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex sotto lo pseudonimo Easy Cure, da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey, produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una triologia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
27,00
codice 3029024
scheda
Cure faith + carnage visors & bonus
LP2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  vinyl lovers 
punk new wave
ristampa in vinile 180 grammi, ampliata a doppio album, con copertina apribile senza barcode. Con l' aggiunta qui della fantomatica "Carnage Visors", evocativo strumentale che occupa la intera terza facciata, originariamente nella versione su cassetta dell' album, e di cinque brani inediti su album, nella quarta facciata, ovvero la celebre "Charlotte Sometimes" (uscita su singolo nell' ottobre del 1981, poi su varie raccolte), "Going Home Time" (outtake, settembre 1980), "The Violin Song" (outtake, febbraio 1981), "A Normal Story" (outtake, febbraio 1981) e "Forever" (registrata dal vivo nell' estate 1981). Il leggendario immortale capolavoro dei tre ragazzi immaginari, uscito nell'aprile del 1981 in Gran Bretagna su Fiction, dove arrivo' alla 14° posizione in classifica, e negli USA, dove non entro' in classifica, secondo capitolo di una straordinaria trilogia dark che era iniziata con "Seventeen seconds" e si concludera' col successivo "Pornography". Il "dark minimale" di "17 seconds" prende forma, preparandosi all' esplosione di "Pornography", le atmosfere stranite ed oscure della musica del gruppo viaggiano costantemente tra una dimensione onirica ed improvvisi cupi risvegli, in brani indimenticabili come ''Holy hour'', ''Primary'' (pubblicata anche su singolo), ''Other voices'', ''Funeral party'', ''Drowning man'' e ''Faith''. Il disco proietto' per la prima volta il gruppo verso i riscontri commerciali degli anni a venire, anche se qui il termine commerciale non corrisponde alle sonorita' proposte che riescono comunque a far breccia nelle charts anglosassoni. Dopo la pubblicazione di "Seventeen Seconds" il gruppo di Crawley si immerge in un lavoro dalle tinte ancora piu' grigie e sofferenti. Mai come in "Faith" il senso di decadenza sara' cosi' evidente in un disco dei Cure; i pezzi,se nel predecessore erano gia' piu' lenti rispetto all'esordio di "Three Imaginary Boys", adesso sono di una staticita' agonizzante, avvolti in un torpore mortale. "Faith" e' un'unica sensazione di meravigliosa angoscia impalpabilmente dilatata nel tempo, il suo incedere procede lento come una goccia di rugiada traccia il suo sentiero sul vetro di una finestra, fra echi di rassegnata disperazione e note sbieche di pianoforte riecheggianti, il suono di un qualcosa che vorrebbe venire fuori, ma troppo distante affondato nel baratro della psiche umana dello stesso Robert Smith in un momento di particolare sensibilita' in cui il dolore e' da lui stesso palpabile e reale, scritto in un periodo di cui oggi evita volentieri di parlarne, la sua voce suona come un eco lontano, gemiti dispersi in un ghiacciaio affiancati dalla sezione ritmica di Gallup e Tolhurst che scandisce un tempo in perpetua brama di spegnersi. Su tutto, orde di chitarre minimali e suoni sintetici che vibrano come le corde dell'anima. I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex sotto lo pseudonimo Easy Cure, da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey, produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una triologia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
32,00
codice 2110912
scheda
Cure greatest hits
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2001  polydor / fiction 
punk new wave
doppio album in vinile 180 grammi, copertina apribile, catalogo 571543-4. Rimasterizzata da Robert Smith, la stampa vinilica (per la prima volta realizzata nell' aprile del 2017 in occasione del Record Store Day e qui nella successiva edizione "regolare") della raccolta uscita nel 2001 in cd, con gli stessi 18 brani della versione regolare del doppio cd, carrellata di successi della fondamentale band inglese, da "Boys Don't Cry" del 1979 ai due brani precedentemente inediti, ""Cut Here" e "Just Say Yes", pubblicati su singolo rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Questa la lista completa: "Boys Don't Cry", "A Forest (shortened edit)", "Let's Go to Bed", "The Walk", "The Lovecats", "In Between Days", "Close to Me (remix)", "Why Can't I Be You?", "Just Like Heaven (remix)", "Lullaby (remix)", "Lovesong (remix)", "Never Enough", "High (single mix)", "Friday I'm in Love", "Mint Car (radio mix)", "Wrong Number", "Cut Here", "Just Say Yes".
