Hai cercato:  dall'anno 50 all'anno 59 --- Titoli trovati: : 524
 
Pag.: oggetti:
 
ordina per
aiuto su ricerche
Pag.: oggetti:
Holly buddy That'll be the day (+2 tracks)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  waxtime 
blues rnr coun
risyampa limitata in vinile 180 grammi, copertina pressoche' identica sul fronte a quella della prima rara tiratura su Decca, ma con una "cornice" bianca, e due brani aggiunti per l' occasione: "Take Your Time" e "Think It Over", registrate nel febbraio del 1958. Pubblicato nell'aprile del 1958 dalla Decca negli USA, dove non entro' in classifica, il secondo ed ultimo album solista non postumo di Buddy Holly, successivo all'eponimo primo lp, di poche settimane precedente, ed allo storico album dei Crickets uscito nel 1957. ''That'll be the day'' consiste di brani registrati nel 1956 a Nashville, quando Holly era ancora sotto contratto con la Decca: le sessioni, che non fruttarono all'epoca alcun singolo di successo, ma che vennero utilizzate per questo lp dopo i buoni risultati commerciali ottenuti da Holly con la Brunswick e la Coral nel 1957/58, presentano un Buddy Holly spesso piu' vicino al country piuttosto che al rock'n'roll che lo avrebbe reso immortale. Pertanto, anche se usci' dopo i due sopracitati e fondamentali album, questo ''That'll be the day'' e' in effetti piu' arcaico nel suo stile: la produzione non sembro' ancora aver messo a fuoco che cosa fosse il rock'n'roll e le cronache riportano un certo livello di incomprensione fra lo establishment musicale del country di Nashville e la nuova concezione musicale di Holly, ma si tratta comunque di un tassello storico e di un preludio ai fasti raggiunti poco dopo da Buddy, e contiene almeno un grande classico, ''Rock around with ollie vee''. Tra il 1954 ed il 1955, in compagnia di Bob Montgomery, Charles Hardin Holley (aka Buddy Holly) si affaccio' alla prima notorieta' locale conducendo uno show radiofonico che, prima indirizzato ad un pubblico "maturo", molto "country oriented", si oriento' sempre di piu' verso una musica piu' selvaggia e rock'n'roll divenendo un culto presso i giovani locali. Presto, da solo e con i Crickets che lo accompagnarono nella sua piu' esaltante stagione musicale, la sua musica ne avrebbe fatto uno degli artisti piu' importanti di tutti i tempi, influenza a dir poco fondamentale per innumerevoli artisti e gruppi anche e soprattutto negli anni '60, iniziatore di una vera e propria scuola musicale che ha avuto come massimi rappresentanti i Beatles ed i Beach Boys, in contrapposizione ad un approccio piu' afroamericano e blues che da Chuck Berry trovera' i suoi discepoli nei Rolling Stones e negli Animals. Il suo e' uno stile ancora vivo e palpitante di una irrefrenabile carica energetica e di modernita', assolutamente incredibile oggi come oltre 50 anni fa. Uno dei punti fermi assoluti della musica rock, autore di innumerevoli brani divenuti dei classici.
Euro
21,00
codice 3017932
scheda
Hooker john lee gotta boogie/down child
78 [edizione] originale  mono  usa  1954  modern 
  [vinile]  Very good blues rnr coun
il ventesimo singolo inciso per la Modern da John Lee Hooker; 78rpm, etichetta rossa, scritte argento, numero di catalogo 923, "Modern" in corsivo in alto spostata a sinistra con accanto, a destra, "records" in stampatello con sotto "hollywood" in corsivo e, sopra a tutte le scritte, il logo a forma di nota della Modern (uscito a 45rpm, lo stesso anno, con lo stesso numero di catalogo sulla stessa etichetta e valutato $200). Due tra i pezzi pi— esemplificativi dello stile del grande bluesman di Clarksdale, Mississipi,fatto di una ritmica ipnotica con particolare insistenza sui toni bassi ed accentuata dal battito del tempo col piede nonch‚ da una voce molto marcata dai toni "talking blues".
Euro
150,00
codice 300491
scheda
Hooker john lee House of the blues (+2 tracks)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1951  waxtime 
blues rnr coun
ristampa del 2015 in vinile 180 grammi, con due tracce aggiunte per l' occasione ("Baby You Ain't No Good" e "Bad Boy", registrate a Detroit, Michigan, nel 1954). Queste le note relative all' album nella sua forma originaria: Originariamente pubblicato nel 1960 dalla Chess, il primo album di Hooker ad uscire per la storica etichetta di Chicago, precedente ''Plays and sings the blues'' (1961). Uno dei pochi apprezzati lp su Chess di Hooker, questo album raccoglie dodici brani incisi fra il 1951 ed il 1954, fra i quali troviamo i sei dei suoi tre singoli usciti per la label di Phil e Leonard fra il 1952 ed il 1954. Troviamo qui alcuni importanti episodi quali ''Sugar mama'' e ''Ramblin' by myself''. Questa la scaletta: ''Walkin' the boogie'', ''Love blues'', ''Union station blues'', ''It's my own fault'', ''Leave my wife alone'', ''Ramblin' by myself'', ''Sugar mama'', ''Down at the landing'', ''Louise'', ''Ground hog blues'', ''High priced woman'', ''Women and money''. Una delle figure fondamentali della storia del blues, John Lee Hooker (1917-2001) nasce a Clarkdale nel Mississippi, da una famiglia religiosa che lo porta a contatto con gli spiritual e, successivamente, il patrigno Will Moore lo introduce al blues e lo influenza con il proprio stile. In gioventu' vive al sud, in particolare a Cincinnati, prima di trasferirsi a Detroit nel 1943, dove comincia a farsi un nome con il suo stile ipnotico, un personalissimo senso del ritmo ed una voce ruvida e profonda. Poco dopo si cimenta anche con la chitarra elettrica, dando alle stampe uno dei suoi brani piu' celebri, l'abrasiva e primitiva ''Boogie chillen'', nel 1948. L'attivita' di hooker fra gli anni '40 ed i '50 e' di grande importanza per la crescita del blues, in quanto costruisce un ponte fra il vecchio blues acustico del sud ed il nuovo blues elettrico delle metropoli del nord. Prima di accasarsi presso la Vee Jay nel 1955 e di dare quindi inizio al suo periodo di maggiore fama, Hooker incide per una miriade di etichette sotto molteplici pseudonimi al fine di evitare le limitazioni contrattuali. L'attivita' prosegue nei decenni successivi, rendendolo una leggenda vivente del blues, ispiratore anche di molti gruppi rock inglesi come Animals e Yardbirds, fino alla scomparsa avvenuta nel 2001.
