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Szabo gabor Bacchanal
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  ebalunga 
jazz
Ristampa del 2021, copertina apribile pressoche' identica alla prima tiratura, ma con alcuni commenti della critica citati sul retro. Originariamente pubblicato nel 1968 dalla Skye negli USA e dalla Fontana in Gran Bretagna, questo suggestivo album fu inciso agli Western Recordings di Los Angeles il 9 febbraio dello stesso anno da Gabor Szabo (chitarra), Jim Stewart (chitarra), Hal Gordon (percussioni), Louis Kabok (basso) e Jim Keltner (batteria). ''Bacchanal'' e' un'opera che risente senz'altro dell'atmosfera di sperimentazione e di liberta' espressiva generata dalla stagione psichedelica della seconda meta' degli anni '60: il disco, completamente strumentale, si apre con una splendida, esotica, misteriosa e psichedelica cover di ''Three king fishers'' di Donovan (di cui Szabo interpreta anche ''Sunshine superman'' sulla seconda facciata), proseguendo con un set in si integrano fluidamente e con buongusto jazz, musica gypsy, echi di musica orientale, raffinato easy listening strumentale. Un disco da riscoprire. Chitarrista originale ed innovativo in bilico fra jazz e pop, Gabor Szabo (1936-1982) abbandono' la natia Ungheria nel 1956 per stabilirsi in California; dopo aver studiato al Berklee College (1958-60) si uni' nel 1961 al quintetto di Chico Hamilton, nel quale sviluppo' uno stile agile ed al tempo stesso evocativo. Nel 1965, dopo aver lasciato il quintetto di Hamilton, si unisce a quello di Gary McFarland, piu' vicino all'easy listening, e poi al quartetto di Charles Lloyd con Ron Carter e Tony Williams. Poco dopo da' inizio anche alla sua carriera come band leader, pubblicando ''Gypsy '66'' (1965) e l'acclamato ''Spellbinder'' (1966), in cui amalgama jazz, pop, musica latina ed indiana, fornendo un risultato accessibile ed innovativo al tempo stesso, testimoniato anche da ''The sorcerer'' e ''More sorcery'' nel 1967. Gli anni '70 lo vedono cimentarsi con un jazz dall'approccio piu' commerciale e con apprezzati concerti lungo la West Coast americana, fino a che la morte non lo coglie prematuramente nel 1982, durante una visita alla natia Ungheria ed a quattro anni distanza dalla pubblicazione dell'ultimo album.
Euro
29,00
codice 2128065
scheda
Szabo gabor Sorcerer
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  impulse / verve / ume 
jazz
Ristampa del 2023, in vinile 180 grammi per audiofili, copertina apribile pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato dalla Impulse nel 1967, registrato dal vivo al Jazz Workshop di Boston il 14 ed il 15 aprile del 1967 da Gabor Szabo (chitarra), Jimmy Stewart (chitarra), Lajos Kabok (contrabbasso), Marty Morell (batteria) e Hal Gordon (percussioni). Una delle migliori formazioni capitanate da Szabo e' quella immortalata in queste registrazioni, testimonianza di una musica modernissima, cosmopolita ed aperta, attraverso brani elettroacustici nei quali il jazz si incrocia con spunti rock, caraibici, latini ed orientaleggianti, regalando atmosfere ora introspettive e mesmerizzanti, ora vivaci e coloratissime. Questa la scaletta: ''The beat goes on'', ''Little boat (o barquinho)'', ''Lou-ise'', ''What is this thing called love?'', ''Space'', ''Stronger than us'', ''Mizrab' ", "Comin' Back". Chitarrista originale ed innovativo in bilico fra jazz e pop, Gabor Szabo (1936-1982) abbandonò la natia Ungheria nel 1956 per stabilirsi in California; dopo aver studiato al Berklee College (1958-60) si unì nel 1961 al quintetto di Chico Hamilton, nel quale sviluppò uno stile agile ed al tempo stesso evocativo. Nel 1965, dopo aver lasciato il quintetto di Hamilton, si unisce a quello di Gary McFarland, più vicino all'easy listening, e poi al quartetto di Charles Lloyd con Ron Carter e Tony Williams. Poco dopo dà inizio anche alla sua carriera come band leader, pubblicando ''Gypsy '66'' (1965) e l'acclamato ''Spellbinder'' (1966), in cui amalgama jazz, pop, musica latina ed indiana, fornendo un risultato accessibile ed innovativo al tempo stesso, testimoniato anche da ''The sorcerer'' e ''More sorcery'' nel 1967. Gli anni '70 lo vedono cimentarsi con un jazz dall'approccio più commerciale e con apprezzati concerti lungo la West Coast americana, fino a che la morte non lo coglie prematuramente nel 1982, durante una visita alla natia Ungheria ed a quattro anni distanza dalla pubblicazione dell'ultimo album.
Euro
28,00
codice 3033881
scheda
Tad god's balls
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1989  sub pop 
indie 90
Ristampa rimasterizzata da Jack Endino, inner sleeve, copertina apribile. pubblicato negli Usa nel marzo 89 dalla Sup pop e in Inghilterra nel maggio dello stesso anno dalla Glitterhouse, prima di "Salt lick", il primo album della band di Seattle, non entrato in classifica sulle due sponde dell'Atlantico; registrato da jack Endino l'apprezzato esordio dei Tad e' considerato un piccolo classico del grunge: indubbiamente situato sul versante meno pop del movimento fiorito a Seattle, ''God's balls'' e' un concentrato di potenti riff alla Black Sabbath mescolati con furia di derivazione punk e potenti accelerazioni vicine al metal, il tutto sovrastato dalla voce maligna e rauca di Tad Doyle. Uno dei gruppi storici meno ricordati del grunge, I Tad si formano nel 1988 a Seattle intorno alla massiccia figura del cantante e chitarrista Tad Doyle. Il gruppo ottiene un contratto con la Sub Pop, che nel 1989 ne pubblica il primo album "God's balls" con la produzione di Jack Endino; l'album mostra l'approccio aggressivo e metallico del gruppo, piu' vicino al metal rispetto a buona parte delle altre band grunge di Seattle. A dispetto dell'esplosione mediatica del grunge, I Tad restano solo un gruppo di culto fino al 1993, quando pubblicano il loro primo album per una major, "Inhaler", che tuttavia non ottiene un buon successo. L'atteggiamento provocatorio ed anti commerciale del gruppo allontana l'attenzione dell'industria discografica ed i Tad continuano la loro attivita' nell'underground fino al 1998, quando si sciolgono.
