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Cale john words for the dying
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1989  Opal/Warner Bros 
  [vinile]  excellent  [copertina]  excellent rock 60-70
prima rara stampa americana, copia promozionale con timbro dorato promozionale sul fronte in basso, copertina con barcode, completa di inner sleeve, etichetta con sfondo color senape e nome dell' artista in rosso, catalogo 9 26024-1 sulla copertina e 1-26024 sull' etichetta, vinile che se posto in controluce assume una colorazione verde-marrone. Pubblicato nell' ottobre del 1989 dopo ''Artificial Intelligence'' e prima di ''Paris S'eville D'autres Compositions'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il quattordicesimo album. Prodotto da Brian Eno (autore anche delle musiche del brano "The Soul Of Carmen Miranda" di cui co-scrive con Cale il testo), e' un lavoro basato sulla notevole "The Falklands Suite", in cui John Cale utiliza la poetica di Dylan Thomas per dare conto della guerra delle Falkland; e' diviso in sei parti piu' una introduzione, con arrangiamenti classicheggianti a cura della ''Orchestra of Symphonic and Popular Music of Gosteleradio, USSR'' e del ''Choir of Llandaff Cathedral Choir School''. Un lavoro ambizioso, lontanissimo dal pop e dal rock, come gia' lo storico capolavoro "Academy in Peril". Gallese di nascita, John Cale studio' musica classica ed elettronica a Londra e composizione moderna nel Massachussetts. In America entro' in contatto con il maestro d' avanguardia La Monte Young, e con lui e Tony Conrad incise, suonandovi la viola, un album stampato in sole 98 copie. L' incontro con Lou Reed risale all' anno successivo: fu con lui nei Velvet Underground fino al '68, mettendo a frutto le esperienze maturate in ambiti normalmente lontani dal mondo del rock, ed altrettanto fece nella sua, pur discontinua, carriera solista, caratterizzata da un eclettismo che ha pochi eguali. Almeno altrettanto importante Cale e' stato inoltre come produttore eo collaboratore tra gli altri, di Nico, Earth Opera, Stooges, Nick Drake, Modern Lovers, Patti Smith, Brian Eno.
Euro
30,00
codice 108719
scheda
Calexico the black light
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1998  city slang 
indie 90
Ristampa del 2012 a cura della City Slang, vinile 180 grammi, con inserto poster apribile in due, inner sleeve, coupon per scaricare i file mp3, etichette custo verdi con scritte bianche e nere. Il secondo album, uscito dopo "Spoke" e prima di "Hot Rail". Collettivo incentrato su Joey Burns e John Convertino, ex Giant Sand, da Tucson, Arizona. Nella musica dei Calexico, basata sulla ricerca delle radici del South West, si fondono le piu' disparete influenze, tra cui jazz, country, etno, influssi morriconiani. Burns e Convertino si incontrano per la prima volta a Los Angeles nel 1990, all'epoca Convertino faceva parte dei Giant Sand, ai quali si unira' anche Burns come contrabbassista durante un tour europeo. Durante una pausa dai Giant Sand si costituiranno come duo; stabilitisi a Tucson nel '94, iniziano a collezionare strumenti musicali e a collaboreare con i Friends of Dean Martinez. Oltre alla loro strumentazione usuale - chitarra, basso e batteria - cominceranno ad esplorare sonorita' alternative, grazie all'uso di fisarmonica, vibrafono, marimba, violoncello, e a produrre registrazioni casalinghe, con formazione a duo, che poi daranno origine al primo album, "Spoke", nel 1996, pubblicato dall'etichetta tedesca Haus Musik. Dopo aver firmato per la Quarterstick di Chicago, realizzeranno "The Black Light" nel '98 e "Hot Rail" nel 2000, accompagnati da una sempre crescente notorieta', e con una formazione ampliata, fino ad arrivare ai dischi piu' recenti, "Feast of Wire del 2003 e "Garden Ruin" del 2006.
Euro
23,00
codice 2106304
scheda
Calibro 35 Ritornano quelli di ... (reissue)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2010  record kicks 
indie 2000
Ristampa a cura della Record kiks del 2020, copertina apribile pressoche' identica all'originale, etichette nere con scritte bianche, gialle e fuxia, del secondo album della band lombarda, realizzato originariamente dalla Ghost nel 2010, dopo "Calibro 35" (07) e prima di "Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti e' puramente casuale" (12). Il gruppo mette in mostra una tipica attitudine funkeggiante, venata di jazz-blues, che recupera brani di colonne sonore piu' o meno conosciute, Gianni Ferrio, Ennio Morricone, Piero Umiliani e Ritz Ortolani, spesso scarnificati, con l'aggiunta di groove e di spessore elettrico. Praticamente trattasi di un tuffo nei film polizieschi degli anni settanta, come si evince anche dal pezzo che e' stato un cult-movie di un intero periodo, oltreche' un modo per indicare un genere: "Milano odia: la polizia non puo' sparare". si segnala la traccia conclusiva, la cover degli Afterhours, "I milanesi ammazzano l sabato". Band milanese composta da Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta, Fabio Rondanini, Luca Cavina e Tommaso Colliva, attivo dal 2007, la cui musica rivisita in chiave rock-funk le colonne sonore di films polizieschi dell'Italia degli anni settanta; hanno debuttato nel 2007 con l'album eponimo, dopo cui partecipano alla colonna sonora del film Said e alla compilation "Il paese e' reale", organizzata dal loro piu' famoso concittadino Manuel Agnelli. Nel 2009 suonano anche in Usa, all'Hitweek festival di Los Angeles; nel 2010 esce, anche in Usa e Uk, il secondo Lp, "Ritornano quelli di ....", mentre nel 2012 esce il terzo, "Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti e' puramente casuale".
Euro
34,00
codice 2106603
scheda
Calvi anna One breath
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2013  domino 
indie 2000
Vinile 180 gr., copertina apribile senza codice a barre, completa di coupon per il download digitale e di inner sleeve lucida, adesivo trasparente di presentazione sul cellophane. etichette custom nere con scritte bianche e rosse, Lp pubblicato dalla Domino nell'ottobre 2013, dopo il debutto eponimo del gennaio 2011, il secondo album della cantante/chitarrista inglese. Disco abbastanza diverso dal precedente, molto piu' riflessivo e pacato rispetto all'aggressivita' del debutto: prodotto da John Congleton (Joanna Newson, Bill Callahan, Anrony & the Johnsons), vede la presenza del tastierista dei Portished, John Baggott, che immette suoni sintetici ora rumorosi ora idilliaci, in un mood molto cinematografico anni settanta, quasi morriconiano, a cui la Calvi risponde con la solita voce un po' Pj Harvey, un po' Patti Smith, intensa ed in grado di salire e scendere di tonalita' con conseguenti emozioni che spaziano in atmosfere fra pathos ed incubo. Scoperta durante un'esibizione dall'ex chitarrista dei Coral, Bill Rider-Jones, apprezzata perfino da Brian Eno, che l'ha definita come la nuova Patty Smith e da Nick Cave che l'ha voluta come supporto ai Grinderman, Anna Calvi e' una chitarrista/cantante di evidente origine italiana; dotata di una voce profonda e sensuale, combina una musica che risente di una moltitudine di influenze, dal rock classico fino all'underground, da Jimi Hendrix a Captain Beefheart, da Nina Simone a Maria Callas, dai Calexico ai Mogwai.
Euro
26,00
codice 2106672
scheda
Camisasca juri la finestra dentro (colored vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  ita  1974  bla bla 
rock 60-70
ristampa in vinile colorato blu, copertina pressocche' identica alla prima rarissima tiratura, copertina ruvida senza barcode, vinile pesante, completa di inner sleeve con foto e testi, etichetta marroncina, bianca e verde. Pubblicato in Italia nel 1974 prima di ''Te Deum'' (che arrivera' solo nel 1988!), il primo straordinario album, geniale ed originalissima opera di culto per eccellenza dell' underground italiano (ed europeo) degli anni '70. Proveniente dalla provincia di Milano, Roberto "Juri" Camisasca, ha dato vita con questo "La finestra dentro", stampato nel 1974 dalla Bla Bla, ad uno degli album migliori di quell' etichetta, e anche della musica Italiana in generale, il disco presenta testi straordinari, metafisici, poetici e originalissimi, assolutamente visionari, musicalmente fortemente influenzato dalla sua collaborazione con Franco Battiato, che porto' Juri a quella casa discografica e produsse l' LP, suonando anche il sintetizzatore VCS3. La finestra dentro puo' essere in qualche modo paragonato ai grandi lavori della sperimentazione Italiana degli anni '70, come quelli di Battiato, Aktuala, Opus avantra, Pierrot lunaire, Pholas dactylus, Saint just, N.A.D.M.A, Lino capra vaccina, Roberto Cappiapaglia, Alan Sorrenti per l' uso della voce come strumento, con un accompagnamento musicale ridotto all'essenziale in alcuni brani. Il risultato finale e' ancora piu' intenso ed originale di "Aria" di Sorrenti, senza punti deboli, ed e' un ascolto impegnativo ma gratificante. Molti dei musicisti che suonavano con Battiato (Gianfranco D'Adda, Gianni Mocchetti, Pino Massara, Lino "Capra" Vaccina) compaiono nei sette brani dell'album. Dopo due singoli del 1975, entrambi contenenti un brano dell' album ed un inedito, Camisasca fu brevemente coinvolto nel Telaio Magnetico, una specie di supergruppo di avanguardia che comprendeva anche Franco Battiato, Mino Di Martino dei Giganti e sua moglie Terra Di Benedetto (entrambi poi nell'Albergo Intergalattico Spaziale) tra gli altri.Questo gruppo fece solo una tournee nell' estate di quell'anno prima di sciogliersi. Camisasca e' poi entrato in un convento benedettino, dove e' rimasto per 11 anni fino alla fine degli anni '80, quando ritorno' alla musica con un nuovo bellissimo album (che poco pero' ha a che spartire con "La Finestra Dentro" intitolato "Te Deum"), basato su rifacimenti di canti gregoriani. Altri lavori successivi sono "Il carmelo di Echt" del 1991 ed "Arcano enigma" nel 1999, oltre ad un'attivita' di compositore per artisti come PFM, Battiato, Alice e Giuni Russo. Note in parte tratte dal bellissimo sito e libro ItalianProg di Augusto Croce.
Euro
29,00
codice 3027721
scheda
Can monster movie
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1969  spoon 
rock 60-70
Ristampa ufficiale rimasterizzata, copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima tiratura su Liberty, realizzata dopo quella, completamente diversa, della rarissima tiratura in stampa privata su Music Factory, inner sleeve, coupon per scaricare il disco anche in mp3. Pubblicato in Germania nel maggio del 1969 prima di ''Soundtracks'', non entrato nelle classifiche tedesche. Il primo album. Una delle opere d'arte piu' rivoluzionarie ed influenti di tutti i tempi, non solo in ambito europeo continentale, considerato dalla critica moderna come il piu' radicale ed innovativo album di debutto mai realizzato, e' un indescrivibile mix allucinato tra Hendrix, i Pink Floyd, il primo cosmic rock e la musica contemporanea Tedesca, Europea ed Americana, con riferimenti al lavoro di Berio, Cage, Stockhausen. Tutti i brani contenuti sono assolutamente indimenticabili e coverizzati infinite volte fino ai giorni nostri, sul primo lato "Father cannot yell", "Mary Mary so contrary", "Outside my door", sul secondo lato la indimenticabile, mantrica ed oscura ''Yoo doo right'', che occupa tutta la facciata. Il lavoro venne registrato privatamente nello studio del gruppo, lo Schloss Norvenich, live ed in diretta, con una formazione di cinque elementi che vedeva alla voce il folle Malcoom Mooney che finira' poi in manicomio, Irmin Schmidt, Jacky Liebezeit, Hoger Czukay e Michael Caroli. Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei massimi esempi della controcultura e dell' innovazione musicale del secolo passato. Gruppo tedesco di enorme importanza per quello che e' passato alla storia come ''krautrock'' ma anche per generazioni successive di musicisti, dalla new wave al post rock, i Can si formarono a Colonia nel 1968. Influenzati dalla musica d'avanguardia di Stockhausen come dal pop dei Beatles e dei Velvet Underground, erano maestri della elaborazione sonora in studio ma anche assai efficaci dal vivo; la loro musica, che combinava ritmi complessi quanto circolari ed apparentemente ripetitivi (ma anche quasi impercettibilmente ricchi di sfumature), prodotti dal batterista Jaki Liebezeit (che veniva dal jazz!) e dal bassista Holger Czukay (autore come solista dell'eccezionale ''Canaxis'', 1969), melodie ora molto delicate e pop, ora dissonanti e schizofreniche, funk, jazz, psichedelia, minimalismo, pop, sperimentazione, suggestioni orientaleggianti, era estremamente originale e sarebbe poi risultata seminale per le generazioni successive. Inizialmente fronteggiati dal cantante e poeta afroamericano Malcolm Mooney (con loro nel primo album ''Monster movie'', 1969, ed in parte del secondo ''Soundtracks'', 1970), trovarono poi nel giapponese Kenji ''Damo'' Suzuki una voce piu' duratura, per quanto tanto fuori dalle righe ed aliena quanto quella di Mooney, e realizzarono dischi fondamentali come ''Tago mago'' (1972) e ''Future days'' (1973).
Euro
30,00
codice 2106890
scheda
Captain beefheart 2 originals of (lick my decals off, baby / spotlight kid)
lp2 [edizione] ristampa  stereo  uk  1970  reprise 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Doppio album, uscito nel 1976, si tratta della stampa europea, pressata in Germania, copertina apribile, etichetta marroncina, catalogo K84006, della ristampa uscita per la serie "2 Originals Of..." con due albums contenuti in una unica confezione, nella fattispecie "Lick my decals off, Baby" del 1970 e "The Spotlight Kid" del 1972. Eccone le rispettive note: "LICK MY DECALS OFF, BABY": pubblicato in Usa nel gennaio del 1971 dopo "Trout Mask Replica" e prima di "The Spotlight Kid", non entrato nelle classifiche Usa e giunto al numero 20 di quelle Uk. Il quarto lp. Prodotto da Captain Beefheart stesso, l' ultimo album del primo periodo e l' ultimo, almeno per un anno, suonato con la Magic Band, e' un album basato sull' approfondimento degli argomenti gia' presenti in "Trout Mask Replica"; cosi' come in quell' album, la musica e' completamente devota al superamento dei limiti armonici ed alla creazione di quel 'blues metafisico' che lo rendera' celeberrimo, almeno negli ambienti piu' attenti della critica e del pubblico americano ed europeo, e qui si va ancora oltre, l'atmosfera e' piu' densa ed oscura che nel suo predecessore, mentre i testi sono piu' leggibili e meno surreali, la ritmica e' quella abituale, complessa ed originalissima e si intensifica la presenza delle magistrali chitarre elettriche che, entrando ed uscendo continuamente, donano spessore e colore a tutta l'opera. chi volesse approfondire gli abissi sonori di 'Trout Mask Replica', puo' , anzi, deve, iniziare da qui. "THE SPOTLIGHT KID": Pubblicato in Usa dalla Reprise nel febbraio del 1972 dopo ''Lick my decals off, baby'' e prima di "Clear spot", non entrato nelle classifiche americane e giunto al numero 44 di quelle inglesi. Il quinto album, il primo dopo l'allontanamento da Zappa per incomprensioni personali, registrato con il chitarrista Elliot Ingber, gia' nei Mothers di "Freak Out", nei Fraternity of Man, ospite dei Little Feat nel loro primo album (e poi in "Waiting for Columbus") e nei Juicy Groove. Il ritorno alla produzione piu' caustica dopo il periodo avantgarde puro di Trout Mask/Decals, album al solito atipico e bizzarro, che trova in brani quali "I'm Gonna Booglarize You Baby" una furia rilassata e ironica. La batteria e' uno strumento centrale in questo lp, "When It Blows Its Stacks", "Alice in Blunderland", ne sono esempi, contiene inoltre la meravigliosa "Grow Fins", dal testo surreale, "There Ain't No Santa Claus on the Evenin' Stage", che chiarisce gia' dal titolo il suo intento paradossale. La copertina ed il titolo stessi danno una idea piu' che chiara sull' ennesimo colpo di teatro del capitano. Un classico della sua discografia.
Euro
24,00
codice 251023
scheda
Caravan caravan (1st lp 1968)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  music on vinyl 
rock 60-70
ristampa in vinile 180 grammi per audiofili, copertina pressoche' identica alla prima tiratura pubblicata in Inghilterra su Verve nel 1968. Pubblicato in Inghilterra nell' ottobre del 1968 prima di ''If i could do it all over again'', non entrato nelle classifiche UK ne' in quelle USA. Il primo album. Inserito dalla critica inglese tra i migliori 100 albums della psychedelia, e' lavoro molto diverso dai successivi, e con piu' di un punto di contatto con gruppi quali Soft Machine, Pink Floyd o Tomorrow. I Caravan sono in questo stadio l'anello di congiunzione tra i suoni dell' estate del 1967 e gli esperimenti delle nuove leve che daranno vita al primo progressive, la loro angolazione non e' pero' affatto sinfonica ma vicina all' ''art rock'', vedi Giles, Giles & Fripp o i Gong. Nel gruppo in questo primo lp suonano Pye Hastings, Richard Coughlan, David Sinclair, Richard Sinclair. L'album viene registrato mentre il gruppo e' la ''residence band al leggendario Middle Earth club di Londra, e' in questo periodo che il manager Tony Cox riesce a trovare un contratto per il gruppo con la Verve che pubblica questo loro album, il disco e' piuttosto distante dal suono canterburiano che sara' la loro caratteristica nei primi anni '70, tra i brani contenuti le magnifiche "Place of My Own", "Love Song With Flute", "Ride ".
Euro
29,00
codice 2106746
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2007  merge 
indie 2000
Vinile 180 grammi, copertina apribile ruvida, inner in cartoncino grigio ruvido. Pubblicato dalla Merge in USA nell' Agosto del 2007, "Andorra" e' il secondo album di Caribou, progetto del canadese Dan Snaith (gia' noto come Manitoba, e' stato costretto poi a cambiare il nome a causa dell'omonimia con Handsome Dick Manitoba dei Dictators). Uscito dopo "The Milk Of Human Kindness", questo lavoro si orienta in maniera decisa verso una psichedelia contaminata dall'elettronica dai toni soffusi, in cui armonizzazioni ed arrangiamenti elaborati danno vita ad una serie di brani lievi e variopinti, melodiosi ed atmosferici. Piuttosto che concentrarsi sulla creazione di sonorita' inedite come fatto in passato qui Snaith ha confezionato un album di vere e proprie ammalianti canzoni, ispirate ai piu' fulgidi esempi di psichedelia pop vintage (sullo stile delle raccolte dei gruppi inglesi della serie Rubbles) riletti in chiave indie elettronica; la voce e' ovviamente piu' presente del solito, le sonorita' sono comunque elaborate e stratificate senza risultare pesanti, ma riuscendo invece a dare forza ed energia alle composizioni. Uno dei talenti piu' considerati della scena elettronica degli anni 2000, Dan Snaith esordisce come Manitoba nel 2000 con l'eccellente EP "People Eating Fruit", seguito da un altro EP, "Paul's Birthday". Nel 2001 la Leaf pubblica il suo primo album, "Start Breaking My Heart", ma sara' con il secondo, "Up In Flame", del 2003, che Manitoba riuscira' ad ottenere consensi internazionali. E' nel 2004 che Snaith cambia il suo moniker in Caribou, scelta obbligata dalla rivendicazione del "marchio" da parte del leader dei Dictators, Handsome Dick Manitoba. I suoi primi due album verranno ristampati come Caribou, e nel 2005 uscira' il nuovo "The Milk of Human Kindness", per la Domino Records. Dal vivo Snaith si fa accompagnare da una band di musicisti, che include anche due batteristi.
Euro
23,00
codice 2106685
scheda
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2010  city slang 
indie 2000
doppio vinile 180 grammi. Copertina apribile con grande parte lucida, completa di coupon per scaricare digitalmente l'intero album ed un album di remixes, inserto formato Cd in carta lucida ripiegato in 6 parti. Pubblicato dalla Merge nell'aprile 2010, dopo "Andorra", il quinto album; lavoro che declina suoni e melodie attraverso una dance ipnotica, minimale e dilatata, che attinge dal synth-pop degli anni 80, Pet shop boys, dall'elettronica circolare degli Orbital e dalla musica di Arthur Russel, con venature white soul. I ritmi uniti alle sovrancisioni e ai patterns creano atmosfere suadenti e lievi e talvolta perfino malinconici, come in "Find out". Canadese, ma londinese di adozione, fra i talenti piu' considerati della scena elettronica degli anni 2000, Dan Snaith esordisce come Manitoba nel 2000 con l'eccellente Ep "People Eating Fruit", seguito da un altro Ep, "Paul's Birthday". Nel 2001 la Leaf pubblica il suo primo album, "Start Breaking My Heart", ma sara' con il secondo, "Up In Flame", del 2003, che Manitoba riuscira' ad ottenere consensi internazionali. E' nel 2004 che Snaith cambia il suo moniker in Caribou, scelta obbligata dalla rivendicazione del "marchio" da parte del leader dei Dictators, Handsome Dick Manitoba. I suoi primi due album vengono ristampati come Caribou, e nel 2005 esce "The Milk of Human Kindness", per la Domino Records, seguito da "Andorra" nel 2007. Dal vivo Snaith si fa accompagnare da una band di musicisti, che include anche due batteristi.
Euro
26,00
codice 2106776
scheda
Carney / Hild / kramer (shockabilly) Happiness finally came to them
lp [edizione] originale  stereo  usa  1987  shimmy disc 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa americana, copertina lucida senza codice a barre, etichette bianche e blu, catalogo shimmy-000000007, dell' album pubblicato dalla Shimmy Disc nel 1987, il primo album di uno dei numerosi progetti a cui ha preso parte il vulcanico musicista, discografico e produttore Mark Kramer dopo lo scioglimento degli Shockabilly, prima di dar vita a Bongwater e B.a.l.l.. In compagnia di Ralph Carney, l' ex Tin Huey (sottovalutato gruppo dell' Ohio, autore di uno stimolante "art punk" nella fine degli anni '70) pure collaboratore di Tom Waits, e del batterista Daved Hild (ex Girls), Kramer propone un low fi spettrale e scarnificato, dall'atmosfera notturna e nevrotica, dove un ruolo importante gioca il sax schizofrenico di Carney (che da' al tutto un sapore vagamente "no wave"), mentre Hild sorregge il tutto con un drumming scarno ed ipnotico. Storica figura dell'underground americano, Kramer inizia la sua carriera musicale suonando negli Shockabilly di Eugene Chadbourne; dopo lo scioglimento del gruppo si unisce brevemente ai Butthole Surfers come bassista, nel 1985, per poi fondare nello stesso anno l'etichetta newyorchese Shimmy Disc, tramite la quale produce svariati musicisti e gruppi noise, low fi e psichedelici. Oltre a cio' produce anche i leggendari Galaxie 500, gruppo dalla breve e seminale esistenza attivo fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
Euro
24,00
codice 208883
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2014  sacred bones 
soundtracks
Adesivo di presentazione del disco sul cellophane, copertina apribile senza codice a barre, allegato coupon per il download dell'album da internet, inserto formato lp con note, label nera e argento, catalogo SBR123LP. Pubblicato nel gennaio del 2015 dalla Sacred Bones negli USA, ''The lost themes'' e' promosso come l'album di debutto del regista John Carpenter; in verita' egli e' uno stimato compositore di musiche oltreche' regista, in quanto le notevoli colonne sonore di molti dei suoi film sono opera sua, talora in collaborazione con altri artisti, ad esempio Alan Howarth. ''The lost themes'' contiene nuovo materiale composto e suonato da Carpenter insieme a Cody Carpenter e Daniel Davies, seguendo l'approccio elettronico minimalista e le atmosfere cariche di ansia e di tensione che contraddistinguono le musiche dei suoi film. Gli appassionati delle opere del regista non mancheranno di apprezzare le affinita' di questi brani con le diverse sfaccettature delle classiche colonne sonore carpenteriane, dai ripetitivi e cupi motivi di sintetizzatore, alle potenti bordate che richiamano le musiche di film come ''Vampires'' ed alle intricate partiture di tastiere vicine a quelle di ''Halloween''. Questa la scaletta: ''Vortex'', ''Obsidian'', ''Fallen'', ''Domain'', ''Mystery'', ''Abyss'', ''Wraith'', ''Purgatory'', ''Night''.
Euro
29,00
codice 2106335
scheda
Carter benny Further definitions
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1962  impulse! / universal 
jazz
Ristampa del 2019, ottenuta dai masters originari, copertina non apribile. Inciso a New York in due sessioni, il 13 ed il 15 novembre del 1961, con formazione a otto composta da Benny Carter e Phil Woods (sax alto), Coleman Hawkins e Charlie Rouse (sax tenore), Dick Katz (pianoforte), John Collins (chitarra), Jimmy Garrison (contrabbasso) e Jo Jones (batteria). Considerato uno dei massimi capolavori di Benny Carter, questo album lo vede utilizzare ben tre sassofonisti oltre se stesso, per un disco che alterna dinamiche e scattanti composizioni con sensuali e morbide ballad, seguendo uno stile melodico e scorrevole con musicisti all'epoca attivi sulla scena si Los Angeles. Questa la scaletta dei brani: ''Honeysuckle rose'', ''The midnight sun will never set'', ''Crazy rhythm'', ''Blue star'', ''Cotton tail'', ''Body and soul'', ''Cherry'', ''Doozy''. Benny Carter, nato nel 1907 a New York, e' stato polistrumentista in un'epoca in cui una simile versatilita' costituiva davvero una rara eccezione alla regola: un arrangiatore, compositore fecondo e leader orchestrale di indiscussa personalita', che ha saputo dare una sua impronta alla musica afroamericana fin dagli anni '20. Debutta nel '27 con l'arrangiamento di "Charleston is the best dance after all" dei Charlie Johnson's Paradise Ten. In seguito contribuisce agli arrangiamenti delle orchestre di Fletcher Henderson e Duke Ellington. Dirige una sua prima big band nel '32. Insieme a Johnny Hodges viene considerato il piu' grande alto sassofonista della sua epoca. Nel '35 si reca in Europa dove, a Londra, partecipa come co-arrangiatore alla BBC. Ritorna negli States nel '38 e dirige, senza successo, una big band dal '39 al '41, per poi dirigere un sestetto. Nel '43 si stabilisce per un periodo a Los Angeles dove lavora per l'industria cinematografica ed appare, insieme a Fats Waller, nel film "Stormy Weather". In seguito per tre anni guida una big band dove appaiono Miles Davis, J.J. Johnson e Max Roach. Ha scritto brani per gli Studios per 50 anni ma ha anche continuato ad esibirsi ed incidere come alto sassofonista, in special modo nelle produzioni di Norman Granz. Anche dopo l'avvento dei grandi Parker, Adderley, Dolphy, Coleman e Sanborn, Carter viene sempre considerato uno dei grandi di sempre del sax alto.
Euro
20,00
codice 2106306
scheda
Cash johnny american IV: the man comes around
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2002  american 
blues rnr coun
Doppio album in vinile 180 grammi, ristampa ufficiale, pressoche' identica alla prima rara tiratura, completa di inner sleeves, etichetta nera e argento, con due brani in piu' rispetto alla versione in CD (una versione di "Wichita Lineman" che commuoverebbe un sasso e "Big Iron"). Ultimo album non postumo del grande Johnny Cash, pubblicato nel novembre del 2002, dopo "American III: Solitary Man" del 2000 e prima di "Unearthed" del 2003, e' il testamento indimenticabile del compianto artista. Prodotto da Rick Rubin, e registrato a Nashville, questo album e' un dannato capolavoro, ora profondissimo ed oscuro ed ora intenso fino allo struggimento, dotato di una forza espressiva ed emotiva, di un feeling, che e' solo dei veri "masterpiece"; fate un favore a voi stessi, prendetene una copia, non ve ne pentirete, siamo cosi' sicuri di quello che affermiamo che rimborseremo i soldi del disco con le spese di spedizione a nostro carico a chiunque non dovesse piacere. Gran parte degli episodi dell' album sono brani attinti dalla produzione di gruppi o artisti del passato piu' o meno recente, talora recentissimo, brani a cui la voce commovente di Cash riesce a dare un significato ed una forza talora insospettabili, fornendone delle versioni indelebili e definitive. A dare una mano molti ospiti illustri, come Fiona Apple, John Frusciante, Billy Preston, Don Henley, Nick Cave, Glen Campbell o Roger Manning. Ecco la lista dei brani: la vigorosa "The Man Comes Around" di Johnny Cash, una "Hurt" davvero dolorosamente commovente che cancella la originale versione, peraltro bella, dei Nine Inch Nails, impossibile descriverne l' intensita', impossibile talora trattenere le lacrime nell' ascoltarla, "Give My Love To Rose", accorata ballata di Johnny Cash, una splendida "Bridge Over Troubled Water" di Simon & Garfunkel che acquista una profondita' inedita (ospite Fiona Apple alla voce), "I Hung My Head" di Sting, intensa e struggente, "First Time I Ever Saw Your Face" di Ewan MacColl, scarna e solenne, una eccezionale, oscura "Personal Jesus" dei Depeche Mode con John Frusciante alla chitarra e Billy Preston al piano, la magnifica, austera ed intensissima "In My Life" dei Beatles, uno dei rari casi in cui una cover dei Fab 4 possa rivaleggiare in bellezza con l' originale, un tuffo nelle radici country folk della musica di Johnny Cash nella originale "Sam Hall", "Danny Boy" traditional gia' in passato interpretato da Cash, qui in una versione scarnissima con poche note di organo ad accompagnare la voce di Cash, una bellissima "Desperado" degli Eagles, registrata con Don Henley ospite alla voce, "I'm So Lonesome I Could Cry" di Hank Williams con Nick Cave ospite alla voce, "Streets Of Laredo", traditional gia' in passato interpretato da Cash, una luminosa "Wichita Lineman" di Jimmy Webb registrata con Glen Campbell ospite alla chitarra, "Big Iron" di Marty Robbins, la vivace, originale, "Tear Stained Letter" (con Billy Preston al piano), "We'll Meet Again", vecchio successo di Vera Lynn.
Euro
37,00
codice 2106864
scheda
Cash johnny with his hot and blue guitar (mono)
lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1957  sundazed 
blues rnr coun
Ristampa in mono, ottenuta dai masters originali del disco, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura su Sun. Uscito nel Giugno 1957 prima di ''The Fabolous Johnny Cash'', giunto al numero 99 delle classifiche USA e non entrato in quelle UK dove usci' nell' Ottobre dello stesso anno. Il primo storico album. Lavoro piu' vicino al folk rispetto ai singoli che Cash aveva fino ad allora pubblicato tra il 1955 ed il 1957 (quattro tracce dagli stessi singoli sono peraltro incluse anche in quest' album: "I Walk the Line", "Cry! Cry! Cry!", "So Doggone Lonesome" e "Folsom Prison Blues"). Il disco contiene rieleborazioni di traditionals folk, come "Rock Island Line" e "The Wreck of the Old '97", country come "(I Heard That) Lonesome Whistle" e "Remember Me (I'm the One Who Loves You)", la ballata delle prigioni "Doin' My Time", lo spiritual "I Was There When It Happened", un brano originale di Cash, "Country Boy", ed una cover da Jerry Reed, "If the Good Lord's Willing". Lavoro spettacolare nel pieno stile dei suoi classici incisi per la Sun negli anni '50, registrato con un accompagnamento sobrio, le chitarre di Luther Perkins e Marshall Grant, che conferiscono una definita atmosfera rockabilly-country.
Euro
33,00
codice 3027722
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  pol  2021  goliath 
punk new wave
Copertina con parti in rilievo sul fronte e con "made in Poland" sul retro, completo di inner sleeve stampata e di libretto di 24 pagine, label custom bianca con scritte nere, catalogo BS021LP. Pubblicato nel febbraio del 2021 dalla Goliath, "Carnage" è il primo album in collaborazione fra Nick Cave e Warren Ellis (Dirty Three, Grinderman, Bad Seeds) a non nascere come colonna sonora; i due sono già stati insieme autori numerose colonne sonore in questo primo scorcio del nuovo secolo (fra cui quelle dei film ''Hell or high water'' e ''Wind river''), ma questa volta propongono un lavoro che esula dal contesto del cinema. Composto dai due autori durante l'isolamento dovuto alla pandemia del 2020, "Carnage" si dipana in cupi e pessimi testi firmati da Cave, avvolti in melodie lente, crepuscolari e minimali, dai toni fortemente malinconici ed intmisti, generate questa volta principalmente da tastiere elettriche ed elettroniche, senza rinunciare del tutto agli arrangiamenti di archi (essenzialmente il violino di Ellis) e pianistici, che sono fra gli ingredienti abituali della collaborazione fra i due australiani. Non tutto è cupezza in questi solchi, infatti Cave ed Ellis riescono anche a creare potenti elementi di tepore e vitalità nel corso dell'album, seppure non distaccandosi da una vena dolente; "Carnage" è stato largamente acclamato dalla critica musicale, ed accolto come uno dei lavori più intensi e potenti dell'ultimo Cave. Sia con la sua storica formazione, i Bad Seeds, che come solista, il cantante e paroliere australiano Nick Cave, già membro della cult band Birthday Party, prese spunto dal post punk e dal rock gotico, contaminandoli con gospel, blues ed art rock, a sorreggere i suoi oscuri testi, spesso incentrati su amore e morte, dalle tinte forti e dallo stile quasi letterario. Fra i suoi numerosi album, da solo o con i Bad Seeds, lavori come l'esordio ''From her to eternity'' (1984), ''Tender prey'' (1988) e ''Abattoir blues/The lyre of Orpheus'' (2004) beneficiano del plauso della critica, all'interno di una discografia complessivamente molto considerata.
Euro
31,00
codice 2106486
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1994  mute 
punk new wave
ristampa ufficiale, pressoche' identica alla prima rara tiratura su Mute, copertina in cartoncino liscio ma non lucido come nella prima stampa, inner sleeve con testi, catalogo LPSEEDS8. Il terzo album in studio dei '90 per l' artista australiano, uscito nell' aprile del '94, a due anni di distanza dal precedente "Henry's Dream" (ma tra i due c'e' anche l' album dal vivo "Live Seeds"), e registrato tra il settembre ed il dicembre el '93 con la stessa versione dei Bad Seeds dell' album precedente, che include i soliti Mick Harvey (con lui gia' nei Boys Next Door e quindi nei Birthday Party), Blixa Bargeld (degli Einsturzende Neubauten) e Thomas Wydler (dei Die Haut, oltre che nei Bad Seeds sin dal 1986), oltre a Conway Savage (ex Scarp Museum e Blue Ruin) e Martyn P. Casey (ex Triffids e Blackeyed Susans). "Let Love in" e' uno degli albums forse piu' accessibili di Nick Cave, non a caso giunto fino al 12esimo posto delle classifiche inglesi, risultato poi superato dal successivo "Murder Ballads", ma e' anche considerato da molti come uno dei vertici della sua lunga storia artistica, acclamatissimo dalla critica, ricco di brani di grande fascino come il singolo "Do You Love Me?" (qui in due parti, ad aprire e chiudere il disco), l' intensa "Loverman", poi non a caso coverizzata sia dai Metallica che da Martin Gore dei Depeche Mode, le aggressive "Thisty Dog" e soprattutto "Jangling Jack", dove Cave torna a graffiare come ai vecchi tempi, le atmosfere noir di "Red Right Hand". Tra gli ospiti Tex Perkins, Spencer P.Jones e il compianto David McComb.
Euro
25,00
codice 2106487
scheda
Cave nick and the bad seeds no more shall we part
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2001  mute / bmg / pias 
punk new wave
ristampa ufficiale del doppio album, con due brani in piu' rispetto alla vesione su CD ("Grief Came Riding" e "Bless His Ever Loving Heart", presenti nella quarta facciata per quanto non accreditate sul retrocopertina), copertina ruvida pressocche' identica a quella della prima rara tiratura, inner sleeves, dell' undicesimo album del cantautore australiano, ex Boys Next Door e Birthday Party. Inciso con i fidi Bad Seeds agli Abbey Road Studios di Londra, a quattro anni di distanza dal precedente "The Boatman's Call", e' considerato da molti uno dei suoi massimi capolavori, certamente tra i dischi migliori e piu' scarni del secondo periodo di questo tormentato e straordinario artista, ormai considerabile come una sorta di Leonard Cohen dei nostri giorni. Lontano dagli estremismi di un tempo, giunto ad una piena maturita' che va via via raffinandosi ed arricchendosi di sfumature, Cave realizza con "No More Shall We Part" un disco oscuro e tenebrosissimo, ma lontano dagli eccessi e dagli estremismi di un tempo, in cui ognuno dei quattordici episodi, evocativi e carichi di struggimenti e malinconie, riesce a vibrare di vita propia, anche grazie all' aiuto dei soliti ispiratissimi Bad Seeds, qui con il compagno di sempre Mick Harvey, il violinista dei Dirty Three Warren Ellis, l' Einsturzende Neubauten Blixa Bargeld alla chitarra, alla batteria sia il batterista Jim Sclavunos (anche nei Cramps, tra gli altri) che il Die Haut Thomas Wydler, e l' ex Triffids Martin P.Casey al basso, tra gli altri. Ne vennero tratti i singoli "As I Sat Sadly By Her Side" e "Fifteen Feet of Pure White Snow", oltre a "Love Letter", che pero' fu realizzato solo in Australia.
Euro
29,00
codice 2106373
scheda
Chairmen of the board skin i'm in
lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1974  demon 
soul funky disco
ristampa del 2019, in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica a quella della originaria rara tiratura su Invictus, corredata di inner sleeve. Pubblicato nel 1974, dopo "Bittersweet" (1972), il quarto splendido album della grande band funky soul di colore di Detroit, giunto al numero 52 delle classifiche r'n'b americane. Accantonata quasi del tutto la componente soul della loro musica, questo album si proietta in una nuova dimensione puramente e torridamente heavy-funk, capolavoro del genere, non a caso registrato con gli stessi musicisti contemporanemente impegnati con i Funkadelic di George Clinton. Ne vennero tratti i singoli "Finder's Keepers", "Everybody Party All Night", "Skin I'm In", "Let's Have Some Fun" e "Life & Death". Il gruppo si era formato nel '69 per iniziativa della premiata ditta Holland/Dozier/Holland allorche', avendo lasciato la Motown, diedero vita ad una serie di nuove etichette, tra cui la seminale Invictus, che ebbe nei Chairmen of the Board il suo gruppo di punta, guidati da General Norman Johnson, gia' cantante negli Showmen nei primi anni '60. Oltre alla gia' citata "Give Me Just A Little More Time", altri successi del gruppo furono "You've Got Me Dangling On A String", "Pay To the Piper", "Everything's Tuesday" ed "Working On A Building Of Love", tutti qui presenti, come la brillante cover di "Come Together" dei Beatles e la memorabile ballata "Patches", che piu' tardi sara' un grande hit di Clarence Carter. Ancora attivi, sebbene tra scioglimenti e ricostituzioni, con continui cambiamenti d'organico, I Chairmen of the Boards hanno rappresentato un significativo "ponte" tra il soul degli anni '60 ed il funky della prima meta' dei '70, che non a caso sviluppera' molte delle sue energie in "casa Invictus", presso la stessa etichetta discografica quindi di questo gruppo. Questa raccolta permette di coglierne le migliori energie creative, attraverso una carrellata di brani assolutamente superbi, che esaltano il songwriting del gruppo e la capacita' di innestare in un sound perfettamente coerente con se stesso influenze tra le piu' disparate, accennate per solito in soluzioni di arrangiamento sempre intriganti.
Euro
29,00
codice 2106502
scheda
Chameleons uk Complete Peel sessions (2x12")
12"x2 [edizione] nuovo  stereo  uk  1981  blue apple music 
punk new wave
ristampa rimasterizzata uscita nel dicembre del 2014, corredata di codice per il download digitale, con gli stessi brani della rara edizione originaria contenuti in due 12" in vinile 180 grammi a 45 giri, per una migliore resa sonora, copertina per l' occasione apribile, che riprende sul fronte l' immagine della prima edizione ma con una "cornice" rossa. Il ricercatissimo album, uscito originariamente in poche copie per la Strange Fruit nel dicembre 1990; racchiude inedite e splendide versioni di 12 brani registrate in 3 differenti sessions realizzate negli studi della BBC tra il Giugno del 1981 ed il Maggio del 1984 per la trasmissione radiofonica curata dal compianto John Peel; classici affascinanti, imperdibili e memorabili realizzazioni della band originaria di Manchester, suprema perla oscura anglosassone dedita ad una new wave sognante sospesta tra post-punk e psichedelia, veramente inarrivabili. THE FAN & THE BELLOWS - HERE TODAY - LOOKING INWARDLY - THINGS I WISH I'D SAID - DON'T FALL - NOSTALGIA - SECOND SKIN - PERFUMED GARDEN - DUST TO DUST - RETURN OF THE ROUGHNECKST - ONE FLESH - INTRIGUE IN TANGIERST - P.S. GOODBYE: molti brani inediti su album o qui in versioni precedenti a quelle degli albums. Imperdibile. I Chameleons sono uno dei gruppi piu' originali prodotti dalla perfida albione nella prima meta' degli '80, sebbene purtroppo scandalosamente ignorati dalla critica musicale di quel paese, e destinati anche per questo, nonostante l'incrollabile culto di cui sono stati fatti oggetto, ad un riconoscimento postumo importante ma mai pari agli effettivi meriti. La musica di questo gruppo, sospesa tra post punk e psichedelia, delicata e maestosa insieme, sognante ed oscura, con testi immaginifici e poetici, ha pochi eguali nell'ambito del post punk inglese. Reg Smithies, Dave Fielding, e Mark Burgess si conoscono dall'infanzia, vengono tutti da Middleton, sobborgo a nord di Manchester. Formano i Chameleons, cominciano a farsi conoscere in ambito locale, ma colpiscono presto l'attenzione del grande John Peel, leggendario DJ di Radio 1, che contribuisce alla diffusione del loro primo singolo, inciso per la Epic. Nel frattempo i Chameleons sono diventati quattro, con l'inserimento del batterista John Lever. Sono anni di grande fermento per la scena musicale britannica, i gruppi candidati a diventare "the next big thing" sono molti, e anche i quattro di Middleton possono giocare lo loro carte. Nel 1983 esce il primo album, "Script of the Bridge", un gioiello che e' salutato con favore da buona parte della critica specializzata. "They could be the next underground Cult, or the next U2", scrive Carole Linfield a chiusura della recensione pubblicata su Sounds. Il suono vigoroso dei Chameleons, con i crescendo delle chitarre e le pulsazioni decise del basso e della batteria, trova l'espressione compiuta nella voce profonda di Burgess, autore di tutti i testi. Si trovano molti rimandi ai suoni Sixties, e' forte l'influenza dark dei contemporanei Cure e Echo & the Bunnymen, e a tratti si riconosce la stessa intensita' degli irlandesi U2. Il disco e' un autentico gioiello, insieme elegante ed energico, melodico e intenso, qualche pezzo ha la potenzialita' per diventare un grande successo, ma per il grande pubblico i Chameleons restano poco conosciuti. Nel 1985 esce un secondo album, "What Does Anything Mean? Basically", che rimane all'altezza del precedente, e ugualmente porta consensi di critica e un successo solo parziale nel riscontro con un pubblico piu' vasto. Pero' la fama dei Chameleons si e' estesa a molti paesi europei, e l'interesse delle grandi case discografiche apre nuove prospettive per il loro futuro commerciale. Nel 1986 firmano per la potente Geffen, e poco dopo esce il terzo album, "Strange Times", destinato a una forte promozione sul mercato statunitense. Sono sulla rampa di lancio per il grande successo, sono in molti a credere che arriveranno al grande pubblico come sta accadendo ai Cure. E invece la fine del gruppo giunge improvvisa, a troncare anche i sogni dei discografici, all'indomani della morte del manager Tony Fletcher. Come se fosse venuto meno il collante, la ragione per essere un gruppo, i quattro Chameleons si separano bruscamente all'inizio del 1987. La storia finisce li', o almeno sembra. Per quasi tredici anni la storia comune dei quattro sembra davvero chiusa. Mark Burgess continua nel suo percorso dando vita in successione a The Sun and the Moon, Mark Burgess & the Sons of God, Invincible, Mark Burgess & Yves Altana. Pubblica dischi di costante insuccesso commerciale, continua l'attivita' dal vivo, e soprattutto scopre che l'affetto per i Chameleons non si e' spento, ma se possibile si e' rafforzato con gli anni. Le vendite dei tre album continuano a dare qualche frutto, i vecchi e i nuovi fans non smettono di chiedere a Burgess di suonare i classici del gruppo, e ancora piu' singolare e' il fatto che stelle come Liam Gallagher degli Oasis dichiarino pubblicamente il loro debito verso il gruppo di Middleton.
Euro
34,00
codice 2106307
scheda
Chameleons uk What does anything mean? basically (picture disc)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1985  blue apple music 
punk new wave
Ristampa ufficiale, su etichetta Blue Apple Music, in vinile picture con artwork esclusivo, versione non numerata (lo erano le prime 500 copie). Questa pubblicazione contiene una dedica alla memoria di John Lever, batterista storico del gruppo, purtroppo scomparso nel 2017. Uscito nel maggio del 1985 e giunto al 60esimo posto delle classifiche inglesi, il secondo capolavoro della band di Mark Burgess, da Manchester, uno dei gruppi piu' originali e sottovalutati degli anni ottanta, giustamente oggi riscoperti e celebrati. Dopo lo splendido album d'esordio "Script of the Bridge", questo disco conferma il gruppo come uno dei piu' innovativi ed originali prodotti dalla perfida terra d'albione nella prima meta' degli ottanta, sebbene anche uno dei piu' scandalosamente ignorati dalla critica musicale di quel paese (sin dal primo singolo del 1981), cosi' spesso pronta ad idolatrare effimeri gruppetti buoni per un singolo o due, ed invece incapace di cogliere la bellezza della musica di questa band, sospesa tra post punk, psichedelia, delicata e maestosa insieme, sognante ed oscura, con testi immaginifici e poetici. Da sempre amati nel resto dell' Europa e seguiti da un pubblico di culto, sono, non a caso, stati celebrati da innumerevoli albums postumi, sebbene a rappresentarli sia soprattutto una trilogia di albums ("Strange Times" il successivo) che ha pochi eguali nell' ambito del post punk inglese. Reg Smithies, Dave Fielding, e Mark Burgess si conoscono dall'infanzia, vengono tutti da Middleton, sobborgo a nord di Manchester. Formano i Chameleons, cominciano a farsi conoscere in ambito locale, ma colpiscono presto l'attenzione del grande John Peel, leggendario DJ di Radio 1, che contribuisce alla diffusione del loro primo singolo. Nel frattempo i Chameleons sono diventati quattro, con l'inserimento del batterista John Lever. Sono anni di grande fermento per la scena musicale britannica, i gruppi candidati a diventare "the next big thing" sono molti, e anche i quattro di Middleton possono giocare lo loro carte. Nel 1983 esce il primo album, "Script of the Bridge", un gioiello che e' salutato con favore da buona parte della critica specializzata. "They could be the next underground cult, or the next U2", scrive Carole Linfield a chiusura della recensione pubblicata su Sounds. Il suono vigoroso dei Chameleons, con i crescendo delle chitarre e le pulsazioni decise del basso e della batteria, trova l'espressione compiuta nella voce profonda di Burgess, autore di tutti i testi. Si trovano molti rimandi ai suoni Sixties, e' forte l'influenza dark dei contemporanei Cure e Echo & the Bunnymen, e a tratti si riconosce la stessa intensita' degli irlandesi U2. Il disco piace, e' elegante ed energico, melodico e intenso, qualche pezzo ha la potenzialita' per diventare un grande successo, ma per il grande pubblico i Chameleons restano poco conosciuti. Nel 1985 esce un secondo album, "What Does Anything Mean? Basically", che rimane all'altezza del precedente, e ugualmente porta consensi di critica e un successo solo parziale nel riscontro con un pubblico piu' vasto. Pero' la fama dei Chameleons si e' estesa a molti paesi europei, e l'interesse delle grandi case discografiche apre nuove prospettive per il loro futuro commerciale. Nel 1986 firmano per la potente Geffen, e poco dopo esce il terzo album, "Strange Times", destinato a una forte promozione sul mercato statunitense. Sono sulla rampa di lancio per il grande successo, sono in molti a credere che arriveranno al grande pubblico come sta accadendo ai Cure. E invece la fine del gruppo giunge improvvisa, a troncare anche i sogni dei discografici, all'indomani della morte del manager Tony Fletcher. Come se fosse venuto meno il collante, la ragione per essere un gruppo, i quattro Chameleons si separano bruscamente all'inizio del 1987. La storia finisce li', o almeno sembra. Per quasi tredici anni la storia comune dei quattro sembra davvero chiusa. Mark Burgess continua nel suo percorso dando vita in successione a The Sun and the Moon, Mark Burgess & the Sons of God, Invincible, Mark Burgess & Yves Altana. Pubblica dischi di costante insuccesso commerciale, continua l'attivita' dal vivo, e soprattutto scopre che l'affetto per i Chameleons non si e' spento, ma se possibile si e' rafforzato con gli anni. Le vendite dei tre album continuano a dare qualche frutto, i vecchi e i nuovi fans non smettono di chiedere a Burgess di suonare i classici del gruppo, e ancora piu' singolare e' il fatto che stelle come Liam Gallagher degli Oasis dichiarino pubblicamente il loro debito verso il gruppo di Middleton.
Euro
30,00
codice 2106336
scheda
Charlatans uk A head full of ideas
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1990  then 
indie 90
copertina apribile, doppio vinile. In occasione del trentesimo anniversario dall'esordio, che cadeva nel 2020, esce (in ritardo nel 2021 causa covid) la raccolta della band inglese di Manchester. i brani inclusi: A1) The Only One I Know A2) Weirdo A3) Can't Get out of Bed A4) Jesus Hairdo A5) Just When You're Thinking Things Over A6) North Country Boy B1) Tellin' Stories B2) One to Another B3) How High B4) Impossible B5) Forever C1) Love is the Key C2) A Man Needs to be Told C3) Up at The Lake C4) Blackened Blue Eyes C5) Oh Vanity D1) My Foolish Pride D2) Come Home Baby D3) Let the Good Times be Never Ending D4) Plastic Machinery D5) Totally Eclipsing
Euro
42,00
codice 2106732
scheda
Cheap trick at budokan - complete concert
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1979  music on vinyl 
punk new wave
doppio album in vinile 180 grammi per audiofili, copertina apribile. Per la prima volta in vinile in occasione del Record Store Day del 16 APRILE 2016 (in una edizione ormai rara limitata in 750 copie), la versione completa del celebre concerto suonato nell' aprile del 1978 alla Budokan Arena di Tokyo, Giappone, da cui era stato tratto l' album "At Budokan" uscito in Usa nel febbraio del 1979, che conteneva pero' solo dieci brani, che qui diventano ben diciannove. Ecco le note all' album originario: giunto al quarto posto delle classifiche americane ed al 29esimo di quelle inglesi, pubblicato tra il terzo album in studio "Heaven Tonight" ed il quarto "Dream Police", il riuscitissimo album dal vivo registrato in Giappone durante la trionfale tournee' per il secondo album "In Color", che avvio' i Cheap Trick al grande successo, esploso appunto con questo album, forte di un suono potente ma anche capace di esaltare l' espetto melodico nella musica della band, e di una scaletta che sceglie molti dei brani migliori dei primi dischi, tra i massimi esempi di "power pop" di sempre, a base di chitarre graffianti, un' attitudine tra glam, hard rock, punk e ritornelli deliziosamente 60's. Tra i brani "I Want You To Want Me" (deliziosamente beatlesiana), la vigorosa "Hello There", il rock'n'roll venato di hard di "Clock Strikes Ten", tra melodia 60s' e chitarre graffianti, il puro power pop di "Come on Come on", il piccolo hit "Surrender". Formati nell' Illinois da Rick Nielsen e Tom Peterson, gia' nei Nazz senza piu' Todd Rundgren in formazione e poi nei Fuse autori di un album nel '70, prima di raggiungere un successo straordinario su scala mondiale con un heavy rock tanto incisivo quanto facile, fornirono con i primi due albums due tra i massimi esempi di "power pop" di sempre, a base di chitarre graffianti, un' attitudine tra glam e punk, ritornelli deliziosamente 60's.
Euro
32,00
codice 3027676
scheda
Cherry don Where is brooklyn?
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1966  klimt 
jazz
Ristampa con copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1969 dalla Blue Note, inciso al Rudy Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey, l'11 novembre del 1966, da Don Cherry (cornetta), Pharoah Sanders (sax tenore, piccolo), Henry Grimes (contrabbasso) ed Edward Blackwell (batteria). L'ultimo album di Cherry per la Blue Note e' un lavoro di radicale esplorazione free jazz, certo non comune nel catalogo della celebre etichetta newyorchese. Accompagnato dall'esplosivo e passionale sassofono di Sanders, Cherry da' luogo con il suo gruppo ad un lavoro basato sull'interazione fra gli strumentisti e l'energia improvvisatrice, in equilibrio sul filo sospeso fra post bop e free. Questa la scaletta: ''Awake nu'', ''Taste maker'', ''The thing'', ''There is the bomb'', ''Unite''. Il trombettista Don Cherry (1936-1995), figura di grande importanza nel jazz d'avanguardia e free, aveva anche suonato con musicisti del calibro di Ornette Coleman, John Coltrane, Steve Lacy, Sonny Rollins, Albert Ayler ed Archie Shepp, e partecipato quindi alla creazione della "new thing"; partendo da una base bebop, egli intraprendera' un percorso stilistico che lo portera' a realizzare un jazz difficilmente classificabile, influenzato anche dalla musica orientale e da quella africana.
Euro
22,00
codice 3027744
scheda
Cherry neneh Blank project
lp2cd [edizione] nuovo  stereo  eu  2014  smalltown supersound 
soul funky disco
Copertina ruvida, completa della versione in Cd in omaggio, adesivo di presentazione sulla copertina, doppio Lp pubblicato dalla Smalltown Supersound nel febbraio 2014, dopo "Man" (96) e dopo la collaborazione con i Thing di Mats Gustaffson, "The cherry thing" (12), il quarto studio album per Neneh Cherry. Primo lavoro solista dopo circa 18 anni, prodotto da Kieran Hebden (Four Tet), con ospiti quali Robyn e RocketNumnerNine, "Blank project" presenta un suono minimale, denso di reverberi, con percussioni elettroniche e sintetizzatori ad accompagnare la sensuale voce della Cherry, in un mix che continuamente flirta con jazz, soul, funk elettronico, ma anche dubstep e trip hop: un lavoro interessante e vario anche dal punto di vista delle atmosfere emotive, capaci di toccare punti di irrequietezza e inquietudine, con altri piu' sublimi e distaccati. Nata a Stoccolma nel 1964, figlia adottiva del grande jazzista Don Cherry, la cantante svedese di origini afro-europee Neneh Cherry, ottenne un grande successo di pubblico e di critica con il suo primo album "Raw like sushi" (1989), grazie ad un efficace blend di soul, pop, funk ed hip hop, commerciale quanto si voglia ma frutto di un talento non comune. In seguito, la bella Neneh decidera' di restare ai margini dello show-biz, pubblicando di tanto in tanto pochi altri albums, nonostante il successo davvero notevolissimo della sua prima avventura solista
Euro
29,00
codice 2106646
scheda

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