Euro
22,00
codice 2112032
scheda
Hooker john lee I'm john lee hooker
Lp [edizione] nuovo  mono  usa  1959  vee jay 
blues rnr coun
Ristampa in vinile pesante, copertina pressoche' identica alla prima rara tiratura su Vee Jay, senza barcode. Il leggendario ed epocale primo album di John Lee Hooker, uscito originariamente su Vee Jay nel 1959 negli USA e valutato ora oltre 400 dollari. Si tratta uno dei massimi lavori di blues elettrico di tutti i tempi, inesauribile fonte di ispirazione per molte e molte generazioni di musicisti; questo primo lavoro contiene una serie colossale di capolavori, solo per citarne alcuni, ''I'm in the mood'', ''Hobo blues'', ''Crawling king snake'', ''Boogie chillun'', ''Little wheel'' classici esempi del suo blues mantrico e minimale, oltreche' carico di grande forza. Una delle figure fondamentali della storia del blues, John Lee Hooker (1917-2001) nasce a Clarkdale nel Mississippi, da una famiglia religiosa che lo porta a contatto con gli spiritual e, successivamente, il patrigno Will Moore lo introduce al blues e lo influenza con il proprio stile. In gioventu' vive al sud, in particolare a Cincinnati, prima di trasferirsi a Detroit nel 1943, dove comincia a farsi un nome con il suo stile ipnotico, un personalissimo senso del ritmo ed una voce ruvida e profonda. Poco dopo si cimenta anche con la chitarra elettrica, dando alle stampe uno dei suoi brani piu' celebri, l'abrasiva e primitiva ''Boogie chillen'', nel 1948. L'attivita' di hooker fra gli anni '40 ed i '50 e' di grande importanza per la crescita del blues, in quanto costruisce un ponte fra il vecchio blues acustico del sud ed il nuovo blues elettrico delle metropoli del nord. Prima di accasarsi presso la Vee Jay nel 1955 e di dare quindi inizio al suo periodo di maggiore fama, Hooker incide per una miriade di etichette sotto molteplici pseudonimi al fine di evitare le limitazioni contrattuali. L'attivita' prosegue nei decenni successivi, rendendolo una leggenda vivente del blues, ispiratore anche di molti gruppi rock inglesi come Animals e Yardbirds, fino alla scomparsa avvenuta nel 2001.
Euro
17,00
codice 2108867
scheda
Hunter ivory joe it may sound silly/got to learn...
78 [edizione] originale  mono  usa  1954  atlantic 
  [vinile]  Excellent blues rnr coun
stampa originale usa, uscito senza copertina, etichetta "orange" e nera con le scritte nere e la scritta "Atlantic" "orange" in alto sulla parte nera con la "A" allungata fino in basso, del primo singolo, qui in versione 78rpm, inciso per l'Atlantic da Ivory Joe Hunter, qui con i suoi Ivorytones ed accompagnato da orchestra. Il titolo completo della canzone sul lato B e': "I got to learn to do the mambo". Figlio di un predicatore e di una cantante gospel, cresce in una famiglia numerosa in cui anche i fratelli e le sorelle cantano e suonano musica sacra. Nei '20 inizia a prendere lezioni di piano (perfezionera' la sua tecnica in seguito ispirandosi a Fats Waller e Duke Ellington), mentre negli anni '30 debutta con una sua band. Verso la meta' dei '40 comincia ad orientarsi verso il nascente R&B, mescolando quello pi— ritmico dei vari Roy Milton e Joe Liggins a quello pi— sofisticato del trio di Johnny Moore con Charles Brown - pi— adatto al suo timbro vocale da "crooner". Proprio con quest'ultimi ottiene il suo primo successo nel '45 con "At Sunrise". Verso il '47 firma per la King, per la quale incide brani che alternano country, pop, swing, blues ed R&B, anticipando la fortunata formula di artisti come Ray Charles e Solomon Burke. Nel '49 passa alla MGM e ottiene forse le sue hit pi— importanti con "I almost lost my mind" e "Since I met you baby", una delle sue composizioni riprese in seguito da altri musicisti. Nei '50 e nei primi '60 diviene infatti famoso in qualita' di autore; nel decennio del Soul tenta di ritornare al successo come performer; nei '70, infine, si dedica prevalentemente al country.
Euro
60,00
codice 301315
scheda
Ives burl More folksongs by burl ives
10'' [edizione] originale  mono  usa  1950  columbia 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Very good blues rnr coun
lp in formato 10", prima molto rara stampa americana (poi ristampato nella prima meta' degli anni '50 con copertina cambiata e label design leggermente diverso), copertina cartonata, label rossa scura con ''deep groove'' (colorato con tinta oro), scritte dorate, logo Columbia dorato in alto, e ''Long playing microgroove'' in basso, catalogo CL6144. Pubblicato nel 1950 in versione 10'' negli USA, il secondo album per la Columbia da parte di Burl Ives (1909-1995), folksinger, musicista, scrittore ed attore, oltre che cantante di canzoni popolari, originario dello Illinois, uomo di spettacolo eclettico che gia' dagli anni '30 e '40 lavorava sia nel mondo dello spettacolo di Broadway che nei circoli folk del Greenwich Village. Sul retrocopertina alcune note esplicative dell'arte di questa sorta di "trovatore", qui impegnato in una serie di traditionals del vasto retaggio folk nordamericano, nel suo stile semplice e diretto con arrangiamenti concepiti da lui stesso ed assai scarni: un flauto in "Pueblo Girl" ed un trio strumentale in molte delle altre canzoni, ad accompagnare la voce e la chitarra acustica del leader. Si tratta di un lavoro dalle sonorita' piu' levigate ed indirizzate ad un vasto pubblico rispetto ai suoi numerosi dischi su Decca pubblicati fra gli anni '40 e '50, e su vari brani possiamo ascoltare anche la chitarra di Tony Mottola, session man di alto livello che nella sua lunga carriera ha collaborato anche con Frank Sinatra, fra gli altri. Questi i brani presenti: ''Robin, he married'', ''Lavender cowboy'', ''Old blue'', ''Ballanderie'', ''Baby did you hear'', ''Pueblo girl'', ''Pretty polly'', ''Green broom'', ''High barbaree'', ''I've got no use for women'', ''Old paint''.
Euro
30,00
codice 328543
scheda
Jackson wanda Wanda jackson
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  doxy 
blues rnr coun
Vinile da 180 grammi, copertina lucida a busta senza codice a barre. Ristampa del 2009 ad opera della Doxy, pressoche' identica alla prima tiratura ma con sei bonus track (''Half as good as a girl'', ''Silver threads and golden needles'', ''Cryin' thru the night'', ''Let me explain'', ''No wedding bells for Joe'', ''Just a queen for a day''). Originariamente pubblicato nel 1958 dalla Capitol, il primo storico album di Wanda Jackson. Lavoro apprezzato per quanto eclettico, questo lp mostra la cantante americana in un set che solo in parte resta nell'ambito del rockabilly, dando invece la preminenza al country (con cover quali ''Making believe'', interpretata in precedenza da Kitty Wells, e ''Here we are again'' di Don Everly) con qualche suggestione pop (come la cover della hit del 1954 di Patty Page, ''Let me go lover''); non mancano pero' alcuni episodi piu' rockeggianti come ''Money, honey'', ''Long tall Sally'' e ''Let's have a party''. Una delle prime donne, se non la prima in assoluto, a divenire idoli del rockabilly, Wanda Jackson ha diviso la sua carriera fra successi country e rockabilly. Figlia di un musicista, viene a contatto giovanissima con la musica e con il country. I suoi primi successi, intorno alla meta' degli anni '50, vennero registrati con i Brazos Valley Boys. Presto riceve un notevole riscontro a livello nazionale e comincia a girare in tour, esibendosi nel 1955 e nel 1956 nelle stesse serate di Elvis, che stringe amicizia con lei e la incoraggia a dedicarsi al rockabilly. La sua versatilita' la vede ottenere successi sia con il country che con la nuova musica. La sua popolarita' si spargeva progressivamente anche fuori dagli USA, ad esempio in Giappone ed in Germania; prosegui' la sua carriera negli anni '60 e '70, sconfinando anche nel gospel, per poi essere omaggiata come importante influenza da cantanti country come Pam Tillis, Jann Browne e Rosie Flores, che la invita a suonare con lei in tour nel 1995.