Euro
29,00
codice 2127439
scheda
lp [edizione] originale  stereo  hol  1990  restless 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
l' originale stampa europea, pressata in Olanda, copertina in cartoncino lucido, etichetta blu e grigia con logo azzurro in basso. Pubblicato dalla Restless nel 1990, ''Hide your eyes'' e' il quinto album dei Tail Gators, uscito dopo ''Ok let's go!'' (1988) e prima di ''Swamp's up'' (1994). Il gruppo di Don Leady (es Leroi Brothers) e Keith Ferguson (es Fabolous Thunderbirds) e' autore in questo lp di un crossover in cui le influenze del rock'n'roll anni '50 si fanno sentire maggiormente rispetto al 33 giri precedente, cosi' come gli influssi del blues elettrico. Sanguigni e ruvidi come in passato, mostrano in questo lp meno sonorita' tradizionali (cajun, zydeco) nel loro crossover. Formatisi ad Austin in Texas nel 1984, i Tail Gators nacquero dall'unione di fuoriusciti dai Fabolous Thunderbirds e dai Leroi Brothers. Billy Gibbons degli ZZ Top e' uno degli estimatori illustri del gruppo, autore di un robusto e ruvido amalgama musicale sudista, in cui si incontrano hard rock, blues e musica cajun. Il loro primo album ''Swamp rock'' usci' nel 1985, seguito nel corso del tempo da una discografia abbastanza folta, che include ''Mumbo jumbo'' (1986), ''Ok let's go!'' (1988) e ''It's a hog groove'' (1996); particolarmente apprezzata e' la loro attivita' dal vivo, molto intensa nei primi anni di attivita'.
Euro
18,00
codice 211421
scheda
lp [edizione] seconda stampa  stereo  usa  1985  wrestler records 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
la seconda stampa americana, copertina (con giusto lievi segni di invecchiamento) lucida senza barcode, che rispecchia ancora quella dell' edizione originaria del disco (poi cambiata nella ristampa del 1990), etichetta verde con grande "W" sullo sfondo, catalogo WR 285; pubblicato dalla piccola Wrestler Records nel 1985, prima di "Mumbo Jumbo" (1986), il primo album dei Tail Gators, gioiellino di "swamp rock" (il titolo non potrebbe essere piu' esplicito), sanguigno e ruvido crossover fra rock sudista, hard rock/blues riecheggiante gli ZZ Top degli anni '70 e musica cajun, in cui chitarre massicce e potenti dialogano talvolta con violino, fisarmonica ed altri strumenti della tradizione musicale del sud degli Stati Uniti, sostenendo vocalizzi aspri ed alcolici. Formatisi ad Austin in Texas nel 1984, i Tail Gators nacquero per iniziativa di due fuoriusciti dai Fabolous Thunderbirds (il bassista Keith Ferguson) e dai Leroi Brothers (il chitarrista e cantante Don Leady). Billy Gibbons degli ZZ Top e' uno degli estimatori illustri del gruppo, autore di un robusto e ruvido amalgama musicale sudista, in cui si incontrano hard rock, blues e musica cajun. Il loro primo album ''Swamp rock'' usci' nel 1985, seguito nel corso del tempo da una discografia abbastanza folta, che include tra gli altri ''Mumbo jumbo'' (1986), ''Ok let's go!'' (1988) e ''It's a hog groove'' (1996); particolarmente apprezzata e' la loro attivita' dal vivo, molto intensa nei primi anni di attivita'.
Euro
20,00
codice 259817
scheda
Talk show Effigy
Lp [edizione] nuovo  stereo  cze  2024  missing piece 
indie 2000
copertina apribile, adesivo su cellophane. Il debutto per la band inglese di ottimo dance-punk, acclamati come uno dei migliori nuovi gruppi della scena post-punk inglese. Un suono grezzo che intreccia techno-industrial elettronica e rock, riferimenti a Viagra Boys, Prodigy, NIN, KLF. prodotto da Remi Kabaka Jr. (Gorillaz, Yard Act) note complete a seguire
Euro
30,00
codice 2126951
scheda
Talk talk Laughing stock
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1991  polydor / universal 
punk new wave
ristampa ufficiale del 2015, con copertina pressoché identica alla prima rarissima tiratura su Verve, corredata di inner sleeve con testi, in vinile 180 grammi. Pubblicato nel settembre del 1991 e giunto al 26esimo posto delle classifiche inglesi, il quinto album, bellissimo e purtroppo ultimo capitolo della parabola artistica dei Talk Talk guidati dal grande e compianto Mark Hollis. Quasi a commemorare la fine di questo grande ed incompreso gruppo l'album inizia con un mezzo minuto di silenzio; ma un silenzio oscillante, pregno di una vibrazione che tende e sospende. Inizia cosi', con il ronzio sommesso di un amplificatore per chitarra con effetto vibrato, il capolavoro e testamento dei Talk Talk, "Laughing Stock". La band di Mark Hollis, che in questa occasione e' in effetti composta per lo pie' da musicisti occasionali agli archi e ai fiati, pubblica nel 1991 il seguito all'altro imprescindibile album che e' "Spirit Of Eden" del 1988, che per primo scardina le basi del pop rock in una formula completamente nuova nelle strutture e nei suoni, dando probabilmente il la a quello che di l￾ a qualche anno sarebbe stato chiamato "post rock"; ma e' proprio con "Laughing Stock" che il percorso compiuto fino a l￾ viene portato alle estreme, e inevitabili, conseguenze, raggiungendo la perfezione formale e sostanziale in sei tracce di immensa profondita' e rarefazione. Un disco davvero inaspettato e bellissimo, che rasenta il capolavoro e distante dai primi album piu' vicini a sonorita' pop, l'opera e' un vero tour de force innovativo e assolutamente originale, con atmosfere notturne e rarefatte, sperimentale e magnificente, con esplosioni devastanti e momenti di calma assoluta.