Euro
33,00
codice 2109103
scheda
Cure Kiss me kiss me kiss me
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1987  fiction 
punk new wave
ristampa del 2016, rimasterizzata da Robert Smith, doppio album in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, completo di inner sleeves. Uscito nel maggio del 1987 su Fiction in Gran Bretagna, giunto al sesto posto della classifica inglese (miglior risultato fino a quel momento di un album della band) e su Elektra negli USA dove giunse alla 35° posizione, ''Kiss me kiss me kisss me'' e' il settimo album in studio, forse il loro piu' complesso, diviso tra episodi chitarristici ora aggressivi ora venati di psichedelia, delicate pop songs, estrosi brani da classifica, come a dire il passato ed il futuro di Robert Smith e soci, uno dei piu' importanti gruppi della storia del rock. Realizzato con la stessa formazione del precedente "The Head on the Door", il disco dischiuse al gruppo le porte del mercato americano, preparando il successo oltreoceano del successivo "Disintegration". I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Inizialmente il gruppo muovera' i primi passi utilizzando il nome Easy Cure, sigla che vedeva protagonisti Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey e con la quale produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione, a nome The Cure, risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista del gruppo. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una triologia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
33,00
codice 2112066
scheda
Cure Pornography
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  fiction 
punk new wave
ristampa del 2016, rimasterizzata da Robert Smith, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, completa di inner sleeve. Uscito nell'aprile del 1982 su Fiction in Gran Bretagna e su A&M negli USA, ad un anno esatto dal precedente "Faith", il quarto album della band inglese, il terzo di una straordinaria trilogia "dark" che, dopo i quasi minimali capitoli precedenti li vide qui proporre una musica altrettanto introversa e cupa, ma espressa in una sorta di violenta implosione che fa di questo capolavoro uno dei dischi piu' "estremi" della storia del rock, autentico muro del suono in cui la violenza non e' uno sfogo, ma una necessita', e l' incubo si confonde con la realta' senza piu' vie di fuga. Inutile davvero citare singoli episodi di un disco epocale; "The Hanging Garden" venne pubblicata anche su singolo, l'album per la prima volta porto' la band nei primi 10 posti delle classifiche inglesi (al numero 8), sebbene restasse ancora fuori dalla classifica USA. I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Dopo una crisi che nei due anni precedenti aveva ridotto la line-up al trio formato da Smith, Simon Gallup (basso e tastiere) e Laurence Tolhurst (batteria), Robert Smith riusci' a raggiungere l'apice della sua vena poetica, perfettamente supportato dai due compagni. I tre diedero cosi' vita al loro lavoro piu' complesso e ambizioso della loro discografia riuscendo ad ottennere una pietra miliare nel genere dark. Un'opera intimista, emozionante e desolata, che trasuda un senso quasi tangibile di disfacimento e decadenza. L'attacco di "One Hundred Years" lascia subito col respiro mozzato: l'incedere ossessivo della batteria elettronica, gli spettrali cori delle tastiere, le lancinanti fitte chitarristiche preparano il terreno alla declamazione concitata di uno Smith in piena crisi nervosa, che esordisce con un programmatico "it doesn't matter if we all die". Si accavallano rimpianto e sofferenza, ricordi di amori e felicita' ormai perduti e visioni di un mondo privo di senso, come ribadito anche dalla successiva "A Short Term Effect", brano meno convulso ma dall'umore ancor piu' depresso: "A day without substance, a change of thought", proclama Smith, mentre cominciano sempre di piu' ad affollarsi nere immagini, tutto sembra essere arrivato alla fine, all'immobilita', al gelo eterno ("no movement, just a