Euro
17,00
codice 3504055
scheda
Jaguars (charlie daniels band) jaguar / rundabout
7" [edizione] nuovo  stereo  usa  1959  epic 
rock 60-70
Singolo in formato 7", ristampa dell' ottobre 2020, con etichetta bianca con scritte e logo neri, che riprende quella della molto rara versione promozionale, foro al centro largo, copertina neutra bianca (il singolo non era originariamente fornito di picture sleeve, ovviamente). Pubblicato originariamente nel 1959, lo storico primo singolo dei Jaguars, formazione attiva nel North Carolina tra il 1959 ed il 1967, guidata dal giovane chitarrista CHARLIE DANIELS. Dopo essersi cimentato con il bluegrass, Daniels formo' con Ward Darby questi Jaguars nel 1959, giungendo presto a questo esordio, con due trascinanti brani di rock'n'roll strumentale, alle radici di quella che sarebbe diventata poi la musica surf, con la chitarra di Daniels ovviamente parte fondamentale di un sound ruspante ed efficace. Il gruppo avrebbe suonato tantissimo dal vivo negli anni seguenti, pubblicando anche di li' a breve un secondo singolo, sempre su Epic ("Exit 9"/"Drive-In", sullo stesso stile di questo), quindi, nel 1966 un ultimo singolo a nome Charley & The Jaguars, spostandosi su un versante assai diverso, vicino alle tendenze dominanti dominanti nel pop americano dell' epoca. Sciolto il gruppo Daniels, che nel frattempo aveva visto un brano da lui co-scritto, "It Hurts Me", interpretato nel 1963 nientemeno che da Elvis Presley, sara' attivo soprattutto come session.man, basato per qualche tempo a Nashville, al lavoro tra gli altri alla fine del decennio con Bob Dylan e Leonard Cohen; iniziera' quindi la sua carriera solista a partire dal 1970, con una erie di lavori assai apprezzati in cui farra' valere le sue capacita' di songwriter e di musicista con una straordinaria padronanza dello strumento ed una profonda conoscenza della musica roots, e quindi sara' alla guida della sua Charlie Daniels Band, tra i gruppi piu' importanti di tutta la scena southern rock americana. 974 gia' in Copia con alcuni segni di usura sulla copertina, e con timbro ''For governmental sale only'' sul retro in alto, la seconda stampa USA del 1976, con titolo e copertina cambiati, dell'album ''Honey in the rock'' (qui intitolato ''Uneasy rider''), copertina cartonata, label arancio con cerchi concentrici bianchi, scritte bianche lungo il bordo in basso e nere altrove, logo Epic bianco in alto, catalogo E34369. Pubblicato dalla Epic negli USA nel maggio del 1973, dopo ''John grease & wolfman'' (1972) e prima di ''Way down yonder'' (1974), giunto al 164esimo poso nella classifica billboard 200 americana, il terzo album. ''Honey in the rock'' contiene la hit ''Uneasy rider'', giunta al nono posto nella billboard hot 100, canzone che fa ironicamente riferimento alla dialettica fra la controcultura e la mentalita' prevalente nel Sud degli Stati Uniti dell'epoca, evidenziata gia' nel film di culto ''Easy rider''; e' anche l'unico brano del disco a mostrare caratteristiche country, mentre il resto dell'album offre un vivace Southern rock vicino a gruppi come gli Allman Brothers e con innesti funkeggianti in un paio di episodi (''Funky junky'', ''Revelations''); curiosi i riferimenti a Cream e Rolling Stones nel testo e nelle melodie di ''Midnight lady''. Nato nel 1936 nella Carolina del Nord, Charlie Daniels e' un brillante violinista, cantante e chitarrista country che ha saputo assorbire influenze rock'n'roll, blues e Southern rock nel suo stile; con il suo gruppo di supporto e' stato un'icona del country degli anni '70 e '80. Il gruppo Charlie Daniels Band fu formato da Daniels nei primi anni '70, dopo aver suonato con Dylan in "Nashville Skyline", "Self portrait", "New morning", ed ancora con Leonard Cohen, Pete Seeger, Ringo Starr, aver prodotto gli Youngbloods, ed essere stato autore di brani tra cui ''It hurts me'' di Elvis. La formazione della band, simile a quella della prima Allman Brothers Band, vedeva due batterie e due chitarre elettriche soliste; la formula funziono' e divennero in breve con la loro miscela di southern roots ed hard rock la band principale del sud degli States, per poi diventare con il passare degli anni una sorta di monumento, fino a essere invitato a suonare alla casa bianca da Jimmy Carter nel 1976.
Euro
10,00
codice 3025317
scheda
James elmore Resurrection of elmore james
Lp [edizione] ristampa  stereo  fra  1953  musidisc 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent blues rnr coun
Ristampa francese del 1975 su Musidisc, copertina laminata sul fronte e liscia sul retro, label argento con scritte nere e loghi Musidisc e Blues Anthology neri in alto, logo SACEM a sinistra, catalogo 30AB5610. Originariamente pubblicata nel 1970 dalla Kent negli USA, questa vibrante antologia compila dodici brani del grande bluesman, in parte inediti all'epoca ed in parte tratti da vecchi 78 giri e singoli degli anni '50; potenti episodi di Chicago blues elettrico con la sua splendida chitarra slide in evidenza e con la sua voce potente e graffiante, che fanno ancora venire i brividi. Questa la scaletta: "Hawaiian boogie part 1" (versione alternativa inedita), "Quarter past nine" (inedito), "Sho nuff I do" (versione alternativa inedita), "Early in the morning" (singolo, 1953), "One more drink" (inedito), "Strange kinda feeling" (B-side del 78 giri "Please find my baby", 1954), "Make my dreams come true" (versione alternativa inedita), "Late hours at midnight" (singolo, 1955), "Elmo's shuffle" (inedito), "Can't stop lovin'" (singolo, 1954), "Make a little love" (B-side del singolo "Can't stop lovin'", 1954), "Hawaiian boogie part 2" (B-side del singolo "Early in the morning", 1953). Elmore James (1918-1963), uno dei più grandi bluesmen attivi intorno alla meta' del XX secolo, definito il "re della chitarra slide". Proveniente dal Mississipi, Elmore James si fece le ossa suonando nel corso degli anni '30 accanto a personaggi come Robert Johnson, Howlin' Wolf e Sonny Boy Williamson; alla fine del decennio mise in piedi un proprio gruppo ma interruppe momentaneamente la propria attività durante la guerra a causa del servizio militare. Dopo il conflitto, la sua maestria con la chitarra slide e l'approccio elettrico ne fecero uno dei principali esponenti del blues di Chicago, città dove si esibì ripetutamente con i suoi Broomdusters. Celeberrimo è il suo primo hit "Dust my broom" (1951), con il suo inconfondibile attacco di chitarra slide. Grande fu la sua influenza anche sul rock, testimoniata dall'ammirazione e dai tributi di musicisti come Fleetwood Mac, Allman Brothers, Jimi Hendrix e Steve Ray Vaughan.
