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Kenton stan kenton era part.3/'47-'48/'50-'51
Lp [edizione] originale  mono  uk  1958  capitol 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
stampa originale uk, copertina lucida e "flipback" su due lati, etichetta grigia con scritte argento e logo Capitol argento in alto, del terzo dei bei quattro volumi dedicati al grande musicista americano. L' album presenta sul lato 1, intitolato "Progressive Jazz", i brani pi— famosi e maggiormente eseguiti dal vivo dall'Orchestra, durante i mesi tra il '47 ed il '48, periodo che vide la vera e propria creazione e nascita del jazz progressivo di Kenton. Sul lato 2, intitolato "Innovations", troviamo invece una eloquente documentazione di quelle innovazioni e di quegli esperimenti che Kenton introdusse, tra il '50 ed il '51, nel tradizionale repertorio di un'orchestra jazz, attraverso dissonanze, ritmi intricati e tonalit… musicali decisamente nuove. Tra i musicisti presenti vale la pena ricordare Shelly Manne, Boots Mussulli e Laurindo Almeida. Pianista, bandleader, compositore e arrangiatore dalle sonorit… compatte e taglienti. Ha lasciato un repertorio vasto e originale. Cre•, insieme a Woody Herman, quel genere particolare fra jazz e musica classica che prese il nome di progressive jazz.
Euro
25,00
codice 301043
scheda
Kenton stan kenton era part.4/'52-'53/'56-'58
Lp [edizione] originale  mono  uk  1958  capitol 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
stampa originale uk, copertina lucida e "flipback" su due lati, etichetta grigia con scritte argento e logo Capitol argento in alto, dell'ultimo dei bei quattro volumi dedicati al grande musicista americano. L' album, diviso in due parti intitolate "Contemporary" ed "Epilogue", illustra in maniera assai efficace la avanzata concezione musicale di Kenton nel periodo pi— importante della sua maturit… artistica, dove il suo jazz sfuma decisamente nella musica sinfonica e nel virtuosismo dei musicisti. Tra i brani qui presenti Š senz' altro da ricordare "Swing House", il pezzo che apre la prima facciata, composto da Gerry Mulligan e con Lee Konitz al sax alto. Pianista, bandleader, compositore e arrangiatore dalle sonorit… compatte e taglienti. Ha lasciato un repertorio vasto e originale. Cre•, insieme a Woody Herman, quel genere particolare fra jazz e musica classica che prese il nome di progressive jazz.
Euro
25,00
codice 301044
scheda
Kirk roland Third dimension (triple threat) 180 gr.
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1957  pire pleasure / bethlehem 
jazz
Ristampa rimasterizzata, in vinile 180 grammi per audiofili, copertina (senza barcode) e titolo che si rifanno alla seconda rara tiratura dell' album, uscita su etichetta Bethlehem nel 1962, dopo la primissima tiratura su King uscita nel 1957, con copertina diversa e titolo "Triple Threat". Originariamente pubblicato nel 1957 dalla King, inciso a New York il 9 novembre del 1956 da Roland Kirk (sax tenore, manzello, stritch), James Madison (pianoforte), Carl Pruitt (contrabbasso) e Henry Duncan (batteria). ''Triple threat'' e' il rarissimo e leggendario primo album di Roland Kirk, disco che ebbe scarsissima circolazione all'epoca della sua pubblicazione, e che ricevette maggiore attenzione solo decenni dopo: e' il primo album in cui Kirk suona contemporaneamente i suoi tre ottoni, ed e' anche uno dei primi album di musica afroamericana in cui si fa uso delle sovraincisioni in quanto, nei due brani ''Stormy weather'' e ''The nearness of you'', l'autore sovraincise le parti di sax tenore e di manzello. Un album ancora acerbo, in cui il jazz e' intriso di blues, dalle sonorita' soavi e, in brani come ''The nearness of you'', splendidamente liriche, ma che gia' rivela tratti molto originali e sorprendenti nelle sonorita' inconsuete dei fiati suonati da Kirk. Questa la scaletta: ''Roland's theme'', ''Slow groove'', ''Stormy weather'', ''The nearness of you'', ''A la carte'', ''Easy living'', ''Triple threat''. Divenuto cieco durante l'infanzia, Roland Kirk (1936-1977) e' comunque riuscito a diventare uno dei piu' stimati sassofonisti afroamericani, nonche' uno dei maggiori interpreti del flauto nel jazz, insieme ad Eric Dolphy. Fortemente influenzato dal blues e deciso a seguire una strada personale nel jazz, Kirk modifico' personalmente molti dei suoi strumenti a fiato ed imparo' una tecnica di respirazione che gli permetteva di suonare senza prendersi le consuete pause per respirare; era noto per cimentarsi con i suoi inconsueti strumenti, lo stritch, il manzello ed il siren, che riusciva a suonare contemporaneamente. Il suo jazz riusciva ad essere creativo allo stesso tempo di facile ascolto, come testimonia il successo di pubblico e di critica di ''The inflated tear'' (1968); nonostante gravi problemi di salute, fra cui una paralisi parziale sofferta dal 1975, suono' fino alla prematura scomparsa addirittura con una sola mano.
Euro
20,00
codice 2100781
scheda
Knox buddy Party doll and other hits
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1957  accord 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent blues rnr coun
l' originale stampa americana, copia con piccolissimo cut promozionale sulla costola, copertina senza barcode, label grigia con scritte marroni lungo il bordo in basso e grigio/nere al centro, logo Accord marrone in alto, catalogo SN-7218. Pubblicata nel 1982 dalla Accord negli USA, questa bella raccolta compila nove dei primi e piu' celebri brani di Buddy Knox. Nel 1957, il rocker americano insieme ai suoi Rhythm Orchids sfornava dei veri classici rockabilly e rock'n'roll, da ''Rock around the clock'' e ''Maybellene'' ai suoi singoli di grande successo quali ''Party doll'', ''Rock your little baby to sleep'' e ''Hula love'' (giunto al nono posto in classifica). Tutti e nove i brani di questa raccolta erano gia' apparsi sul suo storico primo album ''Buddy knox'' del 1957. Questa la scaletta: ''Devil woman'', ''Party doll'', ''Don't make me cry'', ''Rock house'', ''Rock around the clock'', ''Rock your little baby to sleep'', ''Hula love'', ''Maybellene'', '''Cause I'm in love''. Uno dei piu' importanti esponenti del rock'n'roll e del rockabilly del Texas insieme a Buddy Holly, Buddy Knox (1933-1999) resta tuttavia meno ricordato ed idolatrato rispetto al suo pur grandissimo concittadino. Knox fu in realta' all'apice della sua carriera in un periodo di poco precedente a quello di Holly, e fu il primo rocker a comporre il suo piu' grande successo di classifica, ossia il singolo ''Party doll'' (1957). Knox suonava insieme ai Blue Orchids, di cui faceva parte anche Jimmy Bowen, attivo anche come solista parallelamente a Knox, che nel 1957 era all'apice della sua carriera e, in quel momento, addirittura piu' famoso di Buddy Holly. L'inizio del decennio successivo lo vide adottare un approccio piu' morbido e melodico, che pero' non fu di giovamento alla sua carriera.
