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Blues magoos
Psychedelic lollipop (misprint)
Lp [edizione] originale stereo usa 1966 mercury
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
STRAORDINARIA COPIA ANCORA INCELLOPHANATA, prima molto rara stampa americana, copertina cartonata, etichetta Mercury rossa con logo in bianco e nero, con "deep groove"; si tratta di una delle copie pressate negli stabilimenti Mercury Record Manufacturing Company di Richmond, Indiana, con "MR" inciso sul trail off, caratterizzate dall' essere apparentemente copie monofoniche, con catalogo MG-21096 su copertina ed etichetta, ma in realta' si tratta di copie in tutto e per tutto stereofoniche, con catalogo 2/61096 inciso sul trail off. Pubblicato in USA nel Settembre del 1966 prima di ''Electric Comic Book'', giunto al 21esimo posto delle classifiche americane e non entrato in quelle UK. Il primo album. Contiene, naturalmente, "(We Ain't Got) Nothing Yet", uno dei piu' grandi brani di sempre, ma "Psychedelic Lollipop" e' un album giustamente leggendario ed un assoluto masterpiece dell' acid pop. La band reinventa il brano di J.D. Loudermilk's "Tobacco Road" con una energia che ricorda quella dei Seeds, "Queen of My Nights" e' considerato il brano al quale i Troggs nel 1968 si ispireranno per la musica di "Love Is All Around". Prodotto da Bob Wyld ed Art Polhemus in maniera magistrale, con un suono che, come nel brano di James Brown "I'll Go Crazy" definisce uno dei punti massimi del garage rock, il chitarrista Mike Esposito e' davvero ispirato, i suoi riffs, come quello di "Gotta Get Away", sono indimenticabili. L'album mette in luce la transizione dal garage sound alla psychedelia che esplodera' di li' a poco e possiede l'energia del primo e la creativita' della seconda, tutto il lavoro e' completamente riuscito e centra in pieno lo spirito del suo tempo. Il suo ascolto oggi lo trova fresco ed adrenalinico come alla sua uscita. Uno degli artefatti che hanno costruito la musica rock e che rimarrano per sempre nel suo d.n.a.. Immancabile.
Blues project
live at the cafe au go go (fv9024)
Lp [edizione] originale mono usa 1966 verve folkways
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
la prima sorprendentemente rara stampa americana, in mono, la primissima versione con l' originario numero di catalogo FV9024 e su Verve Folkways e non Verve Forecast (sia sulla copertina che sul vinle); il catalogo fu presto cambiato, e la dicitura della label comparve come Verve Forecast. In questa prima tiratura la copertina cartonata presenta il nome del gruppo sulla copertina scritto in celeste e, sempre in celeste, sotto il titolo, la dicitura "Featuring Tommy Flanders", etichetta oro/marroncina anch' essa "Verve Folkways" e nella prima versione con l' originario numero di catalogo FV9024, presto cambiato in FT3000 sia sulla copertina che sull'etichetta (esistono versioni "intermedie" di questo titolo, con il disco nella prima stampa su etichetta Verve Folkways e catalogo FV(S)9024 e la copertina della seconda stampa, su Verve Forecast, con catalogo FT(S)3000). Pubblicato in Usa nel maggio del 1966 prima di ''Projections'' giunto al numero 77 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk. Il primo album. Uscito quando l'originale cantante Tommy Flanders aveva gia' lasciato il gruppo, ed infatti partecipa soltanto a 4 dei brani, mentre altri 4 sono cantati da Danny Kalb; Steve Katz presta la voce alla rilettura di Donovan "Catch the Wind," e Al Kooper si cimenta in "I Want to Be Your Driver." Uno dei testi base del blues elettrico Americano, registrato al celeberrimo 'Cafe Au Go Go' del Greewich Village di New York, situato in una fumosa cantina al 152 di Bleeker Street, dove il gruppo era divenuta la residence band, coglie in pieno il momento di transizione dal folk al blues della meta' dei ''60 Americani, il disco venne realizzato durante le leggendarie '' Blues Bag'', che vedevano alternarsi sul palco del caffe' nuovi e vecchi musicisti blues, tra i quali John Lee Hooker, Big Joe Williams, Muddy Waters, Otis Spann, e naturalmente i Blues Project, il critico del New York Times Robert Shelton cosi' recensi' una delle apparizioni del gruppo '' Of the electric bands at the Blues Bag, none impressed more than the Blues Project, possibly the most incandescent group in folk rock today'', il disco e' naturalmente una delle pietre d'angolo del Blues Bianco in Usa, tra i brani vede la superlativa versione di Kalb di "Jelly, Jelly", quella del Muddy Waters di 'Goin' Down Louisiana', rivista con uno stile che e' vicino a quello di Chuck Berry o Bo Diddley, da non dimenticare poi la splendida Alberta" , uno dei piu' riusciti arrangiamenti di "Spoonful" mai ascoltati, tour de force tra i piu' importanti del decennio, fu anche uno dei primi album genuinamente underground ad essere pubblicati in america, il disco contiene una miscela di blues, folk, jazz, rock, influenze classiche e psychedeliche e non e' veramente come spesso riportato un album di blues elettrico, anche se da qui la band parte, la loro musica si avvicina di piu' a quello che facevano in uk gruppi come gli yardbirds prima o i fleetwood mac poi, sviluppavando su una base blues o r'n'b' diversissime attitudini ed influenze. il disco contiene alcuni brani magnifici e grandemente esemplificativi della scena di new york del periodo, eseguite in chiavi originalissime e travolgenti, ''catch the wind'', ''i want to be your driver'', ''goin' down luisiana'', '' alberta'', spoonful'' solo per citarne alcuni.
Blur
The great escape
Lp [edizione] originale stereo uk 1995 food / Parlophone
[vinile] Excellent [copertina] Very good indie 90
[vinile] Excellent [copertina] Very good indie 90
Prima molto rara stampa vinilica inglese, copertina (con lievi segni di invecchiamento) lucida fronte retro con barcode (724383523511), copia distribuita in Italia con piccolo adesivo Siae biancoe rosa sul retro, inner sleeve in cartoncino sottile con testi e sagomatura sul lato di apertura, label custom fotografica a colori con immagine diversa su ciascuna facciata, scritte bianche, catalogo FOODLP14, scritta ''Printed in Uk'' su retrocopertina e "Made in the Uk" sull' etichetta. Pubblicato in Inghilterra nel settembre del 1995 dopo ''Parklife'' e prima di ''Blur'', giunto al numero 1 delle classifiche inglesi e non entrato in quelle USA. il quarto album. Lavoro che approfondisce i temi di Parklife, con testi che celebrano la working class inglese e narrano della vita nei sobborghi delle grandi metropoli, ha un carattere piu' oscuro rispetto a Parklife: la malinconia traspare dalle melodie pop e luminose, la disillusione e la pressione sociale sono in evidenza in "Country House" e "Charmless Man", "Globe Alone" e "Entertain Me" con i brani lenti e piu' acustici che scavano ancora piu' in profondita' nell'inconscio collettivo della moderna Gran Bretagna, vedi "Best Days'', ''Yuko & Hiro'', tuttavia, miracolosamente, il disco non e' ne' pesante ne' depresso; ''The Great Escape'' anzi scava anche all'interno della musica, con uso massiccio di esperimenti elettronici a base di synth, fiati, archi, mentre il chitarrista Graham Coxon si cimenta con partiture e sonorita inconsuete e Damon Albarn da' una prova magistrale a base di algida ironia e intelligenza metropolitana. Belli anche gli omaggi al passato, quello a Scott Walker "The Universal", a Terry Hall ed ai Fun Boy Three con "Top Man", ed il pop alla XTC di "It Could Be You"; su tutto ovviamente rifulge l'icona di Ray Davies dei Kinks, vero padre putativo del suono del gruppo.