Euro
20,00
codice 331766
scheda
Jan and dean Anthology (singles 1958/1968 + unheard tracks)
lp2 [edizione] seconda stampa  stereo  usa  1958  united artists 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Bella copia con lievissimi segni di usura sulla copertina, seconda stampa USA degli anni '70, pressoche' identica alla prima tiratura ma con label cambiata, doppio album con copertina apribile in cartoncino ruvido, completa di libretto di otto pagine formato lp attaccato all'interno, etichetta multicolore con immagine di un cielo assolato, scritte nere e logo United Artists in alto, catalogo UAS-9961. Pubblicato nel 1971 dalla United Artists negli USA, dove non entro' in classifica, questo album e' stato a lungo la piu' apprezzata raccolta dedicata a Jan & Dean ed e' tutt'oggi molto considerato. Contiene molti dei piu' celebri 45 giri pubblicati fra il 1958 ed il 1968 dal duo americano, piu' un'intera facciata, la quarta, di registrazioni all'epoca inedite: ''Jennie Lee'', ''Baby Talk'', ''Clementine'', ''Heart and Soul'', ''Tennessee'', ''Barbara Ann'', ''Linda'', ''Surfin' Safari'', ''Surf City'', ''Honolulu Lulu'', ''Drag City'', ''Little Deuce Coupe'', ''The New Girl in School'', ''Dead Man's Curve'', ''The Little Old Lady from Pasadena'', ''The Anaheim' / Azusa & Cucamonga Sewing Circle'', ''Ride the Wild Surf'', ''Sidewalk Surfin''', ''One-Piece Topless Bathing Suit'', ''Popsicle'', ''Vegetables''; (qui di seguito i brani sulla quarta facciata) ''Pigeon joke'', ''Brass section intro'', ''Deadman's curve'', ''Beatle part of out portion'', ''Rhythm section intro'', ''Michelle'', ''Whistling dixie'', ''Thank you dean'', ''Hide your love away'', ''Let's hang on, might as well'', ''Hang on sloopy''. Conosciutisi a Los Angeles, ancora studenti, William Jan Berry e Dean Ormsby Torrence iniziarono presto a suonare insieme, firmando nel '59 per la Dore Records che pubblico' i loro primi singoli ed un album nel '59. Il successo arrivo' pero' soltanto nel '63, con la hit "Linda". Il punto di forza della musica del duo, ormai pienamente inserito nel filone ''surf'' dilagante, erano le splendide armonie vocali, vicine a quelle dei Beach Boys di cui per qualche stagione furono i maggiori concorrenti, oltre che sovente collaboratori. Purtroppo nell'aprile del '66 Jan Berry ebbe un gravissimo incidente d'auto, dal quale non si riprese mai completamente, costringendo Dean Torrence a continuare da solo (peraltro con la vecchia sigla), prima di occasionali reunion nei decenni successivi.
Euro
25,00
codice 326202
scheda
Jennings bill Enough said (180 gr.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1959  got it 
blues rnr coun
Vinile da 180 grammi, copertina senza codice a barre. Ristampa del 2021 ad opera della Got It, pressoché identica alla rara prima tiratura, ma con lo artwork di fronte copertina in bianco e nero e non più in giallo e nero. Originariamente pubblicato nel 1959 dalla Prestige negli USA, inciso al Rudy Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, New Jersey, il 21 agosto dello stesso anno, da Bill Jennings (chitarra elettrica), Jack McDuff (organo), Wendell Marshall (contrabbasso) ed Alvin Johnson (batteria), "Enough said" è un lavoro dai toni rilassati e dondolanti, in cui il gruppo predilige ritmi lenti o in mid-tempo, sintetizzando blues e jazz melodico in un ibrido che sembra prefigurare i futuri sviluppi del soul jazz, anche grazie al delizioso organo di McDuff. Questa la scaletta: "Enough said", "Tough gain", "Volare", "Dark eyes", "It could happen to you", "Blue james", "Dig uncle will". Bill Jennings, originario di Indianapolis (1919-1978), è stato un valido ed influente chitarrista al confine fra jazz e blues, paragonato dalla critica a Tiy Grimes ed al primo Charlie Christian; B.B. King era un suo grande ammiratore. Jennings suonò con Louis Jordan fra la fine degli anni '40 ed i primi '50, e lavoro anche in ambito r'n'b con Leo Parker e Bill Doggett; era mancino e suonava la chitarra al contrario, ed è ricordato come uno dei pionieri del soul jazz.
Euro
17,00
codice 2107991
scheda
Jimenez flaco Flaco jimenez y su conjunto
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1955  arhoolie 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent rock 60-70
Prima stampa USA, copertina cartonata apribile con testi dei brani sul retro ed all'interno, in lingue spagnola ed inglese, label rossa con parte nera in alto, scritte nere, loho Arhoolie nero e rosso in alto, catalogo 3007, vinile che assume colore grigio/fucsia se posto controluce. Pubblicata nel 1978 dalla Arhoolie negli USA, questa antologia documenta la prima parte della carriera discografica di Jimenez, attraverso brani tratti da singoli, tutti incisi a San Antonio in Texas fra il 1955 ed il 1967 ed usciti per etichette come Norteno, Sombrero e Lyra. La raccolta contempla principalmente il periodo 1965-67; allora Jimenez era già un musicista affermato e riconosciuto maestro nel suo stile nell'area texana, proponendo nei locali dello Stato il suo conjunto (noto fuori dal Texas come ''norteno''), una musica da ballo suonata da piccoli gruppi in cui la fisarmonica ricopre un ruolo primario, sviluppatasi fra il Texas ed il Messico settentrionale, accostata al ''tejano'' ma piu' legata alla societa' rurale rispetto a quello. Questa la scaletta, con anno di incisione fra parentesi: "El guero polkas" (1965), "Tesoro de mi alma" (1967), "Sin fe" (1967), "Hasta la tumba" (1955), "Mujer fatal" (1955), "Victimas de huracan beulah" (1967), "La primer noche de mayo" (1965), "El troquero" (1965), "De aqui pa'l real" (1965), "El pade de un soldado" (1967), "De rodillas quisiera mirarte" (1967), "Un mojado sin licensia" (1967), "Virgencita de mi vida" (1967), "Viajando en polka" (1965). Nato nel 1939 a San Antonio, il fisarmonicista texano Flaco Jimenez e' un maestro riconosciuto di questo genere musicale al confine fra due culture diverse, ed ha contribuito a popolarizzare il conjunto presso il grande pubblico senza tradire lo spirito di questa musica, suonando fra l'altro in dischi di artisti pop e rock come Doug Sahm (dei Sir Douglas Quintet), Dwight Yoakam, Ry Cooder e Rolling Stones.