falling bird cold as it hits the bleeding ground"). "Creatures kissing in the rain, shapeless, in the dark again" popolano "The Hanging Garden", inquietante visione notturna e invernale, scandita da un frenetico ritmo tribale, esattamente all'opposto della straordinaria "Siamese Twins", danza ipnotica, all'insegna della rarefazione totale, dilatazione estrema del tempo e dello spazio, recitata e suonata come in trance: "I chose an eternity of this, like falling angels / the world disappear laughing into the fire". "Figurhead" e "A Strange Day" riprendono invece la cadenza languida e rilassata di "Short Term Effect", mentre Smith si dimena sempre piu' delirante, ma anche sempre piu' sconsolato, ormai circondato dal disfacimento, tormentato da incubi e allucinazioni. È soprattutto negli ultimi brani che uno Smith ispiratissimo distribuisce autentiche perle di poesia decadente ("A Strange Day", con un incipit surreale come "give me your eyes, that i might see the blind man kissing my hands", e' esemplare). Ed e' a questo punto che intona il suo requiem piu' doloroso, "Cold": le lunghe, solenni frasi di organo e le folgori elettroniche sorreggono un'impalcatura sonora gotica, mentre Smith trova finalmente il coraggio di fronteggiare l'opprimente senso di morte che lo affligge: "Ice in my eyes and eyes like ice don't move / screaming at the moon / another past time/ your name like ice into my heart / everything as cold as life.". Si finisce cosi' nel gorgo infernale della title-track, introdotta da un coro di voci spettrali, condotta da un crescendo percussivo tribale, indemoniato, apocalittico, in un mare di acutissime distorsioni e imponenti droni elettronici. Ma il brano piu' inquietante e dissonante e' anche quello che riesce a concludere l'album su una nota di lieve speranza: Smith sembra essere riuscito a trovare la giusta dimensione in cui racchiudere le sue psicosi, sempre pericolosamente sull'orlo dell'esplosione ("one more day like this and I'll kill you"), ma perlomeno conscio della sua situazione e pronto a tentare di ritrovare la pace. Non e' un caso che la frase posta a sigillo dell'opera sia un altro manifesto programmatico, ma diametralmente opposto a quello d'apertura: "I must fight this sickness, find a cure". I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex sotto lo pseudonimo Easy Cure, da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey, produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una triologia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
27,00
codice 2111995
scheda
Cure Pornography (+ bonus album)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  vinyl lovers 
punk new wave
lussuosa edizione con copertina apribile lucida senza barcode, in vinile 180 grammi, con un intero album in piu' in questa versione doppia, e proprio dal contenuto di questo disco "bonus" iniziamo: "Temptation Two (Aka LGTB)" e' registrata in studio nell' estate del 1982, poco dopo l' uscita dal gruppo di Simon Gallup, ed e' un esperimento psichedelico cha ha origine dalle sessios di "Pornography", dove era stata registrata una "Temptation" solo strumentale; questa versione e' anche cantata, e sul finale Robert Smith vi improvvisa dei motivetti che sono quelli che avrebbero presto dato origina el brano "Let's Go To Bed"; la lunghissima "Airlock" e' la colonna sonora del film di Ric Gallup utilizzato come introduzione dei concerti del gruppo nella tournee di "Pornography", e poi "Cold", "A Strange Day", "Pornography", "All Mine" sono registrate dal vivo all' Hammersmith Odeon nel maggio del 1982, "A Short Term Effect" e "Siamese Twins" sono registrate dal vivo a Bruxelles nel giugno del 1982. Il primo disco e' invece la ristampa dell' enorme capolavoro uscito nell' aprile del 1982, su Fiction in Gran Bretagna e su A&M negli USA, ad un anno esatto dal precedente "Faith", il quarto album della band inglese, il terzo di una straordinaria trilogia "dark" che, dopo i quasi minimali capitoli precedenti li vide qui proporre una musica altrettanto