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Can Live in aston 1977
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1977  spoon / mute 
rock 60-70
Completo di inserto di quattro pagine con foto e note a cura dell'ex Sex Pistols Glen Matlock, label custom in bianco e nero, catalogo FDSPOON68. Pubblicato nel maggio del 2024 dalla Spoon / Mute, questo album è parte della serie Can Live, che documenta in forma ufficiale l'attività concertistica del seminale gruppo tedesco. Questa volta la serie ci trasporta all'Università di Aston, Birmingham, Inghilterra, il 4 marzo del 1977, poco dopo l'uscita dell'ottavo album dei Can "Saw delight": questo volume è il primo della serie dove compare il bassista Rosko Gee (già con i Traffic), che si era recentemente unito al gruppo tedesco, permettendo all'originario bassista Holger Czukay di impegnarsi con differente strumentazione (è qui accreditato agli "waveform radio and spec. sounds", quindi quasi certamente all'elettronica); completano la formazione gli immancabili Irmin Schmidt (tastiere, synth), Michael Karoli (chitarra) e Jaki Liebezeit (batteria). L'album contiene quattro lunghi brani per lo più strumentali, nei quali la musica dei Can si fa più lineare rispetto alle loro fasi maggiormente sperimentali, ma mantiene gli accenti psichedelici, il groove elastico ed ipnotico e le melodie spaziali di tastiere e sintetizzatore. Questa la scaletta: "Aston 77 Eins", "Aston 77 Zwei", "Aston 77 Drei", "Aston 77 Vier". Gruppo tedesco di enorme importanza per quello che è passato alla storia come ''krautrock'' ma anche per generazioni successive di musicisti, dalla new wave al post rock, i Can si formarono a Colonia nel 1968. Influenzati dalla musica d'avanguardia di Stockhausen e dal funk come dal pop dei Beatles e dal rock rivoluzionario dei primi Velvet Underground, erano maestri della elaborazione sonora in studio ma anche assai efficaci dal vivo; la loro musica, che combinava ritmi complessi quanto circolari ed apparentemente ripetitivi (ma anche quasi impercettibilmente ricchi di sfumature), prodotti dal batterista Jaki Liebezeit (che veniva dal jazz!) e dal bassista Holger Czukay (autore come solista dell'eccezionale ''Canaxis'', 1969), melodie ora molto delicate e pop, ora dissonanti e schizofreniche, funk, jazz, psichedelia, minimalismo, pop, sperimentazione, suggestioni orientaleggianti, era estremamente originale e sarebbe poi risultata seminale per le generazioni successive. Inizialmente fronteggiati dal cantante e poeta afroamericano Malcolm Mooney (con loro nel primo album ''Monster movie'', 1969, ed in parte del secondo ''Soundtracks'', 1970), trovarono poi nel giapponese Kenji ''Damo'' Suzuki una voce più duratura, seppure tanto fuori dalle righe ed aliena quanto quella di Mooney, e realizzarono dischi fondamentali come ''Tago mago'' (1971) e ''Future days'' (1973).
Euro
34,00
codice 3515986
scheda
Candlemass Epicus doomicus metallicus
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1986  peaceville 
heavy metal
Ristampa del 2023, copertina pressoche' identica alla prima molto rara tiratura, corredata di inner sleeve ed inserto, catalogo VILELP969. Originariamente pubblicato nel 1986 dalla Black Dragon negli USA e dalla Leviathan in Francia, il primo seminale album dei Candlemass, precedente ''Nightfall'' (1988). Considerato da molto appassionati come uno dei dischi cardine della nascita del doom metal, questo ''Epicus doomicus metallicus'' reintrodusse i riff e la monolitica ed inesorabile lentezza dei primi Black Sabbath nella scena heavy metal, dominata all'epoca da band che proponevano una musica piu' tirata come il trash metal. Il gruppo svedese invece qui si cimenta con lenti e cupi brani, spesso di notevole durata, in cui la lezione di classici brani sabbathiano come ''Iron man'' o ''Lord of this world'' veniva ripresa e riproposta in scenari apocalittici e depressivi, il tutto pero' con sonorita' ed approccio vocale piu' anni '80 e che anni '70. Questa importante formazione svedese di Stoccolma, formatasi nel 1985 e guidata dal bassista e paroliere Leif Edling (ex Nemesis), e' considerata fra le principali protagoniste della nascita del doom metal, riappropriandosi dei ritmi e delle atmosfere dei primi Black Sabbath e riammodernandoli agli anni '80, oltre che ad arricchirli con l'originale stile vocale di Messiah Marcolin, entrato nella formazione prima del secondo album ''Nightfall'' (1988). Furono autori di alcuni dei primi e pionieristici album della scena doom, a meta' anni '80, sciogliendosi poi nel 1993, con Edling che formo' gli Abstrakt Algebra, ma ritornarono verso la fine del secolo con un paio di nuovi lp. Ulteriori album sono stati pubblicati nel primo decennio del nuovo secolo.