Euro
20,00
codice 333714
scheda
Jobim antonio carlos, l. bonfa Orfeu negro (black orpheus) ost
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1959  doxy 
world
Vinile da 140 grammi, copertina a busta. Ristampa del 2015 ad opera della Doxy, con copertina esclusiva e scaletta in parte diversa da quella della prima tiratura americana (qui i brani sono, nell'ordine, ''O nosso amor'', ''Manha de carnaval (acoustic version)'', ''Scene du lever du soleil'', ''Manha de carnaval (morning of the carnival)'', ''Samba de orfeu'', ''Manha de carnaval (sung version)'', ''Batterie de cappela'', ''Black orpheus movie soundtrack medley''). Pubblicato dalla Epic nel 1959 negli USA, questo album contiene brani ispirati dall'omonima opera teatrale di Vinicius de Moraes, e queste incisioni furono usate per colonna sonora del film ''Black Orfeus'' di Marcel Camus (1959), che porto' in risalto la bossa nova e lancio' la carriera di Jobim e di Bonfa'. Uno dei piu' importanti musicisti brasiliani del '900, Antonio Carlos Jobim (1927-1994), soprannominato ''Tom'', e' stato uno dei maggiori, se non il massimo, esponenti della bossa nova, raffinato genere musicale che fondeva il jazz con le musiche brasiliane come la samba. Fortemente influenzato dal jazz, in particolare da quello della West Coast americana anni '50 di Gerry Mulligan, Chet Baker e Barney Kessel, come dal compositore francese Debussy, Jobim inizia ad incidere nel 1954 e raggiunge la fama collaborando con Vinicius de Moraes alla musica per l'opera teatrale ''Orfeo do carnaval'' nel 1956; nel 1958, quando l'allora sconosciuto Joao Gilberto interpreta alcune composizioni di Jobim, esplode il movimento musicale brasiliano della bossa nova, che avra' grande successo anche all'estero nel decennio successivo. Amante dello studio piu' che degli estenuanti tour dal vivo, Jobim e' autore di album considerati fondamentali nella bossa nova e nella musica brasiliana in generale, ma anche apprezzati in ambito jazz, come ''The composer of Desafinado, plays'' (1963), ''Wave'' (1967) e ''Stone flower'' (1970).
Euro
18,00
codice 3507902
scheda
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1959  fontana 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent world
Quarta stampa americana di meta' anni '60, in stereo, copertina (con giusto assai lievi segni di invecchiamento) cartonata, con la copertina con grafica rinnovata rispetto a quella delle precedenti tirature su Epic, etichetta azzurra con scritte e logo neri, nella versione con "Manufactured and Distributed by Mercury..." in basso, con l' anomala indicazione a destra “A Custom High Fidelity Recording”, normalmente riscontabile nei dischi mono della Fontana (quelli stereofonici riportavano invece "A Stereophonic High Fidelity Recording". Pubblicato dalla Epic nel 1959 negli USA, questo album contiene brani ispirati dall'omonima opera teatrale di Vinicius de Moraes, e queste incisioni furono usate per colonna sonora del film ''Black Orfeus'' di Marcel Camus (1959), che porto' in risalto la bossa nova e lancio' la carriera di Jobim e di Bonfa'. Uno dei piu' importanti musicisti brasiliani del '900, Antonio Carlos Jobim (1927-1994), soprannominato ''Tom'', e' stato uno dei maggiori, se non il massimo, esponenti della bossa nova, raffinato genere musicale che fondeva il jazz con le musiche brasiliane come la samba. Fortemente influenzato dal jazz, in particolare da quello della West Coast americana anni '50 di Gerry Mulligan, Chet Baker e Barney Kessel, come dal compositore francese Debussy, Jobim inizia ad incidere nel 1954 e raggiunge la fama collaborando con Vinicius de Moraes alla musica per l'opera teatrale ''Orfeo do carnaval'' nel 1956; nel 1958, quando l'allora sconosciuto Joao Gilberto interpreta alcune composizioni di Jobim, esplode il movimento musicale brasiliano della bossa nova, che avra' grande successo anche all'estero nel decennio successivo. Amante dello studio piu' che degli estenuanti tour dal vivo, Jobim e' autore di album considerati fondamentali nella bossa nova e nella musica brasiliana in generale, ma anche apprezzati in ambito jazz, come ''The composer of Desafinado, plays'' (1963), ''Wave'' (1967) e ''Stone flower'' (1970).
Euro
28,00
codice 251315
scheda
Jobim antonio carlos, luiz bonfa Orfeu negro (black orpheus) ost
Lp [edizione] ristampa  stereo  ita  1959  philips 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good world
Ristampa italiana dei primi anni '80, uscita per la serie di pubblicazioni "Successo", copertina (con moderati segni di invecchiamento ed adesivo "Special Price" sul fronte) esclusiva, senza barcode, etichetta celeste e blu, catalogo 9279253. Pubblicato dalla Epic nel 1959 negli USA, questo album contiene brani ispirati dall'omonima opera teatrale di Vinicius de Moraes, e queste incisioni furono usate per colonna sonora del film ''Black Orfeus'' di Marcel Camus (1959), che porto' in risalto la bossa nova e lancio' la carriera di Jobim e di Bonfa'. Uno dei piu' importanti musicisti brasiliani del '900, Antonio Carlos Jobim (1927-1994), soprannominato ''Tom'', e' stato uno dei maggiori, se non il massimo, esponenti della bossa nova, raffinato genere musicale che fondeva il jazz con le musiche brasiliane come la samba. Fortemente influenzato dal jazz, in particolare da quello della West Coast americana anni '50 di Gerry Mulligan, Chet Baker e Barney Kessel, come dal compositore francese Debussy, Jobim inizia ad incidere nel 1954 e raggiunge la fama collaborando con Vinicius de Moraes alla musica per l'opera teatrale ''Orfeo do carnaval'' nel 1956; nel 1958, quando l'allora sconosciuto Joao Gilberto interpreta alcune composizioni di Jobim, esplode il movimento musicale brasiliano della bossa nova, che avra' grande successo anche all'estero nel decennio successivo. Amante dello studio piu' che degli estenuanti tour dal vivo, Jobim e' autore di album considerati fondamentali nella bossa nova e nella musica brasiliana in generale, ma anche apprezzati in ambito jazz, come ''The composer of Desafinado, plays'' (1963), ''Wave'' (1967) e ''Stone flower'' (1970).