Euro
36,00
codice 2127373
scheda
Talk talk Spirit of eden
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1988  parlophone 
punk new wave
Ristampa del 2012 comprensivo di un audio dvd contenente l'album in alta qualità ed il brano 'john cope'. Inner sleeve, etichetta Viola, scritte gialle. Il quarto album del gruppo inglese di Mark Hollis, il loro massimo capolavoro, un disco davvero inaspettato e bellissimo (troppo lontano dai gusti di parte del vecchio publico, giunse soltanto al 19esimo posto delle charts inglesi); niente a che vedere con i primi album pop, l'opera e' un vero tour de force innovativo e assolutamente originale, con atmosfere notturne ed assolutamente rarefatte, sperimentale e magnificente, con esplosioni devastanti e momenti di calma assoluta. Tra i dischi piu' belli pubblicati in Inghilterra sul finire degli '80. .......(ndr Gianni Avella). Quando i Talk Talk piombarono con la loro Such A Shame erano gli anni '80 della diatriba Duran vs Spandau, dei primi singoli dei Depeche Mode e degli Human League convertiti al dio denaro. La citata Such A Shame (uno degli hit piu' quotati dell'epoca) era contenuta in It's My Life, secondo album del gruppo dopo The Party Is Over del 1983. Il loro cammino prosegue con i primi segnali di cambiamento contenuti in The Color Of Spring, sino alla svolta di Spirit Of Eden, album che, a posteriori, risultera' vera e propria pietra angolare per tutto quello che dopo verra' chiamato Post Rock. L'anno di grazia e' il 1988, Simon Reynolds e la sua idea di post rock (come lo intendiamo oggi) era ancora un lontanissimo miraggio quando i Talk Talk, con Spirit Of Eden, diventarono, da giocattolo innocuo, un marchingegno complicato e astratto. Il gap tra quest'album e le loro vecchie produzioni e paragonabile ai Beatles che passano da Help a Tomorrow Never Knows, ai Beach Boys che, da Surfin' U.S.A, arrivano a God Only Knows. Con Spirit Of Eden la generazione degli '80 cresce e matura, scopre le melodie care a Canterbury, si avvicina al jazz ed al dilatarsi delle canzoni: non piu' pezzi raccolti in tre minuti, ma lunghi episodi introspettivi, melodie sofferte, alternarsi di strumenti come harmonium, fiati, oboe. Qui i brani si riducono a sei magici movimenti: l'inizio Š affidato all'intro di tromba di "The Rainbow", un sulfureo e rallentato esempio di pre-slow core, tutto giocato su leggeri tocchi di piano, batteria cadenzata e chitarre di stampo morriconiano. In Eden le atmosfere non cambiano, anche se la voce del leader Mark Hollis comincia a farsi sentire, cosi come nel finale free form di Destre. Inheritance si affida ad impalpabili rifiniture organistiche con un deviato gusto verso certo jazz elettrico, mentre in I Believe In You un battito quasi dub colora la melodia piu' dolce dell'intera raccolta. L'ultimo sospiro e' affidato a Wealth, una ballata quasi ancestrale nel suo dileguarsi tra organo, basso ed Hollis che "impreca" Take my freedom for giving me a sacred love...Spirit Of Eden spiano' la strada per il successivo e bellissimo Laughing Stock, album che, forse piu' del precedente, si avvicina alle derive post rock attuali. E' pero' con Spirit Of Eden che i Talk Talk smuoveranno le acque, facendo si' che tutta una generazione successiva (dai Bark Psychosis sino ai Tortoise) si costruisca sulle loro intuizioni.
Euro
27,00
codice 2126643
scheda
Talk talk The colour of spring
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1986  emi 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good punk new wave
la prima stampa italiana, completa di inserto in cartoncino con foto, crediti e testi, etichetta viola con scritte e logo in color argento, copertina (in belle condizioni ma con due segni di penna biro sul retro) con codice a barre, catalogo 64 2404911, data sul trail off "22-1-86". Pubblicato nel febbraio del 1986 dalla EMI in Gran Bretagna e negli USA, il terzo album della band inglese di Mark Hollis, successivo a "It's My Life" (1984) e precedente "Spirit of Eden" (1988). La band e' qui' nel suo momento di massimo successo (il disco giunse all' ottavo posto delle classifiche inglesi, permanendovi per 21 settimane e divenendo disco d'oro, ed arrivo' alla 58esima posizione negli USA); anticipato dal bellissimo singolo "Life's What You Make It" il disco porta a compimento un processo di maturazione prodigioso che ara partito all' inizio degli anni ottanta da un incerto techno pop per approdare con "The Colour of Spring" ad una musica sofisticata ed elaboratissima in cui e' ancora presente la componente "pop", affinata nel corso degli anni, ma al servizio di un approccio di grande originalita' in brani ora potenti ed incalzanti ora sognanti ed evocativi; con ospiti quali Steve Winwood, Morris Pert, Danny Thompson, David Rhodes, il gruppo confeziona un album perfetto, intelligente e magistrale, base peraltro per ulteriori, imprevedibili sviluppi in quell' autentico capolavoro che sara' "Spirit of Eden", giudicato da molti il miglior disco dei TALK TALK, una sintesi perfetta tra l'epoca dance-wave degli hit d'esordio (Such a Shame, It's My Life) ed il proseguo altamente qualitativo e concettuale e che comunque contiene anch'esso brani conosciuti (Give It Up, Living in Another World, Life's What You Make It), lascia inoltre intravvedere gia' il cambiamento di rotta del sound di Hollis e soci, senza essere estremo come i successivi "Laughing Stock" e "Spirit of Eden" resta un ottimo compromesso per ascoltare del buon pop-rock fatto con estrema dovizia. Costituitosi nel 1979 a Tottenham, intorno alla figura di Mark Hollis, i Talk Talk iniziano la loro carriera nel 1981, firmando un contratto con la Emi che ha intenzione di imporli al pubblico come la nuova promessa della scena New Romantic, ennesima deriva dell'albionica New Wave, sotto la direzione artistica di Colin Thurston, gia' vincente produttore dei Duran Duran, licenziano una serie di singoli ma prima del debutto di The party is over (1982) il sodalizio con Thurston e' gia' terminato. L'esito delle vendite e quello artistico non e' esaltante e, scontento, il trio decide di affidarsi alle cure di Tim Friese-Greene che, d'ora in avanti, lavorera' stabilmente con la band. I frutti della collaborazione vedono un primo risultato favorevole in It's my life (1984), LP che li fa conoscere al grande pubblico, sebbene lo scarto dal precedente lavoro sia gia' notevole, le scelte timbriche percorrono ancora una volta il solco di un sinth-pop "rassicurante" lasciando la sensazione che solo di rado si intraveda il reale spessore delle composizioni. A questo punto della loro discografia cade quello che possiamo giudicare il loro disco di transizione: The colour of spring (1986). Come frequentemente accade all'interno di un percorso artistico esiste un momento in cui i germi di una nuova sensibilita' iniziano a manifestarsi tramite una serie di tratti dotati di genuina freschezza, una spontaneita' non ancora imbrigliata. Il terzo episodio della produzione dei Talk Talk ha proprio queste caratteristiche, a partire dalla lunga introduzione percussiva di Happiness Is Easy si intuisce quale sia la nuova attenzione della band verso il rapporto tra vuoti e pieni e ancor di piu' verso una timbrica definitivamente priva di orpelli sintetici. La strumentazione scelta per la realizzazione dell'intero disco e' di chiara matrice vintage: quasi a voler sottolineare ancor piu' marcatamente la distanza dalle loro precedenti prove. Il folto gruppo di musicisti che affianca Hollis, Harris, Webb ed il produttore Friese-Greene e' di primissimo livello ed assicura un ottimo apporto qualitativo. Tra di loro spiccano Steve Winwood (The Spencer Davies Group, Traffic, Blind Faith), David Rhodes (Peter Gabriel) e Robbie McIntosh (The Pretenders, Paul McCartney). Il ponte con il passato e' assicurato dalla scelta della forma canzone: una struttura all'interno della quale la formazione di Hollis predilige la ricerca dei vuoti (I Don't Believe In You e l'emozionante Living In Another World) o la fissita' armonica a favore della persistenza ritmica (Life's What You Make It). Le composizioni si dilatano liquide (April 5th; Time It's Time) ad accogliere melodie che non conoscono esasperazioni. Le forme del rock sono rese scabre e private di ogni tipo di autocompiacimento (Give It Up) mettendo in risalto la grana delle stesure timbriche. Episodio che prelude ad un futuro di scelte ancor piu' radicali e' la breve e rarefatta Chameleon Day, composizione per piano e voce, colorata, in ingresso e in uscita, da eterei fraseggi free-jazz che ricordano piu' Robert Wyatt che, come qualcuno ha indicato, Ornette Coleman. Un disco, insomma, che segna una svolta, non ancora definitiva, ma gia' netta.
Euro
20,00
codice 259654
scheda
Talking heads Fear of music (original embossed sleeve)
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1979  Sire 
punk new wave
bella ristampa con copertina pressoche' identica alla originaria tiratura, in rilievo "embossed" fronte e retro, senza barcode, corredata di inner sleeve. Uscito nell' agosto del 1979, "Fear of Music" e' il terzo album della band newyorkese di David Byrne; prodotto come il precedente "More Songs About Buildings And Food" da Brian Eno, chiude la prima fase artistica del gruppo, segnandone contemporaneamente una straordinaria maturazione, presupposto fondamentale per il successivo epocale "Reamain In Light". Sono in molti a considerare pero' questo album il capolavoro assoluto delle "teste parlanti", sebbene all' epoca giunto soltanto al 21esimo posto in classifica negli States (meglio comunque dei precedenti) ed al 33esimo in Inghilterra, capace di mettere insieme la brillante vena pop dei primi lavori con una accresciuta perfezione formale ed una sensibilita' espressiva enormemente maturata, privo ancora della complessita' a tratti cervellotica di "Remain In Light"; ai brani nervosi che avevano caratterizzato gli inizi del gruppo ("Paper", "Cities", "Animals") se ne alternano altri che si aprono alle suggestioni ed ai ritmi della musica africana, ora vivaci ed irresistibili ("Life During Wartime") ora ipnotici e sognanti ("I Zimbra", forse la vetta di questo disco straordinario e di certo il brano piu' rappresentativo, ma anche "Air"), con una vena quasi psichedelica spesso presente ed approfondita in episodi di grande bellezza come "Drugs", "Electric Guitar" o "Memories Can't Wait". Un capolavoro assoluto.
Euro
38,00
codice 2126625
scheda
Talking heads More songs about buildings and food
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1978  sire 
punk new wave
ristampa pressoche' identica alla prima tiratura, copertina senza barcode (il barcode e' posto su un adesivo sul cellophane), corredata di inner sleeve (la copertina e' qui' nella prima versione, senza nome del gruppo e titolo sul fronte). Il secondo album del geniale gruppo newyorchese di David Byrne, uscito nel luglio del 1978 e giunto al 21esimo posto delle classifiche inglesi ed al 29esimo di quelle americane. Dopo l' acerbo ma gia' geniale "77", questo secondo lavoro, prodotto da Brian Eno, che letteralmente ''soffia'' il gruppo al vecchio amico John Cale, vede la musica della band aprirsi ad influenze nuove aspirando a piu' alti e consapevoli risultati artistici; meno "pop", grezzo ed immediato dell' esordio, sebbene ancora caratterizzato da un suono nervoso e spigoloso (tipico della scena newyorkese dell' epoca e comune anche ai Television), contiene classici straordinari come "With Our Love", "Warning Sign", "Found A Job", la cover di "Take me to the River" di Al Green (pubblicata anche su singolo) e la magnifica "Artists Only". Il disco e' registrato alle Bahamas, e vi si affacciano per la prima volta, timidamente, quelle influenze multietniche che gia' a partire dal successivo "Fear of Music" rappresenteranno una parte fondamentale dell' evoluzione artistica della band. Straordinaria e geniale la copertina, composta da 529 Polaroid che sezionano e ricompongono rimescolandola l' immagine del gruppo, che trovera' proprio in questa febbrile volgia di evoluzione e metamorfosi la propria straordinaria linfa vitale.
Euro
29,00
codice 2127080
scheda
Talking heads speaking in tongues
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1983  sire/rhino 
punk new wave
ristampa in vinile pesante, pressocche' identica alla prima tiratura nella sua versione "regolare" (poche copie uscirono in una molto rara edizione limitata con copertina esclusiva), corredata di inner sleeve con testi. Il quinto album in studio della grande band newyorkese, uscito nel giugno del 1983, a tre anni di distanza dal precedente "Remain in Light" (piu' recente era stato il doppio "The Name of This Band is Talking Heads"). "Speaking In Tongues" rappresenta il ritorno della band ad una musica meno celebrale e piu' immediata rispetto al capitale disco precedente; ancora una volta capace di spiazzare la critica, e' loro disco piu' "funky" e, spinto dal successo del singolo "Burning down the house" (al nono posto delle charts americane), si rivela il loro album fino a quel momento piu' venduto, giungendo al 15esimo posto delle classifiche Usa ed al 21esimo di quelle Uk. Tra i brani memorabili anche il secondo singolo che ne fu tratto, la splendida "This must be the place".
Euro
32,00
codice 2127884
scheda
Tame impala Currents
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2015  universal 
indie 2000
doppio vinile, copertina apribile ruvida, inners,etichette custom. Pubblicato nel luglio 2015, dopo "Lonerism" (12), il terzo album del gruppo australiano. Prodotto dal leader Kevin Parker, c he ha dichiarato di essersi ispirato alla Goa Trance ed ai raves sulla spiaggia. "Currents" risulta, fin dalle prime tracce incanalato su quel pop psichedelico colorato e sfumato dei precedenti albums; si nota un maggior tocco elettronico anche digitale, che unito ai reverberi ed alla voce sempre lennoniana di Park, crea un corpo sonoro vario e stratificato, molto curato ed arrangiato. Quartetto proveniente da Perth, Australia occidentale, attivo dal 2007, facente parte a pieno diritto della neonata scena psichedelica australiana, insieme a bands come Pond, Silents, These Slhipwrecks, i cui membri, capitanati dal chitarrista cantante Kevin Parker, fanno parte del collettivo Mink Mussel Creek. Sviluppano una musica che coniuga una tipica attitudine psichedelico-spaziale attraverso dilatazioni sonore che spesso sconfinano nell'elettronica, nel trip hop e nella trance dance, con un range immenso di riferimenti che spaziano dall'hard rock dei Cream, dai Beatles, dallo space dei Can, fino ai Kyuss. Nel 2010 hanno pubblicato il primo album, "Innerspeaker" su Modular recordings, seguito nell'autunno 2012 dal secondo "Lonerism".
Euro
36,00
codice 2127819
scheda
Tame impala Innerspeaker
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2010  fiction 
indie 2000
ristampa con copertina pressochè identica all'originale apribile, etichette fotografiche a colori, doppio 12", pubblicato dalla Modular nell'estate 2010, esordio full lenght per la band australiana, prima del secondo "Lonerism" del 2012. Prodotto da Dave Fridmann (Flaming Lips e Mercury Rev) con la presenza di Tim Holmes (Death in Vegas) come ingegnere del suono, e' un'opera che si muove con disinvoltura fra rock anni 60 e 70, lievi tinte di elettronica e shoegaze, con melodie alla Beatles; il risultato e' una musica neo psichedelica, fresca, non derivativa, perfettamente in equilibrio fra tradizione ed innovazione, che si materializza in certe sonorita' glitch alla Neon Indian e MGMT, che si uniscono a voci lennoniane, a riffs circolari e a dilatazioni sognanti. I riferimenti di questo rock-freak pop, portano immediatemente ai gia' citati Beatles, ma anche ai Flaming Lips e ai contemporanei MGMT. Quartetto proveniente da Perth, Australia occidentale, attivo dal 2007, facente parte a piano diritto della neonata scena psichedelica australiana, insieme a bands come Pond, Silents, These Slhipwrecks, i cui membri, capitanati dal chitarrista cantante Kevin Parker, fanno parte del collettivo Mink Mussel Creek. Sviluppano una musica che coniuga una tipica attitudine psichedelico-spaziale attraverso dilatazioni sonore che spesso sconfinano nell'elettronica, nel trip hop e nella trance dance, con un range immenso di riferimenti che spaziano dall'hard rock dei Cream, dai Beatles, dallo space dei Can, fino ai Kyuss. Nel 2010 hanno pubblicato il primo album, "Innerspeaker" su Modular recordings.
Euro
29,00
codice 2127451
scheda
Tame impala Lonerism
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2012  universal 
indie 2000
Ristampa. Copertina apribile, etichette custom con scritte gialle. Doppio Lp pubblicato dalla Modular nell'autunno 2012, dopo "Innerspeaker" (2010) e prima di "Live Versions" (2014), il secondo album della band australiana. Viaggio pop-psichedelico multicolorato, un caleidoscopio mutante e sfumato, in un rock vicino al periodo fine sessanta/inizio settanta (Beatles e Todd Rungren, soprattutto l'album di quest'ultimo del 73, "A wizard, a true star"), con massici riverberi elettronici e la voce di Kevin Parker fra annoiato e momenti lennoniani. Ulteriori riferimenti si riscontrano nei Flaming Lips, Mercury Rev e Mgmt. Quartetto proveniente da Perth, Australia occidentale, attivo dal 2007, facente parte a piano diritto della neonata scena psichedelica australiana, insieme a bands come Pond, Silents, These Slhipwrecks, i cui membri, capitanati dal chitarrista cantante Kevin Parker, fanno parte del collettivo Mink Mussel Creek. Sviluppano una musica che coniuga una tipica attitudine psichedelico-spaziale attraverso dilatazioni sonore che spesso sconfinano nell'elettronica, nel trip hop e nella trance dance, con un range immenso di riferimenti che spaziano dall'hard rock dei Cream, dai Beatles, dallo space dei Can, fino ai Kyuss. Nel 2010 hanno pubblicato il primo album, "Innerspeaker" su Modular recordings.