Euro
31,00
codice 2129627
scheda
Canned heat future blues
Lp [edizione] nuovo  stereo  ger  1970  mig 
rock 60-70
ristampa del 2024, copertina apribile pressoche' identica alla prima rara tiratura su Liberty, ma con nome del gruppo e titolo stampati sul fronte. Pubblicato in Usa nell' agosto del 1970 dopo ''Hallelujah" e prima di "Historical Figures and Ancient Heads", il quinto album in studio, giunto al numero 59 delle classifiche Usa ed al numero 27 di quelle inglesi. Ultimo lavoro dei Canned Heat a vedere la partecipazione di Alan Wilson, "Future Blues" e' considerato uno dei capolavori in studio della band, nonche' l' lp in cui il gruppo si cimenta con il maggior numero di stili e soluzioni sonore. Tutti i brani sono concisi e dinamici, tra questi "Shake It and Break It" (cover da Charlie Patton) e "My Time Ain't Long", che anticipano le soluzioni sonore di "Going up the Country" dell' anno successivo, episodi dal tono molto heavy e drammatico, come le covers di "Let's Work Together" di Wilbert Harrison e quella di "That's All Right, Mama'' di Arthur Big Boy Crudup, e "London Blues", dove il leggendario Dr. John (che arrangia anche i fiati in "Skat"), suona il piano. Prima ancora di aver inciso un album, i Canned Heat riscossero un buon successo nel '67 con l' apparizione al Festival di Monterey, imponendosi di li' a poco come uno dei gruppi piu' importanti del nuovo blues bianco americano. Innumerevoli gli avvicendamenti in formazione, da segnalare almeno la presenza del bassista Stuart Brotman (successivamente nei Kaleidoscope da "Incredible Kaleidoscope" in poi, e quindi nei Morning) nella formazione che tra il '66 ed il '67 registro' il "Live at Topanga Canyon"; quella di Mark Andes (degli Spirit) nelle registrazioni pubblicate in "Vintage Heat"; la dipartita di Frank Cook dopo il primo LP (andra' a formare i Pacific Gas & Electric) e l' arrivo di Harvey Mandel dopo il Festival di Woodstock nel '69 (andandosene via porto' con se' il bassista Larry Taylor nei Pure Food & Drug Act). Il suicidio del chitarrista e armonicista Al Wilson, tra i membri fondatori del gruppo, avvenuto il 3 Settembre del 1970, diede un colpo definitivo alla band, che da li' in avanti non produrra' piu' nulla di particolarmente eclatante, nonostante altri prestigiosi innesti nella formazione, come quello di Joel Scott Hill, al basso in "Historical Figures...", ex L.A.Gateway e futuro Flying Burrito Brothers.
Euro
30,00
codice 3034993
scheda
Lp [edizione] ristampa  stereo  eu  1974  blue star / de agostini 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Excellent blues rnr coun
Copia ancora incellophanata, ristampa del 2022, rimasterizzata ed in vinile 180 grammi, distribuita nel circuito delle edicole spagnole nell' ambito della serie di pubblicazioni "Blues en Vinilo", copertina senza barcode, pressoche' identica alla prima rara tiratura. Originariamente pubblicato nel 1974 dalla Blue Star in Francia, questo album contiene le incisioni in studio frutto della collaborazione fra Memphis Slim e la grande rock blues band californiana Canned Heat, con la partecipazione dei Memphis Horns; le sessioni furono effettuate in un periodo di più anni, fra il 1970 ed il 1973, e presentano un sound molto più incline al blues che al rock, non sorprendentemente: la solida base ritmica dei Canned Heat si integra con gli ottoni dal sapore fortemente soul e r'n'b, supportando la voce ed il piano di Memphis Slim, e le ottime chitarre di Henry Vestine e James Shane. Questa la scaletta: "Back To Mother Earth", "Trouble Everywhere I Go", "Black Cat Cross My Trail", "Mr. Longfingers", "Five Long Years", "When I Was Young", "You Don't Know My Mind", "Boogie Duo", "Down That Big Road", "Whizzle Wham", "Paris". Considerato uno dei piu' grandi pianisti blues di tutti i tempi, Memphis Slim nasce nel 1915 come John Chatman a Shelby County in Tennessee; rimasto orfano a due anni, cresce con la nonna che suona brani di Bessie Smith e Blind Lemon Jefferson, dalla quale eredita il talento musicale. A sedici anni fugge di casa per incontrare il suo idolo, il bluesman Roosevelt Sykes; inizia a vagabondare per il sud, poi è a Chicago nel '40 dove registra per la prima volta, inizia a suonare nei club della città accompagnato da due sax, il basso e il suo piano. Nel 1970 suona al Newport Folk Festival e sarà il primo bluesman di colore a diventare famoso in Europa. Muore a Parigi nel 1978 a 72 anni.
Euro
19,00
codice 261716
scheda
Captain beefheart Mirror man
Lp [edizione] originale  stereo  uk  1971  Buddah 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Good rock 60-70
prima rara stampa inglese, copertina apribile sagomata con una apertura sul fronte come per uno specchio rotto (la particolare confezione rende rare le copertine di questo disco in buono stato di conservazione, e questa mostra in effetti diversi segni di invecchiamento, tra cui un paio di consueti strappetti sul fronte presso le parti sagomate), apertura per il disco all' interno ed etichetta nera con logo e scritte argento (nella versione senza "Made in England" a sinistra e con seconda facciata che vede titolo, crediti e durata di ogni brano su una unica riga, catalogo 2365002. Il quinto album, pubblicato dalla Buddah nel 1971, uscito dopo ''Lick my decals off, baby'' (1970) e prima di 'Spotlight kid'' (1972). Inciso alla fine del 1967 ma pubblicato solo nel 1971, ''Mirror man'' contiene brani che avrebbero dovuto far parte del doppio album ''It comes to you in plain brown wrapper'', che non fu mai pubblicato: una parte delle incisioni andarono a formare il secondo lp del gruppo ''Strictly personal'' (1968), mentre quelle qui presenti videro la luce con questo lp. Lo stile del Capitano e dei suoi compagni e' qui effettivamente vicino a quello dell'album del 1968, ovviamente senza i massicci effetti psichedelici che furono aggiunti su ''Strictly personal''; la Magic Band suona qui quasi come un live in studio, attraverso cinque lunghissimi brani in cui si incontrano blues primitivo stravolto, jazz ed acid rock, sostenuti da ritmi ora bislacchi e cangevoli (come in ''Tarotplane'') ora ipnotici e circolari (''Kandy korn''). La lunga ''Tarotplane'', e' quasi una sintesi stravolta e lisergica del blues acustico anteguerra, con le sue citazioni da molteplici standard blues come ''Terraplane blues'' di Robert Johnson e ''You're gonna need somebody on your bond'' di Blind Willie Johnson; ''Kandy korn'' e' un crescendo minimale ed ipnotico, mentre ''25th century quaker'' e' immersa in un'atmosfera mercuriale, sorta di primo Dr. John versione noir, ed infine ''Mirror man'' chiude giocosamente l'album con un solare ma sanguigno incedere, sgangherato e polveroso come la voce e l'armonica di Captain Beefheart.