introversa e cupa, ma espressa in una sorta di violenta implosione che fa di questo capolavoro uno dei dischi piu' "estremi" della storia del rock, autentico muro del suono in cui la violenza non e' uno sfogo, ma una necessita', e l' incubo si confonde con la realta' senza piu' vie di fuga. Inutile davvero citare singoli episodi di un disco epocale; "The Hanging Garden" venne pubblicata anche su singolo, l'album per la prima volta porto' la band nei primi 10 posti delle classifiche inglesi (al numero 8), sebbene restasse ancora fuori dalla classifica USA. I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Dopo una crisi che nei due anni precedenti aveva ridotto la line-up al trio formato da Smith, Simon Gallup (basso e tastiere) e Laurence Tolhurst (batteria), Robert Smith riusci' a raggiungere l'apice della sua vena poetica, perfettamente supportato dai due compagni. I tre diedero cosi' vita al loro lavoro piu' complesso e ambizioso della loro discografia riuscendo ad ottennere una pietra miliare nel genere dark. Un'opera intimista, emozionante e desolata, che trasuda un senso quasi tangibile di disfacimento e decadenza. L'attacco di "One Hundred Years" lascia subito col respiro mozzato: l'incedere ossessivo della batteria elettronica, gli spettrali cori delle tastiere, le lancinanti fitte chitarristiche preparano il terreno alla declamazione concitata di uno Smith in piena crisi nervosa, che esordisce con un programmatico "it doesn't matter if we all die". Si accavallano rimpianto e sofferenza, ricordi di amori e felicita' ormai perduti e visioni di un mondo privo di senso, come ribadito anche dalla successiva "A Short Term Effect", brano meno convulso ma dall'umore ancor piu' depresso: "A day without substance, a change of thought", proclama Smith, mentre cominciano sempre di piu' ad affollarsi nere immagini, tutto sembra essere arrivato alla fine, all'immobilita', al gelo eterno ("no movement, just a falling bird cold as it hits the bleeding ground"). "Creatures kissing in the rain, shapeless, in the dark again" popolano "The Hanging Garden", inquietante visione notturna e invernale, scandita da un frenetico ritmo tribale, esattamente all'opposto della straordinaria "Siamese Twins", danza ipnotica, all'insegna della rarefazione totale, dilatazione estrema del tempo e dello spazio, recitata e suonata come in trance: "I chose an eternity of this, like falling angels / the world disappear laughing into the fire". "Figurhead" e "A Strange Day" riprendono invece la cadenza languida e rilassata di "Short Term Effect", mentre Smith si dimena sempre piu' delirante, ma anche sempre piu' sconsolato, ormai circondato dal disfacimento, tormentato da incubi e allucinazioni. È soprattutto negli ultimi brani che uno Smith ispiratissimo distribuisce autentiche perle di poesia decadente ("A Strange Day", con un incipit surreale come "give me your eyes, that i might see the blind man kissing my hands", e' esemplare). Ed e' a questo punto che intona il suo requiem piu' doloroso, "Cold": le lunghe, solenni frasi di organo e le folgori elettroniche sorreggono un'impalcatura sonora gotica, mentre Smith trova finalmente il coraggio di fronteggiare l'opprimente senso di morte che lo affligge: "Ice in my eyes and eyes like ice don't move / screaming at the moon / another past time/ your name like ice into my heart / everything as cold as life.". Si finisce cosi' nel gorgo infernale della title-track, introdotta da un coro di voci spettrali, condotta da un crescendo percussivo tribale, indemoniato, apocalittico, in un mare di acutissime distorsioni e imponenti droni elettronici. Ma il brano piu' inquietante e dissonante e' anche quello che riesce a concludere l'album su una nota di lieve speranza: Smith sembra essere riuscito a trovare la giusta dimensione in cui racchiudere le sue psicosi, sempre pericolosamente sull'orlo dell'esplosione ("one more day like this and I'll kill you"), ma perlomeno conscio della sua situazione e pronto a tentare di ritrovare la pace. Non e' un caso che la frase posta a sigillo dell'opera sia un altro manifesto programmatico, ma diametralmente opposto a quello d'apertura: "I must fight this sickness, find a cure". I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex sotto lo pseudonimo Easy Cure, da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey, produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una triologia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