Body count (ice-t)
Body count (w/ cop killer)
lp [edizione] originale stereo ger 1992 sire
[vinile] excellent [copertina] excellent hip-hop
[vinile] excellent [copertina] excellent hip-hop
Prima molto rara stampa europea, pressata in Germania anche per il mercato inglese; si tratta della primissima versione del disco, presto censurato (e mai in questa primigenia versione pressato in Usa) con il tatuaggio "Cop Killer" sul corpo raffigurato sul fronte (presto cambiato in "Body Count") e con lo stesso brano "Cop Killer" contenuto all' interno (oltre ai brani "Body Count" e "Out in the Parking Lot", anche quelli eliminati nella seconda versione del disco in cui sara' incluso il brano "Freedom of Speech"); copertina lucida, completa di inner sleeve con testi e foto, etichetta gialla con logo blu in alto, nella primissima delle due versioni non censurate, senza i logos Warner Bros e Rhyme Syndicate Management, presenti invece in una ulteriore versione non censurata ed in tutte le successive ristampe, "Gema / Biem" a sinistra, catalogo 7599-26878-1. Pubblicato nel marzo del 1992 dalla Sire in Gran Bretagna, dove non entro' in classifica, e negli USA, dove giunse al 26esimo posto, questo e' l'eponimo album d'esordio dei Body Count, precedente ''Born dead'' (1994). Il gruppo americano guidato dal rapper Ice-T suscito' notevoli controversie e proteste con l'uscita di questo discusso lp, che conteneva nella sua prima versione il controverso brano ''Cop killer''. I Body Count si cimentano qui in un potente e diretto heavy metal che negli episodi piu' tirati sconfina nel trash, con Ice-T che oscilla fra aggressivi vocalizzi metal ed accenni rap, sebbene ci sia poco o punto spazio per lo hip hop in ''Body count''. Pezzi feroci ma anche fumettistici, immersi in un'atmosfera oscura e carica di riferimenti alla violenza e di slogan che vanno dalla misoginia all'attacco contro la polizia. Gruppo metal fondato dal rapper Ice-T nel 1990 con musicisti afroamericani, i Body Count hanno attraversato una carriera controversa e spesso bersaglio di critiche da piu' parti, per i temi violenti e la misoginia dei loro pezzi, in cui pero' trovano spazio anche dure invettive contro il razzismo ed un grossolano senso dell'umorismo. Il gruppo dava poco spazio alle radici hip hop del leader, concentrandosi su di un duro e diretto metal talvolta vicino al trash. L'album d'esordio ''Body count'' (1992) suscito' una marea di polemiche negli USA e non pochi problemi dalla label del gruppo; il successivo trasferimento presso la Virgin frutto' il secondo albm ''Born dead'' (1994) ed il successivo ''Violent demise (the last days)'' (1997), che pero' fecero meno sensazione rispetto all'esordio.
Bond graham
holy magick
lp [edizione] originale stereo uk 1971 vertigo
[vinile] Very good [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Very good [copertina] Excellent rock 60-70
la primissima sempre piu' rara stampa inglese, copia con alcuni segni visibili sul vinile ma pressoche' non riscontrabili all' ascolto, copertina apribile, etichetta in bianco e nero con spirale, nella prima tiratura con scritta Vertigo non sopra il foro ma in basso, sul lato b, completa di inner sleeve Vertigo, trail off matrix "...1Y//1..." e "...2Y//3...", catalogo 6360021. Pubblicato in Inghilterra dalla Vertigo nel febbraio del 1971 dopo ''Solid Bond '' (a nome Graham Bond) e prima di '' We Put Our Magick On You '', non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa . Il secondo Album. Prima parte della saga celtica completata con il successivo ''We put our magick on you'', "Holy Magick" e' una "messa telemica" ricavata dagli scritti di Crowley; una delle opere piu' inquietanti e appassionanti della sua epoca, connubio esoterico tra blues, progressive, riti esoterici ispirati alla tradizione druidica celtica, con venature jazz, venne registrato nel 1970, ovvero nel momento in cui Graham Bond stava sempre piu' addentrandosi, oltre che nelle droghe e nell'alchool, nel "magick" , l'esoterismo piu' estremo, i cui rituali sono accuratamente descritti in tutto l'album ed in particolare nella lunga suite della prima facciata, in cui la band improvvisa su temi legati al blues-jazz-soul-rock, con l'organo in primo piano, cori femminili e il sax di John Gross, con un suono che non e' piu' oscuro rispetto agli albums pubblicati nei ''60 con la Graham Bond Organisation con l'aspetto piu' esoterico legato piu' ai testi che alle musiche, anche nella seconda side, dove l'opera e' strutturata in brani piu' convenzionali, brevi e concisi, permane nei testi lo stesso stranimento ed i riferimenti al mondo esoterico e dell' occulto , con un mood non dissimile dalla prima facciata ma con un tono forse meno funky e piu' vicino al blues.
Bond graham
holy magick
lp [edizione] originale stereo uk 1971 vertigo
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
la primissima sempre piu' rara stampa inglese, copertina apribile, etichetta in bianco e nero con spirale, nella prima tiratura con scritta Vertigo non sopra il foro ma in basso, sul lato b, completa di inner sleeve Vertigo, trail off matrix "...1Y//1..." e "...2Y//3...", catalogo 6360021. Pubblicato in Inghilterra dalla Vertigo nel febbraio del 1971 dopo ''Solid Bond '' (a nome Graham Bond) e prima di '' We Put Our Magick On You '', non entrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa . Il secondo Album. Prima parte della saga celtica completata con il successivo ''We put our magick on you'', "Holy Magick" e' una "messa telemica" ricavata dagli scritti di Crowley; una delle opere piu' inquietanti e appassionanti della sua epoca, connubio esoterico tra blues, progressive, riti esoterici ispirati alla tradizione druidica celtica, con venature jazz, venne registrato nel 1970, ovvero nel momento in cui Graham Bond stava sempre piu' addentrandosi, oltre che nelle droghe e nell'alchool, nel "magick" , l'esoterismo piu' estremo, i cui rituali sono accuratamente descritti in tutto l'album ed in particolare nella lunga suite della prima facciata, in cui la band improvvisa su temi legati al blues-jazz-soul-rock, con l'organo in primo piano, cori femminili e il sax di John Gross, con un suono che non e' piu' oscuro rispetto agli albums pubblicati nei ''60 con la Graham Bond Organisation con l'aspetto piu' esoterico legato piu' ai testi che alle musiche, anche nella seconda side, dove l'opera e' strutturata in brani piu' convenzionali, brevi e concisi, permane nei testi lo stesso stranimento ed i riferimenti al mondo esoterico e dell' occulto , con un mood non dissimile dalla prima facciata ma con un tono forse meno funky e piu' vicino al blues.