Euro
38,00
codice 261282
scheda
Captain beefheart Safe as milk (+7 bonus tracks!)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1967  music on vinyl 
rock 60-70
ristampa in vinile 180 grammi, versione ESTESA A DOPPIO ALBUM CON L' AGGIUNTA DI SETTE TRACCE IN PIU' (sette outtakes registrate tra l' ottobre ed il novembre del '67: "Safe As Milk (Take 5)", "On Tomorrow", "Big Black Baby Shoes", "Flower Pot", "Dirty Blue Gene", "Trust Us (Take 9)", "Korn Ring Finger"), copertina lucida pressoche' identica a quella della originaria rara tiratura, copia corredata di inserto con foto e note. Pubblicato nel Novembre del 1967, non entro' in classifica ne' in USA ne' in UK (dove usci' nel Febbraio del 1968); ancora molto lontano dalla sperimentazione tout court del successivo "Trout Mask Replica", e' uno dei grandi classici della stagione psichedelica americana, lavoro gia' maturo e geniale, ad elevatissimo tasso di acidita', che da una base di blues si apre ad influenze soul e folk, ma anche doo wop, avant garde e pop, costruendo quello stile caleidocopico e free form che sara' la base del suo marchio di fabbrica anche negli anni successivi, dove tutto e' tenuto insieme dalla sua inconfondibile ed abrasiva voce e da uno stuolo di musicisti straordinari (tra i quali un giovanissimo Ry Cooder). Contiene alcuni dei classici del capitano, quali ''Zig zag wanders'', ''Call on me'', ''Yellow brick road'', ''Electricity'' o ''Abba zaba''.
Euro
37,00
codice 2130153
scheda
Caputo sergio Ne approfitto per fare un po' di musica
Lp [edizione] originale  stereo  ita  1987  cgd 
  [vinile]  Excellent  [copertina]  Very good cantautori
Prima stampa italiana, copertina (con leggeri segni di invecchiamento, visibili per lo più sul retro) apribile e lucida, senza barcode, inner sleeve con testi, label multicolore con logo CGD in verticale sotto il foro centrale, catalogo CGD20608, data sul trail off del lato A 15/1/87. Pubblicato nel 1988 dalla CGD, il primo album dal vivo, uscito fra il quarto ed il quinto album studio (rispettivamente "Effetti personali" del 1986 e "Storie di whisky andati" del 1988). La scaletta si apre con un nuovo brano inciso in studio, "Il Garibaldi innamorato", che Caputo portò al festival di Sanremo del 1987 e che uscì su singolo; l'album fu egistrato da Caputo (voce, sassofono) con Julius Farmer (basso), Claudio Mastracci (batteria, voce), Michele Ascolese (chitarra, voce), Stefano Sabatini (piano, tastiere), Wally Allifranchini (sassofono), Moreno Frassi (trombone, percussioni) e Fernando Brusco (tromba). Un frizzante set in cui si intrecciano con vivacità jazz, cantautorato e moderno r'n'b. Questa la scaletta: "Il Garibaldi Innamorato", "L'Astronave Che Arriva", "Trio Vocale Militare", "T'ho Incontrata Domani", "Spicchio Di Luna", "Vado Alle Hawaii", "Hemingway Cafè Latino", "Un Sabato Italiano", "Mercy Bocù", "La Iena Si E' Svegliata", "Italiani Mambo". Cantautore romano, che si esprime spesso in un tipico stile sospeso tra jazz swing e repertorio cantautoriale, Sergio Caputo è uno dei più originali personaggi emersi dalla canzone italiana degli anni '80; nato nel 1954 a Roma, il suo debutto solista risale al 1978 con il singolo ''Libertà dove sei'', mentre il successo arriva finalmente nel 1983 con il primo album ''Un sabato italiano''; più tardi si cimenterà efficacemente anche con la musica jazz. La sua carriera prosegue ancora intensamente nei primi decenni del XXI secolo.
Euro
18,00
codice 336193
scheda
Car seat headrest Teens of denial
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  2016  matador 
indie 2000
copertina apribile, adesivo su cellophane, inner sleeves, etichette custom. “Teens of denial” (2016) è il secondo album di Car Seat Headrest (ossia Will Toledo) ad uscire per la Matador Records. Il precedente disco, “Teens of Style” (2015) era una sorta di best of delle prime registrazioni del musicista americano, questo nuovo album, invece, è una raccolta di canzoni – settanta minuti in tutto – registrate in uno studio professionale, con un produttore vero e proprio (Steve Fisk) ed una band. Al centro dei dodici brani le difficoltà di un adolescente, Joe, in bilico tra immaturità e età adulta. Le sonorità, quindi, sono quelle dell’indie rock collegiale, non potrebbe essere altrimenti. Car Seat Headrest, vero nome Will Toledo, è un musicista cresciuto a Williamsburg (Virginia). Al liceo ha suonato nella band sinfonica della scuola, al college si è appassionato ad artisti come Radiohead, Modest Mouse, R.E.M., Animal Collective e Swans, cominciando a scrivere canzoni al computer e facendosi chiamare Car Seat Headrest, ossia “sedile posteriore della macchina” dove era solito registrare le parti vocali. Inizia poi a suonare dal vivo con una band di musicisti, continuando, però, a registare le canzoni a casa suonando tutti gli strumenti e cantando tutte le parti vocali. A partire dal maggio 2010 pubblica online una lunga serie – circa una decina - di album autoprodotti fino al 2014. Perché poi arriva il contratto con la Matador Records, nel 2015 esce “Teens of Style” , seguito nel 2016 da “Teens of denial”. Toledo aka Car Seat Headrest è autore di un classico indie rock, dalle tinte power/noise pop e lo-fi.