32,00
codice 2113128
scheda
Cure Pornography (ltd. picture disc, rsd 2022)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  fiction /polydor / universal 
punk new wave
EDIZIONE LIMITATA IN PICTURE DISC, REALIZZATA IN 9000 COPIE IN OCCASIONE DEL RECORD STORE DAY DELL' APRILE 2022 E DEL 40ESIMO ANNIVERSARIO DALL' USCITA ORIGINARIA DEL DISCO. Copertina sagomata con larga apertura die-cut sul fronte, adesivo di presentazione sul cellophane. Uscito nell'aprile del 1982 su Fiction in Gran Bretagna e su A&M negli USA, ad un anno esatto dal precedente "Faith", il quarto album della band inglese, il terzo di una straordinaria trilogia "dark" che, dopo i quasi minimali capitoli precedenti li vide qui proporre una musica altrettanto introversa e cupa, ma espressa in una sorta di violenta implosione che fa di questo capolavoro uno dei dischi piu' "estremi" della storia del rock, autentico muro del suono in cui la violenza non e' uno sfogo, ma una necessita', e l' incubo si confonde con la realta' senza piu' vie di fuga. Inutile davvero citare singoli episodi di un disco epocale; "The Hanging Garden" venne pubblicata anche su singolo, l'album per la prima volta porto' la band nei primi 10 posti delle classifiche inglesi (al numero 8), sebbene restasse ancora fuori dalla classifica USA. I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Dopo una crisi che nei due anni precedenti aveva ridotto la line-up al trio formato da Smith, Simon Gallup (basso e tastiere) e Laurence Tolhurst (batteria), Robert Smith riusci' a raggiungere l'apice della sua vena poetica, perfettamente supportato dai due compagni. I tre diedero cosi' vita al loro lavoro piu' complesso e ambizioso della loro discografia riuscendo ad ottennere una pietra miliare nel genere dark. Un'opera intimista, emozionante e desolata, che trasuda un senso quasi tangibile di disfacimento e decadenza. L'attacco di "One Hundred Years" lascia subito col respiro mozzato: l'incedere ossessivo della batteria elettronica, gli spettrali cori delle tastiere, le lancinanti fitte chitarristiche preparano il terreno alla declamazione concitata di uno Smith in piena crisi nervosa, che esordisce con un programmatico "it doesn't matter if we all die". Si accavallano rimpianto e sofferenza, ricordi di amori e felicita' ormai perduti e visioni di un mondo privo di senso, come ribadito anche dalla successiva "A Short Term Effect", brano meno convulso ma dall'umore ancor piu' depresso: "A day without substance, a change of thought", proclama Smith, mentre cominciano sempre di piu' ad affollarsi nere immagini, tutto sembra essere arrivato alla fine, all'immobilita', al gelo eterno ("no movement, just a falling bird cold as it hits the bleeding ground"). "Creatures kissing in the rain, shapeless, in the dark again" popolano "The Hanging Garden", inquietante visione notturna e invernale, scandita da un frenetico ritmo tribale, esattamente all'opposto della straordinaria "Siamese Twins", danza ipnotica, all'insegna della rarefazione totale, dilatazione estrema del tempo e dello spazio, recitata e suonata come in trance: "I chose an eternity of this, like falling angels / the world disappear laughing into the fire". "Figurhead" e "A Strange Day" riprendono invece la cadenza languida e rilassata di "Short Term Effect", mentre Smith si dimena sempre piu' delirante, ma anche sempre piu' sconsolato, ormai circondato dal disfacimento, tormentato da incubi e allucinazioni. È soprattutto negli ultimi brani che uno Smith ispiratissimo distribuisce autentiche perle di poesia decadente ("A Strange Day", con un incipit surreale