Euro
18,00
codice 328947
scheda
Lacy steve Complete jaguar sessions
LP2 [edizione] originale  stereo  usa  1954  fresco jazz 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa americana, doppio album, copertina fabbricata in Canada, lucida apribile e senza barcode, label bianca con scritte nere e logo Fresco Jazz nero in alto, catalogo FJ1. Pubblicato nel 1986 dalla Fresco Jazz negli USA, questo album compila tutte le incisioni effettuate per la Jaguar da Stave Lacy, quando nel 1954 era membro del sestetto del trombettista e compositore Dick Sutton: la prima facciata contiene i brani del 10" "Jazz idiom", inciso l'8 agosto del 1954, la seconda quelli del 10" "Progressive dixieland", inciso il 24 novembre dello stesso anno (entrambi usciti nel 1954 su Jaguar, risultano essere le uniche pubblicazioni di Sutton come band leader), la terza e la quarta facciata contengono infine sedici tracce incise durante le stesse sessioni ma rimaste inedite fino a questa pubblicazione. Il sestetto di Sutton era composto, oltre che dal trombettista, da un ventenne Steve Lacy (sax soprano, clarinetto), Rai Anderson (trombone), Don Sitterlex (sax baritono), Mark Trail (contrabbasso) e Bill DeHay (batteria). Furono le prime sessioni di incisione professionali per il giovane Lacy, qui calato nel contesto di una originale sperimentazione nella quale, nelle parole dello stesso sassofonista, Sutton ed i suoi collaboratori tentano una sintesi fra strutture del vecchio jazz dixieland ed elementi innovativi apportati dal bop jazz, nel contesto di revitalizzazione di un jazz classico alla Eddie Condon. Ne emerge una originale e piacevole sintesti fra vecchio e (all'epoca) nuovo jazz, ancor molto melodica e di agevole ascolto. Questa la scaletta: "Avalon", "Softly, as in a morning sunrise", "I'm coming virginia", "I would do anything for you", "Liza", "How about you", "You're lucky to me", "Peg o' my heart" (i brani del 10" "Jazz idiom"); "As long as I live", "My old flame", "A foggy day", "Let's get away from it all", "Ibid", "Love me or leave me", "Footnote", "Sunday" (i brani del 10" "Progressive dixieland"); "As long as I live (take 2)", "As long as I live (take 3)", "A foggy day (take 1)", "A foggy day (take 2)", "A foggy day (take 3)", "Let's get away from it all (take 1)", "Let's get away from it all (take 2)", "Ibid (take 1)", "Love me or leave me (take 1)", "Love me or leave me (take 2)", "Footnote (take 1)", "Footnote (take 2)", "Sunday (take 2)", "Sunday (take 3)", "You're lucky to me (take 1)", "Jazz me blues (breakdown)" (tracce inedite). Considerato uno dei più importanti interpreti del sassofono soprano, al livello di Sidney Bechet e di John Coltrane, e definito il primo jazzista moderno a specializzarsi in questo strumento, Steve Lacy (1934-2004) è stato, oltre a ciò, un musicista attento all'emergere di nuove tendenze nel jazz, avendo suonato con Cecil Taylor già nella seconda metà degli anni '50, agli albori nella New Thing. Durante questo fervido periodo Lacy suonò anche con Gil Evans (su "Gil Evans and ten", 1957), con Thelonius Monk (1960 e 1963) e con Roswell Budd (1961-64), per poi approfondire l'approccio con il jazz d'avanguardia.
Euro
23,00
codice 332434
scheda
Lacy steve Reflections - steve lacy plays thelonious monk
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  jeanne dielman 
jazz
Ristampa del 2018, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura. Originariamente pubblicato nel 1958 dalla New Jazz, inciso al Rudy Van Gelder Studio di Hackensack, New Jersey, il 17 ottobre del 1958 da Steve Lacy (sax soprano), Mal Waldron (pianoforte), Buell Neidlinger (contrabbasso) ed Elvin Jones (batteria). Il secondo album di Lacy come band leader e' un'opera ispirata dal grande pianista Thelonious Monk, autore di tutti e sette i brani che il sassofonista propone in questo lp. Lacy decide di interpretare brani complessi ed ostici piuttosto che i pezzi piu' famosi e popolari di Monk, suonando in maniera frizzante e tutto sommato relativamente accessibile. Questa la scaletta: ''Four in one'', ''Reflections'', ''Hornin' in'', ''Bye-ya'', ''Let's call this'', ''Ask me now'', ''Skippy''. Considerato uno dei piu' importanti interpreti del sassofono soprano, al livello di Sidney Bechet e di John Coltrane, e definito il primo jazzista moderno a specializzarsi in questo strumento, Steve Lacy e' stato, oltre a cio', un musicista attento all'emergere di nuove tendenze nel jazz, avendo suonato con Cecil Taylor gia' nella seconda meta' degli anni '50, agli albori nella New Thing. Durante questo fervido periodo Lacy suono' anche con Gil Evans (su "Gil Evans and ten", 1957), con Thelonius Monk (1960 e 1963) e con Roswell Budd (1961-64), per poi approfondire l'approccio con il jazz d'avanguardia.
Euro
12,00
codice 3025209
scheda
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1959  honey pie 
jazz
Ristampa del 2020 ad opera della Honey Pie, pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1960 dalla HiFi Jazz negli USA, inciso al Radio Recorders Studio B di Los Angeles nell'agosto del 1959, da Harold Land (sax tenore), Dupree Bolton (tromba), Elmo Hope (pianoforte), Herbie Lewis (contrabbasso) e Frank Butler (batteria). Uno dei primissimi album di Land in qualità di band leader, "The fox" è un lavoro forse poco conosciuto ma molto apprezzato da critici attenti come Scott Yanow, che lo ha applaudito come un disco di hard bop di alto livello. Un jazz diretto e melodico, suonato con un buon mix di energia e lirismo, nel quale Land appare secondo Yanow più vicino allo stile di Sonny Rollins che a quello di John Coltrane, che poi invece lo influenzerà molto. Questa la scaletta: "The fox", "Mirror-mind rose", "One second, please", "Sims a-plenty", "Little chris", "One down". Stimato tenorsassofonista legato allo hard bop, Harold Land (1928-2001) nacque a Houston in Texas, ma legò il suo nome soprattutto a Los Angeles, dove si stabilì verso la fine degli anni '40. Fece parte del quintetto guidato da Max Roach e Clifford Brown per un breve periodo negli anni '50, quindi suonò per un biennio con Curtis Counce, poi a sua volta guidò un quintetto con Bobby Hutcherson fra il 1967 ed il 1971, ma aveva già debuttato come leader nell'ultimo scorcio degli anni '50. Progressivamente, il suo stile subì l'influenza del grande John Coltrane; nella sua carriera, che proseguiva ancora negli anni '90, suonò con giganti come Thelonious Monk, Wes Montgomery, Kenny Dorham e Gary Peacock.
Euro
18,00
codice 2094402
scheda
Lateef yusef Byrd jazz: first flight at the motor city scenes (aka first flight, aka yusef!)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1955  go! bop! 
jazz
Ristampa del 2017 ad opera della Go! Bop!, pressoché identica alla ristampa del 1965 su Delmark (intitolata ''Yusef!''), che aveva copertina e titolo cambiati rispetto alla rarissima prima tiratura USA su Transition, uscita nel 1956 con il titolo di ''Bird jazz''. Registrato allo World Stage Theater di Detroit il 23 agosto del 1955, con formazione composta da Yusef Lateef (sax tenore), Donald Byrd (tromba), Barry Harris (pianoforte), Bernard McKinney (euphonium), Alvin Jackson (contrabbasso) e Frank Gant (batteria), questo album dal vivo offre un solare e festoso ascolto a base di hard bop, guidato da assoli di ottoni fluenti e melodici. Questa la scaletta: ''Blues'', ''Tortion level'', ''Woodyn' you'', ''Dancing in the dark'', ''Parisian thoroughfare'', ''Yusef'', ''Shaw nuff''. Nato nel Tennessee ma cresciuto a Detroit, Yusef Lateef è un musicista versatile ed eclettico che sfugge alle etichette di genere, e che si è lasciato influenzare nel corso della sua carriera anche da stili musicali esterni al jazz; allo stesso tempo, oltre ad essere un apprezzato sassofonista tenore e flautista dagli anni '50, ha introdotto l'uso di strumenti come lo argol (un tipo di clarinetto) e lo shanai (un tipo di oboe), fino a cimentarsi con il theremin, ''ancestrale'' strumento elettronico. La sua carriera come band leader inizia a metà anni '50, mentre nel decennio successivo collabora con maestri del calibro di Charles Mingus, Donald Byrd e Cannonball Adderley.
Euro
16,00
codice 3511920
scheda
Lerner alan jay / frederick loewe Brigadoon (shirley jones / jack cassidy version)
Lp [edizione] seconda stampa  stereo  usa  1958  columbia masterworks 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good soundtracks
Copia con alcuni segni di usura sulla copertina e con alcune piccole scritte a pennarello ed a penna sul retro, seconda stampa USA in stereo, pressata nella prima metà degli anni '60, copertina cartonata, label grigia con scritte nere al centro, logo Columbia Masterworks bianco in alto, scritta ''360 sound stereo'' bianca lungo il bordo in basso, senza "Stereo" a sinistra sotto il numero di catalogo, catalogo OS2540. Originariamente pubblicata nel 1957 dalla Columbia negli USA, questa versione del celebre musical "Brigadoon" fu incisa dall'orchestra e coro diretti da Lehman Engel e con i cantanti Jack Cassidy, Shirley Jones, Susan Johnson e Frank Porretta. "Brigadoon", composto dalla celebre coppia Alan Jay Lerner / Frederick Loewe, debuttò a Broadway nel 1947, con attori e cantanti diversi rispetto a questa produzione del 1957, e fu il primo successo della coppia di autori, divenuta poi famosissima con successive opere quali "Paint your wagon" (1951), "Gigi" (1958), ma soprattutto "My fair lady" (1956). Problemi di salute per Loewe portarono allo scioglimento del sodalizio artistico nel 1961, ed in seguito Lerner lavorò con Richard Rodgers, tuttavia l'impatto di questo duo creativo rimane fortissimo nella storia di Broadway. "Brigadoon" fu molto apprezzato dalla critica, con la sua trama che si snocciola fra relazioni sentimentali ed il tema del rapporto fra mondo moderno e metropolitano e mondo rurale più lento e tranquillo, fra reale e fantastico, oltre ai riferimenti musicali al folk scozzese. Qui di seguito la scaletta di questa versione: "Introduction and prologue", "Brigadoon; Vendor's calls; Down on MacConnachy square", "Waitin' for mu dearie", "I'll go home with bonnie jean", "The heather on the hill", "The love of my life", "Jeannie's packin' up", "Come to me, bend to me", "Almost like being in love", "The chase", "There but for you go I", "My mother's wedding day", "From this day on; Farewell music", "Brigadoon finale".
Euro
10,00
codice 332116
scheda
Lewis jerry Just sings
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1956  decca 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Very good jazz
Bella copia con leggeri segni di usura sulla copertina e sul vinile, prima stampa USA in mono, copertina cartonata, label nera con parti argento e con ''deep groove'', due stelle argentate sul bordo (una a sinistra ed una a destra), scritte argento, catalogo DL8410. Pubblicato dalla Decca nel 1956 negli USA, il primo album del famosissimo attore statunitense, precedente ''More Jerry Lewis'' (1957). Nel 1956 ebbe termine il decennale sodalizio artistico con Dean Martin, che aveva portato i due attori a divenire star internazionali, e Lewis, in cerca di una nuova direzione, ebbe l'occasione di cimentarsi con la musica come cantante, scelta che si sarebbe presto rivelata assai felice: dimostratosi l'attore in grado di cantare efficacemente sia dal vivo che in studio, la Decca pubblico' questo primo lp con uno straordinario successo, portandolo al terzo posto nella classifica billboard 200 e vendendo un milione e mezzo di copie. Accompagnato da un'orchestra diretta da Buddy Bregman, esperto arrangiatore, conduttore e produttore, collaboratore di molte star della canzone popolare americana del '900, Jerry si cimenta con un classico pop orchestrale americano e con alcuni celebri brani standard come ''Come rain or come shine'', ''Get happy'' e ''How long has this been going on''; certo, la sua voce non e' cosi' profonda ed emotivamente intensa come quella di un Sinatra, ma in compenso il suo canto sembra possedere un'innata capacita' di instillare buon umore nell'ascoltatore. Questa la scaletta: ''Come rain or come shine'', ''Shine on your shoes'', ''How long has this been going on'', ''I've got the world on a string'', ''Rock-a-bye your baby with a dixie melody'', ''Bye bye baby'', ''I'm sitting on top of the world'', ''Get happy'', ''By myself'', ''Back in your own back yard'', ''Sometimes I'm happy'', ''Birth of the blues''.
Euro
18,00
codice 329618
scheda
Lewis jerry lee original sun singles 56-60
lp2 [edizione] nuovo  mono  usa  1956  sundazed 
blues rnr coun
Vinile doppio di alta qualita', copertina in cartoncino liscio apribile, con barcode sul retro, ricchissima di note e foto all' interno e sul retro, label e marrone che richiama quella gloriosa della Sun. Questa splendida raccolta comprende TUTTI I 28 BRANI DEI PRIMI 14 SINGOLI (alcuni dei quali pubblicati anche come 78 giri) del grandissimo rockers di Ferriday, Louisiana, usciti in America per la fondamentale Sun Records tra il discembre del 1956 ed il dicembre del 1960, tra cui straordinari hits come "Whole Lotta Shakin' Goin' On", "Great Balls OF Fire", "Breathless" o "High School Confidential", travolgenti esempi del rock'n'roll piu' autenticamente selvaggio che sia stato portato al successo durante gli anni '50. Ecco la lista completa dei brani, indispensabili in qualunque discografia che si rispetti: 1. Crazy Arms / 2. End of the Road / 3. Whole Lot of Shakin' Going On / 4. It'll Be Me / 5. Great Balls of Fire / 6. You Win Again / 7. Breathless / 8. Down the Line / 9. High School Confidential / 10. Fools Like Me / 11. Lewis Boogie / 12. The Return of Jerry Lee / 13. Break-Up / 14. I'll Make It All Up to You / 15. I'll Sail My Ship All Alone / 16. It Hurt Me So / 17. Lovin' Up a Storm /18. Big Blon' Baby / 19. Let's Talk About Us / 20. The Ballad of Billy Joe / 21. Little Queenie / 22. I Could Never Be Ashamed of You / 23. Old Black Joe / 24. Baby, Baby, Bye Bye / 25. Hang Up My Rock and Roll Shoes / 26. John Henry / 27. When I Get Paid / 28. Love Made a Fool Out of Me. Una delle piu' importanti figure del rock'n'roll degli anni '50, Jerry Lee Lewis e' stato senza dubbio l'epitome del lato piu' selvaggio e ribelle della nuova musica popolare americana del periodo, le cui scatenate esibizioni al pianoforte, le sonorita' potenti ed aggressive ed un atteggiamento folle che a tratti rasentava la violenza facevano addirittura ''rimpiangere'' Elvis agli occhi di bigotti e genitori. Proveniente dalla Louisiana, Lewis riesce ad ottenere un contratto con la storica Sun di Sam Phillips nel 1956, che pubblichera' i suoi fondamentali successi, fra cui gli esplosivi singoli del 1957 ''Whole lotta shakin' goin' on'' e ''Great balls of fire''. Personaggio discusso e detestato dallo establishment per i suoi atteggiamenti platealmente ribelli e per la mai celata carica sessuale presente nella sua musica, Lewis vede crollare la propria carriera nel 1958, all'apice del successo, quando i media americani ed inglesi lo bersagliano dopo aver scoperto che la sua terza moglie ha appena tredici anni. Lewis non si scoraggia e, nonostante vari problemi personali, continua ad esibirsi nonostante l'ostracismo dell'industria discografica, cimentandosi anche con il country verso la fine degli anni '60 e ritrovando un po' dell'antica popolarita' nel corso degli anni '70.
Euro
42,00
codice 2068519
scheda
Lewis smiley Caldonia's party
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1950  k.c. 
blues rnr coun
Copertina senza codice a barre. Ristampa pressoché identica alla prima tiratura. Originariamente pubblicata nel 1984 dalla K.C. Records nel Regno Unito, questa antologia compila sedici brani incisi a New Orleans fra il 1950 ed il 1953 da Smiley Lewis (voce, chitarra), in sessioni alle quali presero parte Frank Fields (contrabbasso), Earl Palmer (batteria), Ernest McLean (chitarra), Salvador Doucette (pianoforte), Clarence Hall, Herb Hardisty, Joe Harris, Lee Allen e Meyer Kennedy (sassofoni), Waldron "Frog" Joseph (trombone), e Dave Bartholomew (tromba). In questo periodo Lewis ebbe modo di incidere per la Imperial grazie all'amicizia con Dave Bartholomew, che stava collaborando come produttore per quella label, e nel 1952 registrò la sua prima hit nazionale, "The bells are ringing", qui inclusa, insieme ad altri scoppiettanti r'n'b come "Ain't gonna do it" e "Big mamou", ottimi esempi della fioritura della scuola r'n'b di New Orleans. Qui di seguito la scaletta. SIDE 1: 1. My Baby Was Right 2. Growing Old 3. Lowdown 4. Where Were You 5. Dirty People 6. Sad Life 7. Bee's Boogie 8. The Bells Are Ringing SIDE 2: 1. Gumbo Blues 2. Ain't Gonna Do It 3. You're Not The One 4. Big Mamou 5. Caldonia's Party 6. Oh Baby 7. Play Girl 8. Blue Monday. Il cantante afroamericano Smiley Lewis (vero nome Overton Amos Lemons, 1913-1966) e' stato uno dei piu' talentuosi ed importanti esponenti del r'n'b di New Orleans, sebbene non abbia mai riscosso un successo commerciale di grandi proporzioni, soprattutto rispetto a quello del concittadino Fats Domino il quale, insieme a nomi come Elvis Presley e Dave Edmunds, ottenne grande successo coverizzando Smiley, che comunque durante la parte migliore della sua carriera beneficio' di comprimari di grande livello e della produzione di classe di Dave Bartholomew. Scomparve prematuramente nel 1966, a causa di un male incurabile, dopo aver offerto una sfilza di bei singoli usciti quasi tutti su Imperial fra il 1952 ed il 1962.
Euro
24,00
codice 3514496
scheda
Lightnin' hopkins Lightnin' and the blues
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1954  herald 
blues rnr coun
ristampa con copertina senza barcode, pressoche' identica alla rarissima prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1954 dalla Herald negli USA, dove non entro' in classifica, questo album di Lightnin' Hopkins e' uno dei capolavori assoluti del blues elettrico, un disco da assorbire completamente per chi ama il blues, non inferiore alle migliori opere di mostri sacri come John Lee Hooker e Howlin' Wolf. Un ritmo quasi sempre rilassato, che riecheggia il pigro scorrere di un grande fiume del Sud degli States, e che ben si sposa i toni malinconicamente riflessivi di alcuni brani e quelli ombrosi e suflurei di altri; difficile trovare un pezzo mediocre in questo capolavoro, benedetto da una potenza espressiva travolgente che beneficia di arrangiamenti scarni ed essenziali. Nato nel 1912, Sam Hopkins conosce ancora bambino il mitico Blind Lemon Jefferson, di cui diverra' guida per alcuni alcuni anni (Jefferson era cieco). Negli anni '30 e '40 suona spesso insieme al cugino Texas Alexander e viene scoperto nel 1946 dalla talent scout Lola Anne Cullum, che gli procura un contratto con la Aladdin; alla fine di quell'anno incide "Katie Mae blues", che diverra' uno dei suoi piu' grandi successi. Hopkins ottiene un buon successo nella prima meta' degli anni '50, per poi scivolare nell'oblio a causa del suo stile rurale, messo in sordina dal nuovo blues elettrico metropolitano. Nel 1959 viene tuttavia ritrovato dal musicologo Samuel Charters a Houston ed il suo blues ritorna in auge con la fioritura del folk, che sta avendo luogo in quegli anni: nel 1964 e' in tour addirittura in Europa e l'anno successivo si esibisce al famoso festival folk di Newport. Considerato come uno dei bluesmen che fecero da ponte fra il vecchio blues rurale e quello metropolitano, Lightin' Hopkins era in possesso di una eccellente capacita' di cantare improvvisando e di una tecnica agile, che gli permetteva di eseguire con facilita' accordi complessi; incise sia con l'acustica che con l'elettrica.
Euro
20,00
codice 2112531
scheda
Lightnin' hopkins Lightnin' and the blues
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1954  herald 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Excellent blues rnr coun
copia con moderata ondulatura del vinile, senza effetti sull' ascolto, ristampa degli anni 2000, con copertina lucida senza barcode, pressoche' identica alla rarissima prima tiratura, etichetta Herald nera con scritte e logo argento, catalogo 1012. Originariamente pubblicato nel 1954 dalla Herald negli USA, dove non entro' in classifica, questo album di Lightnin' Hopkins e' uno dei capolavori assoluti del blues elettrico, un disco da assorbire completamente per chi ama il blues, non inferiore alle migliori opere di mostri sacri come John Lee Hooker e Howlin' Wolf. Un ritmo quasi sempre rilassato, che riecheggia il pigro scorrere di un grande fiume del Sud degli States, e che ben si sposa i toni malinconicamente riflessivi di alcuni brani e quelli ombrosi e suflurei di altri; difficile trovare un pezzo mediocre in questo capolavoro, benedetto da una potenza espressiva travolgente che beneficia di arrangiamenti scarni ed essenziali. Nato nel 1912, Sam Hopkins conosce ancora bambino il mitico Blind Lemon Jefferson, di cui diverra' guida per alcuni alcuni anni (Jefferson era cieco). Negli anni '30 e '40 suona spesso insieme al cugino Texas Alexander e viene scoperto nel 1946 dalla talent scout Lola Anne Cullum, che gli procura un contratto con la Aladdin; alla fine di quell'anno incide "Katie Mae blues", che diverra' uno dei suoi piu' grandi successi. Hopkins ottiene un buon successo nella prima meta' degli anni '50, per poi scivolare nell'oblio a causa del suo stile rurale, messo in sordina dal nuovo blues elettrico metropolitano. Nel 1959 viene tuttavia ritrovato dal musicologo Samuel Charters a Houston ed il suo blues ritorna in auge con la fioritura del folk, che sta avendo luogo in quegli anni: nel 1964 e' in tour addirittura in Europa e l'anno successivo si esibisce al famoso festival folk di Newport. Considerato come uno dei bluesmen che fecero da ponte fra il vecchio blues rurale e quello metropolitano, Lightin' Hopkins era in possesso di una eccellente capacita' di cantare improvvisando e di una tecnica agile, che gli permetteva di eseguire con facilita' accordi complessi; incise sia con l'acustica che con l'elettrica.
Euro
12,00
codice 2102586
scheda
Lincoln abbey Abbey is blue
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1959  riverside / de agostini 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
ristampa in vinile 180 grammi, originariamente allegata alla pubblicazione "Jazz 33 Giri" del 2011 distribuita nel circuito delle edicole, copertina senza barcode (con adesivo argentato Siae sul retro), pressoche' identica a quella della prima molto rara tiratura, etichetta verde e argento Riverside. Pubblicato dalla Riverside nel 1959, inciso a New York in tre sessioni il 25 ed il 26 marzo del 1959 ed un'altra sessione con data imprecisata, con formazione composta da Abbey Lincoln (voce), Kenny Dorham (tromba), Phil Wright (pianoforte, rimpiazzato da Wynton Kelly il 26 marzo), Les Spann (chitarra), Sam Jones (contrabbasso) e Philly Joe Jones (batteria); la sessione imprecisata vede invece una formazione composta da Abbey Lincoln (voce), Tommy Turrentine (tromba), Julian Priester (trombone), Stanley Turrentine (sax tenore), Cedar Walton (pianoforte), Bob Boswell (contrabbasso) e Max Roach (batteria). Questo apprezzato lp fu il terzo dei tre incisi da Lincoln per la Riverside; Contiene le prime interpretazioni vocali mai realizzate per alcuni dei brani presenti, fra cui ''Afro blue'', in un set che mette in rilievo l'intensita' emotiva della cantante, ispirata dal suo idolo Billie Holiday ma qui in possesso di uno stile meno devastato dalla malinconia e piu' squillante. Questa la scaletta: ''Afro-blue'', ''Lonely house'', ''Let up'', ''Thursday's child'', ''Brother, where are you?'', ''Laugh, clown, laugh'', ''Come Sunday'', ''Softly, as in a morning sunrise'', ''Lost in the stars'', ''Long as you're living''. Una delle piu' grandi cantanti afroamericane, moglie di Max Roach, Abbey Lincoln inizia la sua attivita' discografica registrando nel '56 con Benny Carter e recita in seguito in "The Girl Can't Help It". Dal '57 al '59 incide tre album per la Riverside insieme a Max Roach. Si esibisce spesso dal vivo con musicisti del calibro di Kenny Dorham, Sonny Rollins, Wynton Kelly, Curtis Fuller e Benny Golson. Memorabile la sua interpretazione in "Freedom Now Suite" di Roach. Altrettanto rimarchevole la sua partecipazione a "Percussion Bitter Suite", sempre di Roach. Sposa Roach nel '62 e vive con lui fino al '70; non registra come leader nessun disco dal '62 al '72. Torna nel '73 incidendo per la Inner City ed in seguito dedichera' diverse sue interpretazioni alla sua eroina Billie Holiday.
Euro
16,00
codice 249190
scheda
Lincoln abbey It's magic
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1958  riverside 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Ristampa USA del 1985 su Riverside, copertina cartonata senza barcode e con distribuzione Fantasy sul retro in basso, label bianca e grigia con scritte nere, logo Riverside bianco, grigio e nero in alto, catalogo OJC-205. Originariamente pubblicato nel 1958 dalla Riverside, inciso a New York nell'agosto del 1958 da Abbey Lincoln (voce), accompagnata da quattro diverse formazioni, una con Kenny Dorham (tromba), Curtis Fuller (trombone), Benny Golson (sax tenore), Jerome Richardson (flauto, sax baritono), Wynton Kelly (pianoforte), Paul Chambers (contrabbasso) e Philly Joe Jones (batteria); la seconda quasi identica alla prima ma con Art Farmer al posto di Dorham, Sahib Shihab al posto di Richardson e Sam Jones al posto di Chambers; la terza con Dorham, Golsonn, Kelly, Chambers e Jones; la quarta infine, come la terza ma con Art Farmes al posto di Dorham e Sam Jones al posto di Chambers. Il terzo album solista di Abbey, successivo a "That's him" (1957) e precedente "Abbey is blue" (1959), ci mostra una cantante ormai gia' affermata ed in possesso di uno stile maturo e personale, nel quale rimangono forti le influenze di Billie Holiday; la caratura stellare del gruppo di strumentisti che la accompagnano puo' solo elevare gli standard di questo jazz vocale intriso di blues, guidato da una cantante ispirata come sempre, anche per la scelta di canzoni da lei amate e sentite profondamente. Questa la scaletta: "I am in love", "It's magic", "Just for me", "An occasional man", "Ain't nobody's business", "Out of the past", "Music, maestro, please", "Love", "Exactly like you", "Little niles". Una delle piu' grandi cantanti afroamericane, moglie di Max Roach negli anni '60, Abbey Lincoln (1930-2010) inizia la sua attivita' discografica registrando nel '56 con Benny Carter e recita in seguito in "The Girl Can't Help It". Dal '57 al '59 incide tre album per la Riverside insieme a Max Roach. Si esibisce spesso dal vivo con musicisti del calibro di Kenny Dorham, Sonny Rollins, Wynton Kelly, Curtis Fuller e Benny Golson. Memorabile la sua interpretazione in "Freedom Now Suite" di Roach. Altrettanto rimarchevole la sua partecipazione a "Percussion Bitter Suite", sempre di Roach. Sposa Roach nel '62 e vive con lui fino al '70; non registra come leader nessun disco dal '62 al '72. Torna nel '73 incidendo per la Inner City ed in seguito dedichera' diverse sue interpretazioni alla sua eroina Billie Holiday.