Euro
34,00
codice 2129578
scheda
Caravan caravan (1st lp 1968)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1968  music on vinyl 
rock 60-70
ristampa in vinile 180 grammi per audiofili, copertina pressoche' identica alla prima tiratura pubblicata in Inghilterra su Verve nel 1968. Pubblicato in Inghilterra nell' ottobre del 1968 prima di ''If i could do it all over again'', non entrato nelle classifiche UK ne' in quelle USA. Il primo album. Inserito dalla critica inglese tra i migliori 100 albums della psychedelia, e' lavoro molto diverso dai successivi, e con piu' di un punto di contatto con gruppi quali Soft Machine, Pink Floyd o Tomorrow. I Caravan sono in questo stadio l'anello di congiunzione tra i suoni dell' estate del 1967 e gli esperimenti delle nuove leve che daranno vita al primo progressive, la loro angolazione non e' pero' affatto sinfonica ma vicina all' ''art rock'', vedi Giles, Giles & Fripp o i Gong. Nel gruppo in questo primo lp suonano Pye Hastings, Richard Coughlan, David Sinclair, Richard Sinclair. L'album viene registrato mentre il gruppo e' la ''residence band al leggendario Middle Earth club di Londra, e' in questo periodo che il manager Tony Cox riesce a trovare un contratto per il gruppo con la Verve che pubblica questo loro album, il disco e' piuttosto distante dal suono canterburiano che sara' la loro caratteristica nei primi anni '70, tra i brani contenuti le magnifiche "Place of My Own", "Love Song With Flute", "Ride ".
Euro
29,00
codice 2129325
scheda
Caravan In the land of grey and pink (2lp)
Lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1971  klimt 
rock 60-70
Ristampa limitata in vinile colorato grigio e rosa, estesa a doppio album con l' inclusione di un intero album di inediti registrati in studio nel medesimo periodo, copertina apribile senza barcode pressocche' identica alla prima rara tiratura uscita in Inghilterra su Deram. Questi i brani del secondo album, aggiunti per l' occasione: "I Don't Know It's Name", "Disassociation / 100% Proof" (ovvero un segmento della lunga suite della seconda facciata dell' album, ma con un mix diverso), "Aristocracy", "It's Likely To Have A Name Next Week" (versione strumentale di "Winter Wine", dall' album) e "Group Girl" (prima versione di "Golf Girl", dall' album, con testo leggermente diverso). Pubblicato in Inghilterra nel marzo del 1971 dopo ''If I Could Do It...'' e prima di ''Waterloo Lily'', non entrato nelle classifiche UK ne' in quelle USA. Il terzo album. E' una delle opere piu' note del progressive britannico e principale testo del Canterbury Sound, e' l'ultimo lavoro della formazione classica che si disperdera' di li' a poco, con David Sinclair che si unira' nell'agosto del 1971 a Robert Wyatt nei Matching Mole. Il disco, vista la sua rilevanza artistica e storica, merita un' analisi e soprattutto un ascolto attento e non superficiale. I testi sono un tipico esempio di humor britannico, cinici e metaforici e carichi di satira sociale e nonsense, ma con momenti assai drammatici ed altri assolutamente sognanti, la musica e' un perfetto esempio di fusione tra folk, psychedelia, progressive, jazz, con richiami al lavoro di Traffic, Soft Machine, Family, Egg, ma l'organo ed il sax sono gli strumenti qui maggiormente in evidenza, specie nella lunga suite ''Nine Feet Underground'' che divisa in movimenti occupa da sola la seconda facciata e che fa da contrasto ai ritmi piu' cool e jazzati di ''Winter Wine'', dal meraviglioso testo tolkieniano, i continui passaggi da partiture lente ed atmosferiche a furiose cavalcate strumentali ricordano i migliori King Crimson o i Soft Machine del terzo album, da notare poi la splendida ''Golf Girl'', dalle liriche veramente poetiche ed ispirate. Un album di enorme spessore artistico, che riunisce in se' le molte anime della musica britannica dei primi anni '70 e che a distanza di oltre trenta anni non cessa di stupire per la sua originalita' e raffinatezza. Indispensabile.
Euro
33,00
codice 2129617
scheda
Carcass Heartwork - ultimate edition (original album + bonus lp)
LP2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1993  earache 
heavy metal
Vinile doppio, copertina apribile. Ristampa "Ultimate edition" del 2021 ad opera della Earache, con copertina apribile e non più a busta semplice, e con un vinile bonus, contenente dieci registrazioni demo, inedite su vinile fino a questa pubblicazione ("Buried Dreams (Demo)", "Carnal Forge (Demo)", "No Love Lost (Demo)", "Heartwork (Demo)", "Deliverance (Demo)", "This Mortal Coil (Demo)", "Arbeit Macht Fleisch (Demo)", "Blind Bleeding The Blind (Demo)", "Doctrinal Expletives (Demo)", "Death Certificate (Demo)"). Originariamente pubblicato nell'ottobre del 1993 dalla Earache nel Regno Unito, dove giunse al 67esimo posto in classifica, ed uscito negli USA nel 1994, il quarto album, successivo a "Necroticism – descanting the insalubrious" (1991) e precedente "Swansong" (1996). Largamente considerato uno dei capolavori del death metal, "Heartwork" è una magistrale sintesi di ferocia, abrasività, tecnica ed anche melodia: il cantato al vetriolo guida pezzi complessi ed articolati, in cui densi riff si sovrappongono fra loro, e si alternano con devastanti accelerazioni e cavalcate, in cui il gruppo tiene sempre le redini della situazione, tecnicamente; fra le righe emergono anche echi del metal classico della NWOBHM, ma i Carcass rimangono comunque estremisti e spietati nei solchi di questo 33 giri, opera matura ed acclamata dai più, annoverata fra i capisaldi del death metal melodico. I Carcass si formano a Liverpool nel 1985, ad opera di Billy Steer (poi anche nei Napalm Death) e di Ken Owen. Nel corso degli anni il gruppo ha modificato sensibilmente il proprio stile, partendo dal grindcore piu' furioso e dissonante per poi spostarsi verso un metal non scevro da melodia, testimoniato da "Heartwork", il loro album piu' famoso. Si sciolgono nel 1995 ed i membri proseguono con altri progetti: Steer forma il power trio Firebird, mentre Owen e Jeff Walker danno vita ai Blackstar; Jeff Amott forma invece Spiritual Beggars ed Arch Enemy.
Euro
35,00
codice 2129450
scheda
Caroline k (nocturnal emissions) Now Wait For Last Year
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1987  mannequin 
punk new wave
Ristampa con copertina pressoche' identica alla molto rara prima tiratura. Originariamente pubblicato nel 1987 dalla Earthly Delights in Gran Bretagna, l'unico album solista di Caroline K (vero nome Caroline Kaye Walters, 1957-2008), cofondatrice nel 1981 con Nigel Ayers dei Nocturnal Emissions, fra gli alfieri della scena industrial britannica, e sempre con Ayers cofondatrice della label Sterile Records; Caroline visse in Italia gli ultimi anni della sua esistenza, stroncata prematuramente dalla leucemia. Questo suo unico e poco conosciuto album, prodotto, composto e suonato interamente da lei, e' un'opera splendida e dal fascino arcano, che si apre con i venti minuti di ''The happening world'', un magistrale tappeto sonoro disteso e trascendentale, ideale punto d'incontro fra i Tangerine Dream persi nel cosmo dei capolavori ''Zeit'' (1972) e ''Atem'' (1973) e di una ambient music misteriosa e conturbante, oltreche' preannunciante le derive iperminimaliste degli Spacemen 3 di ''Dreamweapon'' (1990), ma con toni piu' brumosi. Gli altri quattro episodi, assai piu' brevi, non sono meno affascinanti: dall'esotico e cinematico minimalismo da jungla psichica di ''Animal lattice'' ai lubugri mantra di tastiere sostenute da ritmiche elettroniche minimali e sullo sfondo di ''Chearth'' e ''Tracking with close-ups'' fino alla piu' breve ed ondeggiante chiusura di ''Leaving''. Un disco da riscoprire.
Euro
31,00
codice 2130013
scheda
Carpenter john (soundtrack) Lost themes 4: noir
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2024  sacred bones 
soundtracks
Edizione in vinile nero, copertina senza codice a barre, con scritte in caratteri dorati ed in leggero rilievo sul fronte, adesivo di presentazione sul cellophane, poster apribile all' interno. Pubblicato nel marzo del 2023 dalla Sacred Bones, questo è presentato come il quarto album solista del regista e compositore John Carpenter, dopo tre precedenti "The Lost Themes" realizzati nel 2015, nel 2016 e nel 2021; in verita' egli e' uno stimato compositore di musiche oltreche' regista, in quanto le notevoli colonne sonore di molti dei suoi film sono opera sua, talora in collaborazione con altri artisti, ad esempio Alan Howarth. Descrizione completa a seguire.
Euro
32,00
codice 3034937
scheda
Carpenter john (soundtrack) Lost themes 4: noir (ltd. tan and black marble + clear 7")
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2024  sacred bones 
soundtracks
Edizione limitata in VINILE MARRONE E NERO CON EFFETTO MARMORIZZATO, E CON ALLEGATO UN SINGOLO IN VINILE TRASPARENTE con il brano "Black Cathedral", come da adesivo di presentazione sul cellophane, copertina senza codice a barre, con scritte in caratteri dorati ed in leggero rilievo sul fronte, poster apribile all' interno. Pubblicato nel marzo del 2023 dalla Sacred Bones, questo è presentato come il quarto album solista del regista e compositore John Carpenter, dopo tre precedenti "The Lost Themes" realizzati nel 2015, nel 2016 e nel 2021; in verita' egli e' uno stimato compositore di musiche oltreche' regista, in quanto le notevoli colonne sonore di molti dei suoi film sono opera sua, talora in collaborazione con altri artisti, ad esempio Alan Howarth. Descrizione completa a seguire.
Euro
40,00
codice 3034940
scheda
Carpenter john (soundtrack) Lost themes 4: noir (ltd. transparent red)
Lp [edizione] nuovo  stereo  usa  2024  sacred bones 
soundtracks
Edizione limitata in VINILE ROSSO TRASPARENTE, come da adesivo di presentazione sul cellophane. copertina senza codice a barre, con scritte in caratteri dorati ed in leggero rilievo sul fronte, poster apribile all' interno. Pubblicato nel marzo del 2023 dalla Sacred Bones, questo è presentato come il quarto album solista del regista e compositore John Carpenter, dopo tre precedenti "The Lost Themes" realizzati nel 2015, nel 2016 e nel 2021; in verita' egli e' uno stimato compositore di musiche oltreche' regista, in quanto le notevoli colonne sonore di molti dei suoi film sono opera sua, talora in collaborazione con altri artisti, ad esempio Alan Howarth. Descrizione completa a seguire.
Euro
34,00
codice 3034939
scheda
Carpenter john (soundtrack) The fog ost (expanded 2lp, white and green vinyl)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1980  silva screen 
soundtracks
Doppio album, edizione limitata con un vinile bianco e l' altro verde, copertina apribile; pubblicato per la prima volta in questa veste dalla Silva Screen nel 2015, dopo l' edizione su Death Waltz del 2013, questo album ne contiene gli stessi brani, ma con il contenuto dei due dischi invertito, e con esclusiva copertina. Si tratta di una versione espansa della colonna sonora del celebre film di John Carpenter ''The fog'' (1980), uscita per la prima volta in vinile nel 1984, ma con molti brani in meno. L'album contiene i brani della colonna sonora originale, piu' numerose tracce sonore e brani che facevano parte delle musiche del film ma che non vennero pubblicate nella edizione originaria della colonna sonora, uscita nel 1984 su singolo lp, e che sono qui per la prima volta proposte su vinile, dopo essere state pubblicate in edizioni su cd in precedenza. La colonna sonora del film fu realizzata dallo stesso John Carpenter, come e' accaduto per altri suoi lungometraggi. Questa la scaletta: ''Prologue'', ''Theme from the fog'', ''Mathew ghost story'', ''Walk to the lighthouse'', ''Rocks at drake's bay'', ''The fog'', ''Antonio bay'', ''Tommy tells of ghost ships'', ''Reel 9'', ''Main theme (reprise)'', ''The fog rolls in'', ''Blake in the sanctuary'', ''Finale'', ''Ghost story'', ''The journal'', ''Seagrass attack'', ''Andy on the beach'', ''Where's the seagrass'', ''Stevie's lighthouse'', ''Something to show you'', ''An evil plan'', ''Weatherman'', ''Walk to lighthouse'', ''Dane'', ''Morgue'', ''The fog approaches'', ''Knock at the door'', ''Fog reflection'', ''Andy's in trouble'', ''The fog enters town'', ''Revenge'', ''Number 6'', ''The fog end credits''.
Euro
42,00
codice 2130195
scheda
LPM [edizione] nuovo  stereo  eu  1988  play it again sam 
punk new wave
Copertina senza codice a barre, label custom, catalogo BIAS4012. Pubblicata nell'aprile del 2023 dalla Play It Again Sam, nell'ambito della serie di antologie "Pias 40", questa raccolta compila sei tracce dei Cassandra Complex, risalenti al periodo 1988-1994, trascorso dal gruppo inglese presso l'importante label belga, e durante il quale la produzione della band si caratterizzava per un un goth rock / pop sostenuto da ritmiche classicamente ripetitive e ballabili, che sostengono sonorita' e voci istrioniche e tenebrose, dalle venature gotiche ed elettroniche. Questa la scaletta: "One Millionth Happy Customer (EBM Mix)" (1988), "The War Against Sleep" (1993), "Night Fall (Over EC)" (1990), "What Can I Do For You?" (1991), "(In Search Of) Penny Century (Album Version)" (1989), "Give Me What I Need (Original Mix)" (1994). I Cassandra Complex, capitanati da Rodney Orpheus, estremizzano ed uniscono le sonorita' ereditate dai concittadini Sisters of Mercy e Red Lorry Yellow Lorry evidenziando una oscura e ripetitiva vena elettronica di scuola Suicide rivisitata secondo i dettami anglosassoni del periodo ed arricchita ai loro esordi da leggere ombreggiature derivanti dalla scuole industrial delle vicine Sheffield, da cui provenivano i Clock Dva, e Manchester madre dei Throbbing Gristle. Nel corso degli il loro sound si adattera' alle nuove esigenze di mercato e saranno tra i protagonisti della discutibile scena definita cyberpunk.
Euro
17,00
codice 3516014
scheda
Catherine wheel Ferment (+12")
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1992  fontana 
indie 90
Ristampa con incluso un ep 12" con brani dal vivo, copertina ruvida, vinile 180 grammi (140 il mix). Pubblicato dalla Fontana nel febbraio del 1992 in Gran Bretagna, dove giunse al 36° posto in classifica, e nel giugno dello stesso anno negli USA, dove non entro' in classifica, ''Ferment'' e' il primo album dei Catherine Wheel, precedente ''Chrome'' (1993). Prodotto da Tim Friese-Green (Talk Talk), l'apprezzato esordio a 33 giri del gruppo inglese mostra un personale approccio allo shoegazer, in cui si alternano potenti ed ottundenti muri sonori chitarristici con passaggi rarefatti e delicati, il tutto sostenuto da una solida base ritmica. L'epica ''Black metallic'' riassume lo spirito dell'album, immerso in una malinconia temperata dall'atmosfera sognante e dalle melodie ipnotiche. Formatisi nell'aprile del 1990 a Great Yarmuth in Inghilterra ad opera di Rob Dickinson, Brian Futter, Dave Hawes e Neil Sims. I Catherine Wheel si creano un fedele seguito all'inizio del decennio con i costanti concerti ed i primi singoli a base di un robusto ma melodico pop chitarristico, vicino agli shoegazer ma meno ottundente e dotato di una propria originale visione. In seguito beneficiano della collaborazione di Tim Friese-Greene dei Talk Talk, loro estimatore, alla realizzazione del loro primo album, "Ferment" (1992); il gruppo sopravvivera' al naufragio degli shoegazer, pubblicando dischi per tutto il decennio con un successo discreto, ma non spettacolare, in Gran Bretagna.
Euro
47,00
codice 2129758
scheda
Cccp fedeli alla linea (roberto montagna) delle affinita' e delle divergenze
BOOK [edizione] nuovo    ita  2024   
Libro di 70 pagine, in formato 21x29,5 cm. Pubblicato nel 2024, contiene una ricchissima selezione di recensioni, articoli e stralci apparsi tra il 1983 ed il 1990, durante quindi il periodo di attivita' della band, tratti da decine di riviste musicali, rotocalchi e quotidiani, con ricco apparato fotografico a colori. In aggiunta anche una bibliografia illustrata del periodo successivo al 1990.
