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99 Posse La vida que vendrà (ltd. green vinyl)
LP2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2000  sony 
hip-hop
Doppio album, ristampa del 2022, edizione limitata in vinile verde, copertina pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 2000 dalla NoveNove, il quarto album (escludendo quelli co-accreditati ai Bisca), successivo a ''Corto circuito'' (1999) e precedente ''NA9910'' (2001). Lavoro che intreccia lo hip hop e le influenze giamaicane con sostanziali inseriementi elettronici, già a partire dal brano di apertura ''Comincia adesso'', sostenuto da un groove vicino alla techno underground (oppure ''Sub'', che si muove su ritmiche dai richiami big beat), ''La vida que vendrà'' è percorso ancora da forti spinte politiche e sociali nei suoi testi, calate in un contesto che talora fa pensare ad ambientazioni cyberpunk mediterranee. L'album si chiude con una interpretazione di ''El pueblo unido'', una delle canzoni più importanti del repertorio degli Inti Illimani. Formatisi a Napoli nel 1991, i 99 Posse sono uno dei più noti gruppi underground italiani degli anni '90. Artefici di una musica che mescola differenti stili nel corso degli anni, dal funk al reggae, dal ragamuffin allo hip hop fino ad echi di musica etnica, realizzano i propri lavori tramite autoproduzione. Il gruppo dà grande importanza al proprio messaggio di critica sociale e politica, cantando spesso in dialetto napoletano. Dopo il primo album ''Curre curre guaglio'' (1993), i 99 Posse si uniscono ai concittadini Bisca, suonando insieme dal vivo in tutta Italia per un biennio e pubblicando due album a nome Bisca99posse nel 1994 e nel 1995. I due gruppi proseguono poi sulle proprie diverse strade, ed i 99 Posse realizzano ''Cerco tiempo'' nel 1996, quindi ''Corto circuito'' nel 1998. La loro attività prosegue oltre l'inizio del nuovo secolo, e vede anche la fondazione della propria etichetta musicale, Novenove.
Euro
33,00
codice 2111412
scheda
999 (Nine nine nine) 999 (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1978  music on vinyl 
punk new wave
Ristampa in vinile 180 grammi per audiofili, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura. Il primo album della longeva punk band di Northhampton basata a Londra, uscito nel febbraio del 1978 su United Artists in Gran Bretagna, dove giunse al 53esimo posto in classifica, e non pubblicato negli USA. Formatisi nel '76 come 48 Hours, per iniziativa di Keith Lucas (ribattezzatosi Nick Cash), gia' chitarrista nei Kilburn & the High Roads di Ian Dury, e qui anche cantante, si erano autoprodotti nell' agosto del '77 il singolo "I'm Alive", talmente ben accolto da procurare subito alla band un contratto con la United Artists; la grezza e travolgente facciata A di quell' acerbo singolo e' qui per fortuna inclusa, cosi' l' ancora piu' aggressiva "No Pity", b-side del secondo singolo, ma forse ancora meglio a rappresentare la musica della band possono essere indicati il punk pop non privo di elementi 60's della semplicemente deliziosa "Me and My Desire" o della meno immediata ma bellissima "Emergency", non a caso scelte come facciate A dei singoli usciti a cavallo dell' album, che resta uno degli esempi piu' freschi ed efficaci di tutta la scena punk inglese. Una musica secca ed irruenta, che non nasconde i suoi forti legami con il proto punk di certo pub rock inglese, e fondamentalmente "pop", a tratti non distante da quella dei compagni di etichetta Buzzcocks, all' insegna del puro divertimento (un filone fondamentale e spesso sottovalutato della scena punk non solo inglese).
Euro
28,00
codice 3028591
scheda
999 (nine nine nine) The biggest prize in sport (ltd.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1980  restless empire 
punk new wave
Ristampa del 2018, copertina pressoche' identica a quella della prima tiratura uscita in Inghilterra su Polydor. Il terzo album, uscito nel gennaio del 1980 su Polydor in Gran Bretagna, non pubblicato negli USA, della longeva punk band di Northampton basata a Londra, autrice nei primi due album di una musica secca ed irruenta, ma gia' fondamentalmente "pop", non distante da quella dei compagni di etichetta Buzzcocks, che in questo terzo lavoro rivela appieno questa sua natura, palesando ulteriormente le sue innate ed evidenti influenze 60's pop. Formatisi nel '76 come 48 Hours, per iniziativa di Keith Lucas (ribattezzatosi Nick Cash), gia' chitarrista nei Kilburn & the High Roads di Ian Dury, e qui anche cantante, si erano autoprodotti nell' agosto del '77 il singolo "I'm Alive", talmente ben accolto da procurare subito alla band un contratto con la United Artists per la quale uscitono i primi due ottimi albums "999" e "Separates". Sottovalutato all' epoca della sua uscita, "The Biggest Prize in Sport", da cui venne tratto il singolo "Trouble", e' invece un gioiellino di power pop da gustare tutto d' un fiato; il riscontro che ottenne fu pero' limitato anche in termini di vendite, e dopo un live album la Polydor li scarico', senza peraltro scoraggiare la band che rimase attiva negli anni a venire incidendo per numerose altre labels e mantenendo un seguito di culto.
Euro
19,00
codice 3024720
scheda
999 (nine nine nine) The biggest tour in sport (live)
lpm [edizione] originale  stereo  usa  1980  polydor 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima rara stampa americana, con copertina senza barcode, etichetta rossa con logo nero e bianco in alto, catalogo PD-1-6307. Uscito nel novembre del 1980 in esclusiva per la Polydor americana, dopo il terzo album "Biggest Prize in Sport", contiene sei brani splendidamente registrati dal vivo dalla band proprio nel tour di presentazione di quell' album. Questa la lista dei brani: "Homicide", "Feelin' Alright With The Crew", "Inside Out", "Titanic Reaction", "Emergency" e "Boys In The Gang". La longeva punk band di Northampton basata a Londra, dopo i primi due albums piu' irruenti e secchi, aveva accentuato nel terzo lavoro la componente "pop", da sempre presente nella sua musica, non distante a tratti da quella dei Buzzcocks, palesando ulteriormente le sue innate ed evidenti influenze 60's pop. Formatisi nel '76 come 48 Hours, per iniziativa di Keith Lucas (ribattezzatosi Nick Cash), gia' chitarrista nei Kilburn & the High Roads di Ian Dury, e qui anche cantante, si erano autoprodotti nell' agosto del '77 il singolo "I'm Alive", talmente ben accolto da procurare subito alla band un contratto con la United Artists per la quale uscitono i primi due ottimi albums "999" e "Separates". Sottovalutato all' epoca della sua uscita, "The Biggest Prize in Sport", da cui venne tratto il singolo "Trouble", e' invece un gioiellino di power pop da gustare tutto d' un fiato; il riscontro che ottenne fu pero' limitato anche in termini di vendite, e dopo un live album la Polydor li scarico', senza peraltro scoraggiare la band che rimase attiva negli anni a venire incidendo per numerose altre labels e mantenendo un seguito di culto.
Euro
25,00
codice 216226
scheda
99th Floor (sick rose) electric ragoo
lp [edizione] originale  stereo  ita  1997  misty lane 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale stampa italiana, copertina lucida senza barcode, etichetta in bianco e nero, catalogo ML040. Il secondo album, uscito nel 1997 dopo il primo "Teen Trash Vol.9" del 1993. In un momento di pausa rispetto all' attivita' con i Sick Rose, il cantante Luca Re si mette ancora una volta alla guida dei 99th Floor di Torino (dal titolo di un leggendario brano dei Moving Sidewalks) per tirare fuori il suo lato piu' genuinamente e selvaggiamente 60's garage, e questo eccellete disco suona davvero come l' ideale prosecuzione delle prime registrazioni degli stessi Sick Rose, puro travolgente 60's sound tra garage, beat, screziature psichedeliche, pop, ed una onnipresente tastierina Farfisa a far da perfetto contraltare alle graffianti chitarre. Molti eccellenti brani originali, una manciata di covers, tra cui "Flyte" dei Flowerz, "You" dei Basement Wall, "Albert Common is Dead" dei Blues Magoos.
Euro
26,00
codice 249435
scheda
lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2008  wax poetics 
indie 2000
Edizione limitata a 1500 copie numerate sul retro copertina in basso, vinile doppio pesante e trasparente, copertina apribile, label blu con scritte bianche e nere, catalogo WPR006, busta di plastica trasparente con chiusura adesiva ed adesivo rettangolare nero di presentazione. Edizione vinilica realizzata nel 2009 dalla Wax Poetics, dell'album originariamente pubblicato su cd dalla giapponese Catune nell'aprile del 2008. Il primo album dei Nine Days Wonder (o 9DW che dir si voglia), successivo al primo ep del 2007. Il gruppo giapponese propone qui un morbido funk rock strumentale, dai forti echi anni '70 ma anche qualche rimando ai primi anni '80, caratterizzato da raffinati per quanto agevoli all'ascolto intrecci strumentali con preminenza di tastiere, sostenuti da un agile groove funk; in certi episodi si notano affinita' con il sound dei Jamiroquai. Questo gruppo giapponese si forma a Tokyo nel 1997, inizialmente con uno stile denominato dal sito del gruppo stesso come ''hardcore fused math-pop''; intorno al 2006 si verificano sostanziali cambiamenti nella formazione, che viene rinnovata attorno al fondatore Kensuke Saito. La nuova incarnazione del gruppo si orienta verso sonorita' funk e di moderno soul, raffinato e ballabile, che si manifesta nel primo eponimo album del 2008, un disco strumentale.
Euro
25,00
codice 2038516
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2019  hallow ground 
indie 2000
Vinile bianco, allegato codice per il download digitale dell'album, copertina senza codice a barre, catalogo HG1902. Pubblicato nel giugno del 2019 dalla Hallow Ground, "Harmistice" è il primo album in collaborazione fra Siavash Amini ed il duo 9T Antiope, entrambi artisti di origine iraniana. Amini, nato nel 1987 a Teheran, è autore di musica elettronica che spazia dall'ambient alla IDM, che adotta elementi di musica classica, dissonanze elettroniche e melodie chitarristiche dilatate ed atmosferiche; ha collaborato fra gli altri con l'artista "spoken word" Matt Finney in tre album. I 9T Antiope sono un duo, anch'esso iraniano ma attualmente basato a Parigi, composto da Sara Bigdeli Shamloo e Nima Aghiani, formato nel 2014; sono autori di musica elettronica sperimentale in cui si incontrano testi poetici e dissonanze elettroniche, interazioni fra queste e strumenti acustici. Inciso fra Parigi e Teheran, "Harmistice" è composto da soli quattro brani nei quali i testi, ispirati da un incubo di guerra, e la voce di Sara, il cui canto confina con la declamazione poetica e con la narrazione, sono sostenuti dalle stordenti sonorità elaborate da Aghiani ed Amini, nelle quale rabbrividenti dissonanze elettroniche convivono con spettrali droni di archi. Un'opera dai toni dolenti ed angosciosi, espressi con sonorità confinanti con l'astrattismo ed immersi in atmosfere oniriche.
Euro
28,00
codice 3512272
scheda
A certain ratio do the do (casse)
12" [edizione] originale  stereo  usa  1981  factory 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Ep in formato 12", l' originale rara stampa, uscita escluvamente per la Factory americana, copertina cartonata senza barcode, catalogo FACUS4, etichetta custom nella versione in nero e celeste da un lato, verde con scritte nere dall' altro. Pubblicato nel gennaio 1981, contiene "The Fox", tratta dal secondo album "To Each..." e tre brani inediti: la title track, "Shack Up" e la bellissima "Son and Hair", che riporta alla primissima produzione del gruppo, non distante dai territori oscuri esplorati dai concittadini Joy Division con cui divideranno gloriose esibizioni live. Gli altri tre brani invece manifestano marcate influenze funky, lontane pero' ancora dalla commercializzazione successiva del gruppo e piuttosto veicolo di sperimentazione e ricerca. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti bands di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall' utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky", e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 da Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop, band tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic, con un legame evidente anche con Pil, Gang Of Four e Pop Group da una parte, Talking Heads e Contortions dall'altra.
Euro
28,00
codice 251498
scheda
A certain ratio i'd like to ee you again
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1982  factory 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good punk new wave
Prima rara stampa inglese, copia con diversi segni di invecchiamento sulla copertina e lievi sul vinile, copertins lucida senza barcode, con retro con durata del quarto brano erroneamente indicata in 5.71 minuti, inner sleeve semirigida, etichetta custom argento e nera con "ACR" in rosa, catalogo FACT65, "DON'T YOU DANCE" e "YOU MISSED YOUR CHANCE" incisi sul trail off dei rispettivi lati. Pubblicato nel novembre del 1982 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al secondo posto nella classifica indipendente, il terzo album, successivo a ''Sextet'' (1982) e precedente ''Force'' (1986). Il gruppo inglese, dopo l'abbandono della cantante Martha Tilson e sotto l'influenza della scena newyorchese, presenta qui un lavoro in cui le autunnali sfumature pop britanniche lasciano maggiore spazio a dense partiture dagli influssi funk, a ritmiche dinamiche ed a melodie piu' sbarazzine e solari. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
16,00
codice 249719
scheda
A certain ratio I'd like to see you again
Lp [edizione] originale  stereo  hol  1982  factory 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
l' originale rara stampa olandese, copertina semilucida senza barcode, con "Printed in Holland" sul retro, inner sleeve, etichetta grigia e nera con "ACR" in rosa, catalogo VR 22426 FACT65. Pubblicato nel novembre del 1982 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al secondo posto nella classifica indipendente, il terzo album, successivo a ''Sextet'' (1982) e precedente ''Force'' (1986). Il gruppo inglese, dopo l'abbandono della cantante Martha Tilson e sotto l'influenza della scena newyorchese, presenta qui un lavoro in cui le autunnali sfumature pop britanniche lasciano maggiore spazio a dense partiture dagli influssi funk, a ritmiche dinamiche ed a melodie piu' sbarazzine e solari. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
28,00
codice 246307
scheda
A certain ratio I'd like to see you again
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1982  mute 
punk new wave
Ristampa limitata del 2018, rimasterizzata ed in vinile giallo trasparente, copertina pressoche' identica a quella della prima rara tiratura su Factory, e corredata di inner sleeve. Pubblicato nel novembre del 1982 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al secondo posto nella classifica indipendente, il terzo album, successivo a ''Sextet'' (1982) e precedente ''Force'' (1986). Il gruppo inglese, dopo l'abbandono della cantante Martha Tilson e sotto l'influenza della scena newyorchese, presenta qui un lavoro in cui le autunnali sfumature pop britanniche lasciano maggiore spazio a dense partiture dagli influssi funk, a ritmiche dinamiche ed a melodie piu' sbarazzine e solari. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
29,00
codice 2076466
scheda
A certain ratio To each... (first version!)
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1981  factory 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good punk new wave
La prima rara stampa inglese, copertina (con moderati segni di invecchiamento) apribile senza barcode, etichetta custom in bianco e nero su entrambi i lati senza alcuna scritta, catalogo FACT 35; si tratta della prima versione del disco, con matrice "B1" sul lato B ed il groove message " i could kneel with my arms open !" sullo stesso lato, e quindi con il brano "Winter Hill" che dura 12'45'' (in una successiva stampa per un errore di pressaggio il brano durera' oltre un minuto in meno). L' album d'esordio degli A Certain Ratio, pubblicato nel maggio del 1981 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al primo posto della classifica indipendente, dato alle stampe dopo la prima cassetta ''The graveyard and the ballroom'' (1980) e prima del secondo lp ''Sextet'' (1982). Per questo album d'esordio, il produttore Martin Hannett porta la band a (no) New York, creando un legame virtuale tra Pil, Gang Of Four e Pop Group da una parte, Talking Heads e Contortions dall'altra. La grande mela in questi anni e' la fucina delle nuove ritmiche infatuate di poliritmie funk, ed e' da queste frequentazioni che nasce il clima di ''To Each...'', dominato da episodi ricchi di inventiva e carichi di ritmo come l'africaneggiante ''Back To The Start'' e la lunga e tribale ''Winter Hill'', il post punk tirato di ''Choir'', l'intellettualismo funk di ''Felch'' e ''Loss'', con il cantato di Simon Toppin sciamanico come se fosse un Ian Curtis (che nel frattempo si era tolto la vita) dall'anima nera. Questo disco, insieme al successivo ''Sextet'' (1982), rappresenta la fotografia di un'epoca feconda che ha non poco affascinato e caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
30,00
codice 251538
scheda
A certain ratio To each... (ltd. white vinyl, 2x12")
12"2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1981  mute 
punk new wave
Ristampa del 2020, limitata in sole 1000 copie, in vinile bianco, con i nove brani del disco distribuiti su due vinili a 45 giri per una migliore qualita' di ascolto, copertina per l' occasione in bianco e nero, e corredata di codice per il download digitale del disco. L' album d'esordio degli A Certain Ratio, pubblicato nel maggio del 1981 dalla Factory in Gran Bretagna, dove giunse al primo posto della classifica indipendente, dato alle stampe dopo la prima cassetta ''The graveyard and the ballroom'' (1980) e prima del secondo lp ''Sextet'' (1982). Per questo album d'esordio, il produttore Martin Hannett porta la band a (no) New York, creando un legame virtuale tra Pil, Gang Of Four e Pop Group da una parte, Talking Heads e Contortions dall'altra. La grande mela in questi anni e' la fucina delle nuove ritmiche infatuate di poliritmie funk, ed e' da queste frequentazioni che nasce il clima di ''To Each...'', dominato da episodi ricchi di inventiva e carichi di ritmo come l'africaneggiante ''Back To The Start'' e la lunga e tribale ''Winter Hill'', il post punk tirato di ''Choir'', l'intellettualismo funk di ''Felch'' e ''Loss'', con il cantato di Simon Toppin sciamanico come se fosse un Ian Curtis (che nel frattempo si era tolto la vita) dall'anima nera. Questo disco, insieme al successivo ''Sextet'' (1982), rappresenta la fotografia di un'epoca feconda che ha non poco affascinato e caratterizzato l'intera decade degli anni ottanta. Gli A Certain Ratio, prodotti da Martin Hannett, sono stati una delle piu' importanti band di Manchester nate sulla imprescindibile spinta dei Joy Division. Il loro post punk dalle tinte oscure ma non opprimenti, caratterizzato dall'utilizzo di una sezione ritmica fortemente e atipicamente "funky" e da occasionali influenze jazz, e' stato indubbiamente uno dei piu' originali ed influenti dei primi anni ottanta. Gli A Certain Ratio si formano a Manchester nel 1977 ad opera di Jeremy Kerr, Peeter Terrel, Simon Topping e Martin Moscrop; formazione tra le piu' originali della scuderia Factory, i loro esordi sono strettamente legati alla nascente scena post punk, con brani caratterizzati da sonorita' oscure interpretate attraverso un personalissimo linguaggio musicale che li vide accostare sonorita' funky a quelle wave creando un sound tra i piu' seminali del periodo. La storia del combo corre contigua a quella della Factory Records, l'indie label nata nel 1979 dalle menti di Martin Hannet, Tony Wilson e Peter Faville; i Ratio vi trovano casa, andando ad arricchire un roster nel quale si affiancano a Durutti Column e Joy Division, dei quali gli A Certain Ratio rappresentano una sorta di controparte funk. I punti in comune non sono pochi: stessa citta', stessa label e stesso produttore (Martin Hannet, che mette mano a qualsiasi produzione musicale targata Factory), quindi identico suono, cavernoso e opaco. Mentre pero' Curtis e compagni guardano alla tradizione maledetta del rock (Velvet Underground, Stooges), i Ratio rivolgono le loro attenzioni alla scena caratterizzata da Stax e Motown, Parliament e Funkadelic.
Euro
33,00
codice 3028199
scheda
A flock of seagulls Dream come true
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1986  jive 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent punk new wave
Prima stampa inglese, copertina lucida fronte retro con barcode, label azzurra con scritte bianche lungo il bordo e nere altrove, logo Jive bianco e blu in alto, logo MCPS/BIEM a sinistra, catalogo HIP32, scritta "damont" incisa sul trail off di entrambi i lati ed "arun" su quello del lato A. Pubblicato nel marzo del 1986 dalla Jive nel Regno Unito e negli USA, non entrato in classifica in nessuno dei due paesi, il quarto album, successivo a "The story of a young heart" (1984) e precedente "The light at the end of the world" (1995). Inciso con la formazione ridotta a trio dopo l'abbandono del chitarrista Paul Reynolds, e prodotto dal cantante e tastierista Mike Score insieme all'esperto Wayne Braithwaite, "Dream come true" fu inciso con il contributo di cinque chitarristi diversi, ospiti, il più assiduo dei quali fu Mike Irving, presente in quattro brani. Il gruppo opta per un set di brani di pop wave dai richiami romantici, ammantati in sonorità sbarazzine di tastiere condite da chitarre rockeggianti ma in modo rassicurante e melodico, di cui ottimo esempio è "Heartbeat like a drum", uno dei singoli dell'album (purtroppo non baciato dal successo). Nonostante un sound accessibilissimo e ballabile, l'album fu un flop commerciale, e ci sarebbe voluto quasi un decennio per ascoltare un nuovo album degli A Flock Of Seagulls. Gli A Flock Of Seagulls rappresentano uno dei migliori esempi della scena definita Romantic-Wave, in bilico tra wave e sognante dance-pop. Il gruppo di Liverpool, attivo sin dai primi anni ottanta, realizzo' un primo ep per la Cocteau Records, grazie al quale firmarono successivamente per la major Jive. La loro vicenda fu un'inaspettata e vera meteora nel costellato panorama wave. Il gruppo dopo i primi acclamati successi non riusci' ad eguagliarsi scomparendo dalle scene musicali, salvo riemergere durante gli anni con nuove formazioni senza pero' riuscire ad eguagliare i primi meritevoli successi.
Euro
16,00
codice 332802
scheda
A flock of seagulls never again (1st version)
12" [edizione] originale  stereo  uk  1984  jive 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good punk new wave
ep in formato 12", l' originale stampa inglese, copertina (con diversi segni di invecchiamento) lucida e senza costola, flipback su due lati sul retro, senza barcode, etichetta azzurra, catalogo JIVE T78, nella prima versione con "A1" e non "A2" sul trail off della prima facciata, e queindi la versione originaria del "Dance Mix" della title track, lunga quanto indicato sull' etichetta, ovvero 5' 12"; pubblicato nel settembre del 1984, il secondo singolo tratto dal terzo album "The Story Of A Young Heart" (agosto 1984), con due versioni di un brano di quel disco, "Never Again" (una "Dance Mix" ed una "7 version") e l' altrimenti inedita incalzante "Living In Heaven". Gli A Flock Of Seagulls rappresentano uno dei migliori esempi della scena definita Romantic-Wave, in bilico tra wave e sognante dance-pop. Il gruppo di Liverpool, attivo sin dai primi anni ottanta, realizzo' un primo ep per la Cocteau Records, grazie al quale firmarono successivamente per la major Jive. La loro vicenda fu un'inaspettata e vera meteora nel costellato panorama wave. Il gruppo dopo i primi acclamati successi non riusci' ad eguagliarsi scomparendo dalle scene musicali, salvo riemergere durante gli anni con nuove formazioni senza pero' riuscire ad eguagliare i primi meritevoli successi.
Euro
6,00
codice 18084
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  cl  2012  bym 
indie 2000
Edizione limitata a 500 copie, copertina senza codice a barre, catalogo BYM066. Pubblicata nel 2020 dalla cilena Bym, questa antologia è anche il primo lp in formato vinilico per la band sudamericana, finora autrice solo di cassette, cd ed alcuni 7"; "A.F.C.S." compila otto brani incisi dal gruppo fra il 2012 ed 2019, alcuni tratti dalle loro pubblicazioni, altri inediti. Questo collettivo musicale cileno fu fondato nel 2007 in Brasile da Alvaro Daguer, ed ha poi stabilizzato la sua formazione in anni successivi. Autori nel loro primo decennio di attività di una serie di cassette e cd e di alcuni 7", A Full Cosmic Sound sono autori di una musica dalle forme fluide, che spazia da ipno-rock minimale a maestose partiture cosmiche che richiamano sia i Popol Vuh che certi Flying Saucer Attack o anche gli Spacemen 3 più rarefatti e dilatati, come anche le sperimentazioni dissonanti ed ottundenti di Sonic Youth e Throbbing Gristle. Questa la scaletta: A1 – FUMIGACIÓN (DALLA CASSETTA CHEMTRAILS, FABRICA RECORDS, 2012) A2 – ORGONITA (DALLA CASSETTA CHEMTRAILS, FABRICA RECORDS, 2012) A3 – MILTON FRIEDMAN (DAL 7" SPLIT CON I MUGRIS, BYM RECORDS, 2012) A4 – AMATISTA (DALLA CASSETTA SPLIT CON GLI OMASIN, BYM RECORDS, 2016) B1 – EL TIO PANTERA (DALLA CASSETTA MULTIPLA LA AUTOMATIC FLIGHT CONTROL SYSTEM, 2017) B2 – LA CURVA DEL FEELING (2019, INEDITO) B3 – EL RITUAL DEL HUMO (2019, INEDITO) B4 – EL SOLO DE OVNI (2019, INEDITO).
Euro
31,00
codice 3513074
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2016  merge 
indie 2000
inner sleeve, coupon per download, etichette custom. “Pile” (2016) è il terzo disco a firma A giant dog, ma è il primo ad essere pubblicato dalla Merge Records. L’album, come il precedente è prodotto da Mike McCarthy (già al lavoro con gli Spoon). In quindici brani, della durata di 2/3 minuti, la band spazia tra glam, garage e power pop. E lo fa con spensieratezza e con un tono divertito. A Giant Dog: gruppo nato nel 2008 ad Austin (Texas). Sabrina Ellis (voce), Andrew Cashen (voce, chitarra) e Orville Neeley (batteria), tre vecchi amici di liceo, insieme ad Andy Bauer (chitarra) e Graham Low (basso) formano la band, suonano un mix di glam, garage, punk. E nel 2010 pubblicano il primo EP, “House” e nel 2012 arriva il disco d’esordio, “Fight”, seguito nel 2013 da “Bone” e nel 2016 da “Pile”.
Euro
26,00
codice 2061449
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  2006  leaf 
indie 2000
ristampa per il ventennale della label, include il cd del disco, copertina con parti lucide. Il terzo album, uscito dopo "Darkness at Noon" e prima di "Delivrance". Affascinante progetto creato dal musicista americano Jeremy Barnes (batterista dei Neutral Milk Hotel, con la partecipazione in questo disco di Zach Condon dei Beirut. Barnes ha viaggiato, e vi soggiorna tutt'ora, per l'Europa, in special modo in quella orientale, da solo come one man band, suonando con musicisti di strada o locali bande paesane, usando una serie di strumenti acustici piu' o meno insoliti, tra cui fisarmonica, arpa, piano, percussioni, violino, tromba, tuba. Questo lavoro davvero bello e struggente, in cui viene fatto un maggiore uso della voce rispetto ai primi due dischi, presenta un suggestivo e magico sapore multietnico, con atmosfere e stili che si rifanno in maniera predominante alla musica balcanica, comprendendo influssi klezmer e mediorientali. Affascinante progetto creato dal musicista americano Jeremy Barnes (batterista dei Neutral Milk Hotel, Gerbils e Bablicon, oltre che collaboratore di Broadcast e Bright Eyes), insieme alla moglie, la violinista Heather Trost; i due, attraverso ripetuti viaggi e soggiorni piu' o meno lunghi, in Europa, realizzano una musica da una forte e suggestiva valenza multietnica (balcanica, mediorientale e klemzer), suonando anche con musicisti di strada, usando una serie di strumenti acustici piu' o meno insoliti, tra cui fisarmonica, arpa, piano, percussioni, violino, tromba e tuba. Dopo il debutto eponimo del 2002, realizzano "Darkness at noon" nel 2005, "The way the wind blows" (06), "Deliverance" (09), "Cerventine" (09) e "You have already gone to the other world" (13).
Euro
23,00
codice 2086246
scheda
A la lu la Amolvacy
Lp [edizione] nuovo  stereo  ita  2000  ultramarine 
indie 2000
Vinile chiaro, copertina senza codice a barre, sagomata a forma trapezioidale che copre parzialmente il disco e stampata all'interno, etichetta completamente verde da un lato e completamente rosa sull'altro, Lp pubblicato dalla Ultramarine nel 2009, dopo "Ho-ho-kus" (07) su Black velvet fuckere recordings, il secondo album della band composta da Aaron Moore (Volcano the bear), Dave Nuss (No-neck blues band) e Sheila Donavan (Laboratory Theater company). Opera interessante che, prendendo spunto dalle parole riportate sul retro-copertina, ad opera di due autori portoghesi, che nel 1855 scrissero, pur non conoscendone una parola, un libro di prose in inglese, "English as she is spoke", sviluppa sonorita' che miscelano, basandosi sull'improvvisazione, sperimentazione e post rock, con elementi folk, country e no-music con un'attitudine astratta e dadaista: percussioni elementari, voci radicali, teatrali, isteriche, perfino da cartoons e strumenti classici acustici, come viola, violino e violoncello. Con questa estetica sviluppano atmosfere caotiche e primordiali, fortemente emotive alle quali contribuisce l'apporto della cantante, le cui partiture vocali ricordano Lydia Lunch.
Euro
13,00
codice 6000386
scheda
Lp [edizione] originale  stereo  ger  2014  hausmusik 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Prima stampa, realizzata in Germania, copertina in cartoncino grezzo e senza barcode, inserto/booklet di sei pagine con testi, label nera con scritte bianche e logo Hausmusik bianco e nero in basso su di una facciata, a colori invertiti sull'altra, catalogo HM79. Pubblicato nel giugno del 2014 dalla tedesca Hausmusik, questo album è il frutto della collaborazione fra A Million Mercies (autori di tre albums tra il 1996 ed il 2017), progetto di Wolfgang Petters, membro della cult band sperimentale teutonica Village Of Savoonga, e Broken Radio (autore di due albums tra il 2013 ed il 2017), progetto del cantautore e produttore tedesco Klaus Patzak, attivo dai primi anni '90, e dedito a sonorità indie folk con ornamenti elettronici, le cui prime pubblicazioni sotto questa sigla risalgono al primo decennio del XXI secolo, sulla scia della Americana di frontiera del Sud degli Stati Uniti (Calexico, Giant Sand possono venire in mente come riferimenti). "Sample and hold" segue appunto la musa roots rock, offrendo un set di episodi in cui vengono sintetizzati in modo moderno, composto ed intimista, influssi blues, country e rockabilly, con belle sonorità elettroacustiche in cui si distingue un bel sound chitarristico vibrato e dilatato che ben si presta alle atmosfere rilassate, sottilmente malinconiche e molto "desertiche" di gran parte del disco, solo in un paio di episodi indurito da arrangiamenti più sanguigni ed ombrosi.
Euro
16,00
codice 331941
scheda
A minor forest independence
Lp2 [edizione] originale  stereo  usa  1998  thrill jockey 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent indie 90
Doppio album, prima stampa americana, copertina in cartoncino pesante con parti lucide sul fronte e sul retro, senza codice a barre, etichette bianche con linee grigie, catalogo THRILL056, scritte sul trail off del primo e del quarto lato rispettivamente "THERE'S 2 PRISON IN INDEPENDENCE" e "TEEK OORLOG - TERR IBI LIS EST LOCUS ISTE". Pubblicato negli States nell'agosto 1998, prima della compilation "So they where in some sort of fight?" (99) e dopo "Flemish altruism (Consistent parts 1993-1996)", il secondo album della band californiana, con sonorita' fra post rock, sperimentazione minimalista e slow-core: le tracce sono sia lunghe improvvisazioni strumentali sia classiche canzoni compatte, carenti di melodie ma intense e spigolose con variazioni di ritmo e intensita', che ricordano i primi Sonic youth. Il trio degli A Minor Forest si forma a San Francisco nel 1992, i membri sono Erik Hoversten, John Trevor Benson e Andee Connors. La loro musica Š un noise malinconico ed a volte furioso, che ricorda in parte il post-rock ed in parte minore il punk della Bay Area, dopo aver ottenuto un contratto con la prestigiosa etichetta di Chicago Thrill Jockey, il gruppo, prodotto da Steve Albini, registra il primo album, Flemish Altruism (Constituent Parts 1993-1996) che ottiene splendide recensioni, a cui succede nel 98 "Independence", ma purtroppo il trio decide di sciogliersi dopo il concerto del 1 Novembre 1998 alla Great American Music Hall nelle loro citta' natale. la compilation "So They Were in Some Sort of Fight?" chiude la loro carriera discografica l'anno successivo. Hoversten continua con i Threnody Ensemble, mentre Benson e Connors si ritrovano nei Ticwar.
Euro
35,00
codice 248250
scheda
A passing fancy a passing fancy
Lp [edizione] originale  stereo  can  1968  boo 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
ultrarara prima stampa canadese, copertina cartonata, etichetta (con "deep groove") argento con scritte e logo neri, catalogo BST6801. Pubblicato nel novembre del 1968, l' unico album della band canadese di Toronto, Ontario, piccola gemma della scena psichedelica nordamericana, vero cult record che mette insieme baroque pop, psichedelia e garage con un gusto sopraffino per gli arrangiamenti ed una felicissima vena compositiva, arricchito peraltro dalla bellezza della copertina. La band, nata dalle ceneri dei Dimensions, attivi nella meta' degli anni '60, aveva pubblicato ben quattro singoli, con discreto successo, per la Columbia, a partire da "I'm Losing Tonight"/"A Passing Fancy", uscito nel febbraio del 1967 (con il trascinante garage beat della memorabile A-side e la piu' delicata B-side, tra folk rock e venature psichedeliche), e poi, dopo il cambiamento del batterista, un ulteriore singolo per la piccola Boo Records nel 1968, prima di giungere al traguardo dell' album, in realta' pubblicato quando gli A Passing fancy non esistevano sostanzialmente piu'; il disco contiene tutti i brani dei cinque singoli sopracitati (tra cui la bella versione di "People in Me" dei Music Machine), alcuni dei quali in nuove versioni, oltre a due nuovi episodi, e per fortuna si mantiene sui medesimi elevatissimi livelli, fungendo da ideale testamento per una band che avrebbe meritato molto di piu'. Parte del gruppo fu coinvolto nel 1969 nelle registrazioni dell' unico album dei Goody Two Shoes e nell' unico album a nome Suzanne. Il chitarrista Jay Telfer pubblico' anche un bel singolo garage punk nel 1967 a proprio nome, proseguendo la carriera solista dopo lo scioglimento della band; il tastierista Fergus Hambleton, presente nelle ultimissime line ups della band, avrebbe pubblicato a nome Fergus (diversi singoli ed un album per la Capitol nel 1971).
Euro
380,00
codice 236676
scheda
A place to bury strangers Fuzz club sessions
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  2019  fuzz club 
indie 2000
edizione limitata in vinile verde trasparente, inner sleeve stondato, copertina ruvida. Lp (che gira a 45 giri) con sei brani live registrati in una sola take al Lovebuzz Studio di Londra il 18 settembre 2018 con versioni di brani tratti da albums ed un inedito "Chrome Shadow". trio di Brooklyn; sempre sull'asse post-punk, noise, shoegaze, con distorsioni, fuzz e riverberi (effetti fabbricati dalla band stessa) che aleggiano fra atmosfere claustrofobiche, spigolose, spesso abrasive, ma anche magnetiche, con partiture vocali piu' in primo piano rispetto al passato; i riferimenti e rimandi si dividono a turno fra Jesus and Mary Chain, Medicine e Joy Division, anche Sister of Mercy e Suicide. Terzetto formatosi a New York ad opera di Oliver Ackermann (ex Skywave), costruttore di congegni di distorsione per chitarre oltreche' musicista, gli A Place To Bury Strangers sono artefici di una rivisitazione di sonorita' anni '80, in cui si incrociano indie pop, shoegazer, post punk, noise e psichedelia, con echi di Cure, Joy Division, Jesus And Mary Chain, Loop e Ride. Il loro primo album eponimo esce nel 2007, seguito da " Exploding head" del 2009.
Euro
27,00
codice 2105015
scheda
A place to bury strangers Kicking out jams
7" [edizione] nuovo  stereo  usa  2016  famous class 
indie 2000
copertina con apertura in alto, eetichette custom. 7" che segue l'album "Transfixiation" del 2015, 5 brani inediti registrati durante il tour. trio di Brooklyn; sempre sull'asse post-punk, noise, shoegaze, con distorsioni, fuzz e riverberi (effetti fabbricati dalla band stessa) che aleggiano fra atmosfere claustrofobiche, spigolose, spesso abrasive, ma anche magnetiche, con partiture vocali piu' in primo piano rispetto al passato; i riferimenti e rimandi si dividono a turno fra Jesus and Mary Chain, Medicine e Joy Division, anche Sister of Mercy e Suicide.
Euro
13,00
codice 2083670
scheda
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  2018  dead oceans 
indie 2000
copertina metallizzata, obi laterale, coupon per download, inserto. "Pinned" è il quinto disco degli A Place to Bury Strangers, a tre anni di distanza da "Transfixiation" (2015). Come in passato, la formazione continua a innalzare un muro fragoroso e rumoroso, tra effetti, distorsioni e amplificatori. Fedele alla linea, quella di un wall of sound sempre forte e possente. A Place to Bury Strangers : terzetto formatosi a New York ad opera di Oliver Ackermann (ex Skywave), costruttore di congegni di distorsione per chitarre e musicista. Attualmente la line up è attualmente composta da Oliver Ackermann (voce, chitarra e basso), dal neozelandese Dion Lunadon (basso, chitarra) e Lia Simone Braswell (batteria). Anche se in passato hanno fatto parte della band Jono Mofo (basso), Tim Gregorio (basso), Robi Gonzalez (batteria) e Jay Space (batteria). Il suono del gruppo si caratterizza soprattutto (ma non solo) per il rumoroso muro di chitarre, in perfetto stile shoegaze.
Euro
26,00
codice 2109270
scheda

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