come "give me your eyes, that i might see the blind man kissing my hands", e' esemplare). Ed e' a questo punto che intona il suo requiem piu' doloroso, "Cold": le lunghe, solenni frasi di organo e le folgori elettroniche sorreggono un'impalcatura sonora gotica, mentre Smith trova finalmente il coraggio di fronteggiare l'opprimente senso di morte che lo affligge: "Ice in my eyes and eyes like ice don't move / screaming at the moon / another past time/ your name like ice into my heart / everything as cold as life.". Si finisce cosi' nel gorgo infernale della title-track, introdotta da un coro di voci spettrali, condotta da un crescendo percussivo tribale, indemoniato, apocalittico, in un mare di acutissime distorsioni e imponenti droni elettronici. Ma il brano piu' inquietante e dissonante e' anche quello che riesce a concludere l'album su una nota di lieve speranza: Smith sembra essere riuscito a trovare la giusta dimensione in cui racchiudere le sue psicosi, sempre pericolosamente sull'orlo dell'esplosione ("one more day like this and I'll kill you"), ma perlomeno conscio della sua situazione e pronto a tentare di ritrovare la pace. Non e' un caso che la frase posta a sigillo dell'opera sia un altro manifesto programmatico, ma diametralmente opposto a quello d'apertura: "I must fight this sickness, find a cure". I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex sotto lo pseudonimo Easy Cure, da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey, produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una triologia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
32,00
codice 3029403
scheda
Cure Seventeen seconds
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1980  fiction 
punk new wave
ristampa in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, completa di inner sleeve. Uscito nell'aprile del 1980 su Fiction in Gran Bretagna, anticipato di pochi giorni dal singolo "A Forest", e giunto al 20esimo posto della classifica inglese, Seventeen Seconds e' il secondo epocale album dei The Cure, primo capitolo di una straordinaria trilogia "dark" che si concludera' con il durissimo "Pornography" ma che inizio' con questo capolavoro di "dark minimale", essenziale, pieno di silenzi, straordinariamente lirico. "A Forest" e' certamente il suo brano piu' noto, ma nulla in questo album puo' essere tolto (ne' aggiunto), senza alterarne la magica perfezione. I brani si susseguono senza lasciare speranza, nel loro intercedere riescono a racchiudere l'essenza massima del movimento musicale post-punk dark anglosassone. Seventeen Seconds segna la dipartita dal gruppo di Michael Dempsey sostituito da Simon Gallup, compaiono inoltre per la prima volta nella musica dei The Cure le tastiere affidate a Matthieu Hartley. L'apertura dell'album e' affidata alla minimale A Reflection dove il tempo scandito dal piano ci inoltra nella successiva ed epocale Play For Today che si abbandona nelle atmosfere rarefatte di Secrets e In Your House che implodono nella magnifica Three. La seconda parte dell'album si apre con gli echi di The Final Sound che aprono le danze al brano capolavoro del disco ed emblema dell'intero dark sound anglosassone A Forest seguita dall'affascinante ed onirica M per poi chiudere con le crepuscolari e vitali At Night e Seventeen Seconds.... Time slips away/and the light begins to fade/and everything is quiet now/feeling is gone/and the picture disappears/and everything is cold now/the dream had to end/the wish never came true/and the girl/starts to sing/seventeen seconds/a measure of life/seventeen seconds. I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Seventeen Seconds e' uno dei dischi piu' amati ed importanti degli anni '80, capolavoro il cui impatto sulla scena europea dell' epoca fu decisivo, al pari di quello di "In the Flat Field" dei Bauhaus o di Unknow Pleausures e Closer dei Joy Division.
Euro
27,00
codice 3028837
scheda
Cure the head on the door
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1985  fiction/back to bl. 