Bond graham organization
the sound of 65
Lp [edizione] originale mono uk 1965 columbia
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
prima rarissima stampa inglese, in mono, copia con qualche segno di invecchiamento su copertina e vinile, copertina laminata sul fronte, flipback sul retro su tre lati, pressata da "Garrod & Lofthouse", etichetta "Parlophone Blue Black", nera con logo blu e scritte argento, scritta lungo la circonferenza che inizia con ''Columbia Gramophone co ltd'', con "Sold in the Uk subject to resale..., catalogo 33SX1711 sia su copertina che su vinile. ''The sound of 65'' e' il primo storico album dei Graham Bond Organization, uscito prima di ''There's abond between us'' (1966). Un album di grandissima importanza per il british blues degli anni '60, l'album d'esordio del gruppo di Graham Bond consiste in una allora innovativa miscela di complessi ritmi jazz, calore soul, potenza rhythm 'n' blues ed echi di musica esotica, il tutto ad opera di un quartetto di alto livello che include anche i futuri Cream Ginger Baker e Jack Bruce. Energico e frizzante, oltreche' decisamente eclettico, ''the sound of 65'' merita l'ascolto di chiunque sia interessato al british blues come a gruppi quali Rolling Stones, Cream, Animals e Pretty Things. Gruppo fondamentale nella storia del blues inglese, i Graham Bond Organization si formano nel 1963 sotto la guida di Bond in seguito alla sua uscita dagli Alexis Korner Blues Incorporated; quartetto di cui fanno parte Dick Heckstall-Smith, Jack Bruce e Ginger Baker, i GBO fusero jazz, soul e ruvido blues elettrico in una miscela che influenzo' molto la scena inglese degli anni '60. Graham Bond, oltre ad essere un apprezzato sassofonista di radici jazz, fu anche un innovatore con le tastiere, il primo ad usare l'organo Hammond e gli amplificatori Leslie nel r'n'b inglese ed il primo a suonare il mellotron. I primi due album del gruppo, cosi' come le loro infuocate esibizioni dal vivo, sono particolarmente acclamati; i compagni di strada di Bond si incamminano presto per altre strade (Baker e Bruce formeranno i Cream di li' a poco), mentre la sua carriera affonda lentamente in problemi finanziari e personali fino alla prematura scomparsa avvenuta nel 1974, a soli 37 anni.
Bond graham organization
There's a bond between us
Lp [edizione] originale mono uk 1966 columbia
[vinile] Very good [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Very good [copertina] Excellent rock 60-70
Prima davvero rarissima stampa inglese, copia con lievi segni di invecchiamento sul vinile, copertina laminata sul fronte e flipback sul retro su tre lati, pressata da "Garrod & Lofthouse", etichetta Columbia nera con logo blu e scritte argento nella primissima ed originaria versione utilizzata tra il '65 ed il '66, che presenta catalogo ''33SX 1750'' e NON ''SX 1750'' senza ''33'', con "Sold in the Uk..." e con scritta lungo la circonferenza che inizia con "The Gramophone Co.". Pubblicato in Inghilterra nel dicembre del 1965 dopo ''Sound of 65'' e prima di ''Solid bond'' (1970), non antrato nelle classifiche Uk ne' in quelle Usa. Il secondo album. Il gruppo di Graham Bond accentua in questo secondo lp i toni jazz ed r'n'b rispetto a quelli soul, con l'organo del leader in particolare evidenza e la batteria d Ginger Baker ancora piu' esplosiva che nell'esordio. Un disco chiave per la storia del british blues. Gruppo fondamentale nella storia del blues inglese, i Graham Bond Organization si formano nel 1963 sotto la guida di Bond in seguito alla sua uscita dagli Alexis Korner Blues Incorporated; quartetto di cui fanno parte Dick Heckstall-Smith, Jack Bruce e Ginger Baker, i GBO fusero jazz, soul e ruvido blues elettrico in una miscela che influenzo' molto la scena inglese degli anni '60. Graham Bond, oltre ad essere un apprezzato sassofonista di radici jazz, fu anche un innovatore con le tastiere, il primo ad usare l'organo Hammond e gli amplificatori Leslie nel r'n'b inglese ed il primo a suonare il mellotron. I primi due album del gruppo, cosi' come le loro infuocate esibizioni dal vivo, sono particolarmente acclamati; i compagni di strada di Bond si incamminano presto per altre strade (Baker e Bruce formeranno i Cream di li' a poco), mentre la sua carriera affonda lentamente in problemi finanziari e personali fino alla prematura scomparsa avvenuta nel 1974, a soli 37 anni.
Bowie David
portrait of a star (berlin trilogy)
LPBOX [edizione] originale stereo fra 1977 rca victor
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
l' originale rara stampa uscita solo per il mercato francese nel 1982 (e solo dopo ristampato con distribuzione europea) del ricercato box contenente i tre albums della straordinaria "trilogia berlinese" tra il 1976 ed il 1979, ovvero nell' ordine "Low", "Heroes" e "Lodger" (etichetta nera, scritte bianche), e due inserti formato lp, uno con foto a colori e l' altro con lista dei brani dei tre dischi e foto in bianco e nero, catalogo PL 37700. Particolarita' che rende ancora piu' interessante questo box, la presenza della rara versione di "Heroes", nell' album omonimo, con la seconda parte cantata in francese. Ecco le note dei tre dischi nell' ordine:
"LOW": Pubblicato in Inghilterra nel gennaio del 1977 dopo ''Station to station'' e prima di ''Heroes'', giunto al numero 2 delle classifiche Uk ed al numero 11 di quelle Usa. Il dodicesimo album. Registrato all' Hansa studio di Berlino con, tra gli altri, Brian Eno, Carlos Alomar, Iggy Pop, il primo episodio della "trilogia berlinese'', composta da ''Low'', ''Heroes'' e ''Lodger''. Tale trittico di albums sara' enormemente influente sulla nascita della new wave e sul rinnovamento del rock in genere, opera peculiare ad iniziare dalla registrazione, per la quale si usera' la tecnica , inventata da William Burroughs, del ''montaggio casuale'', e le carte oracolari di Brian Eno. Lavoro basato sulle dissonanze, l'elettronica, i sintetizzatori, freddo ed atmosferico, con la voce di Bowie volutamente effettata in maniera assolutamente innaturale, e con molti brani del tutto o quasi del tutto strumentali. Bowie e' ossessionato dal sound dei Kraftwerk, che ascoltava continuamente negli Usa, e trova in Eno un eccezionale aiuto per far venire alla luce le sue nuove idee, estremamaente avangardistiche ma che faranno la storia, influenzando in maniera decisiva , per esempio, i Joy Division o i Wire. Il disco e' dissonante, metallico e sperimentale, di ascolto difficile, tuttavia ci lascia una serie di brani che diverranno classici della sua produzione, come ''Breaking glass'', ''Sound and vision'' ''Be my wife'', e soprattutto la magistrale ''Warszawa''.