Euro
20,00
codice 3034904
scheda
Celtic frost to mega therion (expanded ltd. silver vinyl 2lp + posters and booklet)
lp2 [edizione] nuovo  stereo  eu  1985  noise / bmg 
heavy metal
Doppio album in vinile 180 grammi, edizione limitata in vinile argento, lussuosa ristampa del 2023, rimasterizzata, copertina apribile pressoche' identica alla prima tiratura (con artwork del grande H.R.Giger), con adesivo di presentazione sul cellophane, arricchita di un secondo vinile contenente sei tracce aggiunte: "Circle Of The Tyrants", "Visual Aggression" e "Suicidal Winds" tratte dal raro ep "Emperor's Return" del 1985, "Journey Into Fear" (traccia inedita tratta dalle stesse sessions di quell' ep), "Visual Aggression" (in una versione remixata nel 1988) e "Return To The Eve" (jam registrata in studio nel 1985), inner sleeves, due posters, un booklet formato 10" di 32 pagine. Il primo vero album, dopo il mini "Morbid Tales", uscito originariamente nel 1985 su Noise International, della band svizzera. Appena formati da Tom Gabriel Warrior e Martin Ain, reduci dagli appena disciolti Hellhammer (che avevano pubblicato nello stesso 1984 un album dal titolo "Apocalyptic Raids"), i Celtic Frost avevano realizzato con "Morbid Angel" un disco capace di illustrare gia' chiaramente quello che sara' il percorso intrapreso nella prima e piu' importante fase della loro storia artistica, quella che rappresenta un perfetto ponte tra certa NWOBM (New Wave of British Metal), i Motorhead piu' violenti e quello che sara' piu' tardi definito come death metal. Una musica che riesce a dare forma con grande efficacia ad un immaginario musicale ed iconografico ossianico, potentemente oscuro e dark, in brani ora velocissimi (tra l' hardcore ed il proto trash metal appunto dei Motorhead) ora lenti ed ossessivi e metallici. Questo "To Mega Therion" conferma le qualita' e lo spessore del gruppo, e ne rivela maturate le doti, ma la sua importanza storica sara' comunque compresa solo sul finire del decennio.
Euro
33,00
codice 3034881
scheda
Chain paul (death ss) Ash (ltd. 35th anniversary ed. + slipmat)
lpm [edizione] nuovo  stereo  eu  1988  minotauro 
heavy metal
Ristampa del 2023, edizione limitata realizzata in occasione del 35esimo anniversario dall' uscita originaria, con allegato un tappetino per il vinile da porre sul piatto dello stereo, copertina in cartone rigido, con apertura a "carpetta", e due brani aggiunti per l' occasione ai cinque originari: "Moment of rage" e "Undead", poste alla fine della seconda facciata (la prima da un 7"ep condiviso con altri tre gruppi, uscito nel 1990 con titolo "Klein Circus", e la seconda gia' inclusa nel box di 4 cassette "Relative Tapes: Vol. 1-2-3-4 (1980-1990)" uscito nel 1992), del raro 12"ep solista, originariamente pubblicato nel 1988 dalla Minotauro in Italia, e precedente il primo album a nome Paul Chain, "Life and death" (1989). Uscito dopo le pubblicazioni a nome Paul Chain Violet Theatre, questo "Ash" fu inciso da Chain (chitarra, voce, organo, elettronica) con Maury Lion (basso), Lu Spitfire (batteria, percussioni) e Laura Christ (performer). L'album si apre con i ritmi relativamente tirati di "Eternal flame", che poi rallentano un po' nella più cupa "Image down"; "Elettroshock" invece accelera con insistenza, creando un groove martellante affine alle manifestazioni più tirate ed aggressive del metal anni '80. Le cose cambiano con "Abyss", brano atmosferico e funereo, basato su tastiere, organo perversamente liturgico ed elettronica, che fa da preludio a "I remember a black mass", brano lento ed inesorabile che si ricollega al doom metal ed ai Sabbath. Su tutta l'opera si anima il canto malefico e folle di Paul Chain, graffiante e quasi maniacale. Paul Chain Violet Theatre e' un progetto avviato dall'ex Death SS Paul Chain nel corso degli anni '80, basato ancora sullo heavy metal piu' sulfureo ma influenzato dalla magia viola, che si manifesta inizialmente con due ep, ''Detaching from satan'' (1984) e ''Highway to hell'' (1986), a cui faranno seguito due album, ''In the darkness'' (1986) e ''Opera 4th'' (1987).
Euro
32,00
codice 2129678
scheda
Chain paul violet theatre (death ss) Paul chain violet theatre (picture disc)
12"ep [edizione] nuovo  stereo  eu  1986  minotauro 
heavy metal
Ep in formato 12", ristampa del 2021, limitata in 500 copie, in picture disc, pressoche' identica alla prima rara tiratura che era stata pressanta nel 1986 dalla stessa etichetta proprio in picture disc, copertina sagomata "die-cut" sul fronte, con adesivo di presentazione sulla busta esterna plastificata. Contiene quattro brani, inediti su album, composti fra il 1983 ed il 1985 e registrati nel 1986, a base di decadente e sulfureo metal, dalle tinte esoteriche e dalle atmosfere molto cupe: ''Highway to hell'', ''Never cry'', "The evil the sorrow'', ''Way to pain''. Paul Chain Violet Theatre e' un progetto avviato dall'ex Death SS Paul Chain nel corso degli anni '80, basato ancora sull' heavy metal piu' sulfureo ma influenzato dalla magia viola, che si manifesta inizialmente con due ep, ''Detaching from satan'' (1984) e ''Highway to hell'' (1986), a cui faranno seguito due album, ''In the darkness'' (1986) e ''Opera 4th'' (1987).