Euro
20,00
codice 333553
scheda
Lindblad rune Death of the moon and other early works
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1955  fantome phonographique 
classica cont.
Edizione limitata a 500 copie, numerate sull'adesivo di presentazione apposto sul cellophane, copertina senza codice a barre. Ristampa del 2018 ad opera della Fantome Phonographique, pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1989 dalla Pogus Productions negli USA, il terzo album, successivo a ''Rune lindblad'' (1988) e precedente ''Objekt 2'' (1998). Questo lp contiene quattro brani originariamente registrati negli anni '50 da questo visionario musicista: ''Opus 2: manens dod (death of the moon)'' (1954-55), ''Opus 3: fragment 0'' (1955), ''Opus 4: fragment 1'' (1955) e ''Opus 5: fragment 2'' (1956). Si tratta di composizioni realizzate essenzialmente tramite la manipolazione di nastri, eseguita in modo tale da ricamare nuove e suggestive melodie (''Manens dod'') come angosciose ambientazioni di rumorismo e cupi droni (''Opus 5: fragment 2'') che sembrano indicare alcuni dei percorsi poi intrapresi da gruppi sperimentali di decenni dopo, come i Kluster ed i Nurse With Wound. Compositore svedese sconosciuto ai piu', Rune Lindblad (1923-1991) è stato uno sperimentatore di musica concreta fuori dalle cerchie accademiche, la cui arte è stata manifestata attraverso alcune performances e pochissimi dischi (un singolo uscito nel 1957, un primo album nel 1975, seguito da qualche ulteriore lp nei decenni successivi).
Euro
19,00
codice 3511785
scheda
Little booker 4 and max roach Booker little 4 and max roach
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  dol 
jazz
Ristampa del 2014 ad opera della Dol, in vinile 140 grammi, con copertina che riprende sul fronte quella della rara versione francese del disco, diversa da quella americana, catalogo DOL786. Originatiamente pubblicato nel 1959 dalla United Artists negli USA, inciso ai Nola's Penthouse Sound Studios di New York, con formazione composta da Booker Little (tromba), George Coleman (sax tenore), Tommy Flanagan (pianoforte), Art Davis (contrabbasso) e Max Roach (batteria). Il giovanissimo trombettista, qui ventenne, e' accompagnato da quattro strumentisti stellari, fra Roach, che all'epoca era il leader del gruppo in cui Little suonava normalmente, ed offre un set di sei brani di piacevole hard bop, in gran parte molto vivace e scoppiettante, con la tromba del leader che corre come una lepre, ma che sa anche farsi molto lirica ed avvolgente nei pochi brani lenti, quali ''Dungeon waltz'' e soprattutto ''Moonlight becomes you''. Questa la scaletta: ''Milestones'', ''Sweet and lovely'', ''Rounders mood'', ''Dungeon waltz'', ''Jewel's tempo'', ''Moonlight becomes you''. Scomparso prematuramente a soli ventitre' anni, Booker Little (1938-1961) inizia a suonare la tromba a dodici anni, studiando al Conservatorio di Chicago. Suona con Max Roach nel '58 e nel '59. Partecipa alla registrazione di "Africa/Brass" di John Coltrane. La sua musica e' caratterizzata da uno spirito malinconico e da un modo di suonare che spazia dallo hard bop all'avanguardia. Nella sua breve vita, stroncata troppo presto dall'uremia, ha registrato a suo nome pochissime sessioni, apparse su United Artists, Time, Candid e Bethlehem, e purtroppo il suo enorme potenziale non ha avuto il tempo di manifestarsi appieno.
Euro
13,00
codice 3014193
scheda
Little richard here's little richard
lp [edizione] nuovo  mono  usa  1957  specialty 
blues rnr coun
ristampa pressoche' identica alla ultrarara stampa USA su Specialty. Pubblicato in USA nel marzo del 1957 prima di ''Little Richard'', giunto al numero 13 delle classifiche USA e non entrato in quelle UK. Il primo album. Little Richard aveva pubblicato singoli per 4 anni prima di entrare nel J&M Studio di Cosimo Matassa a New Orleans e registrare la epocale "Tutti Frutti" nell'autunno del 1955, sull'onda di quel suono venne rergistrato questo suo primo album, che usci' nel 1956, il suo boogie-woogie a base di piano presenta chiari riferimenti a quello di Fats Domino che lo varo' intorno al 1949, inoltre la band che lo accompagna e' una tipica formazione di New Orleans R&B, ma sara' quella che definira' il sound della citta' per i successivi venti anni, con partiture precisissime e piene di groove. Quello che fa di Richard un colosso assoluto della musica del decennio e' il particolare modo di interpretare il tempo, la verve irresistibile e l'atteggiamento oltraggioso e modernista, "Tutti Frutti", "Rip It Up" e "Jenny Jenny" suonano ancora potenti ed estremi 50 anni dopo la loro incisione, ed e' difficile immaginare quale fu l'effetto di una simile proposta all'epoca, quando ci si aspettava da ogni nero americano una immagine classica e pulita, lontanissima dalle movenze gay di Little Richard, oltre che dei testi, che se apparentemente possono sembrare eterosessuali, lasciano chiaramente intravedere sullo sfondo, vedi "Tutti Frutti" e "Baby" la fiera ambientazione gay. Comunque sia, gli urli di Richard rimangono assolutamente uno dei grandi momenti della storia del rock & roll history, il suo piano tuonante e percosso e il muro di suono delle sua band reinventano totalmente la musica dell'epoca, e per capacitarsene bastera' dare uno sguardo alla scaletta dell'album, che contiene i seguenti brani, Tutti Frutti, True Fine Mama, Can't Believe You Wanna Leave, Ready Teddy, Baby, Slippin' and Slidin', Long Tall Sally, Miss Ann, Oh Why?, Rip It Up, Jenny, Jenny, She's Got It .
Euro
29,00
codice 2100431
scheda
Little richard The implosive little richard
Lp [edizione] nuovo  mono  eu  1951  jerome 
blues rnr coun
Copertina liscia apribile, label blu con scritte grigie e logo Jerome grigio in alto. Pubblicata dalla spagnola Jerome nel 2009, questa raccolta presenta sedici storici brani incisi fra i 1951 ed il 1953 da un giovanissimo Little Richard, ed originariamente usciti su singoli per la RCA e per la Peacock. Sono presenti tutti i brani dei quattro singoli su RCA, quelli dei due singoli solisti su Peacock e quelli dei due singoli usciti sempre su Peacock a nome The Deuces Of Rhythm And The Tempo Toppers. Questa prima fase della carriera di uno dei padri del rock'n'roll fu tutt'alltro che facile, come raccontano le note storiche sulla copertina, con lo scarso successo dei singoli su RCA, etichetta alla quale era giunto dopo essere entrato in contatto con il musicista Billy Wright, una delle sue fonti di ispirazione all'epoca, e poi di quelli dei Deuces of Rhythm, con i quali Little Richard aveva suscitato l'interesse di Johnny Otis. Questi brani mostrano un artista ancora alla ricerca della propria identita' musicale, fra blues e doo wop, ma saranno il preludio della formazione e dell'esplosione di una delle piu' originali ed influenti personalita' del rock'n'roll degli anni '50. Questa la scaletta, con anno di uscita: ''Get rich quick'' (1952), ''Why did you leave me'' (1952), ''Taxi blues'' (1951), ''Every hour'' (1951), ''I brought it all on by myself'' (1952), ''Ain't nothin' happenin''' (1952), ''Thinkin' bout my mother'' (1952), ''Please have mercy on me'' (1952), ''Always'' (con i Deuces Of Rhythm, 1954), ''Ain't that good news'' (con i Deuces Of Rhythm, 1953), ''Fool at the wheel'' (con i Deuces Of Rhythm, 1953), ''Rice, red beans and turnip greens'' (con i Deuces Of Rhythm, 1954), ''Maybe I'm right'' (1957), ''Directly from my heart to you'' (1956), ''I love my baby'' (1957), ''Little Richard's boogie'' (1956).
Euro
18,00
codice 3503281
scheda
Little walter Best of (+4 tracks)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1952  pan-am 
blues rnr coun
ristampa in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica sul fronte alla prima rara tiratura del 1958 su Chess, con note aggiuntive sul retro, e quattro tracce aggiunte per l' occasione ("Mellow Down Easy", "Rocker", "Hate To See You Go" e "Roller Coaster", tutte tratte dalle stesse sessions dell' album). Originariamente pubblicata su Chess, questa raccolta contiene dodici brani tratti da singoli risalenti al periodo 1952-1955, fra i quali spiccano i grandi classici dell'influente armonicista. Un'eccellente introduzione a questo fondamentale esponente del blues, attraverso la celeberrima ''Juke'' e classici come ''My babe'' e ''Blues with a feeling'', che hanno fatto la storia dell'armonica blues. Questa la scaletta dei brani: ''My babe'' (1955), ''Sad hours'' (1952), ''You're so fine'' (1953), ''Last night'' (1954), ''Blues with a feeling'' (1953), ''Can't hold out much longer'' (1952), ''Juke'' (1952), ''Mean old world'' (1952), ''Off the wall'' (1953), ''You better watch yourself'' (1954), ''Blue lights'' (1954), ''Tell me mama'' (1953). Un genio dell'armonica e uno dei veri grandi, originali interpreti che il blues abbia avuto, Marion Walter Jacobs, nato il 1 maggio del 1930 a Marksville in Louisiana e morto a soli 38 anni a Chicago il 14 febbraio del 1968, passa alla storia sotto lo pseudonimo di Little Walter. Little Walter e' senza dubbio colui che piu' di ogni altro ha mutato il suono dell'armonica blues nel dopoguerra, trasformandola da oggetto di accompagnamento in strumento leader e conferendole dignita' e spessore. Il suo "grande pezzo" rimane quella "Juke", incisa agli inizii degli anni '50 e che ogni giovane armonicista, al tempo, cerco' di copiare, soprattutto per il suo suono nuovo, dalla potenza di una intera sezione di fiati. L'incontro con Jimmy Rogers lo introduce nell'allora nascente gruppo di Muddy Waters, con il quale registra per la Chess. La sua armonica gioca un ruolo fondamentale in queste prime incisioni di Muddy (come, ad esempio, in "You're gonna need my help" e "That's all right, la famosa hit di Jimmy Rogers). Poi, nel '52, con "Juke", arriva il successo; il brano con il suo suono graffiante e distorto e un inedito uso della amplificazione, che cerca quasi di ripetere il suono tipico dei sax nel jazz, cambia definitivamente il modo di intendere l'armonica blues.
Euro
16,00
codice 3025329
scheda
Little willie john Talk to me
Lp [edizione] ristampa  stereo  dan  1958  sing 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent blues rnr coun
Ristampa danese del 1988 su Sing, pressoché identica alla prima tiratura, copertina lucida fronte retro con barcode, label nera con scritte argento e logo Sing argentato in alto, catalogo 596. Originariamente pubblicato nel 1958 dalla King negli USA, il secondo album, successivo a "Fever" (1956) e precedente "Mister little willie john" (1958). Un monumento alla versatilità del cantante afroamericano, che spazia con eguale energia ed ispirazione fra vivace r'n'b, blue urbano e morbide ballate, l'album contiene alcuni dei suoi più grandi hits, in primis la ballata ''Talk to me, talk to me'', giunta nella top 20 di billboard 200, e "Tell it like it is", arrivata alla 12esima posizione della classifica r'n'b statunitense. Come altri suoi solchi di fine anni '50, "Talk to me" evidenzia la potenza e l'esuberanza della voce del cantante, che sembra precorrere i più selvaggi soul men degli anni '60 come Wilson Pickett, ma con uno stile ancora calato nei Fifties. Questa la scaletta: ''Talk to me, talk to me'', "I've been around", "Drive me home", ''I'll carry your love wherever you go'', ''No more in life'', "Uh uh baby", "Person to person", "Until you do", ''Tell it like it is'', ''Don't be ashamed to cal my name'', "If I thought you needed me", "There is someone in this world for me". Grandissimo rocker afroamericano, purtroppo morto in prigione giovanissimo, a soli 30 anni nel 1968, Little Willie John aveva però fatto in tempo ad incidere per la gloriosa King (la stessa etichetta dell' amico James Brown) un gran numero di singoli e di albums, raccogliendo grandi consensi e qualche buon successo, come la sua bella e personale versione di ''Fever'' nel 1956 o ''Take My Love (I Want To Give It All To You)'' nel 1961, ed imponendo uno stile vocale tanto semplice ed istintivo quanto originale, che sarà negli anni '60 di ispirazione per tanti cantanti di soul. Nonostante la relativa brevità della sua carriera, egli rimane un'importante ed influente figura dello r'n'b degli anni '50.
Euro
23,00
codice 331315
scheda
London julie London by night (ltd. colored vinyl)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  waxtime in color 
jazz
ristampa in vinile 180 grammi, edizione limitata in vinile arancione, rimasterizzata con sistema DMM (Direct Metal Mastering), copertina pressoche' identica sul fronte a quella della prima rara tiratura uscita in Usa su Liberty, con note supplementari sul retro. Pubblicato nel 1958 dalla Liberty negli USA, dove non entro' in classifica, l'ottavo album, successivo a ''Julie is her name volume two'' (1958) e precedente ''Swing me an old song'' (1959). Lavoro apprezzato dalla critica per la capacita' di London di esprimere in modo intenso e credibile le emozioni ombrose e malinconiche delle canzoni in scaletta, per lo piu' di tema amoroso infelice, ''London by night'' vede la cantante accompagnata da Pete King con la sua orchestra; c'e' da dire che gli arrangiamenti orchestrali non sono mai sopra le righe, e si armonizzano bene con l'andamento lento e le atmosfere notturne dei brani, sostenendo la voce elegante e vellutata come non mai di Julie. Questa la scaletta: ''Well, sir'', ''That's for me'', ''Mad about the boy'', ''In the middle of a kiss'', ''Just the way I am'', ''My man's gone now'', ''Something I dreamed last night'', ''Pousse cafe'', ''Nobody's heart'', ''The exciting life'', ''That old feeling'', ''Cloudy morning''. Dotata di una voce morbida e sensuale, la cantante pop jazz californiana Julie London (1926-2000) ebbe notevole successo negli anni '50 con il suo stile accessibile e sexy, comunque molto rilassato e d'atmosfera, mai sopra le righe. Ha avuto anche una carriera cinematografica abbastanza importante, insieme a quella musicale. Il suo brano piu' famoso rimane la grande hit ''Cry me a river'' del 1955, giunta al nono posto nella classifica americana.
Euro
18,00
codice 3027958
scheda
Louvin brothers Satan is real
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  1959  light in the attic 
blues rnr coun
Vinile da 180 grammi, allegato coupon per il download dell'album da internet, copertina cartonata apribile senza codice a barre, inserto con foto e note. Ristampa del 2011 ad opera della Light in the Attic, con copertina apribile. Originariamente pubblicato nel novembre del 1959 dalla Capitol negli USA, il sesto album, successivo a ''Country love ballads'' (1959) e precedente ''My baby's gone'' (1960). Uno dei piu' apprezzati e ricordati album dei fratelli Louvin, noto ai piu' per la bizzarra copertina, che vede i due cantanti in primo piano e sullo sfondo una brace ardente ed un simulacro del diavolo, ''Satan is real'' e' un lavoro che sposa musica country e gospel (nel senso di musica religiosa), manifestando pero' la religiosita' dei fratelli Louvin non con toni ottimisti e sollevati, ma con uno spirito piu' profondo, intenso ed anche doloroso; anche per questo l'album e' considerato uno dei loro migliori ed un classico del country degli anni '50, che esprime una bellezza ed una forza emotiva che va oltre gli specifici convincimenti religiosi di Ira e Charlie. Influentissimo duo country dell'Alabama, i Louvin Brothers erano composti dai fratelli Ira e Charlie Louvin (il cui vero cognome era Loudermik): erano cugini del grande paroliere country John D. Loudermik, l'autore di ''Tobacco road''. Cresciuti in un ambiente fortemente religioso di culto battista, iniziarono cantando musica religiosa, per poi passare a quella secolare dopo i primi singoli usciti all'inizio degli anni '50; i temi religiosi resteranno comunque importanti nella loro musica, percorsa spesso da un senso tragico dell'esistenza ma anche memore degli ammonimenti biblici contro il male ed il peccato. Furono fra i piu' grandi interpreti dello stile country denominato ''close harmony'', con le loro bellissime e toccanti armnie vocali, e senza dubbio la loro musica deve aver influenzato anche il country rock americano di fine anni '60, quello di gruppi come Byrds (soprattutto il periodo con Gram Parsons) e Flying Burrito Brothers. Si sciolsero infine nel 1963, ed Ira scomparve due anni dopo in un incidente stradale.
Euro
23,00
codice 3510289
scheda
Magic Sam magic rocker
lp [edizione] ristampa  mono  uk  1957  flyright 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good blues rnr coun
ristampa del 1980 con copertina esclusiva e titolo cambiato del raro album originariamente uscito in Inghilterra su Blue Horizon nel 1970 con il titolo "Magic Sam (1937-1969)", copertina (con alcuni segni di colore rosso sul retro) senza barcode, etichetta nella variante rossa con scritte e logo neri, catalogo LP561. Contiene dodici storiche incisioni di Magic Sam (e due in compagnia del cantante Shakey Jake Harris), risalenti al periodo 1957-1958; molti di questi brani sono tratti dai suoi primi e seminali singoli e 78 giri. Il peculiare ed allora rivoluzionario stile del chitarrista blues americano si puo' qui apprezzare nel suo primigenio splendore, con il caratteristico suono ''tremolante'' delle chitarre inserito nel contesto del blues di Chicago. Questa la scaletta dei brani, che vedono la quasi costante presenza di Willie Dixon al basso, ed anche Syl Johnson presente in alcune tracce: ''Everything gonna be alright'' (1957), ''Look whatcha done'' (1957), ''All my whole life'' (1958), ''Love me with a feeling'' (1957), ''All your love'' (1957), ''Call me if you need me'' (1958, accreditata a Shakey Jake), ''Roll your money maker'' (1958, accreditata a Shakey Jake), ''Easy baby'' (1958), ''Magic rocker'' (1957-58), ''Love me this way'' (1957-58), ''21 days in jail'' (1958), ''All night long'' (1958). Uno dei chitarristi piu' innovativi ed importanti del blues di Chicago, Sam Maghett (1937-1969), in arte Magic Sam, proveniva dal Mississippi ma si sposto' giovanissimo a Chicago. Appassionatosi al blues ascoltando i pezzi di Muddy Waters alla radio, venne incoraggiato da Sunnyland Slim e da Shakey Jake a dedicarsi al blues ed a sviluppare il suo stile, che nel 1957 si mostro' nel suo rivoluzionario splendore tramite i primi singoli pubblicati dalla Cobra. La sua chitarra aveva un suono incisivo e soprattutto ''tremolante'', con un effetto vibrato accentuato, la cui influenza si avverte anche in noti gruppi rock come i Creedence Clearwater Revival. La sua esistenza fu breve e la sua creativita' fu premiata da un successo modesto, che stava cominciando ad aumentare proprio nei mesi precedenti alla morte, causata da un attacco cardiaco.
Euro
14,00
codice 210792
scheda

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