Euro
12,00
codice 252308
scheda
Johnson j.j. Eminent jay jay johnson volume 1
Lp [edizione] ristampa  mono  fra  1953  blue note 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Copia ancora incellophanata e corredata della fascia obi ancora integra, ristampa francese del 1983 in mono, copertina cartonata senza barcode, label bianca e blu con scritte nere e logo Blue Note bianco in basso ed a sinistra, catalogo BLP1505. Originariamente pubblicato nel 1956 dalla Blue Note negli USA, il primo dei due rari volumi, usciti pressoché contemporaneamente, che documentano due sessioni guidate dal grande trombonista. Entrambi i dischi furono incisi in due occasioni, ai WOR Studios di New York il 22 giugno del 1953 da Clifford Brown (tromba), Jay Jay Johnson (trombone), Jimmy Heath (sax tenore, sax baritono), John Lewis (pianoforte), Percy Heath (contrabbasso) e Kenny Clarke (batteria); ed al Rudy Van Gelder Studio di Hackensack, New Jersey, il 24 settembre del 1954, da Jay Jay Johnson (trombone), Wynton Kelly (pianoforte), Charles Mingus (contrabbasso), Lenny Clarke (batteria) e "Sabu" Martinez (congas); il secondo volume contiene anche brani incisi in una sessione del 1955. Un'operazione di notevole pregio artistico, in cui davvero splendidi sono in particolare i brani del 1953 incisi con un grande sestetto, nel quale brilla la lucentissima stella del trombettista Clifford Brown; hard bop di alto livello, che esalta sia nei momenti di vivacità che in quelli di lento e lunare lirismo (si ascolti "Lover man" sul primo dei due volumi, ad esempio). Questa la scaletta: "Turnpike", "Lover man", "Get happy", "Sketch 1", "Capri", "Jay", "Old devil moon", "It's you or no one", "Too marvelous for words", "Coffee pot". Considerato uno dei massimi trombonisti della storia del jazz, J.J. Johnson (1924-2001) proveniva dallo Indiana. Presente come sessionman in innumerevoli incisioni di grandi jazzisti, Johnson ha anche prodotto una vasta discografia come band leader.
Euro
28,00
codice 332154
scheda
Jones fern Glory road
lp2 [edizione] nuovo  stereo  usa  1959  numero 
blues rnr coun
Adesivo di presentazione del disco sul cellophane, vinile doppio, copertina cartonata apribile senza codice a barre, inner sleeve in cartoncino con artwork, label nera con scritte argento, catalogo 005. Edizione vinilica realizzata nel 2014 dalla Numero, stessa etichetta che l'aveva pubblicata in cd nel 2005, la bella raccolta che compila i brani dei due album conosciuti della cantante Fern Jones, ''Sing a happy song'', originariamente pubblicato nel 1959 dalla Dot, e ''The joneses sing'', uno degli album registrati da Fern (qui accreditata insieme a Ray Jones) per piccole etichette del Sud degli Stati Uniti, dei quali pero' poco o nulla si sa; ''The joneses sing'', originariamente autoprodotto, fu poi ristampato dalla label Christian Faith Recordings e forse per questo e' sfuggito all'oblio. La qualita' straordinaria dell'album ''Sing a happy song'' e' il matrimonio fra la canzone sacra cristiana gospel, il country ed addirittura il rockabilly, generando un originale e sorprendente intreccio fra sacro (nei testi) e profano (nelle musiche). L'album fu inciso con un gruppo di strumentisti di eccezionale valore, punti di riferimento della scena di Nashville: il pianista Floyd Cramer, il chitarrista Hank Garland, il contrabbassista Joe Zinkan ed il batterista Buddy Harman, tutti freschi reduci da una sessione di incisione con Elvis Presley del luglio 1958; il loro approccio, marchiato a fuoco dal rockabilly e dal country, crea uno scintillante contrasto con il canto e le parole gospel di Fern (dotata anche di una limpida e potente voce). Questa la scaletta: ''I am a pilgrim'', ''You ain't got nuthin''', ''I do believe'', ''I was there when it happened'', ''Be thankful you're you'', ''Strange things are happening every day'', ''I ain't got time'', ''Just a little talk with jesus'', ''Keeps me busy'', ''Take my hand precious lord'', ''Let tomorrow be'', ''Didn't it rain''; brani di ''The joneses sing'': ''I was there when it happened'', ''My prayer for the ones I love'', ''I do believe'', ''I don't know'', ''We'll understand it better by and by'', ''Whispering hope'', ''Keeps me busy'', ''Let tomorrow be'', ''I don't care what the world may do'', ''Just a closer walk'', ''This world is not my home'', ''When a sinner prays''. Fern Jones (1923-1996), originaria di Dorado in Arizona, e' stata una misconosciuta ma eccezionale cantante gospel bianca, assiduamente attiva anche come predicatrice cristiana; scoperta da Jimmie Davis, una delle star del Grand Ole Opry di Nashville, incise una manciata di 78 giri ed alcuni rari album, l'ultimo dei quali, ''Sing a happy song'' (1959), e' un sorprendente incrocio fra musica sacra gospel, country e mondane sonorita' rockabilly, che ha portato la critica a collocare la sua voce in un territorio di confine fra Patsy Cline e Wanda Jackson. Fu l'autrice della canzone ''I was there when it happened'', poi coverizzata in studio ed intrepretata a lungo dal vivo dal grande Johnny Cash. Si ritiro' dalle scene musicali nel 1960.
Euro
27,00
codice 3507461
scheda
Jones george Sings his greatest hits (grand ole opry's new star')
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1956  starday 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good blues rnr coun
Copia ancora incellophanata, che presenta una piccola piegatura sull'angolo inferiore destro della copertina, ristampa USA del 1987 dell'album originariamente pubblicato nel 1962 con il titolo di ''Sings his greatest hits'', a sua volta una riedizione con titolo e copertina cambiati (ed una piccola modifica nell'ordine della scaletta dei brani), del primo album di Jones, originariamente uscito nel 1956 con il titolo di ''Grand ole opry's new star''; copertina lucida fronte retro senza barcode, label gialla con scritte nere, logo Starday in ovale con aquila in alto, catalogo SLP150. ''Sings his greatest hits'', uscito nel 1962 su Starday, era una riedizione del primo rarissimo e storico album di Jones, ''Grand ole opry's new star'', pubblicato nell'ottobre del 1956 dalla stessa etichetta. Una gradita introduzione alla musica di uno dei massimi cantanti country della seconda meta' del secolo, in cui forte e' l'influenza di Hank Williams Sr., ma al servizio di uno stile personale ed a sua volta carico di intensita' e di grandi performances vocali. Un'artista da (ri)scoprire. Questa la scaletta: ''Why baby why'', ''Seasons of my heart'', ''It's ok'', ''Let him know'', ''Play it cool'', ''Hold everything'', ''Boat of life'', ''You gotta be my baby'', ''What am I worth'', ''Your heart'', ''Ragged but right'', ''Yearning'' (duetto con Jeanette Hicks), ''Still hurtin''', ''Taggin' along''. Nato e cresciuto nel Texas orientale, George Jones (1931-2013) e' stato uno dei piu' grandi cantanti country del '900, nonche' uno di quelli di maggior successo nella sua lunghissima carriera. Ottimo cantante, influenzato dal grandissimo Hank Williams Sr., Jones eccelleva in particolare nell'interpretazione di toccanti ballate, ma era anche capace di esprimersi come un piu' vivace ''honky tonker''. La sua carriera discografica decollo' nel 1954, e nel 1955 un suo singolo era gia' nella top 5 della classifica country americana, ''Why baby why'' e, nonostante periodi difficili sia a livello personale che professionale, la sua attivita' musicale e' andata avanti fino al primo scorcio del XXI secolo, fra periodi di offuscamento e brillanti ritorni.