Euro
29,00
codice 2127731
scheda
Tangerine zoo outside looking in
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1968  mainstream 
rock 60-70
ristampa con copertina lucida senza barcode, pressoche' identica alla prima molto rara tiratura su Mainstream. Il secondo ed ultimo album, uscito dopo il primo "Tangerine Zoo" ed assai meno conosciuto di quello, a causa della sua cronica rarita', ma non meno valido ed interessante, ed anzi considerato da molti superiore a quello. I Tangerine Zoo furono la principale garage psychedelic band di Newport, le prime tracce dei musicisti che diedero vita alla band sono rintracciabili in oscure bands come gli Ebb Tides e i Kidds; la loro musica era un potentissimo garage dalle fortisime tinte psichedeliche sullo stile dei migliori Shadows Of Knight, ma con partiture piu' liquide e mantriche, con organo e chitarra fuzz in primo piano. I loro due albums rappresentano un punto fermo della musica underground della fine del decennio USA. Questo secondo e' caratterizzato da una maggiore liberta' compositiva, con brani graffianti, ora aggressivi ora acidamente psichedelici, ed altri vicini a certa psichedelia di Boston. Tra i brani una unica cover, "Another Morning" dei Moody Blues. Il chitarrista Wayne Gagnon suonera' piu' tardi nei Wadsworth Mansion.
Euro
21,00
codice 2127881
scheda
Tank (algy ward's tank) Filth hounds of hades (+ poster, ltd. yellow)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  high roller 
heavy metal
Ristampa del 2023, edizione limitata di 400 copie, in vinile giallo, copertina senza codice a barre, con qualche modifica grafica rispetto alla prima tiratura, corredata di inserto con testi e poster. Originariamente pubblicato nel marzo del 1982 dalla Kamaflage nel Regno Unito, dove giunse al 33esimo posto in classifica, il primo album, precedente "Power of the hunter" (10/82). L'esordio dei Tank di Algy Ward esprime il lato più "motorheadiano" della NWOBHM, sparando una sequenza di brani tirati, sferraglianti, stradaioli ed incattiviti, cantati con una voce al vetriolo che non fa concessioni sentimentali. Brani anthemici e diretti, pestoni e lontani dagli sviluppi più raffinati del movimento, che già cominciavano ad apparire quell'anno in dischi come il capolavoro degli Iron Maiden "The number of the beast": qui siamo allo stadio della pura brutalità , e di fronte ad un disco considerato ormai un classico essenziale della NWOBHM. Questo gruppo metal londinese fu fondato nel 1980 dal bassista e cantante inglese Algy Ward, all'epoca già un veterano della scena punk anglosassone: aveva infatti fatto parte degli australiani Saints, suonando nel loro secondo e terzo album, ''Eternally yours'' e ''Prehistoric sounds'', entrambi pubblicati nel 1978, e poco dopo dei Damned, suonando nel loro terzo lp ''Machine gun etiquette'' (1979). Finita la breve esperienza con i Damned, Ward mise insieme questi Tank, gruppo influenzato dalla nuova scena heavy metal che stava fiorendo proprio allora nel Regno Unito, ma con un sound sferragliante e stradaiolo vicino a quello dei Motorhead e non del tutto slegato dal punk rock. Inizialmente un power trio, pubblicarono il loro primo lp ''Filth hounds of Hades'' nel marzo del 1982, prodotto proprio da un membro dei Motorhead, ''Fast'' Eddie Clarke. Fra hard rock'n'roll e metal, difficoltà con l'industria discografica e cambiamenti nell'organico, il gruppo andò avanti fino ai tardi anni '80, vivendo per un breve periodo anche negli Stati Uniti; Algy Ward riattivò poi i Tank verso la fine del secolo, suonando dal vivo e pubblicando alcuni nuovi lp in studio e live nel primo scorcio del nuovo millennio.
Euro
25,00
codice 3034206
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  music on vinyl 
ristampa in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura su Polydor. Il primo album, uscito nell' aprile del 1969, prima di "On The Boards", non entrato nelle classifiche inglesi. Inciso poco dopo l' assestamento di quella che sara', dopo la prima embrionale formazione del gruppo, la line up definitiva, con il grande chitarrista irlandese Rory Gallagher affiancato da Charlie McRacken e John Wilson (gia' nei Them, nei Misfits e nei Boots), e' uno dei capolavori della band, tra i maggiori gruppi dell' hard blues progressive britannico. Lavoro scarno, potente e viscerale, diviso tra brani originali e covers. Tra i migliori e piu' noti terzetti di hard rock progressive sullo stile dei Cream o della Hendrix Experience, funestati purtroppo dalla dittatura dell' irascibile Gallagher si sciolsero lasciando solo due albums in studio ed altrettanti live, con innumerevoli pubblicazioni postume che ne attesteranno il culto negli anni a venire, mentre Gallagher portera' avanti una importante carriera solista e gli altri due saranno ancora insieme negli Stud. Celebre e stimato muisicista blues irlandese, Rory Gallagher (1948-1995) e' sempre rimasto fedele al blues ed al blues rock nel corso della sua carriera; e' anche considerato uno dei migliori interpreti della chitarra slide in assoluto. Attivo con i Taste alla fine degli anni '60 (1966-71), intraprese dall'inizio degli anni '70 una felice carriera solista, che gli procuro' successo e fama ma senza abbandonare le sue radici blues.
Euro
29,00
codice 2128029
scheda
Taylor cecil unit structures
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1966  blue note 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
bella e rara ristampa americana della meta' degli anni '70, con copertina cartonata pressoche' identica a quella della prima rara tiratura (nella sua versione uscita appunto in Usa su Blue Note), etichetta blu con logo nero e con scritta lungo la circonferenza che riporta "Los Angeles, California, 90028", catalogo BST-84237, dell' album pubblicato dalla Blue Note nel 1966, inciso il 19 maggio del 1966 al Rudy Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey con formazione composta da Cecil Taylor (pianoforte, campanelli), Eddie Gale (tromba), Jimmy Lyons (sax alto), Ken McIntyre (sax alto, oboe, clarone), Alan Silva (contrabbasso), Henry Grimes (contrabbasso) ed Andrew Cyrille (batteria). Pubblicato dopo un periodo di relativa inattivita', "Unit structures" e' considerato uno dei capolavori di Cecil Taylor, geniale ed originalissimo pianista, attivo dagli anni '50. Sebbene venga considerato da molti come pioniere e poi esponente di primo piano del free jazz, Cecil Taylor conserva uno stile molto personale che rende difficile inserirlo in qualsiasi corrente jazzistica; il suo modo di suonare il piano, energico, complesso e di difficile ascolto, lo ha fatto talvolta definire come "un pianista che suona il piano come se fosse una batteria". La scaletta comprende quattro brani, "Steps", "Enter, evening", "United structure/As if now/Section" e "Tales (8 whisps)".
Euro
40,00
codice 260340
scheda
Taylor cecil unit structures
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1966  blue note / ume 
jazz
ristampa del 2023, in vinile 180 grammi e rimasterizzata dalle fonti analogiche originali del disco, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura (nella sua versione uscita appunto in Usa su Blue Note), dell' album pubblicato dalla Blue Note nel 1966, inciso il 19 maggio del 1966 al Rudy Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey con formazione composta da Cecil Taylor (pianoforte, campanelli), Eddie Gale (tromba), Jimmy Lyons (sax alto), Ken McIntyre (sax alto, oboe, clarone), Alan Silva (contrabbasso), Henry Grimes (contrabbasso) ed Andrew Cyrille (batteria). Pubblicato dopo un periodo di relativa inattivita', "Unit structures" e' considerato uno dei capolavori di Cecil Taylor, geniale ed originalissimo pianista, attivo dagli anni '50. Sebbene venga considerato da molti come pioniere e poi esponente di primo piano del free jazz, Cecil Taylor conserva uno stile molto personale che rende difficile inserirlo in qualsiasi corrente jazzistica; il suo modo di suonare il piano, energico, complesso e di difficile ascolto, lo ha fatto talvolta definire come "un pianista che suona il piano come se fosse una batteria". La scaletta comprende quattro brani, "Steps", "Enter, evening", "United structure/As if now/Section" e "Tales (8 whisps)". Cecil Taylor, geniale ed originalissimo pianista, attivo dagli anni '50, sebbene venga considerato da molti come pioniere e poi esponente di primo piano del free jazz, conserva uno stile molto personale che rende difficile inserirlo in qualsiasi corrente jazzistica; il suo modo di suonare il piano, energico, complesso e di difficile ascolto, lo ha fatto talvolta definire come "un pianista che suona il piano come se fosse una batteria".
Euro
12,00
codice 2126174
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Taylor hound dog Hound dog taylor and the houserockers
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1971  alligator 
blues rnr coun
Vinile da 180 grammi, copertina a busta. Ristampa del 2011 ad opera della Alligator, pressoche' identica alla prima tiratura ma con una bonus track (''Look on yonder's wall'', posta alla fine della seconda facciata). Originariamente pubblicato nel 1971 dalla Alligator (fu il primo disco pubblicato dall'etichetta), l'album di debutto del bluesman, precedente ''Natural boogie'' (1973). Album che stupisce per la sua modernita', e' un disco sorprendente con le sue sonorita' elettriche scarne e ruvide, complice l'assenza del basso, e talvolta incalzanti ed aggressive, ma sempre radicate nel blues rurale del Sud, ruvido e verace, con pezzi quali ''Phillips' theme'' davvero esaltanti nelle loro furiose partiture chitarristiche, che sembrano precorrere, come altre opere di Hound Dog degli anni '70, le interazioni fra blues, garage e low fi che prenderanno piede a partire dalla fine degli anni '80 nello underground americano, anche se qui si resta soprattutto ancorati all'elemento blues. Theodore Roosevelt ''Hound Dog'' Taylor (1915-1975) non era forse il chitarrista piu' tecnicamente dotato del blues di Chicago, ma aveva un'eccezionale energia nel suo stile chitarristico, scarno e ruvido, che suona seminale alla luce degli sviluppi di certo garage low fi americano degli anni '80 e '90. L'etichetta indipendente Alligator Records di Chicago fu fondata da Bruce Iglauer nel 1971 appositamente per pubblicare il primo album di Hound Dog Taylor, dopo che la Delmark, dove Iglauer lavorava, non cedette alle sue entusiastiche sollecitazioni a dare fiducia al bluesman. Nato a Natchez nel Mississippi, divenne apprezzato a Chicago negli anni '50 e '60 con le sue ruvide e potenti esibizioni live, accompagnato dal suo gruppo, gli HouseRockers (ecco un altro indizio per i fan dei Gories, forse...), composti solo dal secondo chitarrista Brewer Phillips e dal batterista Ted Harvey. Pubblico' pero' solo una manciata di singoli prima di approdare alla sopracitata Alligator, che dette alle stampe alcuni apprezzati lp negli anni '70.
Euro
38,00
codice 2127228
scheda
Tea Ship
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1975  philips 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
prima stampa inglese, label blu ed argento, catalogo 9118 001. Pubblicato nel 1975 dalla Philips nel Regno Unito e dalla Vertigo in Germania, il secondo album, successivo a "Tea" (1974) e precedente "Tax exile" (1976). Prodotto come tutti i loro lp dal tedesco Dieter Dierks, collaboratore sia degli hard rockers Scorpion che di alcune importanti bands della musica cosmica tedesca, "The ship" offre una bilanciata sintesi fra hard rock melodico, progressive rock relativamente lineare, solenne ed anthemico, e qualche spunto AOR; belle le loro armonie vocali, intense e drammatiche, non lontane dai Queen, cantate in inglese (il cantante solista è di origini maltesi), equilibrato il rapporto fra chitarra, tastiere e sintetizzatori. In alcuni episodi si avverte anche una tensione fra l'approccio melodico al prog e passaggi stridenti ed ombrosi, che fa pensare ai Van Der Graaf Generator, ma senza i loro toni apocalittici. La scaletta si chiude con una nervosa cover di "Summer in the city" dei Lovin' Spoonful, uscita anche su singolo. I Tea erano un gruppo hard rock progressivo svizzero attivo fra il 1971 ed il 1977, molto attivo sui palchi elvetici e francesi; ebbero modo di suonare in tour anche con Queen, Nazareth, Status Quo e Uriah Heep. Pubblicarono tre album, ben accolti: "Tea" (1974), "The ship" (1975) e "Rax exile" (1976), tutti prodotti dal tedesco Dieter Dierks, proponendo un intreccio fra hard rock melodico, progressive ed inclinazioni AOR. Dopo il loro scioglimento, il cantante Marc Storace fronteggiò i più famosi Krokus, nel corso degli anni '80; proprio lui, insieme ad altri due membri storici dei Tea, riformerà il gruppo nel 2007, riprendendo a suonare dal vivo dal 2009.
Euro
40,00
codice 335851
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Teenage fanclub Bandwagonesque (yellow)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1991  sony 
indie 90
Ristampa in vinile giallo trasparente. Pubblicato nel novembre del 1991 dalla Creation in Gran Bretagna, dove giunse al 22ø posto in classifica, e dalla Geffen negli USA, dove non entro' in classifica, ''Bandwagonesque'' e' il terzo album dei Teenage Fanclub, uscito dopo ''The king'' (1991) e prima di ''Thirteen'' (1993). Il gruppo scozzese produsse con questo lp una delle sue opere piu' apprezzate dalla critica, dando prova di un nuovo indirizzo che, se in parte manteneva il potente e talvolta abrasivo rock chitarristico dei primi album, al tempo stesso rilevava una nuova tendenza melodica e sognante, che solo in parte puo' essere accostata al coevo movimento shoegazer e che riprende anche le fila del rock degli anni '70 di gruppi come Big Star ed il Neil Young piu' energico. Formatisi a Glasgow in Scozia nel 1989, inizialmente con il nome di Boy Hairdressers, i Teenage Fanclub sono uno dei piu' considerati gruppi indie degli anni '90. Il gruppo si cimenta con un indie rock abrasivo e chitarristico nelle prime uscite, che lo fanno accostare ai Dinosaur Jr. ed al movimento grunge allora in rigoglio, per poi deviare verso un suono piu' misurato e vicino al power pop con l'acclamato album ''Bandwagonesque'' (1991), che li fa spesso accostare ai Big Star.
Euro
36,00
codice 2127345
scheda
Telefones Vibration change
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1980  backstreet one 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Ristampa del 2002, orami rara, realizzata dalla italiana Backstret One, sottoetichetta della piu' nota Rave Up, copertina pressoche' identica alla prima molto rara tiratura, nella sua versione con con sfondo giallo, copertina liscia fronte retro senza barcode, con adesivo Siae metallizzato sul retro, catalogo BS04. Originariamente uscito nel novembre del 1980 negli USA su VVV Records, il primo album del gruppo texano, precedente ''Rock ola'' (1981). I Telefones sono qui autori di un post punk chitarristico che mette insieme irruenti accenti punk, power pop, una occasionale vena di follia che ricorda certi Devo, e melodie pop piu' leggere e quasi 60's in alcuni episodi; fra i brani troviamo versione ri-registrata di ''The ballad of Jerry Godzilla'', il loro primo singolo di pochi mesi prima. Formatisi nel 1979, i texani Telephones furono uno dei primi e piu' importanti gruppi post punk di Dallas; il gruppo era un trio composto dai fratelli Jerry, Steve e Chris Dirkx. Dopo un primo singolo nel febbraio del 1980, arrivo' il primo allbum ''Vibration change'', pochi mesi dopo, seguito poi nel 1981 da ''Rock ola'', che vide la partecipazione del trombettista Mark Griffin; nell'aprile del 1982, gli allora relativamente sconosciuti R.E.M. aprirono un concerto dei Telephones allo Hot Klub di Dallas.
Euro
28,00
codice 260514
scheda
Telescopes Everso / wish of you
7" [edizione] originale  stereo  uk  1990  creation 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Singolo in formato 7", l' originale stampa inglese, con vinile pressato in Francia come in tutte le copie, copertina lucida con apertura per il disco in alto, sagomata sul retro per l' estrazione del vinile, con barcode e con distribuzione Pinnacle, label nera con scritte bianche e logo Creation bianco in alto, catalogo CRE092. Pubblicato nel novembre del 1990, lo stesso anno dell'album dal vivo ''Trademark of quality'', e prima del terzo lp ''Telescopes'' (1992), questo singolo, che contiene due brani inediti su album, fu uno di quelli che condussero alla svolta artistica del sopracitato eponimo lp del 1992: il gruppo comincia ad adottare un approccio meno radicalmente stoogesiano e rumoroso, mantenendo un mirabile equilibrio nella title track fra muri chitarristici shoegazer distorti e psichedelici ed un approccio essenzialmente pop ed avvolgente, in particolare nelle armonie vocali sognanti e delicate; per chi scrive, uno dei loro singoli piu' belli, che sulla seconda facciata addolcisce le sonorita' un brano lento e delicato, dalle sonorita' piu' intimiste, ''Wish of you''. Gruppo di culto nel panorama indie shoegazer inglese dei primi anni '90, i Telescopes si formano a Burton-Upon-Trent nel 1987. Dopo aver esordito con un flexi a meta' con i Loop (non a caso) nel 1988, i Telescopes pubblicano alcuni apprezzati singoli di abrasivo e rumoroso shoegazer rock, che li fanno accostare ai Jesus And Mary Chain ed agli stessi Loop. Il primo lp ''Taste'' (1990) e' il piu' duro inciso dal gruppo, a tratti vicino al noise ma ancorato al rock psichedelico piu' ruvido. Il secondo (in studio) eponimo lp rappresenta un deciso cambio di rotta, proponendo un sognante ed ottundente pop psichedelico che si situa sul versante opposto della corrente shoegazer rispetto a ''Taste''. Il gruppo si scioglie tuttavia poco dopo, mentre gli ex membri Stephen Lawrie e Joanna Doran danno vita agli Unisex. I due riformano poi i Telescopes nel 2001 e riprendono ad incidere, aggiungendo elementi elettronici al loro indie rock psichedelico.
Euro
8,00
codice 260524
scheda

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