punk new wave
Ristampa pressoche' identica alla prima tiratura inglese del 1985, completa di inner sleeve con testi. Il sesto album in studio del fondamentale gruppo inglese, uscito nell' agosto del 1985 e giunto al settimo posto della classifica inglese (fino a quel momento loro album di maggior successo) ed al 59esimo di quella americana, con Simon Gallup, che era uscito dopo "Pornography", nuovamente in formazione insieme a Robert Smith e Laurence Tolhurst. "The Head On The Door", fu capace di proporre per la prima volta in un unico album le varie "anime" della band inglese, alternando episodi di impronta ora dark ora estrosamente pop, e sono forse questi ultimi a colpire particolarmente nel segno, con riuscitissimi hit come "In Between Days" e "Close To Me", senza dimenticare pero' latineggiante "The Blood" e le anticipazioni degli episodi piu' aggressivi del successivo album "Kiss Me kiss Me Kiss Me" come "The Baby Screams" e "Skrew", oppure brani memori dei trascorsi dark della band come "Kyoto Song" e "Sinking". I Cure si formano nel 1976 a Crawley nel Sussex (UK), da Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey; quello che sara' uno dei nomi piu' importanti nel panorama underground post-punk, dark e pop degli anni ottanta, ha le sue origini da una primordiale formazione chiamata Malice, successivamente verra' utilizzato lo pseudonimo Easy Cure, trasfigurato in breve tempo in The Cure. La formazione nel 1978 pubblichera' per la gloriosa Small Wonder, il singolo Killing An Arab; le potenzialita' della gruppo e il carisma di Robert Smith sono subito evidenti e questo permettera' loro di incontrare immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album (Three Imaginary Boys) e' essenzialmente un album post-punk, anche se l'omonimo brano lasciava presagire la loro carica intimista; i successivi tre album (Seventeen Seconds, Faith, Pornography) oltre a vedere l'entrata in formazione di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni dei The Cure, una triologia affascinante capace di caratterizzare molte delle sonorita' underground degli anni ottanta e molte di quelle a venire. Queste sonorita' saranno la base delle future emanazioni di Robert Smith che, travisandole, abbraccera' melodie pop-psichedeliche, mantenendo comunque una costante ed irriducibile venatura decadente; uno strano ma irresistibile ibrido capace di accattivarsi i favori della critica, del pubblico e di imporsi costantemente nelle classifiche internazionali per oltre venti anni, consegnando meritatamente e indiscutibilmente alla storia i The Cure come una delle piu' seminali ed influenti formazioni degli anni ottanta.
Euro
27,00
codice 2112782
scheda
Cure The top
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1984  fiction 
punk new wave
ristampa del 2016, rimasterizzata da Robert Smith, in vinile 180 grammi, corredata di coupon per il download digitale del disco, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, completa di inner sleeve. Il quinto album del fondamentale gruppo inglese, uscito nell'aprile del 1984 (a due anni esatti dal precedente album "Pornography") su Fiction in Gran Bretagna e giunto al decimo posto della classifica inglese, non entrato in quella USA, dove venne pubblicato dalla A&M. Conclusa con "Pornography" la trilogia "dark", questo disco e' il sunto di quanto la band aveva fatto sino ad allora e contiene molto di quello che verra'. La title track, soffusa ed essenziale, ricorda "17 seconds", "Wailing wall" e' oscura e torbida come spesso "Faith", "Shake dog shake" sembra un' outtake di "Pornography", "Give me it" avrebbe avuto una replica nei momenti piu' duri di "Kiss me..."; gli altri brani, tra cui l' ammiccante ma splendida "The caterpillar" anticipano "The head on the door". Disco bellissimo, sebbene forse privo dello slancio "artistico" dei lavori precedenti. I Cure sono stati uno dei piu' importanti gruppi della decade ottanta, nonche' uno dei piu' grandi della storia del rock,formati a Crawley, Sussex, nel 1976, hanno rappresentato in maniera mirabile e perfetta il primo punk wave prima ed il dark post punk poi, producendo piu' di un album realmente immortale. Il gruppo muovera' i primi passi utilizzando il nome Easy Cure, sigla che vedeva protagonisti Robert Smith, Lawrence Tolhurst e Michael Dempsey e con la quale produrranno un unico e raro singolo straniero alle sonorita' future che caratterizzeranno il gruppo nel volgere di pochi anni. L'esordio ufficiale della formazione, a nome The Cure, risale al 1978 per la Small Wonder con il singolo Killing an Arab. Le potenzialita' del gruppo e il carisma di Robert Smith sono evidenti ed il gruppo incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Il loro primo album e' essenzialmente un album post-punk anche se il brano Three Imaginary Boys lasciava presagire la loro carica intimista del gruppo. I successivi tre album, oltre a vedere l'entrata di Simon Gallup, sono e rimangono le piu' belle realizzazioni della formazione, una trilogia affascinante che sara' capace di caratterizzare gli anni ottanta e conquistera' intere generazioni. Dopo questa le poetiche di Robert Smith abbracceranno sonorita' pop-psichedeliche mantenendo una venatura decadente, uno strano ma irresistibile ibrido che crea un rapporto di amore-odio con i vecchi fans, ma che comunque riesce ad accattivarsi sia le simpatie dei locali alternativi, sia le classifiche internazionali, e sara' questo il maggior pregio della seconda fase evolutiva dei Cure dovuto alla poesia ed al carisma egocentrico ed affascinante di Robert Smith agitatore di sogni e soavi incubi di intere generazioni.