"HEROES": Pubblicato in inghilterra nell' ottobre del 1977 dopo ''Low'' e prima di ''Stage'', giunto al numero 3 delle classifiche inglesi ed al numero 35 di quelle Usa. L' undicesimo album ed il secondo volume della ''trilogia berlinese'' composta e registrata nella decadente capitale tedesca con Robert Fripp e Brian Eno, e' per molti il suo maggiore contributo artistico alla musica del secolo, ancora aperto il dibattito su quanto questi lavori influenzeranno la new wave o viceversa su quanto Bowie fu influenzato da essa. Il disco e' basato sulla formula di ''Low'', ovvero parte dei brani strumentali e parte cantati, continuano la ricerca e le sperimentazioni della coppia Bowie-Eno, il disco e' freddissimo, notturno e davvero duro, e Robert Fripp vi fornisce una delle sue massime interpretazioni con suoni di chitarra lancinanti e innovativi, mischiati ad elettronica; le influenze tedesche, Kraftwerk in testa, sono ora evidenti, inoltre il disco , bisogna dirlo, contiene quella che e' una delle canzoni piu' riuscite ed ammalianti di tutti i tempi, ''Heroes'', un inno che ancora oggi risplende di luce saturnina e mette i brividi; ma molti altri episodi meriterebbero una citazione, ci limitiamo alla megnificamente decadente "Sons of the Silent Age", anch' essa tra gli episodi piu' belli di sempre di Bowie, alle memorabili "Beauty & the Beast" e "Joe The Lion", ed ancora, tra gli strumentali, la desolata ed angosciante "Sense of Doubt", la atmosferica "Moss Garden".
"LODGER": Pubblicato in Inghilterra nel maggio del 1979 dopo ''Stage'' e prima di '' Scary Monsters'', giunto al numero 4 delle classifiche Uk ed al numero 20 di quelle usa. Il quattordicesimo album. Il terzo ed ultimo capitolo della ''trilogia berlinese'', lavoro composto nella capitale tedesca ma registrato in Svizzera, al Mountain Studios di Montreaux, e prodotto da Tony Visconti; nel disco suonano Dennis Davis, George Murray, Tony Visconti, Adrian belew, Sean mayers, Roger powell, Brian Eno e Simon House degli High Tide. "Lodger" e' il celeberrimo ultimo frutto di un periodo di grande vena artistica e rimane uno dei suoi lavori piu' complessi e sperimentali, sebbene piu' immediato ed omogeneo dei due dischi precedenti "Low" ed "Heroes", ma solo apparentemente meno complesso ed articolato, riuscendo, come poche altre opere del periodo, a catturare il ''groove'' della allora imperante nuova onda britannica, che influenzera' a sua volta proprio con i capitoli di questo periodo. Tra i brani la geniale "African Night Flight", accostabile ai Talking Heads guarda caso prodotti da Brian Eno (coautore del brano come di molti altri del disco), la sinuosa ed orientaleggiante "Yassassin", la torbida "Repetition" (vicina alle atmosfere decadenti dei due precedenti lavori), le memorabili ''Move On'', "Look Back in Anger", "Boys keep Swingin" e "Dj".
Brad
Shame
Lp [edizione] originale stereo hol 1993 epic
[vinile] Excellent [copertina] Very good indie 90
[vinile] Excellent [copertina] Very good indie 90
Prima molto rara stampa olandese, unica in vinile di questo disco all' epoca della sua uscita, copertina (con qualche ammaccatura nell' angolo in basso a sinistra, visibile soprattutto sul retro) lucida, con adesivo con il nome del gruppo sul fronte, completa di inner sleeve fotografica con piccola sagomatura, etichetta Epic grigia, catalogo 4735961; pubblicato dalla Epic nel maggio 93, prima di "Interiors" (97), il debutto per la band di Seattle, giunto alla posizione n.72 delle classifiche Usa, non entrato in quelle Uk. Opera che esprime un suono diverso da grunge imperante a quell'epoca soprattutto a Seattle, con partiture rock/funk, addolcite dal falsetto soul del cantante; i riferimenti comprendono Prince, Michael Bolton e i Pearl Jam. I Brad sono una band basata a Seattle, progetto di elementi della scena grunge, come il chitarrista dei Pearl Jam, Stone Gossard, il batterista dei Malfunkshun e Satchel, Ragan Hagar, il cantante dei Pigeonhead e Setchel, Shawn Smith, ai quali si unisce lo sconosciuto bassista Jeremy Toback. Attivi dal 1992, inizialmente con il nome Shame, poi cambiato in Brad (il nome era già stato utilizzato dalla band di Brad Wilson), hanno realizzato fino a questo momento 5 albums, proponendo sonorita' che abbracciano l'hard rock e il funk, molto caratterizzate dalla peculiare voce soul del cantante.
Bread love and dreams
Strange tale of captain Shannon and the hunchback from Gigha
Lp [edizione] originale mono uk 1970 decca
[vinile] Very good [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] Very good [copertina] Very good rock 60-70
Prima molto rara stampa inglese in stereo, copia con qualche lieve segno di invecchiamento, copertina laminata sul fronte, con buco stereo mono sul retro, etichetta blu e argento con logo "Decca" riquadrato ("boxed"), catalogo SKL5048, copia corredata dell' originaria busta interna della Decca stereo, bianca e blu. Pubblicato dalla Decca in Gran Bretagna nel 1970, questo e' il secondo album dei Bread, Love And Dreams, uscito dopo l'eponimo album d'esordio del 1969 e prima di ''Amaryllis'' (1971). Registrato nello stesso periodo del terzo album ''Amaryllis'', questo secondo lp del duo acid folk scozzese beneficio' della collaborazione della sezione ritmica dei Pentangle, Danny Thompson e Terry Cox, presenti in alcuni brani dai toni piu' rock; l'album e' tuttavia complessivamente improntato da un sognante folk acido in gran parte acustico, talvolta arricchito da maestosi tappeti di organo, oltreche' immerso in un'atmosfera decisamente hippie. Inizialmente un trio, gli scozzesi Bread, Love And Dreams si formano intorno al 1968 ad opera di David McNiven, Angie Rew e Carolyn Davis; il gruppo attrae l'attenzione della Decca, che li mette sotto contratto e ne pubblica il primo album eponimo nel 1969, con modesto successo commerciale. Carolyn Davis lascia quindi il gruppo, che continua sotto forma di duo e pubblica due ulteriori album, rari e molto considerati in ambito acid folk, ''Strange tale of captain Shannon and the hunchback from Gigha'' (1970) e ''Amaryllis'' (1971), quest'ultimo inciso con membri dei Pentangle e reputato da alcuni il loro migliore. La Decca offre ben poco sostegno alla promozione degli album ed il gruppo si scioglie poco dopo, a dispetto dell'apprezzamento della critica verso i loro lavori, delicate miscele di psichedelia, folk acido e progressivo con atmosfere sognanti e vicine alla cultura hippie.
Bread love and dreams
strange tale of captain.... (mono!!!)