Euro
15,00
codice 330598
scheda
Jones jo Essential jo jones (the jo jones special + jo jones plus two)
LP2 [edizione] ristampa  stereo  fra  1955  vanguard 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Prima stampa europea di pressaggio francese, con copertina pressoché identica a quella USA (e diversa da quella inglese), vinile doppio, copertina apribile laminata all'esterno e liscia all'interno, label verde con scritte nere, logo Vanguard nero e bianco in alto, logo SACEM a destra, catalogo VSD101/2, scritta "MPO" stampigliata sul trail off. Pubblicato nel 1977 dalla Jazz Vogue nel Regno Unito e dalla Vanguard negli USA, questo doppio è in realta' una riedizione congiunta dei primi due album di Jo Jones, "The jo jones special" e "Jo Jones plus two", originariamente pubblicati nel 1955 e nel 1959 in forma separata; qui di seguito li descriviamo separatamente. "The jo jones special": originariamente pubblicato nel 1955, inciso l'11 ed il 16 agosto dello stesso anno da Jo Jones (batteria), Count Basie (pianoforte), Emmett Berry (tromba), Lawrence Brown (trombone), Benny Green (trombone), Freddie Greene (chitarra), Walter Page (contrabbasso), Nat Pierce (pianforte), Rudy Powell (clarinetto) e Lucky Thompson (sax tenore); è un lavoro di swing jazz che si ispira fortemente a Count Basie e la sua orchestra, con il quale Jones aveva collaborato a lungo nei due decenni precedenti, fra episodi vivacissimi e festosi come "Georgia mae" ed una lenta e splendida "Lover man". Questa la scaletta: "Shoe shine boy" (first take), "Lover man", "Georgia mae", "Caravan", "Lincoln heights", "Embraceable you", "Shoe shine boy" (second take)". "Jo Jones plus two": originariamente pubblicato nel 1959 dalla Vanguard, inciso il 30 aprile del 1958 da Jo Jones (batteria), Ray Bryant (pianoforte) e Tommy Bryant (contrabbasso), è un lavoro molto diverso dal suo primo album del 1955; qui Jones suona con un piccolo complesso a trio, lasciando molto spazio agli assoli di batteria, ma anche ad un jazz fluido ed elegante in cui i tre strumenti dialogano amabilmente in episodi lenti e rilassanti ed in brani dal sottofondo più vivace. Questa la scaletta: "Satin doll", "Little susie", "Spider kelly's blues", "Cubano chant", "Splittin'", "Sweet lorraine", "Bicycle for two", "Old man river", "Sometimes I'm happy". Jazzista di Chicago, il batterista "Papa" Jo Jones (1911-1985) non va confuso con il più giovane e quasi omonimo collega Philly Joe Jones. Jo Jones è stato uno dei migliori e più influenti percussionisti dell'epoca swing del jazz; fu lui che trasferì il ruolo di tenuta del tempo dalla grancassa al piatto hi-hat, e questa sua innovazione influenzò poi molti colleghi sia nello stile swing che in quello be-bop. Dopo aver suonato dei Blue Devils di Walter Page e nella band di Lloyd Hunter, Jones si trasferì a Kansas City e, nel 1934, entrò nell'orchestra del grandissimo Count Basie e fu parte di una delle migliori sezioni ritmiche della storia del jazz; il batterista rimase con Basie fino al 1948, e prese parte anche ad alcuni tour della Jazz at the Philharmonic, oltre a collaborare, negli anni '50, con nomi del calibro di Billie Holiday, Art Tatum e Duke Ellington, fra gli altri. La sua discografia come band leader è piuttosto scarna, ma include alcuni validi lavori.
Euro
23,00
codice 332718
scheda
Jones jonah Vous invite a danser
7" ep [edizione] originale  stereo  ita  1954  durium / vogue 
  [vinile]  Very good  [copertina]  Very good jazz
Copia con leggeri segni di invecchiamento su copertina e vinile, prima stampa italiana su Durium / Vogue, copertina lucida fronte retro e flipback su due lati sul retro, label verde in basso e bianca in alto, con foro centrale largo, scritte nere, logo Vogue bianco e nero in basso, ''made by durium in italy'' a destra, logo BIEM a sinistra, senza logo D.R., senza logo SIAE e senza timbro SIAE, senza data sul trail off, catalogo EPL.45-37. Questo ep, pubblicato nel 1959 dalla Disques Vogue in Francia, contiene quattro brani del Jonah Jones / Alix Combelle Sextet, tre dei quali tratti da due 78 giri del 1954 usciti in Francia su Swing, ed uno dal 10'' ''Jonah jones and the alix combelle sextet'', uscito in Gran Bretagna su Vogue. I brani furono incisi il 24 febbraio del 1954 da Jonah Jones (tromba), brillante trombettista afroamericano (1909-2000), molto popolare negli anni '50, e dedito soprattutto allo swing ed al dixieland, Alix Combelle (sax tenore), importante jazzista francese di meta' '900, Jean-Claudie Pelletier (pianoforte), Jean Bonal (chitarra), Alix Bret (contrabbasso) e Pierre Lemarchand (batteria). ''Confessin'', ''Blues de la baleine'', ''I may be wrong'' e ''Love is just around the corner'' mostrano un jazz intriso di lnaguore blues e stilisticamente vicino al pre-bop.
Euro
8,00
codice 328254
scheda
Jones philly joe Blues for dracula
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1958  honey pie 
jazz
Ristampa del 2020 ad opera della Honey Pie, pressoché identica alla rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1958 dalla Riverside negli USA, inciso ai Reeves Sound Studios di New York il 17 settembre del 1958, da Philly Joe Jones (batteria), Nat Adderley (cornetta), Julian Priester (trombone), Johnny Griffin (sax tenore), Tommy Flanagan (pianoforte) e Jimmy Garrison (contrabbasso). Il primo album di Jones in qualità di band leader si fa subito notare per la buffa copertina, che ritrae un vampiro alla batteria, elemento spiritoso che continua anche nella prima parte del brano di apertura, che dà il titolo allo lp e che contiene un bizzarro monologo con il quale Jones sembra voler imitare il celebre attore Bela Lugosi; ma "Blues for dracola" è tutto fuorché uno scherzo, è infatti un disco di solido hard bop, senza ulteriori sorprese, suonato da un gruppo di alta caratura, e condito da alcuni scoppiettanti assoli di batteria del leader. Questa la scaletta: "Blues for dracula", "Trick street", "Fiesta", "Tune-up", "Ow!". Uno dei più grandi batteristi dell'epoca bop, Philly Joe Jones (1923-1985), originario di Philadelphia, si trasferì nel 1947 a New York e suonò con i più grandi protagonisti del be bop, fra cui Charlie Parker, Fats Navarro e Dizzy Gillespie, ma fu con la sua militanza nel primo eccezionale "grande quintetto" di Miles Davis, fra il 1955 ed il 1956, che divenne famoso, contribuendo a scrivere alcune delle più belle pagine della storia del jazz; fu con Davis fino al 1958, anno in cui pubblicò il suo primo album da leader. Dopo aver vissuto in Europa a cavallo fra gli anni '60 e '70, dove suonò fra gli altri con l'avanguardista Archie Shepp, tornò a Philadelphia, dove fondò un gruppo fusion, Le Grand Prix, poi dal 1981 guidò i Dameronia, un ensemble dedito all'interpretazione della musica di Tadd Dameron.