Euro
27,00
codice 2112175
scheda
Cure three imaginary boys
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1979  fiction 
punk new wave
ristampa del 2016, rimasterizzata da Robert Smith, in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura, completa di inner sleeve.Il primo geniale e storico album. Formati a Crawley, Sussex, nel 1976 (i primi concerti e le prime registrazioni in studio con il nome Easy Cure), sono stati uno dei piu' importanti gruppi della intera storia del rock, producendo piu' di un album realmente immortale, a partire da questo folgorante esordio (pubblicato il 10 maggio del 1979, dopo la prima Peel Session ed il singolo "Killing An Arab", e giunto al 44esimo posto della classifica inglese), che contiene miracolosamente in germe tutti gli sviluppi futuri, quelli del dark dei tre album seguenti in brani come la title track o "Another Day", ed il pop dei dischi da "The Top" in poi in altri episodi, mai pero' cosi' incontrollabilmente geniale come in questo disco, magnifico, grezzo e sorprendente a distanza di un quarto di secolo, a tratti stralunato e quasi "barrettiano". Dopo un altro singolo perfetto e memorabile come "Boys Don't Cry" il gruppo viro' verso una musica dalle tinte cupe che ne caratterizzo' la produzione per alcuni anni, producendo una trilogia di albums ("17 Seconds", "Faith" e "Pornography" che ha ben pochi riscontri nella storia della musica, e che ha determinato molto del suono del post punk inglese(e non solo) della prima meta' degli anni '80 (e non solo...).
Euro
27,00
codice 2113313
scheda
Cure torn down: mixed up extras
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2018  fiction/polydor/universal 
punk new wave
Doppio album, versione in vinile nero dopo quella picture disc che era stata realizzata nell' aprile del 2018 in occasione del Record Store Day, copertina apribile, inner sleeves, download card, adesivo di presentazione sul cellophane. Seguito ideale del "MIxed Up" pubblicato nel 1990, contiene altri sedici brani, tratti dal vasto repertorio della storica band inglese, in versioni remixate. Questo nel dettaglio il contenuto: A1Three Imaginary Boys (Help Me Mix 2018) A2 M (Attack Mix 2018) A3 The Drowning Man (Bright Birds Mix 2018) A4 A Strange Day (Drowning Waves Mix 2018) B1 Just One Kiss (Remember Mix 2018) B2 Shake Dog Shake (New Blood Mix 2018) B3 A Night Like This (Hello Goodbye Mix 2018) B4 Like Cockatoos (Lonely In The Rain Mix 2018) C1 Plainsong (Edge Of The World Mix 2018) C2 Never Enough (Time To Kill Mix 2018) C3 From The Edge Of The Deep Green Sea (Love In Vain Mix 2018) C4 Want (Time Mix 2018) D1 The Last Day Of Summer (31st August Mix 2018) D2 Cut Here (If Only Mix 2018) D3 Lost (Found Mix 2018) D4 It's Over (Whisper Mix 2018).
Euro
33,00
codice 3020539
scheda
Cure Wild mood swings (music sheet book)
BOOK [edizione] originale  stereo  uk  1996  fiction songs limited 
  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale rara stampa del libro ufficiale realizzato nel 1996 dalla Fiction in Inghilterra, con 88 pagine (copertina lucida, formato 23x30 cm.) contenenti i testi e gli spartiti dell' album "Wild Mood Swings".
Euro
30,00
codice 245772
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