Lp [edizione] originale mono uk 1970 decca
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Titolo completo '' The Strange tale of captain Shannon and the hunchback from Gigha''. Prima incredibilmente rara stampa inglese IN MONO (siamo nel 1970!!!), bella copia con giusto assai lievi segni di invecchiamento, copertina laminata sul fronte, con buco stereo mono sul retro, etichetta rossa e argento con logo "Decca" riquadrato ("boxed"), catalogo LK5048, copia corredata dell' originaria busta interna della Decca mono, bianca e rossa. Pubblicato dalla Decca in Gran Bretagna nel 1970, questo e' il secondo album dei Bread, Love And Dreams, uscito dopo l'eponimo album d'esordio del 1969 e prima di ''Amaryllis'' (1971). Registrato nello stesso periodo del terzo album ''Amaryllis'', questo secondo lp del duo acid folk scozzese beneficio' della collaborazione della sezione ritmica dei Pentangle, Danny Thompson e Terry Cox, presenti in alcuni brani dai toni piu' rock; l'album e' tuttavia complessivamente improntato da un sognante folk acido in gran parte acustico, talvolta arricchito da maestosi tappeti di organo, oltreche' immerso in un'atmosfera decisamente hippie. Inizialmente un trio, gli scozzesi Bread, Love And Dreams si formano intorno al 1968 ad opera di David McNiven, Angie Rew e Carolyn Davis; il gruppo attrae l'attenzione della Decca, che li mette sotto contratto e ne pubblica il primo album eponimo nel 1969, con modesto successo commerciale. Carolyn Davis lascia quindi il gruppo, che continua sotto forma di duo e pubblica due ulteriori album, rari e molto considerati in ambito acid folk, ''Strange tale of captain Shannon and the hunchback from Gigha'' (1970) e ''Amaryllis'' (1971), quest'ultimo inciso con membri dei Pentangle e reputato da alcuni il loro migliore. La Decca offre ben poco sostegno alla promozione degli album ed il gruppo si scioglie poco dopo, a dispetto dell'apprezzamento della critica verso i loro lavori, delicate miscele di psichedelia, folk acido e progressivo con atmosfere sognanti e vicine alla cultura hippie.
Briggs anne
Anne Briggs
lp [edizione] originale stereo uk 1971 topic
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Prima inverosimilmente rara stampa inglese, copertina laminata sul fronte e liscia sul retro, pressata da Robert Stace, etichetta blu con logo e scritte argento, catalogo 12T.207. Pubblicato in Inghilterra nel marzo del 1971 prima di ''Time has come'', non entrato nelle classifiche UK non pubblicato all'epoca in USA. Il primo storico album. Lavoro dai tratti mitici, e' il debutto di una delle piu' enigmatiche e straordinarie artiste dell' intera Inghilterra del periodo classico, autrice di un seminale e leggendario 7"ep gia' nel 1964 ("The Hazards Of Love"). La cantante folk inglese Anne Patricia Briggs, nonostante la limitata produzione discografica, e' una delle piu' importanti figure della rinascita del folk inglese negli anni '60, il suo modo di cantare infatti ha avuto un'enorme influenza sulle cantanti femminili della sua generazione, e' stata la fonte di canzoni e l'ispirazione, tra gli altri, per Bert Jansch e Sandy Denny. Spirito libero e indipendente senza alcuna ambizione per il successo commerciale ma animata da una pura passione per la riscoperta della musica popolare britannica, viaggia a lungo in Inghilterra e Irlanda, durante tutti gli anni '60 e i primi '70, esibendosi nei folk clubs e partecipando ai tour di Centre 42, organizzati per promuovere attivita' culturali al di fuori del circuito londinese. La breve discografia della Briggs e' costituita dall' EP "The Hazards of Love", pubblicato nel 1964, precoce influenza su Maddy Prior e June Tabor, da un misconosciuto album collettivo accreditato a A. L. Lloyd, Anne Briggs, Frankie Armstrong with Alf Edwards and Dave Swarbrick, dal titolo "The Bird In The Bush (Traditional Erotic Songs)", pubblicato dalla Topic nel 1966, da questo album omonimo del 1971 e dal secondo lp "The Time Has Come" sempre del 1971. La musica della Briggs e' straordinariamente evocativa, i brani sono perlopiu' basati sulla voce e presentano un accompagnamento essenziale ed acustico, che vede, oltre alla sua chitarra e bozouki, un altro bozouki suonato (in un brano) da John Moyniham; la bellezza degli episodi (in gran parte traditionals riarrangiati, ma ci sono anche le originali "Go Your Way" e "Living By The Water") e' spettrale ed incantata, con un intensita' non inferiore al miglior Nick Drake ed una magia paragonabile alla miglior Shirley Collins. Certamente uno dei masterpieces assoluti del folk underground Inglese di ogni epoca.
Brown james & the Flames
Just won't do right/Let's make it
78 [edizione] originale mono usa 1957 federal
[vinile] Very good soul funky disco
[vinile] Very good soul funky disco
Prima davvero rarissima stampa usa, 78 giri formato 10'', copertina neutra, etichetta verde con logo e scritte argento. Certamente uno dei piu' leggendari e rari 78'' del primo James Brown, che predata il primo album (please please please), di oltre un anno, e' un magistrale esempio di gospel/ rhythm and blues che rivoluzionera' la musica nera e poi quella bianca per tutto il decennio successivo. Nato in South Carolina nel 1933, inizia a cantare R&B ispirato da Roy Brown, Wynonie Harris, the Dominoes e the Clovers, insieme a Bobby Byrd, Sylvester Keels, Nash Knox e Johnny Terry forma i leggendari Flames e dal 1956 al 1960 escono i suoi primi e piu' rappresentativi brani, tutti su 78 giri della Federal , una subsidiaria della Kink di Cincinnati, e' questo il periodo in cui nasce il suo tipico rhythm and blues e le tracce incise in questi anni rimangono capolavori senza tempo della musica Americana in generale e della nascita del nuovo Rock in particolare.