Euro
18,00
codice 3513135
scheda
Jordan clifford / john gilmore Blowing in from chicago
Lp [edizione] ristampa  stereo  usa  1957  blue note 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
Ristampa degli anni 2000, copertina (con giusto assai lievi segni di invecchiamento) lucida senza codice a barre, pressoche' identica alla rara prima tiratura, etichetta Blue Note biacna e blu, catalogo BN-1549 sull' etichetta, BLP-1549 sulla copertina. Originariamente pubblicato nel 1957 dalla Blue Note, inciso al Rudy Van Gelder Studio di Hackensack, New Jersey, il 3 marzo del 1957, da Clifford Jordan (sax tenore), John Gilmore (sax tenore), Horace Silver (pianoforte), Curly Russell (contrabbasso) ed Arrt Blakey (batteria). Il primo album da leader per Clifford Jordan, co-accreditato a John Gilmore, vede i due sassofonisti sostenuti da una sezione ritmica di alta qualita', che alimenta un bop jazz scoppiettante e dinamico; Clifford, piu' compassato, e Gilmore, piu' esuberante, si cimentano con una scaletta di brani in gran parte poco noti che ha raccolto il plauso della critica. L'album e' da notare anche per essere frutto di una delle poche sessioni di Gilmore effettuate fuori dal giro di Sun Ra. Questa la scaletta: ''Status quo'', ''Bo-till'', ''Blue lights'', ''Billie's bounce'', ''Evil eye'', ''Evrywhere''. Originario di Chicago, il sassofonista Clifford Jordan (1931-1993) era uno stimato strumentista di ambito principalmente bop capace di suonare insieme a jazzisti di diversa estrazione stilistica come nel caso del sestetto di Charles Mingus (insieme anche ad Eric Dolphy), Horace Silver, J.J. Johnson, Max Roach e Kenny Dorham, nel corso degli anni '60, oltre a portare avanti la sua attivita' di band leader.
Euro
20,00
codice 252082
scheda
Kenton stan Concert in miniature no.13 & 14
Lp [edizione] originale  stereo  usa  1952  joyce 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
prima stampa USA, copertina (con giusto assai lievi segni di invecchiamento) cartonata senza barcode, label blu con scritte argento e logo Joyce argentato in alto, catalogo JOYCE1093. Pubblicato nei primi anni '80 dalla Joyce, label della Florida, questo album contiene registrazioni dal vivo di due diverse performances di Stan Kenton con la sua orchestra: sulla prima facciata ai Moonlight Gardens di Cincinnati, Ohio, il 26 agosto del 1952, sulla seconda al Theatre No. 2 di Fort Sheridan, Illinois, il 2 settembre del 1952; discreta la qualità sonora delle registrazioni. L'orchestra di Kenton includeva qui alcuni grandissimi talenti come Maynard Ferguson, Lee Konitz e Conte Candoli, la musica è uno scoppiettante, esuberante jazz orchestrale dalle atmosfere festanti e dinamiche, ma non mancano episodi dai ritmi lenti e dal sound avvolgente e lirico. Questo l'organico completo dell'orchestra: Buddy Childers, Maynard Ferguson, Conte Candoli, Don Dennis, Ruben McFall (trombe), Bob Burgess, Frank Rosolino, Bill Russo, Keith Moon (tromboni), George Roberts (trombone basso), Lee Konitz (sax alto), Vinnie Dean (sax alto), Bill Holman (sax tenore), Richie Kamuca (sax tenore), Bob Gioga (sax baritono), Stan Kenton (pianoforte), Sal Salvador (chitarra), Do Bagley (contrabbasso) e Stan Levey (batteria). Questa la scaletta: "Limelight", "Street of dreams", "Blue moon", "You go to my head", "Bill's blues", "Theme and signoff" (26/8/52); "Love for sale", "Round robin", "Bags and baggage", "All the things you are", "Young blood", "Theme and signoff" (2/9/52). Il pianista e direttore d'orchestra Stan Kenton (1911-1979) è uno dei personaggi più controversi della storia del jazz. Amato da alcuni e detestato da altri, Kenton aveva senza dubbio una sua originale ed innovativa concezione della jazz big band, dando maggior risalto alla potenza del suono ed agli arrangiamenti rispetto allo swing: le sue orchestre erano note per la capacità di eseguire esplosivi crescendo di potenza quasi sinfonica.
Euro
16,00
codice 331366
scheda
Kenton stan kenton era part.1/'40 - '42
Lp [edizione] originale  mono  uk  1958  capitol 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
stampa originale uk, copertina lucida e "flipback" su due lati, etichetta grigia con scritte argento e logo Capitol argento in alto, del primo dei bei quattro volumi dedicati al grande musicista americano. L'album presenta sul lato 1 un prologo nel quale Kenton spiega a parole e con l'aiuto musicale della sua orchestra lo sviluppo della sua musica, mentre sul lato 2 raccoglie una serie di registrazioni al Rendezvous di Los Angeles, tra le quali Š bene ricordare "Artistry In Rhythm", brano che definir… il suo futuro orizzonte musicale; con una unica eccezzione, quella di " Etude For Saxophones", pezzo registrato in un negozio di musica insieme ad altri otto musicisti e che ben rappresenta il desiderio da parte di Kenton di suonare, all'epoca, un jazz nuovo e diverso. Tutti i brani sono compresi,in ordine di tempo tra il '40 ed il '42. Pianista, bandleader, compositore e arrangiatore dalle sonorit… compatte e taglienti. Ha lasciato un repertorio vasto e originale.Cre•, insieme a Woody Herman, quel genere particolare fra jazz e musica classica che prese il nome di progressive jazz.
Euro
25,00
codice 301041
scheda
Kenton stan kenton era part.2/'43-'44/'45-'46
Lp [edizione] originale  mono  uk  1958  capitol 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent jazz
stampa originale uk, copertina lucida e "flipback" su due lati, etichetta grigia con scritte argento e logo Capitol argento in alto, del secondo dei bei quattro volumi dedicati al grande musicista americano. L' album presenta sul lato 1, intitolato "Growing Pains", alcune performances, tutte comprese tra il '43 ed il '44, dal vivo alla Band Rehearsal di Hollywood ed al Civic Auditorium di Pasadena; con l' unica eccezzione di "I'm going mad for a pad", una sorta di "racconto swingante", registrata in studio sempre ad Hollywood. Mentre sul lato 2, intitolato "Artistry in Rhythm", troviamo alcuni tra i pezzi che hanno decretato il successo dell' Orchestra di Kenton e che hanno definito il suo modo di intendere il jazz . Tra i musicisti qui presenti vanno ricordati Stan Getz e Shelly Manne. Pianista, bandleader, compositore e arrangiatore dalle sonorit… compatte e taglienti. Ha lasciato un repertorio vasto e originale. Cre•, insieme a Woody Herman, quel genere particolare fra jazz e musica classica che prese il nome di progressive jazz.
Euro
25,00
codice 301042
scheda

Page: 12 of 21


Pag.: oggetti: