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Smiths Hatful of hollow
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1984  warner bros 
punk new wave
Ristampa del 2011 in vinile 180 grammi, pressoché identica alla prima tiratura su Rough Trade, copertina apribile, inner sleeve con testi, con tanto dell' originario adesivo di presentazione sul fronte della copertina. La magnifica raccolta pubblicata tra il primo album "The Smiths" ed il secondo vero album "Meat Is Murder", forse l' unico disco del gruppo di Manchester guidato da Morrissey e Johnny Marr che superi in bellezza l' esordio omonimo "The Smiths". Questo splendido "Hatful of Hollow", uscito nel novembre del 1984 e giunto al settimo posto della classifica inglese, oltre che naturalmente al primo posto delle classifiche indipendenti, e' realizzazione da considerare tra le pietre miliari della musica degli anni ottanta, raccoglie inediti e brani usciti solo su dodici e sette pollici estratti dal primissimo periodo del gruppo. Una carrellata di brani straordinari e di indimenticabili testi, che hanno segnato indelebilmente una intera generazione, ormai lontana dalla irruenza rabbiosa del punk ma anche dall' ostentata tenebrosita' del dark, ed invece propensa a guardare dentro se stessa, scoprendosi debole ed indifesa, a volte dolorosamente cinica, in una fragilita' che i primi dischi della band ed una manciata di brani sparsi nel resto della loro discografia incarnano e rappresentano nel migliore dei modi. Simpatico od antipatico che possiate trovarlo, Morrissey e' stato per qualche stagione capace di farsi straordinario portavoce dei problemi esistenziali di piu' una generazione, non solo in Inghilterra; un altrettanto ispirato Johhny Marr fece il resto.
Euro
29,00
codice 2140172
scheda
Smiths Meat is murder (2012 reissue)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1985  warner bros 
punk new wave
bella ristampa del 2012, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura su Rough Trade, completa di inner sleeve. Il secondo album dopo il primo "The Smiths" e senza contare la raccolta di inediti e b-sides "Hatful of Hollow", uscito in Inghilterra nel febbraio del 1985 e giunto al primo posto della classifica inglese (oltre che al centodecimo di quella americana), con la band inglese ormai assurta in Europa al ruolo di "rockstars" intenta a lanciare un messaggio che avra' enorme risonanza, quello della title track, manifesto del vegetarianesimo per una generazione, e brano per cui in primo luogo questo disco viene ricordato. Non tutti gli episodi possiedono la freschezza e l' ispirazione dei primissimi singoli e del primo album del gruppo "The Smiths", ma "Meat Is Murder" e' comunque ancora un grande disco, ed innegabile e', oltre alla incisivita' della aspra "Meat Is Murder", la bellezza di episodi come "The Headmaster Ritual", con Johnny Marr che si inventa un jingle jangle chitarristico dei suoi migliori, e soprattutto delle liricissime e delicate "That Joke Isn't Funny Anymore" e "Well I Wonder" (davvero struggente), senza dimenticare la incalzante "I Want the One I Can't have" e la serrata "What She Said". Gli Smiths capitanati da Morrissey e Johnny Marr, sono stati protagonisti di uno dei piu' importanti progetti di tutti gli anni ottanta, autori di brani straordinari e di indimenticabili testi, che hanno segnato indelebilmente una intera generazione, ormai lontana dalla irruenza rabbiosa del punk ma anche dall' ostentata tenebrosita' del dark, ed invece propensa a guardare dentro se stessa, scoprendosi debole ed indifesa, a volte dolorosamente cinica, in una fragilita' che le loro realizzazioni incarnano e rappresentano nel migliore dei modi, attraverso classici immortali, in un intensissimo ma breve percorso artistico destinato a influenzare moltitudini di nuove band, britanniche e non. Il gruppo si forma nella inquieta Manchester nel 1982 per volonta' del chitarrista John Marr che contatta Steven Patrick Morrissey, eclettico personaggio, amante di Oscar Wilde e del decadentismo, ma anche dei poeti e degli chansonnier francesi (da Baudelaire a Brel), con il culto di James Dean. I due formano cosi' il nucleo fondamentale degli Smiths al quale si uniranno il bassista Andy Rourke ed il batterista Mike Joyce. Il 1983 e' un anno topico per l'evoluzione della music rock, emblematicamente alcuni influenti album mettono la parola fine su alcuni generi e la parola inizio su altri. E' l'anno in cui la new wave of british metal lascia il posto al trash-metal dei Metallica, la discomusic scompare definitivamente spazzata via dal fenomeno della dance elettronica e l'onorevole post-punk stanco dei sintetizzatori e con il settore dark in crisi comincia a mutarsi in quel che diverra' rock alternativo. Insieme ai R.E.M. con il loro primo album "Murmur" gli Smiths con il loro primo singolo "Hand In Glove" sono riconosciuti simbolicamente e non solo come tra i maggiori responsabili del cambiamento della musica nella prima meta' degli anni ottanta . In queste opere di esordienti e' percepibile una leggera ma decisa boccata di aria nuova, un'anomala ispirazione anni sessanta, fatta di suoni molto pop ma irregolari, basati su un ricamato e mai virtuosistico lavoro di chitarra che predomina le composizioni. Gia' gli U2 avevano fatto da apripista a questa nuova concezione rock, dove il nucleo del suono della band doveva risiedere principalmente in due elementi: nel carismatico cantante che incanta l'ascoltatore con sensibilita' e riflessioni, e nel chitarrista che fornisce l'ideale tappeto melodico con ricercati ma minimalistici riff, puliti e squillanti. Ma le accoppiate Michael Stipe/Peter Buck e Morrisey/John Marr non puntano (almeno in quei primi momenti) sull'epicita', sul ruolo di trascinatori di popolo che esplicitamente emerge proprio quell'anno dal magnifico "War" di Bono & soci. Gli Smiths in particolare, gia' decidendo di attribuirsi come nome del gruppo il cognome piu' diffuso e popolare d'Inghilterra, fanno capire gia' dal biglietto da visita la loro personalita' in cerca di un anonimato, di un silenzio in cui poter confessare i propri disagi non hanno intenzione di provocare rivoluzioni, ma solo di non farti sentire solo quando ti senti strano. Strano perche' non sei d'accordo col sistema imperante, infastidito da una politica che non ti rispecchia ma che anzi ti danneggia, strano perche' la societa' non vede di buon occhio chi vuol difendere ad esempio la propria omosessualita', la natura o addirittura la facolta' di ragionare con la propria testa. Morrisey e' oltretutto uno dei cantanti piu' intellettuali che il rock abbia mai visto. Puo' iniziare a spiegarti una storia d'amore citando con amore Keats o Wilde, metterti davanti agli occhi storie di crimini, dissoccupazione e abuso di minori alleggerendo poi il tutto con un'irresistibile ironia british, cinica e consolatoria allo stesso tempo. E' un giovane poeta di famiglia proletaria, alle prese con i tormenti della vita, la sua piccola vita nella Manchester maltrattata dei primi anni '80 Thatcheriani. John Marr e gli altri non sono molto diversi dal loro cantore, e ai suoi racconti d'ampio respiro, rispondono con un rock pacato e melodioso, ma pronto a trasalire appena il testo raggiunge la sua piu' alta drammaticita'. John Marr, esclusivo autore della parte musicale, crea labirinti di note senza spigoli degni di Love o Byrds, con cui a proprio piacimento asseconda i saliscendi vocali di Morrisey: segue con una versatilita' incredibile i suoi repentini passaggi di toni, che possono andare da quelli di Ian Curtis a quelli di Jimmy Sommerville nel tempo di pochi secondi. Gli Smiths fondano cosi' un alchimia unica, figlia di nessuno, anche se non pochi vorranno reputarsi loro padri o figli adottivi. In realta' questo e' uno dei pochi autentici gruppi definibili "Cult-Band", fenomeni di nicchia della loro epoca, destinati per la propria natura sfuggente a rimanere tali, conservando il loro fascino ed immortalita' per i posteri riconoscenti e celebranti.
Euro
26,00
codice 2139772
scheda
Smiths The queen is dead (reissue 2012)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1986  Warner Bros 
punk new wave
ristampa con copertina apribile, pressoche' identica a quella della originaria tiratura su Rough Trade, e completa di inner sleeve. L' ultimo grande album della band inglese di Manchester guidata dal cantante Morrissey e dal chitarrista Johnny Marr; uscito nel giugno del 1986, anticipato dal singolo "Bigmouth Strikes Again", con gli occhi di innumerevoli fans e della critica puntati addosso, dopo l' enorme successo di "The Smiths" e "Meat is Murder", il disco riusci' a non deludere le attese di critica e pubblico,e giunse al secondo posto della classifica inglese, continuando ad alimentare in Europa almeno il culto di una band senz'altro tra le piu' visceralmente amate della storia recente della nostra musica. Forse in realta' una parte della magia dei primissimi dischi inizia a svanire, ma "The Queen Is Dead" contiene ancora alcuni loro classici come la sofferta e dolcissima "I know it's over", la irresistibile "Cemetry gates", che ha la freschezza degli esordi, la splendida "Bigmouth strikes again" e la malinconica "There is a light that never goes out", tutte magnifiche a dir poco, senza dimenticare "The Boy With The Thorn in His Side", che gia' era uscita su singolo quasi un anno prima, e riesce perfino a sorprendere con la durezza dell' iniziale title track. Gli Smiths capitanati da Morrissey e Johnny Marr, sono stati protagonisti di uno dei piu' importanti progetti di tutti gli anni ottanta, autori di brani straordinari e di indimenticabili testi, che hanno segnato indelebilmente una intera generazione, ormai lontana dalla irruenza rabbiosa del punk ma anche dall' ostentata tenebrosita' del dark, ed invece propensa a guardare dentro se stessa, scoprendosi debole ed indifesa, a volte dolorosamente cinica, in una fragilita' che le loro realizzazioni incarnano e rappresentano nel migliore dei modi, attraverso classici immortali, un intensissimo ma breve percorso artistico capace di affossare la stagione punk, coniando una nuova formula di pop destinata a influenzare moltitudini di nuove band, britanniche e non, grazie anche alla forza dei testi, disperati e irriverenti, in cui si e' specchiata una intera generazione. L'emblematico Stephen Patrick Morrissey e' stato per qualche stagione capace di farsi straordinario portavoce dei problemi esistenziali di piu' una generazione, non solo in Inghilterra; un altrettanto ispirato Johhny Marr fece il resto. Il gruppo si forma nella inquieta Manchester nel 1982 per volonta' del chitarrista John Marr che contatta Steven Patrick Morrissey, eclettico personaggio, amante di Oscar Wilde e del decadentismo, ma anche dei poeti e degli chansonnier francesi (da Baudelaire a Brel), con il culto di James Dean. I due formano cosi' il nucleo fondamentale degli Smiths al quale si uniranno il bassista Andy Rourke ed il batterista Mike Joyce. In una scena britannica caratterizzata dagli ultimi episodi punk, gli Smiths sono autori di una particolare alchimia capace di rileggere un tagliente pop chitarristico sotto le influenze della scena new wave, pop che trova le proprie basi nelle piu' alte scuole britanniche e che si fa' portavoce di malinconie taglienti, trasognate e provocatorie. Il 1983 e' un anno topico per l'evoluzione della music rock, emblematicamente alcuni influenti album mettono la parola fine su alcuni generi e la parola inizio su altri. E' l'anno in cui la new wave of british metal lascia il posto al trash-metal dei Metallica, la discomusic scompare definitivamente spazzata via dal fenomeno della dance elettronica e l'onorevole post-punk stanco dei sintetizzatori e con il settore dark in crisi comincia a mutarsi in quel che diverra' rock alternativo. Insieme ai R.E.M. con il loro primo album Murmur gli Smiths con il loro primo singolo Hand In Glove sono riconosciuti simbolicamente e non solo come tra i maggiori responsabili del cambiamento della musica nella prima meta' degli anni ottanta . In queste opere di esordienti e' percepibile una leggera ma decisa boccata di aria nuova, un'anomala ispirazione anni sessanta, fatta di suoni molto pop ma irregolari, basati su un ricamato e mai virtuosistico lavoro di chitarra che predomina le composizioni. Gia' gli U2 avevano fatto da apripista a questa nuova concezione rock, dove il nucleo del suono della band doveva risiedere principalmente in due elementi: nel carismatico cantante che incanta l'ascoltatore con sensibilita' e riflessioni, e nel chitarrista che fornisce l'ideale tappeto melodico con ricercati ma minimalistici riff, puliti e squillanti. Ma le accoppiate Michael Stipe/Peter Buck e Morrisey/John Marr non puntano (almeno in quei primi momenti) sull'epicita', sul ruolo di trascinatori di popolo che esplicitamente emerge proprio quell'anno dal magnifico War di Bono & soci. Gli Smiths in particolare, gia' decidendo di attribuirsi come nome del gruppo il cognome piu' diffuso e popolare d'Inghilterra, fanno capire gia' dal biglietto da visita la loro personalita' in cerca di un anonimato, di un silenzio in cui poter confessare i propri disagi non hanno intenzione di provocare rivoluzioni, ma solo di non farti sentire solo quando ti senti strano. Strano perche' non sei d'accordo col sistema imperante, infastidito da una politica che non ti rispecchia ma che anzi ti danneggia, strano perche' la societa' non vede di buon occhio chi vuol difendere ad esempio la propria omosessualita', la natura o addirittura la facolta' di ragionare con la propria testa. Morrisey e' oltretutto uno dei cantanti piu' intellettuali che il rock abbia mai visto. Puo' iniziare a spiegarti una storia d'amore citando con amore Keats o Wilde, metterti davanti agli occhi storie di crimini, dissoccupazione e abuso di minori alleggerendo poi il tutto con un'irresistibile ironia british, cinica e consolatoria allo stesso tempo. E' un giovane poeta di famiglia proletaria, alle prese con i tormenti della vita, la sua piccola vita nella Manchester maltrattata dei primi anni '80 Thatcheriani. John Marr e gli altri non sono molto diversi dal loro cantore, e ai suoi racconti d'ampio respiro, privi di ritornelli, o strutture prescise, rispondono con un rock pacato e melodioso, ma pronto a trasalire appena il testo raggiunge la sua piu' alta drammaticita'. John Marr, esclusivo autore della parte musicale, crea labirinti di note senza spigoli degni di Love o Byrds, con cui a proprio piacimento asseconda i saliscendi vocali di Morrisey: segue con una versatilita' incredibile i suoi repentini passaggi di toni, che possono andare da quelli di Ian Curtis a quelli di Jimmy Sommerville nel tempo di pochi secondi. Gli Smiths fondano cosi' un alchimia unica, figlia di nessuno, anche se non pochi vorranno reputarsi loro padri o figli adottivi. In realta' questo e' uno dei pochi autentici gruppi definibili "Cult-Band", fenomeni di nicchia della loro epoca, destinati per la propria natura sfuggente a rimanere tali, conservando il loro fascino ed immortalita' per i posteri riconoscenti e celebranti.
Euro
29,00
codice 2140173
scheda
Smiths The smiths (2012 reissue)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1984  warner bros 
punk new wave
bella ristampa del 2012, copertina pressoche' identica a quella della originaria tiratura su Rough Trade, completa di inner sleeve. Uscito nel febbraio del 1984, dopo i singoli "Hand in Glove", "This Charming Man" e "What Difference Does it Make?", giunto al primo posto delle classifiche indipendenti ed al secondo di quelle ufficiali, "The Smiths" e un disco tra i piu' importanti di tutti gli anni '80, e certamente il capolavoro del gruppo di Manchester (la freschezza inebriante di questo esordio rimarra' irripetuta), una carrellata di brani straordinari e di indimenticabili testi, che hanno segnato indelebilmente una intera generazione, ormai lontana dalla irruenza rabbiosa del punk ma anche dall' ostentata tenebrosita' del dark, ed invece propensa a guardare dentro se stessa, scoprendosi debole ed indifesa, a volte dolorosamente cinica, in una fragilita' che questo disco epocale incarna e rappresenta nel migliore dei modi, attraverso classici immortali come "Reel Around the Fountain", "Still Ill", "Hand in Glove" o "What Difference does it Make". L'emblematico Stephen Patrick Morrissey e' stato per qualche stagione capace di farsi straordinario portavoce dei problemi esistenziali di piu' una generazione, non solo in Inghilterra; un altrettanto ispirato Johhny Marr fece il resto.
Euro
30,00
codice 2139789
scheda
Social unrest Before the fall
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1986  libertine records 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima rara stampa americana, copertina senza barcode, nella versione lucida, completa di inserto testi con testi ed artwork, nella versione in carta leggera, etichetta nera e bianca custom, catalogo LSU-3. Pubblicato nel 1986 dalla Libertine Records negli USA e nel 1987 dalla Konkurrel in Europa, il secondo bellissimo album, successivo a ''SU-2000'' (1985) e precedente ''Now and forever'' (1988). Notevole ed apprezzatissimo in ambito hardcore (il sito di Flex da' all'album un 9 in pagella!), questo album sviluppa il discorso cominciato con il primo lp dell'anno precedente: il gruppo elabora un hardcore ''evoluto'' rispetto a quello piu' ortodosso degli esordi, con influenze post-punk, con qualche veatura persino dark, ed art-punk, rallentando i ritmi in parte dei brani, sempre affilatissimi, pero', ed intensissimi. I Social Unrest sono stati una storica hardcore band californiana di Hayward, vicino San Francisco, formata nel 1980 e nel 1981 autrice di un primo 7"ep "Making Room For youth" prodotto nientemeno che da East ray Bay dei Dead Kennedys, cosi' come il successivo mini lp ''Rat in a maze'' (1982), che chiuse la prima fase di attivita' della band, subito dopo sfaldatasi e solo nel 1985 autrice del suo primo vero album "S.U. 2000". La prima line up dei Social Unrest, con l' eccellente voce di Creetin K-OS, fu capace di dar vita ad un hardcore di incredibile forza d'impatto, graffiante ed abrasivo, decisamente "noisy". I dischi realizzati successivamente, con una line up che vedra' i soli Danny Norwood (chitarra) e "Mark Monti (batteria) reduci, furono una splendida evoluzione del sound dei primi lavori dei Social Unrest in una direzione pero' piu' "metallica".
Euro
36,00
codice 267297
scheda
Lp2 [edizione] originale  stereo  ita  1973  cbs 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Doppio album, prima rara stampa italiana, copertina apribile, etichetta arancio con logo nero centrale, con "S.I.A.E. - D.R." a destra, data sul trail off "22/2/73", timbro Siae del primo tipo, in uso tra il '70 ed il '75, con diametro di circa 13/13,5 mm., piu' piccolo dei successivi, catalogo S68214. Pubblicato in Inghilterra nel febbraio del 1973 dopo ''Fifth'' e prima di ''Seven'', non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa. Il sesto album. Il primo lavoro che vede la partecipazione di Karl Jenkins e John Marshall, gia' nei Nucleus di Ian Carr, oltreche' l' ultimo con Hugh Hopper, viene considerato l' ultimo degli album classici ed il migliore del periodo di mezzo, concepito come una suite di quattro brani, uno per lato, e forse il lavoro in cui la mostruosa abilita' tecnica dei musicisti inglesi si dispiega al meglio; vicino a certo jazz elettrico, viene non a caso generalmente accostato a ''Biches brew'' di Miles Davis.
Euro
38,00
codice 267773
scheda
Soft Machine volume two
Lp [edizione] originale  stereo  can  1969  command / abc 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
la prima rara stampa canadese, copertina (con moderati segni di invecchiamento) cartonata apribile, etichetta bianco-grigia con deep groove, con logo in alto in una cornice multicolorata, catalogo CPLP 4505. Pubblicato in Inghilterra nell'Aprile del 1969 dopo ''The Soft Machine'' e prima di ''Third'' e non entrato in clasifica ne' in UK ne' in USA. Registrato nei primi mesi del 1969 con formazione a tre da Mike Ratledge, Robert Wyatt ed Hugh Hopper prodotto dall'ex manager degli Animals, fu disco dell'anno in Francia, ed e' il primo in cui compare Elton Dean al sassofono, e' considerato uno degli indiscussi capolavori del Canterbury sound e' questo il lavoro in cui il lato dadaista e patafisico del gruppo sono maggiormente in risalto, il basso, suonato ora da Hugh Hopper dopo l'abbandono di Kevin Ayers, e' carico di effetti e potentissimo, Wyatt e' in grande forma e oltre ad arrangiare tutto il materiale e' la maggiore forza creativa dell'opera, canta in maniera sublime, tra jazz e progressive, per la prima volta vi e' un ricorso ai fiati, suonati da Elton Dean, la tastiera e' ora matura nei suoni e raffinatissima nella esecuzione, tra i brani, ''Dada Was Here'', ''Pig'', ed i due tributi, ''As Long As He Lies Perfect Still'' dedicata al grande Kevin Ayers, felice e rilassato al mare nel paradiso hippie di Ibiza e ''Have You Ever Bean Green'', con la citazione dei nomi della Experience di Jimi Hendrix con cui effettuarono il tour americano. Un album bellissimo, in cui il mix tra avanguardia, pop, jazz, extravaganza, psychedelia e sperimentazione caratteristico della band e' in perfetto equilibrio, un momento magico, prima che negli anni successivi il baricentro si sposti decisamente verso il jazz. Un vero classico dell'underground dei '60.
Euro
40,00
codice 267070
scheda
Sonic youth Bad moon rising
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1985  goofin 
punk new wave
ristampa ufficiale, copertina pressocche' identica a quella della prima rara tiratura, completa dell' inserto testi. Il secondo album in studio (senza contare il mini d'esordio), uscito nel marzo del 1985 su Homestead negli USA e su Blast First in Gran Bretagna, dove giunse al 14esimo posto nella classifica indipendente, pubblicato dopo ''Confusion is sex'' e prima di ''Evol''. E' questo il disco in cui "la furia dissacrante degli inizi inizia ad assumere forme tecnicamente piu' evolute" e "le tendenze sinistramente melodiche trovano degenerata esposizione in brani ambigui e terrificanti, figli del vizio e della paranoia" (da Velvet), frutto ormai maturo di una band che ha ormai maturato la propria personalita', e che irrimediabilmente inizia a cambiare il volto dell' alternative rock americano (e non solo). Un disco fondamentale della loro ricca discografia, tra i loro piu' complessi e densi, con alcuni dei loro brani piu' rappresentativi come "Society is a Hole" e soprattutto la magnifica "Death valley '69'', cantata da una Lydia Lunch mai cosi' sensuale e perversa insieme. Qualche illuminato inizio' a capire sin da questo album che questi newyorkesi sarebbero stati un giorno riconosciuti come uno dei gruppi piu' influenti ed innovativi della storia del rock, ma i riconoscimenti verranno soprattutto negli anni a venire.
Euro
33,00
codice 2140623
scheda
Sonic youth Confusion is sex
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1983  goofin 
punk new wave
ristampa ufficiale, copertina pressoche' identica a quella della prima molto rara tiratura, con apertura per il disco in alto, e corredata di inserto. Pubblicato nel 1983 dalla Neutral negli USA, lo storico primo album del fondamentale gruppo newyorchese, successivo all'eponimo mini d'esordio. "Confusion is Sex" segna una maturazione gia' straordinaria verso un suono che, pur mantenendo forti legami con Theoretical Girls e Static (le prime "creature" di Glen Branca), con certa no wave newyorkese piu' estrema ed altri "agitatori" musicali della stregua di Red Transistor o i mai troppo valutati MX 80 Sound, e' sempre piu' personale ed ha ormai delineato molte delle coordinate che hanno reso la band una delle piu' influenti del rock negli ultimi decenni. Una musica oscura ed abrasiva, tra litanie ipnotiche e malate ("Protect Me You" restera' uno dei loro massimi capolavori) e vilente esplosioni dove le chitarre corteggiano il rumorismo (da segnalare la brutale cover della Stoogesiana "I Wanna Be Your Dog"). Un disco che ha rappresentato un vero e proprio giro di boa per l' underground americano che, ormai archiviata la furia devastatrice dell' hardcore, si lecca le sue ferite in una musica in cui la violenza e' piu' implosiva che esplosiva e, ripiegandosi su se stesso, trova le energie per risorgere a nuova vita.
Euro
33,00
codice 3040146
scheda
Sonic youth Daydream nation (+poster)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  1988  goofin 
punk new wave
Doppio album, ristampa rimasterizzata, corredata di riproduzione dell' originario poster apribile in due parti. Il quinto album della fondamentale noise band newyorkese, uscito nell'ottobre del 1988 su Enigma/Blast First negli USA e su Blast First in Gran Bretagna, dove giunse al primo posto della classifica indipendente. Uscito dopo ''Sister'' (1987) e prima di ''Goo'' (1990), e' considerato un capolavoro straordinario in cui atmosfere apparentemente vellutate ma assai torbide si alternano a furiose esplosioni chitarristiche, in un vero tour de force creativo che convinse della grandezza della band anche i piu' scettici, ormai pochi, considerando che gia' il precedente "Sister" aveva non poco consolidato il ruolo della band alla guida dell' alternative rock americano piu' creativo. "Daydream Nation" e' il sunto ideale di quanto la band aveva proposto fino a quel momento, la no wave che li aveva inizialmente ispirati, l' irruenza aggressiva del punk, gli slanci visionari della psichedelia, la complessita' della musica degli anni settanta, lo slancio celebrale della musica contemporanea e il solito muro di suono noise che li aveva sempre caratterizzati; ma finalmente la band mette anche del tutto a fuoco la sua capacita' di concepire dei brani di grande bellezza ed intensita', come solo occasionalmente in passato era riuscita a fare, dando vita al suo capolavoro forse definitivo. Il consenso ricevuto da parte della critica ed il successo "underground" del disco furono enormi, tanto da convincere la Geffen a metterli sotto contratto, dando il via ad una nuova era della nostra musica, con risultati che saranno ancora straordinari, nonostante il relativo e momentaneo "ammorbidimento" della proposta musicale del gruppo. Verso la fine degli anni '70 la scena del rock indipendente ha, sparse per il mondo, tre capitali ideali: la Londra dove scorrazzano sui palchi i furori punk di Clash e Sex Pistols e i germi dark di Birthday Party, Joy Division, Cure e Siouxsie and the Banshees; la Berlino dell'elettronica di Kraftwerk, Brian Eno e David Bowie e del rumore industriale degli Einsturzende Neubauten; e New York. Proprio nella grande mela, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la piu' importante rivoluzione musicale degli ultimi vent'anni, quella rivoluzione che prendera' il nome di "Noise Rock" e che vedra' salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che gia' aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il primo concerto lo tengono al "Noise Festival" del 1981 con Ann DeMarinis alla seconda chitarra, ma il gruppo avra' bisogno di tempo prima di assestarsi: nel corso dello stesso anno viene preso come prima chitarra Lee Ranaldo (che gia' aveva suonato con Glenn Branca, produttore e factotum del gruppo). Proprio grazie a Glenn Branca e alla sua "Neutral" vengono prodotti i primi due lavori della band, l'omonimo EP esordio "Sonic Youth" e il conturbante e fragoroso "Confusion is Sex", con Jim Sclavounos (futuro membro dei Bad Seeds di Nick Cave) alla batteria. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 e' la volta di "Bad Moon Rising", il batterista e' e sara' d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento. Nonostante contatti con case discografiche come la Warner Bros. il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag, monumenti del punk americano. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a se stesso, anzi acquista anche maggior profondit… grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorita' della band, che puo' cosi' concentrarsi sull'opera/summa, sul capolavoro, che arrivera' di li' a pochi mesi: "Daydream Nation", e' l'album definitivo, quello che pone la parola fine su qualsiasi paragone fra i Sonic Youth e le altre band indipendenti. Entrati ormai nell'ottica delle major, Moore & Co. si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per portare nelle case della gente gruppi satelliti come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Nel 1992 e' la volta dell'esplosione commerciale del suono "sonico", grazie all'album "Dirty", apparentemente di piu' facile accesso, e al singolo "Drunken Butterfly", cantato da Kim Gordon e trasformato presto in inno dalla nuova generazione indie rock. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine", Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead dei gemelli Pace. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago.
Euro
46,00
codice 2140230
scheda
Sonic youth Dirty
lp2 [edizione] originale  stereo  ger  1992  geffen 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Doppio album, la prima rara stampa europea, pressata in Olanda, copertina lucida con barcode, etichetta nera, logo "DGC David Geffen Company" in alto, catalogo GEF24485(2), completo di inner sleeves con foto e crediti. Il settimo album della fondamentale band newyorkese, con un brano in piu' rispetto alla versione compact disc. Uscito nel luglio del '92 e giunto al sesto posto della classifica in Inghilterra ed all' 83esimo di quella americana (nemo profeta in patria....). I dischi fino a "Daydream Nation", partendo dalla no wave e dal noise, avevano rivoluzionato l' alternative rock americano; "Goo" e questo "Dirty" aprirono per la band un nuovo esaltante capitolo: quello del successo su piu' vasta scala, ottenuto con una musica forse piu' accessibile ma altrettanto brillante che in passato, ed almeno altrettanto influente sulle nuove generazioni di musicisti. Ne vennero tratti i singoli "100%", "Youth Against Fascism" e "Sugar Kane". Verso la fine degli anni '70 la scena del rock indipendente ha, sparse per il mondo, tre capitali ideali: la Londra dove scorrazzano sui palchi i furori punk di Clash e Sex Pistols e i germi dark di Birthday Party, Joy Division, Cure e Siouxsie and the Banshees; la Berlino dell'elettronica di Kraftwerk, Brian Eno e David Bowie e del rumore industriale degli Einsturzende Neubauten; e New York. Proprio nella grande mela, attraversata da migliaia di gruppi punk, nasce la piu' importante rivoluzione musicale degli ultimi vent'anni, quella rivoluzione che prendera' il nome di "Noise Rock" e che vedra' salire alla ribalta nell'arco di pochissimi anni i Sonic Youth. I Sonic Youth si formano grazie alla perseveranza di Thurston Moore, nativo del Connecticut, che gia' aveva fatto parte di gruppi della scena newyorchese come Even Worse e Coachmen e che riunisce sotto la sua egida la compagna di vita Kim Gordon e il batterista Richard Edson. Il primo concerto lo tengono al "Noise Festival" del 1981 con Ann DeMarinis alla seconda chitarra, ma il gruppo avra' bisogno di tempo prima di assestarsi: nel corso dello stesso anno viene preso come prima chitarra Lee Ranaldo (che gia' aveva suonato con Glenn Branca, produttore e factotum del gruppo). Proprio grazie a Glenn Branca e alla sua "Neutral" vengono prodotti i primi due lavori della band, l'omonimo EP esordio "Sonic Youth" e il conturbante e fragoroso "Confusion is Sex", con Jim Sclavounos (futuro membro dei Bad Seeds di Nick Cave) alla batteria. Il gruppo inizia a farsi conoscere, con tournee anche in Europa. Nel 1985 e' la volta di "Bad Moon Rising", il batterista e' e sara' d'ora in poi Steve Shelley, il brano "Death Valley '69" ispirato alla generazione hippie e al rock classico, sfonda e i Sonic Youth diventano la band del momento. Nonostante contatti con case discografiche come la Warner Bros. il gruppo mantiene fede alla sua indipendenza musicale e firma per la SST di Husker Du e Black Flag, monumenti del punk americano. Ma il suono dei Sonic Youth rimane fedele a se stesso, anzi acquista anche maggior profondit… grazie ai voli pindarici dati dalle fughe chitarristiche di Ranaldo. Con la SST escono nel giro di due anni "EVOL" e "Sister", album fondamentali per le nuove sonorita' della band, che puo' cosi' concentrarsi sull'opera/summa, sul capolavoro, che arrivera' di li' a pochi mesi: "Daydream Nation", registrato per la Geffen, e' l'album definitivo, quello che pone la parola fine su qualsiasi paragone fra i Sonic Youth e le altre band indipendenti. Entrati ormai nell'ottica delle major, Moore & Co. si muovono in modo tale da non tradire la fiducia dei fan, non svendono mai il proprio suono, anzi, sfruttano l'occasione per portare nelle case della gente gruppi satelliti come i Dinosaur Jr., i Sebadoh, i Pavement e soprattutto i Nirvana di Kurt Cobain. Nel 1992 e' la volta dell'esplosione commerciale del suono "sonico", grazie all'album "Dirty", apparentemente di piu' facile accesso, e al singolo "Drunken Butterfly", cantato da Kim Gordon e trasformato presto in inno dalla nuova generazione indie rock. Dopo "Experimental Jet Set, Trash and No Star" e l'eccellente "Washing Machine", Steve Shelley si mette a produrre un altro gruppo emergente di New York destinato a grandi fortune, i Blonde Redhead dei gemelli Pace. E' poi la volta dell'integrazione all'interno della band del genio di Jim O'Rourke, transfuga da Chicago. E l'ultimo album "N.Y. Ghost and Flowers" con la seguente tournee europea che ha toccato anche l'Italia sono la conferma che a quasi cinquant'anni i Sonic Youth sono ancora in grado di regalare emozioni e pura follia.
Euro
75,00
codice 267800
scheda
Sonic youth Experimental jet set
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1994  geffen / universal 
punk new wave
ristampa con copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura su Geffen, corredata di inserto. Il terzo album degli anni novanta, successore di "Dirty", uscito nel maggio del 1994 e giunto al 34esimo posto delle classifiche americane ed al decimo di quelle inglesi, della fondamentale noise band newyorkese, Sonic Youth. Uno dei capolavori della band ed uno dei loro dischi piu' "psichedelici", il ritorno alla musica spigolosa dei migliori dischi degli anni ottanta, in cui atmosfere apparentemente vellutate ma assai torbide si alternano a furiose esplosioni chitarristiche, in un vero tour de force creativo dai risultati davvero straordinari. Se "Dirty" e' l'album della definitiva consacrazione, con "Experimental Jet Set, Trash and No Star" i Sonic Youth tornano a cercare il suono semplice e diretto degli esordi. Questo cambio di direzione e' dovuto dal fatto che, a detta della stessa band, il risultato finale dell'album precedente, pur sfiorando una perfezione praticamente mai raggiunta in precedenza, aveva deturpato il gruppo della sua essenza primaria: l'odore del live, il fascino del fruscio, del suono sporco ma diretto, magari a volte incomprensibile ma sincero, duro, immediato. Quel fascino che in realta' puo' capire solo chi, come i Sonic Youth, ha vissuto per anni nel sottobosco musicale newyorchese, attraversato in appena venticinque anni dal rock dei Velvet Underground, dalle scosse elettriche del punk e dalla cupa introspezione dissonante della no wave. Inaspettate sonorita' distese sorprendono gia' dall'attacco della bellissima ballata "Winner's Blues", e sono proprio le improvvise pause di riflessione, gli oceani di calma, le buche introspettive la parte migliore di quest'album; le tournee degli anni immediatamente precedenti affrontate insieme ai Sebadoh di Lou Barlow (ex Dinosaur Jr.), ai Royal Trux, ai Pavement di Stephen Malkmus, ai Boredoms hanno sicuramente lasciato nella band l'attaccamento al Lo-Fi, cosi' come il rock distorto dei Nirvana e dei Mudhoney aveva influenzato "Dirty". E proprio qui sta la grandezza dei Sonic Youth: essere consapevoli della propria posizione di dominatori sulla scena indie statunitense eppure essere ancora cosi' umili e semplici da apprendere da band piu' piccole.
Euro
35,00
codice 2140231
scheda
Sonic youth Sister
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1987  goofin' 
punk new wave
ristampa con copertina pressoche' identica a quella della prima tiratura nella sua versione censurata (un' immagine con personaggi della Disney sul fronte ed una foto sul retro sono oscurate), corredato di inserto. Il quarto album (il quinto considerando il primo mini "Sonic Youth"), uscito nel giugno del 1987, e giunto al primo posto della classifica indipendente inglese, uno dei capolavori del fondamentale gruppo newyorkese nonche' di tutti gli anni '80. Dopo il complesso e molto articolato "Evol", la band si produce in uno dei suoi dischi piu' scarni ed essenziali (in questo senso la rilettura del classico del primo punk californiano "Hot Wire My Heart" dei Crime appare come una dichiarazione di intenti), riuscendo nell' impresa di rendere piu' immediato ed accessibile il suo psicotico noise rock, ed allargando a dismisura, grazie anche ad un consenso ormai unanime della stampa, il suo seguito e l' influenza musicale sulla scena alternativa non solo americana dell' epoca (il successivo "Daydream Nation" sara' il suggello migliore di questa fase della storia artistica della "gioventu' sonica"). L' iniziale "Schizofrenia", uno dei loro capolavori di sempre, apre il disco nel migliore dei modi: gli strumenti si susseguono uno dopo l' altro, e ad un ritmo ripetitivo ma indolente si contrappongono gli ipnotici e magnifici intrecci delle chitarre di Thurston Moore e Lee Ranaldo, mentre presto l' alternarsi delle voci di Moore e di Kim Gordon porta la tensione su livelli parossistici, prima di esplodere e poi scemare nell' iponotico finale; nella magia di questo brano magnifico si sintetizzano le due anime della musica della band, capace di alternare con la medesima efficacia momenti sognanti sebbene carichi di tensione perversa (l' oscura ballata "Beauty Lies In The Eyes", "Pacific Coast Highway", con il suo crescendo psicotico, "Kotton Krown") ed altri potenti e serratissimi ("(I Got A) Catholic Block", "Stereo Sanctity", "Pipeline / Kill Time", la stordente "White Cross"), creando con questo disco una delle colonne sonore della fine del millennio piu' oscure ed ispirate, un vero masterpiece, irrinunciabile.
Euro
33,00
codice 2140195
scheda
Sonics here are the sonics (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1965  big beat / etiquette 
rock 60-70
Ristampa del 2020, in vinile 180 grammi, copertina senza barcode pressoche' identica alla prima rarissima tiratura uscita su Etiquette nel 1965. Pubblicato in Usa nel maggio del 1965 prima di ''The Sonics Boom'' non entrato nelle classifiche Usa e non pubblicato all'epoca in Uk. Il primo straordinario e fondamentale album. Uno degli LP's cardine del garage rock di ogni epoca, nasce quando i Sonics vengono scoperti dal bassista degli Wailers Buck Ormsby che li porta per la prima volta in un piccolo studio artigianale dove la band rivela a pieno il suo suono travolgente e senza paragoni, caratterizzato da una aggressivita' selvaggia che rompe brutalmente con la musica degli anni passati e puo' essere definita decisamente "proto punk"; i brani vengono registrati live, in diretta, in poche ore, e forse la cosa giova al disco anziche' nuocergli, giacche' questo ''Here Are The Sonics'' e' una sorta di miracolo del Rock And Roll. Tra i barni numerosissimi i classici entrati nella storia della musica moderna e eseguiti dal 1965 ad oggi da migliaia di bands in tutto il paineta, "The Witch", "Psycho", "Boss Hoss", "Strychnine" e le incredibili versioni di "Do You Love Me", "Dirty Robber", "Have Love Will Travel" e "Walkin' the Dog", sono tra le testimonianze piu' gloriose e degne di nota dell'intera musica rock di ogni tempo, e degne di figurare a pieno titolo tra i pilastri della scena di Seattle. Uno dei masterpieces assoluti del decennio ed un album veramente immancabile, che ha influenzato ed influenza tutt'ora ogni generazione di musicisti ed ascoltatori alle prese con la musica rock. 10 e lode.
Euro
34,00
codice 3040364
scheda
Sonics Live / fanz only
lpm [edizione] originale  stereo  fra  1966  fan club 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
l' originale rara stampa francese su Fan Club, con copertina completamente diversa da quella americana su Etiquette, copertina lucida senza barcode, label rossa con scritte e logo neri, FC033. Pubblicato nel 1986 dalla Etiquette negli USA e dalla Fan Club in Francia, questo mini lp contiene alcune interessantissime registrazioni dal vivo risalenti a due periodi diversi della storia dei Sonics, a lungo rimaste inedite: sulla prima facciata troviamo tre brani, ''Please, please, please'', ''Pushin' too hard'' e ''I'm a man'', registrati alla Salem Armory in Oregon nel 1966, durante il periodo di massimo splendore del gruppo, al culmine della sua potenza garage, rock'n'roll e foriera dei fuochi d'artificio del proto punk e del punk di la' da venire, evidente nonostante la qualita' sonora piuttosto cruda. Sulla seconda facciata troviamo altri tre brani, risalenti pero' al 1972, quando il gruppo torno' insieme per una breve reunion, suonando al Paramount West di Seattle il loro ultimo concerto, da cui sono tratte brillanti versioni di ''Lucille'', ''Psycho'' e ''The witch'', non piu' esplosive come sei o sette anni prima, ma ancora cariche di genuina energia rock'n'roll che suona come un trait d'union fra il primo Little Richard ed il garage punk. Leggendaria ed influente band del nord ovest degli Stati Uniti, i Sonics sono stati probabilmente il piu' devastante e selvaggio gruppo del garage degli anni '60. Il gruppo, attivo fin dai primi anni '60, dette vita ad un rock'n'roll tirato e potente, distorcendo il suono delle proprie chitarre e pestando sulla batteria come pochi, mentre l'animalesca voce di Gerry Roslie emetteva grida isteriche mai sentite prima da un cantante bianco. L'approccio dei Sonics influenzera' diverse generazioni di musicisti, dagli Stooges di Iggy Pop ai New York Dolls a band grunge come i Mudhoney ed i Nirvana. Indimenticabili i loro classici "The witch" e "Psycho".
Euro
28,00
codice 267654
scheda
Sonics live at easy street (rsd 2016)
lp [edizione] originale  stereo  usa  2016  re:vox 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Copia ancora incellophanata, l' originale stampa, EDIZIONE LIMITATA (3500 COPIE) REALIZZATA IN OCCASIONE DEL RECORD STORE DAY DEL 16 APRILE 2016, adesivo di presentazione sul cellophane, copertina senza barcode, etichetta nera con scritte bianche, catalogo RVUSA 002. Registrato dal vivo presso il negozio Easy Street Records di Seattle nel giorno del Record Store Day del 18 aprile 2015, mixato da Jack Endino, contiene quattordici brani on stage della inossidabile e storica garage punk band americana di Tacoma, Washington. Questa la lista completa dei brani, tra cui molti dei piu' grandi classici del gruppo: A1 Cinderella A2 Money A3 Boss Hoss A4 Keep a Knockin' A5 Head on Backwards A6 Bad Betty A7 Louie Louie B1 He's Waiting B2 Have Love Will Travel B3 Leaving Here B4 Hard Way B5 Psycho B6 The Witch B7 I Don't Need No Doctor. I piu' grandi esponenti del cosiddetto "North West Punk", una scena sviluppatasi tra gli stati di Washington e dell' Oregon sin dalla fine degli anni '50, grazie a gruppi come i Wailers, i Kingsmen o i Raiders di Paul Revere. Scoperti dalla Etiquette di Kent Morrill, leader appunto dei Wailers, gia' con il primo a dir poco storico singolo, pubblicato ancora nel '64, ottennero uno straordinario successo nella regione, bissando presto con il 45 giri numero due. Curiosamente, sono i due retri dei singoli che centrarono particolarmente il bersaglio, le immortali "The Witch" e "Boss Hoss" che, insieme ad una manciata di altri brani originali (come non citare almeno "Psycho", "Cinderella" e "Strychnine"?) e di selvagge covers di classici del R'n'R, contenuti nei primi due straordinari albums, tracciarono le coordinate del garage piu' selvaggio e "punk" per gli anni ed i decenni a venire, con una essenzialita' ed una carica da fare invidia ai Ramones. La storia di "questi" Sonics finisce in pratica qui, giacche' il terzo album della band, pubblicato per la Jerden, vide il gruppo ammorbidire un poco la sua proposta musicale, influenzato dalla "british invasion" e dai primi sentori della stagione psichedelica, con risultati peraltro ancora validi. Dopo alcuni singoli, l' ultimo dei quali fu "Any Way The Wind Blows", bizarra cover dal repertorio di Frank Zappa, lo scarso riscontro commerciale e l' impossibilita' per la band di adeguarsi alle nuove correnti musicali, causarono lo scioglimento del gruppo, a cui seguirono periodiche e parziali reunion, con molte inutili pubblicazioni, soprattutto dalla fine dei '70, in cui in sostanza vengono ripescati i soliti brani, fino alla piu' riuscita reunion del 2007, che li ha riproposti (anche per gli anni a venire) in stato di sorprendente forma.
Euro
36,00
codice 267084
scheda
7"ep [edizione] originale  stereo  usa  1994  unclean 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Ep in formato 7", l' originale stampa, realizzata dalla texana Unclean, nella versione in vinile nero, copertina senza barcode ripiegata in due attorno al disco, catalogo UR-027. Pubblicato nel 1994 dalla piccola Unclean Records di Austin, il secondo 7" del gruppo di Frank Pugliese, una delle leggende del punk rock texano (gia' frontman dei Vamps, prima punk band di San Antonio, attivi dal 1974 e con tre 7" tra il 1979 ed il 1980, pii con i Mystery Dates, autori di due 7" tra il 1982 ed il 1983), ep che contiene tre brani altrimenti inediti, nessuno dei quali inclusi nel primo album "Sons of Hercules" uscito sempre nel 1994: "Tight Fit", "Once I Was" e "Bad Timing". I primi due brani esprimono un tirato e graffiante incrocio fra il garage punk più pestone, il lato più aggressivo e spigoloso dei primi Rolling Stones (con la voce di Pugliese che richiama il Mick Jagger di metà anni '60, oltre al classico ''bambino cattivo'' del garage e del garage revival), la potenza degli Stooges di epoca ''Raw power'' e dei New York Dolls, il terzo e' meno aggressivo e caratterizzato da piu' marcate influenze 60's. I Sons Of hercules sono un quintetto garage punk texano di San Antonio, formato inizialmente da Frank Pugliese (voce), San Hoekstra chitarra), Rudy Abad (batteria), Dale Hollon (chitarra) ed Eddie Edmonson (basso). Attivi dagli anni '90, suonano una musica tirata ed aggressiva in cui confluiscono garage e proto-punk, in cui la critica ha ravvisato influenze di Stooges, New York Dolls e dei Rolling Stones più acerbi e graffianti. Un indubbia influenza sixties viene irrobustita da un'evidente ispirazione proto punk e punk. Dopo il primo eponimo album del 1994 pubblicano ''Hits for the misses'' (1995), ''Get lost'' (1999), ''Right now'' (2002) e ''A different kind of ugly'' (2009).
Euro
5,00
codice 267192
scheda
Sophia (god machine) As we make our way (unknown harbours)
Lp [edizione] originale  stereo  eu  2016  flower shop 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Copia ancora incellophanata, e con adesivo con nome del gruppo e titolo sul cellophane, l' originale stampa, in vinile 180 grammi, nella versione in vinile nero, completa dell' originario inserto/cartolina con codice per il download digitale (non sappiamo se ancora utilizzabile), inner sleeve semirigida con testi e crediti, etichetta nera con scritte bianche e marroncine, catalogo FLOWLP030. “As We Make Our Way (Unknown Harbours)” (2016) esce a sette anni di distanza da “There Are No Goodbyes” (2009), e prima di "Holding On / Letting Go" (2020). I Sophia, da sempre, creatura di Robin Proper-Sheppard, pubblicano un nuovo disco ed emerge quanto sia forte l’anima acustica e malinconica della band (“Don’t ask”, “Blame”), e quanto sia sempre più lontana l’approccio elettrico dei fu God Machine. I Sophia si formano intorno al 1995 ad opera di Robin Proper-Sheppard, in seguito allo scioglimento dei God Machine, causato dalla morte dell'amico e bassista Jimmy Fernandez. Il nuovo gruppo di Proper-Sheppard propone un rock lento e malinconico, lontano dall'esplosivita' dei God Machine e vicino al country rock ed al rock d'autore degli anni '70 (Neil Young) senza essere derivativo, contraddistinto da testi spesso amari e da atmosfere autunnali. I Sophia esordiscono su LP nel 1996 con ''Fixed water'', seguito da ''The infinite circle'' nel 1998. ''People are like seasons'' (2004), terzo album in studio, vede un indurimento delle sonorita' che riavvicina Proper-Sheppard all'approccio dei God Machine.
Euro
20,00
codice 267577
scheda
Sorella maldestra sorella maldestra (cadavere)
lp [edizione] originale  stereo  ita  1979  flowers of grain 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa vinilica, realizzata in sole 500 copie, risalente al 1997, copia con lieve ondulatura del vinile che non influisce sull'a scolto, copertina lucida senza barcode, etichetta grigia con fascia esterna bianca, catalogo FOG08; la mitica cassetta "Cadavere", registrata parte in studio e parte dal vivo, uscita nel '79 su Harpo's Bazaar, con un brano ("Tuedio") sostituito qui da una seconda versione dell' "anthem" "Io Sono Un Fric". I Sorella Maldestra di Vercelli (Aceto alla voce, Andy Cappato e Lee Bido alle chitarre, Turbo Lento al basso, P. Rude al trombone e seconda voce, Al Bando alle tastiere ed El Pico alla batteria), affini nei testi ai migliori gruppi della scena demenziale bolognese, ma molto piu' aggressivi, erano musicalmente dediti ad un accellente punk rock, compatto e violentissimo, davvero tagliente, che non aveva certo eguali nella scena italiana dell' epoca e pochi ne avra' anche negli anni a venire. Brani come "Noia" e "Io sono un Fric" (degne del miglior punk californiano, ricorda e non poco grandissimi gruppi di San Francisco come i Crime o i Nuns) sono dei piccoli capolavori. "io sono un fric/e te ne do' un frac/io sono un fric/e spacco tutto con il cric/io sono un fric/e ti combino un patatrac/odio la tua brillantina/uso solo vaselina/non mi metto lo sciampino/non ti cago il bacino/degli skiantos me ne frego/non li vedo ne' li cago/mi stai sul culo se sei scic/perche' io sono.../sono un fric/e leggo solo diabolic...". Grandissimi!!! Sorprendentemente la formazione, con molti dei membri originari, sarebbe ricomparsa molti anni dopo per un secondo lavoro di inediti intitolato “Maltempo” (2009).
Euro
20,00
codice 266965
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Sorry Cosplay
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2025  domino 
indie 2000
coupon per download digitale, adesivo su cellophane. il terzo album in studio della band, pubblicato il 7 novembre 2025 via Domino Recording, prodotto internamente dalla band — in particolare da Asha Lorenz e Louis O’Bryen — con contributi alla produzione di Dan Carey. Lavoro che propone una miscela tra alt-rock, pop contaminato e elementi sperimentali. Liricamente il disco si muove attorno ai concetti di identità, metamorfosi e riflessione sulla cultura pop. Ha ricevuto ottime critiche dalla stampa specializzata. La band Sorry si forma a Londra attorno al duo Asha Lorenz (voce/chitarra) e Louis O’Bryen (chitarra/voce), affiancati in line-up da Lincoln Barrett (batteria), Campbell Baum (basso) e Marco Pini (elettronica/produzione). Il loro suono fonde influenze punk, noise, post-rock e pop, sviluppando un’identità riconoscibile: chitarre taglienti, voce conturbata, testi che si perdono nella consapevolezza e nel caos. Hanno pubblicato: 925 (2020), Anywhere But Here (2022), Cosplay (2025).
Euro
28,00
codice 2139364
scheda
Sound From the lions mouth (orange)
Lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1981  warner music 
punk new wave
Ristampa del 2024, in vinile arancione, masterizzata dai master tapes analogici originali, copertina non apribile, corredata di inner sleeve. Pubblicato in Inghilterra nell' Ottobre del 1981, a distanza di esattamente un anno dall' esordio "Jeopardy", "From The Lions Mouth" e' il capolavoro assoluto del gruppo inglese guidato dall' ex Outsiders Adrian Borland che contemporaneamente insieme all' altro Sound, Graham Green, aveva dato vita all'estemporaneo progetto Second Layer. La musica e' meno tagliente ed aggressiva rispetto al debutto, che presentava ancora forte il peso della estrazione punk dei musicisti, e ne accentua fortemente la vena oscura e malinconica, capace di esaltarsi nella espressivita' delle composizioni e delle interpretazioni misuratissime ma straordinariamente liriche di Borland. Il gruppo di Adrian Borland e' qui quindi colto nel suo momento di massimo splendore artistico, i brani sono splendidi ed essenziali sia nelle composizioni che nelle esecuzioni e colgono esattamente lo spirito dei propri tempi, l'album ha un suono genuino ed ingenuo allo stesso tempo, sempre sul punto di sbocciare ma ancora non totalmente maturo, con la melodia vocale e strumentale in primo piano; gia' il successivo "All fall down" vedra' l' ispirazione della band cadere nell' autocitazione, con risultati peraltro, come nei dischi successivi, sempre suggestivi e meritevoli di attenzione. A distanza di venticinque anni dalla sua uscita "From The Lions Mouth" rimane disco chiave ed ascolto indispensabile come pochi altri per capire l'evoluzione del suono della musica inglese nella prima meta' degli anni ottanta. I Sound si formano a Wimbledon nel 1978 dalle ceneri della formazione punk Outsiders dal compianto e carismatico Adrian Borland insieme a Graham Green e Michael Dudley; al gruppo si unira' Bi Marshall che pero' uscira' dalla formazione dopo la realizzazione del loro primo album e sara' sostituita da Max Mayers che sara' partecipe alla realizzazione dei brani "Sense Of Purpose" e "New Dark Age", presenti in questo album, memorabili cavalli di battaglia del gruppo; nella loro musica, oscura e malinconica, echi della prima dark wave e della scena di Liverpool (furono sempre riduttivamente accostati agli Echo & The Bunnymen), con uso di synth e testi paranoici e romantici. Produrranno quattro albums di altissima levatura oltre ad una manciata di singoli e mini albums; il tempo ha reso loro giustizia, facendone uno dei gruppi di culto degli anni ottanta grazie alla loro musica. caratterizzata da una vena malinconica dove le sonorita' attingono dalle lezioni impartite dal primogenito punk anglosassone, vicini nel gusto ai primi U2 ed in parte ai piu' notturni Teardrop Explodes, con i quali condividono ritmi sincopati , l'utilizzo della tastiera e del pianoforte, chitarre affilate ma caratterizzate allo stesso tempo da suoni cristallini; mentre le melodie trovano sembianze comuni agli Echo & The Bunnymen oltre a quel senso di luminosita' spaziale, sempre presente nella new wave britannica. Il gruppo di Adrian Borland e' qui colto nel suo momento di massimo splendore artistico, i brani sono splendidi ed essenziali sia nelle composizioni che nelle esecuzioni e colgono esattamente lo spirito dei propri tempi, l'album ha un suono genuino ed ingenuo allo stesso tempo, sempre sul punto di sbocciare ma ancora non totalmente maturo, con la melodia vocale e strumentale in primo piano. I Sounds purtroppo non riuscirono mai ad accogliere particolari favori nella propria terra natia dove erono relegati ad un circuito underground minore; fortunatamente al contrario in Europa continentale il loro nome in questo periodo vedeva in molte nazioni, tra queste l' Italia, riempire facilmente clubs da oltre 1.000 persone, permettendo cosi' al gruppo di preservare un'importanza artistica e storica fondamentale ed imprenscindibile dagli anni ottanta, di cui senza alcun dubbio furono tra i piu' meritevoli alfieri.
Euro
34,00
codice 2139058
scheda
Sound jeopardy
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1980  1972 
punk new wave
ristampa con copertina pressoche' identica alla prima ormai rara tiratura uscita su Korova. Il primo fondamentale album da parte del gruppo inglese nato dalle ceneri dei punks Outsiders e guidato dal compianto Adrian Borland (attivo contemporaneamente insieme all' altro Sound, Graham Green, nel progetto Second Layer). Uscito nell' ottobre del 1980, dopo il primo 7"ep "Physical World" (di cui contiene una nuova versione del brano "Unwritten Law"), questo esordio e' uno dei dischi di culto di tutto il post punk inglese, e rimarra' insieme al secondo album "From The Lions Mouth" il capolavoro del gruppo. L' album contiene una serie ininterrotta di episodi a dir poco memorabili, ancora memori dell' irruenza punk degli Outsiders in molti episodi ma segnati da un lirismo tormentato e doloroso, gia' intensissimo ed assai personale, quello di Borland, certamente tra le personalita' di maggior spicco di tutta la scena inglese di quegli anni, sebbene sempre lontanissimo da quel successo che avrebbe meritato. Un sound asciutto ed essenziale, spesso graffiante, segnato qua' e la' dalla presenza di una tastiera minimale ma fondamentale nel rendere le atmosfere emotivamente tese dei brani splendidi come gli anthem "I Can't Escape Myself" e "Resistance", le travolgenti "Heartland" e "Heyday" (pubblicata anche su singolo), le dolorose "Hour of Need", "Unwritten Law" e "Missiles", la tesissima "Words Fail Me", l' insinuante "Jeopardy", le gelidamente cupe "Night Versus Day" e "Desire" (atmosfere non distanti da quelle dei Joy Division). Il successivo "From The Lions Mouth" confermera' il taalento del gruppo evidenziandone una ulteriore maturazione verso una musica piu' rifinita e ripiegata su se stessa, ma gia' questo esordio e' sufficiente a ritagliare ai Sound un posto di grande rilievo nel panorama post punk e nella storia del rock. I Sound si formano sulle ceneri degli Outsiders a Wimbledon nel 1978; nella loro musica, oscura e malinconica, echi della prima dark wave e della scena di Liverpool (furono sempre riduttivamente accostati agli Echo & The Bunnymen), con uso di synth e testi paranoici e romantici. Produrranno quattro albums di altissima levatura oltre ad una manciata di singoli e mini albums; il tempo ha reso loro giustizia, facendone uno dei gruppi di culto degli anni ottanta.
Euro
22,00
codice 3040213
scheda
Sound jeopardy (white)
Lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1980  warner music 
punk new wave
Ristampa del 2024, in vinile bianco, rimasterizzata dal produttore originale del disco, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura, corredata di inner sleeve. Il primo fondamentale album da parte del gruppo inglese nato dalle ceneri dei punks Outsiders e guidato dal compianto Adrian Borland (attivo contemporaneamente insieme all' altro Sound, Graham Green, nel progetto Second Layer). Uscito nell' ottobre del 1980, dopo il primo 7"ep "Physical World" (di cui contiene una nuova versione del brano "Unwritten Law"), questo esordio e' uno dei dischi di culto di tutto il post punk inglese, e rimarra' insieme al secondo album "From The Lions Mouth" il capolavoro del gruppo. L' album contiene una serie ininterrotta di episodi a dir poco memorabili, ancora memori dell' irruenza punk degli Outsiders in molti episodi ma segnati da un lirismo tormentato e doloroso, gia' intensissimo ed assai personale, quello di Borland, certamente tra le personalita' di maggior spicco di tutta la scena inglese di quegli anni, sebbene sempre lontanissimo da quel successo che avrebbe meritato. Un sound asciutto ed essenziale, spesso graffiante, segnato qua' e la' dalla presenza di una tastiera minimale ma fondamentale nel rendere le atmosfere emotivamente tese dei brani splendidi come gli anthem "I Can't Escape Myself" e "Resistance", le travolgenti "Heartland" e "Heyday" (pubblicata anche su singolo), le dolorose "Hour of Need", "Unwritten Law" e "Missiles", la tesissima "Words Fail Me", l' insinuante "Jeopardy", le gelidamente cupe "Night Versus Day" e "Desire" (atmosfere non distanti da quelle dei Joy Division). Il successivo "From The Lions Mouth" confermera' il taalento del gruppo evidenziandone una ulteriore maturazione verso una musica piu' rifinita e ripiegata su se stessa, ma gia' questo esordio e' sufficiente a ritagliare ai Sound un posto di grande rilievo nel panorama post punk e nella storia del rock. I Sound si formano sulle ceneri degli Outsiders a Wimbledon nel 1978; nella loro musica, oscura e malinconica, echi della prima dark wave e della scena di Liverpool (furono sempre riduttivamente accostati agli Echo & The Bunnymen), con uso di synth e testi paranoici e romantici. Produrranno quattro albums di altissima levatura oltre ad una manciata di singoli e mini albums; il tempo ha reso loro giustizia, facendone uno dei gruppi di culto degli anni ottanta.
Euro
34,00
codice 2139059
scheda
Sound Propaganda - 1st lost album (clear vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1985  demon 
punk new wave
ristampa del 2020, in vinile trasparente, dell' album uscito per la prima volta solo in cd nel 1999 (con copertina pressoche' identica a quella di questa versione in formato lp) e per la prima volta in vinile nel 2015, in occasione del Record Store Day, come doppio 10" e con copertina esclusiva. Contiene, rimasterizzati, 12 brani registrati tra il maggio ed il luglio del 1979, poco dopo lo scioglimento degli Outsiders, la punk rock band che il compianto Adrian Borland aveva guidato tra il 1977 e l' inizio del 1979 (autori di due albums ed un 7"ep), prima di quello che sara' il primo album "Jeopardy". Questo "Propaganda", che la band ha sempre considerato il suo primo album a tutti gli effetti, pubblicato gia' in un cd dallo stesso titolo nel 1999 su Renascent, contiene soltanto tre brani che poi il gruppo avrebbe riregistrato per "Jeopardy" ("Deep Breath", "Words Fail Me" e "Missiles"), mentre gia' prima "Physical Words" sara' pubblicata nel 7"ep d'esordio che ne prendera' il nome. Altrimenti inediti rimarranno gli altri otto brani, alcuni ancora vicini all' urgenza espressiva ed all' irruenza del punk, altri invece chiaramente capaci di delineare quella che sara' la poetica del gruppo, tra rock e post punk, in un costante gioco di chiaroscuri, e caratterizzati da atmosfere decadenti, scarne ed autunnali, e segnati da un lirismo tormentato e doloroso, gia' intensissimo ed assai personale, quello di Borland, certamente tra le personalita' di maggior spicco di tutta la scena inglese di quegli anni, sebbene sempre lontanissimo da quel successo che avrebbe meritato. I Sound si formano sulle ceneri degli Outsiders a Wimbledon nel 1978; nella loro musica, oscura e malinconica, echi della prima dark wave e della scena di Liverpool (furono sempre riduttivamente accostati agli Echo & The Bunnymen), con uso di synth e testi paranoici e romantici. Produrranno quattro albums di altissima levatura oltre ad una manciata di singoli e mini albums; il tempo ha reso loro giustizia, facendone uno dei gruppi di culto degli anni ottanta. Borland e Graham Green diedero parallelamente vita anche al progetto parallelo Second Layer, piu' oscuro e sperimentale.
Euro
34,00
codice 2140174
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1971  Warner Bros 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good rock 60-70
L' originale stampa americana, copertina (con lievi segni di invecchiamento e cut corner promozionale in alto a sinistra) cartonata, etichetta verde con logo "W B" a punta di freccia in alto, catalogo BS 2565. Pubblicato in Usa nel 1971, questo album e' la colonna sonora del film franco-americano di Francois Reinchenbach, uscito nel settemre 1971, che documenta il viaggio di 8000 miglia attraverso gli U.S.A. di 154 persone , un intero convoglio di bus, camion, e gruppi musicali, il Medicine Ball Caravan, appunto, che si spostano da San Francisco attraversando innumerevoli citta' e stati americani, con il compito di diffondere il vangelo del "flower power", in piena epoca hippie. Il progetto fu finanziato dalla Warner Bros appositamente per il film-documento, nella speranza di bissare il successo di Woodstock; cosi' non fu, ma certo resta un documento importante della scena musicale americana del periodo. Musicalmente l' opera, registrata live, ha un contenuto ovviamente molto eterogeneo. Questa la lista dei brani contenuti: Youngbloods "Act Naturally", B.B.King "Medley: How Blue Can You Get/Just a Little Love", Doug Kershaw "Medley: Louisiana Man/Battle of New Orleans/Orange Blossom Special", Youngbloods "Hippie from Olema", Sal Valentino (ex-Beau Brummels) "Dreambo", Alice Cooper "Black Juju", Stoneground "Medley: Freakout/It Takes a Lot to Laugh, It Take a Train to Cry", Delaney & Bonnie "Free the People".
Euro
23,00
codice 267725
scheda

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