Brubeck dave quartet
Time out (6 eye label, no cbs credit)
Lp [edizione] originale mono usa 1959 columbia
[vinile] Excellent [copertina] Excellent jazz
[vinile] Excellent [copertina] Excellent jazz
Prima sempre piu' rara stampa americana, in mono, copertina (con davvero lievi segni di invecchiamento) cartonata, nella prima versione senza "Featuring Take Five - Blue Rondo A La Turk" sul fronte, pressata negli stabilimenti Modern Album Finishing Co. di New York, con un "1" stampato sul retro in basso a destra, etichetta nella prima versione anch' essa: "Columbia 6-Eye", rossa con sei logos neri e bianchi, con "deep groove", senza ancora "Cbs" sotto il logo Columbia in alto, sotto il titolo "The" su una riga e "Dave Brubeck Quartet" su un' altra riga, catalogo CL 1397, copia corredata di una rara inner sleeve dell' epoca della Columbia, bianca ed arancione con tanti piccoli riquadri con il logo con l' occhio. Il celeberrimo album pubblicato nel 1959 dalla Columbia, inciso a New York in tre sessioni, il 25 giugno, il primo luglio ed il 18 agosto del 1959 con formazione a quattro composta da Dave Brubeck (pianoforte), Paul Desmond (sax alto), Gene Wright (contrabbasso) e Joe Morello (batteria). Prodotto da Teo Macero, questo album e' probabilmente il piu' famoso fra quelli pubblicati dal quartetto di Brubeck; considerato da molti uno dei massimi capolavori del grande pianista, "Time out" fu un grande successo commerciale, nonostante l'utilizzo di soluzioni sperimentali per il jazz, in particolare i tempi irregolari, esemplificati nel 5/4 della famosissima "Take five", qui inclusa, uno dei brani piu' famosi della storia del jazz; ma vale la pena citare anche "Blue Rondo a la Turk", anch'essa famosissima, che apre il disco avvolgendo immediatamente l' ascoltatore in quelle atmosfere rilassate e leggere, ma mai banali, fascinosissime e talora vagamente esotiche, che caratterizzano questo capolavoro, raggiungendo un raro equilibrio fra fruibilita' e sperimentazione. Il pianista californiano Dave Brubeck e' considerato uno dei massimi pianisti del jazz. La sua opera e' apprezzata, oltre che per la qualita' delle musiche, per le innovazioni che ha introdotto nel jazz, in particolare quelle riguardante i tempi; L'utilizzo di tempi irregolari come il 5/4, allora inconsueti per il jazz, non impedi' peraltro a Brubeck di creare lavori ampiamente apprezzati dal pubblico. Particolarmente rilevante nella sua carriera e' l'attivita' con il Dave Brubeck Quartet, iniziata nel 1951 in compagnia del sassofonista Paul Desmond e durata fino al 1967; in seguito ha inciso anche con Gerry Mulligan.
Brunning sunflower blues band
bullen street blues
lp [edizione] originale stereo uk 1968 saga
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
Prima molto rara stampa inglese, copertina laminata sul fronte e liscia sul retro, flipback su due lati che NON riporta in basso a destra (sul retro) la dicitura '' Art & Sound LTD 1971'' apposta nella seconda tiratura del 1971, etichetta nera con logo e caratteri argento. Pubblicato in Inghilterra nel luglio del 1968 prima di ''Trackside Blues'', non entrato nelle classifiche inglesi, non pubblicato all' epoca in Usa, il primo album. Registrato, come il lavoro successivo, con Mick Hall e Colin Jordan alla chitarra, Bob Brunning al basso, Peter French alla voce e Jeff Russell alla batteria, alle prese con undici brani tutti originali, cosa decisamente rara nell' ambito del genere. La Brunning (Hall) Sunflower Blues Band, formatasi nel 1968 su impulso di Bob Brunning, gia' membro della primissima formazione dei Fleetwood Mac, prima di essere sostituito da John McVie, e poi brevemente insieme ai Savoy Brown, e Bob Hall, gia' con i primi Groundhogs e con Jo Ann Kelly, fu un fondamentale gruppo dell'epopea del British blues. Il loro e' un rigoroso blues elettrico con attitudine progressive, sullo stile dei Groundhogs o dei primi Fleetwood Mac (e Peter Green dei Fleetwood Mac suonera' e cantera' in vari brani nel secondo loro album); la poca notorieta' del gruppo e' dovuta principalmente al fatto che incidevano, a differenza dei loro colleghi di cui sopra, per etichette di secondo piano con distribuzione assolutamente insufficente.
Buckley Tim
lorca (promo white label!)
Lp [edizione] promozionale stereo usa 1970 elektra
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
prima molto rara stampa americana in edizione promozionale, copertina cartonata con adesivo promozionale sul fronte, etichetta bianca promozionale con farfalla e indirizzo "15 Columbus Circle". Pubblicato in USA nell'ottobre del 1970 dopo ''Blue Afternoon'' e prima di ''Starsailor'', non entrato nelle classifiche USA ne' in quelle UK. Il quinto album. Registrato da Tim Buckley, John Balkin, Lee Underwood, Carter C.C. Collins, prodotto da Herb Cohen, direzione artistica di William S. Harvey. Considerato unanimemente come uno dei suoi riconosciuti capolavori, etereo, melanconico e disperato, qui Buckley disorienta e sconcerta i pochi che seguivano il suo lavoro con questa uscita estrema, dai toni dissonanti, con cambiamenti di tempo inusuali e Jazzistici, arrangiamenti vicini all' avant-garde ed un utilizzo della voce estremo ed altamente innovativo, specie nei due lunghi brani sulla prima facciata dell'album, mentre sul lato 2, altrettanto interessante ma forse piu' accessibile, sono in risalto tensioni artistiche basate sulla fusione di folk ed improvvisazione jazz, dove il musicista si distacca ulteriormente dal suo passato di icona del folk-rock underground americano.
Buckley tim
starsailor
Lp [edizione] originale stereo usa 1970 straight
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
prima molto rara stampa americana, COPIA ANCORA PARZIALMENTE INCELLOPHANATA, con largo cut corner promozionale in alto a destra, copertina cartonata, etichetta rosa con "Straight Records, a division of Bizarre..." in basso (ristampato a distanza di pochi mesi su Warner Brothers), catalogo WS 1881. Pubblicato nel dicembre dalla Straight del 1970 dopo ''Lorca'', due anni prima di ''Greetings from L.A.'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il sesto album. Lavoro estremo alla stregua di ''Astral Weeks'' di Van Morrison ma di questo ancora piu' sofferto, senza compromessi surreale ed umorale, costituisce per molti il suo capolavoro, e rappresenta il culmine della sua fase "free form", da piu' parte additato come uno degli albums piu' sorprendenti e riusciti di tutti i tempi. La musica e' qui solo pretesto per viaggi negli spazi profondi dell' animo, e l' opera contiene brani piu' che leggendari, quali ''Starsailor'', ''Song to the siren'', ''Monterey'', capace pero' anche di un incantevole tocco di leggerezza con "Moulin Rouge". E' l' ultimo e piu' estremo dei lavori del periodo avanguardistico, di difficile ascolto e distante anni luce dagli inizi folk o dagli anni influenzati dalla psichedelia; come comprensibile, non fu bene accolto dal pubblico, e quando la Straight passo' alla Warner bros, nello stesso anno dell' uscita del disco, le pressioni su Buckley si fecero cosi' estreme da costringerlo ad abbandonare per sempre le ricerche vocali caratteristiche di questo periodo.
Buckley Tim
tim buckley
Lp [edizione] originale stereo usa 1966 elektra
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] excellent rock 60-70
COPIA ANCORA INELLOPHANATA, prima rara stampa americana, in stereo, copertina (con foratura promozionale in alto a destra) con "Printed in Usa" presso l' angolo in basso a destra sul fronte, etichetta oro/marroncina con una grande "E" bianca in alto, con piccolo logo "R" alla sinistra del logo, catalogo EKS 74004, copia pressata negli stabilimenti di Allentown, Pennsylvania, con "Arc" inciso sul trail off dei due lati; lo stesso trail off riporta anche sui rispettivi lati la data "9 / 19 / 6", la prima conoscita relativamente ai dischi pressati in quello stabilimento. Inserito dallo staff del Mucchio Selvaggio tra i 20 dischi piu' importanti del folk americano. Pubblicato in Usa nel dicembre del 1966 dalla Elektra prima di ''Goodbye and hello'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il primo album. Fu pubblicato su insistenza di Herb Cohen, manager di Zappa, che si era innamorato della voce di Tim, gia' in grado, a soli diciannove anni, di dar vita a questo gioiello di folk rock psichedelico in perfetto stile 1966, sorprendentemente maturo e sofisticato negli arrangiamenti, talora barocchi e psichedelici, e nelle liriche, che segnano l' inizio della fruttuosissima collaborazione con il poeta Larry Beckett, che scrivera' le liriche di alcuni tra i suoi futuri capolavori. Un disco gia' bellissimo che solo la straordinaria magnificenza del successivo album puo' erroneamente indurre a definire "acerbo", anche se ancora lontano dalle sperimentazioni a venire. Fu realizzato con grande dispiego di mezzi, prodotto personalmente da Jack Holzman, boss della Elektra insieme a Paul Rothchild, gia' al lavoro con i Doors; alla consolle era Bruce Botnick anch'egli con i Doors ed i Love, gli arrangiamenti orchestrali furono affidati al grande Jack Nitzsche e per le registrazioni Buckley si avvalse del geniale Van Dyke Parks alla tastiera e di Lee Underwood alla chitarra e Billy Mundi alla batteria, entrambi nel giro di Zappa e dei Mothers of Invention. Tra i brani la splendida "Aren't You The Girl".
Buckley Tim
tim buckley
Lp [edizione] originale stereo usa 1966 elektra
[vinile] excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] Excellent rock 60-70
La prima rara stampa americana, copertina senza alcuna foratura promozionale (cosa piuttosto rara per questo disco), con "Printed in Usa" presso l' angolo in basso a destra sul fronte, copia completa della originaria busta interna della Elektra bianca e marrone, etichetta oro con una grande "E" bianca in alto, nella anomala versione con marchio "R" alla destra del logo e non a sinistra, catalogo EKS74004, copia pressata negli stabilimenti Monarch di los Angeles con un triangolo e 9812 incisi sul trail off dei due lat, ancora corredata dell' originaria busta interna bianca e marrone della Elektra. Inserito dallo staff del Mucchio Selvaggio tra i 20 dischi piu' importanti del folk americano. Pubblicato in Usa nel dicembre del 1966 dalla Elektra prima di ''Goodbye and hello'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk. Il primo album. Fu pubblicato su insistenza di Herb Cohen, manager di Zappa, che si era innamorato della voce di Tim, gia' in grado, a soli diciannove anni, di dar vita a questo gioiello di folk rock psichedelico in perfetto stile 1966, sorprendentemente maturo e sofisticato negli arrangiamenti, talora barocchi e psichedelici, e nelle liriche, che segnano l' inizio della fruttuosissima collaborazione con il poeta Larry Beckett, che scrivera' le liriche di alcuni tra i suoi futuri capolavori. Un disco gia' bellissimo che solo la straordinaria magnificenza del successivo album puo' erroneamente indurre a definire "acerbo", anche se ancora lontano dalle sperimentazioni a venire. Fu realizzato con grande dispiego di mezzi, prodotto personalmente da Jack Holzman, boss della Elektra insieme a Paul Rothchild, gia' al lavoro con i Doors; alla consolle era Bruce Botnick anch'egli con i Doors ed i Love, gli arrangiamenti orchestrali furono affidati al grande Jack Nitzsche e per le registrazioni Buckley si avvalse del geniale Van Dyke Parks alla tastiera e di Lee Underwood alla chitarra e Billy Mundi alla batteria, entrambi nel giro di Zappa e dei Mothers of Invention. Tra i brani la splendida "Aren't You The Girl".
Buffalo Springfield
1st album ("Baby don't scold me"!)
Lp [edizione] originale mono usa 1966 atco
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Very good rock 60-70
straordinariamente rara primissima versione americana MONO, copia con moderati segni di invecchiamento sulla copertina, che riporta pero' un nome scritto a penna biro sul retro, e con segni di invecchiamento superficiali sul vinile che pero' non incidono sull' ascolto, copertina cartonata, etichetta oro e grigio con striscia bianca attraverso il cerchio con scritta Atco, senza scritte lungo la circonferenza in basso. Si tratta del primo album nella primigenia edizione che contiene il brano "Baby don't scold me" e non "For what it' s worth", inserito nella seconda versione, quella definitiva, che vide appunto l'inclusione di "'For what it' s worth" al posto di "Baby don't scold me" (tale operazione venne effettuata dopo pochi giorni dall'uscita a causa dell'imprevisto successo del singolo, appunto ''For what it' s worth") che fu quindi incluso. Pubblicato in Usa nel dicembre del 1966 prima di ''Again'', non entrato nelle classifiche Usa ne' in quelle Uk dove usci'' nel gennaio 1967. Il primo album. L' unico registrato con Bruce Palmer, contiene 12 magnifici brani assai caratteristici del suono prepsychedelico del 1966, oltre alla succitata "For what it' s worth", 7 composizioni di Stephen Stills e 5 di Neil Young. Lavoro da sempre considerato '' diverso'' per via dalla produzione che non fa emergere il lato piu' propriamente rock del gruppo, contiene invece alcuni dei momenti migliori della loro storia ed ha un feeling unico e senza paragone, quali "Go and Say Goodbye", "Burned", "Everybody's Wrong" e "Out Of My Mind", lavoro dalla grande energia e dagli arrangiamenti complessi e talvolta molto Beatlesiani e' certamente da annoverare tra i classici della sua epoca.
Burdon Eric & Animals
Twain Shall Meet (mono uk!!!)
Lp [edizione] originale mono uk 1968 mgm
[vinile] Excellent [copertina] excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] excellent rock 60-70
prima rarissima stampa inglese in MONO (non e' mai stata riscontrata l' esistenza della versione americana in mono se non per rare copie promozionali), copertina (con davvero lievi segni di invecchiamento) laminata sul fronte, flipback su tre lati sul retro, etichetta gialla e nera, catalogo MGM C 8074. Pubblicato in Usa nel marzo del 1968 dopo ''Winds of change'' e prima di ''Every one of us'', giunto al 79° posto delle classifiche americane e non entrato in quelle inglesi. Il terzo album a nome Eric Burdon & the Animals. Uno dei riconosciuti capolavori della psichedelia, certamente da inserire nei 50 migliori albums del genere, e' uno dei pochi casi in cui un disco, per la qualita' e l'importanza storica, diviene ''transgenere'' e diviene assolutamente necessario all'interno di ogni discografia, non importa che musica ascoltiate. Contiene alcuni dei brani cardine degli anni '60, come ''Monterey'', ''Sky pilot'' o ''All is one''. Album sperimentale e denso di invenzioni, rappresenta idealmente ma anche praticamente, la fusione delle piu' innovative e convincenti tendenze delle due sponde dell'oceano nel 1968. Veniva eseguito dal vivo in celeberrime rappresentazioni in cui la band si lanciava in lunghissime jam dove la durata dei brani si faceva chilometrica, rimaste scolpite nella memoria di coloro che assistettero a tali concerti. un album assolutamente straordinario e che ha oramai superato la soglia temporale divenendo un classico immortale, e tale rimarra' per sempre, insieme insieme al precedente, percche' davvero ha fatto la storia della cultura ''alternative'' e non solo quella californiana.
Burdon Eric & Animals
Winds of change (mono uk)
Lp [edizione] originale mono uk 1967 mgm
[vinile] excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Prima molto rara stampa inglese, copertina pressata da Garrod & Lofthouse, laminata sul fronte e flipback sul retro su tre lati con indicazione ''File Under Popular: Pop Groups'' sul retro in alto, nella versione in MONO che presenta un mix completamente diverso e molto piu' dinamico e presente rispetto a quella stereo, etichetta gialla e nera, con "Sold in Uk Subject to Resale...", catalogo MGM-C-8052. Pubblicato in Usa nel settembre del 1967, prima di ''Twain shall meet'', giunto al numero 42 delle classifiche americane e non entrato in Uk (dove' usci' nell' ottobre dello stesso anno), segna il debutto della nuova band psichedelica del cantante degli Animals che nel frattempo si era trasferito dall' Inghilterra a San Francisco; il disco e', come a tutti noto, uno dei capolavori senza tempo della stagione dell' amore, vero crossroad tra le due sponde dell'oceano riunisce in se il lato sognante ed immaginifico della riva britannica e quello acido e improvvisato di quella californiana, e contiene alcuni brani che sono divenuti immortali, a cominciare dall' inno ''San Franciscan nights'', ma anche ''Yes, i'm experienced'', omaggio a Jimi Hendrix che in quegli stessi anni intraprese il viaggio opposto, dagli Usa a Londra, la cover straordinaria per energia e gusto della rollingstoniana ''Paint it black''; inoltre questo lavoro presenta anche elementi di vera sperimentazione, originalissimi. La band divenne a ragione una delle piu' considerate underground reality degli anni '60, chi si volesse capacitare delle qualita' del gruppo puo' sincerarsene assistendo alla loro performance nel film ''Monterey pop'' di Arthur Penebaker in cui eseguono proprio una straordinaria versione di ''Paint it black''. Sciolti gli Animals nel '66, Burdon, attratto dalla nuova scena californiana, attraversò l' Atlantico. Dopo un primo LP registrato con session men reclutati per l' occasione, fondò, sempre con musicisti inglesi, i New Animals ( ci passarono, tra gli altri, Zoot Money ed Andy Summers), che furono tra i massimi interpreti del "flower power" e che Burdon stesso sciolse dopo la realizzazione del progetto piu' ambizioso: il doppio "Love is", per esplorare con i War territori assolutamente diversi.
Byrds
Mr. tambourine man (1st label!)
Lp [edizione] originale mono usa 1965 columbia
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
COPIA ANCORA INCELLOPHANATA, prima davvero assolutamente introvabile stampa americana in mono, copertina cartonata, etichetta rossa con logo bianchi e scritta "Guaranteed high fidelity" IN NERO in basso e la scritta "Nonbreakable" sulla stessa etichetta a sinistra, catalogo CL2372. Pubblicato in USA nel giugno del 1965 prima di ''Turn ! Turn! Turn!'' , giunto al numero 7 delle classifiche USA ed al numero 6 di quelle UK dove usci' nell'agosto dello steso anno. Il primo album. Uno dei piu' grandi debutti della storia del rock; l' uscita di "Mr. Tambourine Man" ha visto la salita di un significativo gradino nell'evoluzione del rock & roll, dimostrando che era possibile suonare una musica basata su testi intelligenti, con forti connotazioni elettriche e una groove beat e originale. E' stato anche, naturalmente, l' album responsabile della nascita del folk-rock e che lo ha reso da subito un fenomeno popolare in USA ed anche in Europa. Il disco, basato sul suono di Roger McGuinn della sua Rickenbacker a 12 corde, e sulle melodie polifoniche del gruppo, con brani originali e revisitazioni in chiave elettrica, all'epoca shock, di brani di Bob Dylan, oltre a quello che da' il titolo all'album da non dimenticare anche "All I Really Want to Do", ma vi sono anche capitoli da Pete Seeger "The Bells of Rhymney" e Jackie DeShannon "Don't Doubt Yourself, Babe". Le composizioni del gruppo sono anch' esse splendide, a partire da quelle di Gene Clark, "I Knew I'd Want You", "I'll Feel a Whole Lot Better" e "Here Without You", mentre "It's No Use" mostra un lato assai piu' hard rock ed un assolo che predata la psychedelia di quasi due anni. Un immancabile capolavoro, uno dei pochi albums che hanno davvero cambiato la storia della musica, influenzando tutti, da Dylan ai Beatles, ed uno degli lp's piu' significativi degli interi anni '60.
Canned heat
living the blues (1st label)
lp2 [edizione] originale stereo usa 1968 Liberty
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
[vinile] Excellent [copertina] Excellent rock 60-70
Doppio album, prima assai rara stampa americana, copertina apribile e cartonata, per solito in condizioni mediocri a causa dell' accentuato ringwear che afflige quasi tutte le copie, qui assente, completa delle originarie buste interne della Liberty con pubblicita' di altri albums della label, etichetta nera a destra e multicolore a sinistra, logo nero e celeste "boxed" e scritta "Liberty records, inc..." in verticale, catalogo LST 27200; si tratta della prima delle tre varianti pressate negli stabilimenti Rca Records Pressing Plant di Indianapolis (caretterizzate dalla presenza di una "I" sul trail off): il titolo sull' etichetta e' erroneamente indicato come "Livin' The Blues", e sulle etichette dei primi due lati in basso non compaiono accreditati i musicisti ospiti. Pubblicato in Usa nel novemre del 1968 dopo ''Boogie with'' e prima di ''Hallelujah'', giunto al numero 18 delle classifiche Usa e non entrato in quelle Uk, il terzo album. Registrato in parte in studio (il primo disco) ed in parte dal vivo (il secondo disco, con una "Refried Boogie" di oltre 40 minuti divisa in due parti, live al Kaleidoscope di Hollywood, California) da Alan "Blind Owl" Wilson, Larry "The Mole" Taylor , Henry "Sunflower" Vestine , Adolfo "Fido" De la Parra e Bob "The Bear" Hite, e' considerato uno dei massimi classici del rock blues bianco mai incisi; album acidissimo e di grande originalita' in cui la band, con un sound asciutto e creativo, reinventa il genere assicurandosi un posto nella storia della musica moderna, e' anche il loro primo doppio. L' album in studio vede la presenza di numerosi ospiti importanti, con John Fahey alla chitarra nell' incredibile "Nebulosity", John Mayall al piano in "Bear Wires", Charlie Patton alla chitarra in "Boogie Music", che vede la presenza al piano di Dr. John (che arrangia anche il brano), e di Henry Sims al violino. Oltre alla travolgente e lunghissima "Refried Boogie", contiene l' inno hippie di "Going Up the Country", simbolo del festival di Woodstock e rivisitazione del brano di Henry Thomas "Going Down South", "One Kind of Favour" di Lightnin' Hopkins, "Pony Blues" di Charlie Patton, "Walking By Myself" di Jimmy Rodgers, il resto del materiale e' basato perlopiu' su brani originali solidi e potenti, sullo stile di quelli di ''Boogie With Canned Heat'', ma sulla seconda facciata la lunga jam "Parthenogenesis" possiede uno slancio che proietta la band verso nuovi lidi creativi.
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