Euro
26,00
codice 2129677
scheda
Chameleons Script of the bridge
lp2 [edizione] nuovo  stereo  uk  1983  blue apple 
punk new wave
doppio album in vinile 180 grammi, ristampa rimasterizzata agli Abbey Road Studios, con i brani dell' originario album distribuiti su due vinili per una migliore resa sonora (scelta opportuna vista la straordinaria lunghezza del disco), e con codice per il download digitale, copertina con medesimo disegno ma in tinta diversa rispetto alla originaria tiratura su Statik. Il primo grande album della band di Manchester guidata da Mark Burgess, uscito nell' agosto del 1983, uno degli album d'esordio piu' innovativi ed originali prodotti dalla perfida albione nella prima meta' degli '80, da parte di uno dei gruppi piu' scandalosamente ignorati dalla critica musicale di quel paese, sin dal primo singolo del 1981, cosi' spesso pronta ad idolatrare effimeri gruppetti buoni per un singolo o due, ed invece incapace di cogliere la bellezza della musica di questo gruppo, sospesa tra post punk, psichedelia, delicata e maestosa insieme, sognante ed oscura, con testi immginifici e poetici. Da sempre amati nel resto dell' Europa e seguiti da un pubblico di culto, sono stati, non a caso, celebrati da innumerevoli albums postumi, e sono qui "fotografati" nel loro primigenito splendore, nell' album che contiene peraltro "Second Skin'', uno dei piu' bei brani di tutta la new wave britannica, primo tassello di una trilogia di albums che ha pochi eguali nell' ambito del post punk inglese. Reg Smithies, Dave Fielding, e Mark Burgess si conoscono dall'infanzia, vengono tutti da Middleton, sobborgo a nord di Manchester. Formano i Chameleons, cominciano a farsi conoscere in ambito locale, ma colpiscono presto l'attenzione del grande John Peel, leggendario DJ di Radio 1, che contribuisce alla diffusione del loro primo singolo, inciso per la Epic. Nel frattempo i Chameleons sono diventati quattro, con l'inserimento del batterista John Lever. Sono anni di grande fermento per la scena musicale britannica, i gruppi candidati a diventare "the next big thing" sono molti, e anche i quattro di Middleton possono giocare lo loro carte. Nel 1983 esce il primo album, "Script of the Bridge", un gioiello che e' salutato con favore da buona parte della critica specializzata. "They could be the next underground Cult, or the next U2", scrive Carole Linfield a chiusura della recensione pubblicata su Sounds. Il suono vigoroso dei Chameleons, con i crescendo delle chitarre e le pulsazioni decise del basso e della batteria, trova l'espressione compiuta nella voce profonda di Burgess, autore di tutti i testi. Si trovano molti rimandi ai suoni Sixties, e' forte l'influenza dark dei contemporanei Cure e Echo & the Bunnymen, e a tratti si riconosce la stessa intensita' degli irlandesi U2. Il disco e' un autentico gioiello, insieme elegante ed energico, melodico e intenso, qualche pezzo ha la potenzialita' per diventare un grande successo, ma per il grande pubblico i Chameleons restano poco conosciuti. Nel 1985 esce un secondo album, "What Does Anything Mean? Basically", che rimane all'altezza del precedente, e ugualmente porta consensi di critica e un successo solo parziale nel riscontro con un pubblico piu' vasto. Pero' la fama dei Chameleons si e' estesa a molti paesi europei, e l'interesse delle grandi case discografiche apre nuove prospettive per il loro futuro commerciale. Nel 1986 firmano per la potente Geffen, e poco dopo esce il terzo album, "Strange Times", destinato a una forte promozione sul mercato statunitense. Sono sulla rampa di lancio per il grande successo, sono in molti a credere che arriveranno al grande pubblico come sta accadendo ai Cure. E invece la fine del gruppo giunge improvvisa, a troncare anche i sogni dei discografici, all'indomani della morte del manager Tony Fletcher. Come se fosse venuto meno il collante, la ragione per essere un gruppo, i quattro Chameleons si separano bruscamente all'inizio del 1987. La storia finisce li', o almeno sembra. Per quasi tredici anni la storia comune dei quattro sembra davvero chiusa. Mark Burgess continua nel suo percorso dando vita in successione a The Sun and the Moon, Mark Burgess & the Sons of God, Invincible, Mark Burgess & Yves Altana. Pubblica dischi di costante insuccesso commerciale, continua l'attivita' dal vivo, e soprattutto scopre che l'affetto per i Chameleons non si e' spento, ma se possibile si e' rafforzato con gli anni. Le vendite dei tre album continuano a dare qualche frutto, i vecchi e i nuovi fans non smettono di chiedere a Burgess di suonare i classici del gruppo, e ancora piu' singolare e' il fatto che stelle come Liam Gallagher degli Oasis dichiarino pubblicamente il loro debito verso il gruppo di Middleton.
Euro
36,00
codice 2129433
scheda
Charles ray Genius + soul = jazz (180 gr. + 1 track bonus)
Lp [edizione] nuovo  stereo  eu  1961  jazz wax 
soul funky disco
Ristampa del 2023, rimasterizzata con sistema DMM (Direct Metal Mastering), in vinile da 180 grammi, copertina pressoche' identica sul fronte alla prima tiratura, con note supplementari sul retro, e con una traccia bonus aggiunta per l' occasione: "Let the Good Times Roll", registrata con l' orchestra di Quincy Jones il 23 giugno 1959. Pubblicato nel 1961, giunto al quarto posto nella classifica billboard 200 americana, questo fu l'unico disco di Charles ad uscire per la prestigiosa etichetta specializzata in jazz. Si tratta di un album di confine fra soul e jazz, con brani in prevalenza strumentali con un paio di episodi cantati. Prodotto da Quincy Jones e Ralph Burns, il disco fu inciso nel dicembre del 1960 con l'orchestra di Count Basie. Questa la scaletta: ''From the heart'', ''I've got news for you'', ''Moanin''', ''Let's go'', ''One mint julep'', ''I'm gonna move to the outskirts of town'', ''Stompin' room only'', ''Mister C'', ''Strike up the band'', ''Birth of the blues'', ''Let the good times roll'' (brano bonus). Proveniente dalla Georgia, nel profondo sud degli Stati Uniti, Ray Charles (1930-2004) e' considerato il piu' importante fra i musicisti che hanno dato vita al soul, grazie alla sua capacita' di amalgare il blues con il gospel e poi con il country ed il jazz. Cieco fin dall'infanzia, Charles riesce comunque a raggiungere una eccezionale padronanza del pianoforte, per non parlare delle sue capacita' vocali; gia' negli anni '50 e' portabandiera della nuova musica afroamericana che nel decennio successivo diventera' il soul; la sua carriera proseguira' di successo in successo nel corso della seconda meta' del XX secolo.
Euro
18,00
codice 3034967
scheda
Charles ray In concert in the sixties (ltd.)
Lp [edizione] nuovo  stereo  uk  1961  1960s 
soul funky disco
Edizione limitata a 600 copie, copertina senza codice a barre, catalogo R&B115. Pubblicato nel 2023 dalla 1960s, questo album compila quattordici registrazioni dal vivo, di buona qualità sonora, effettuate fra il 1961 ed il 1970 da Ray Charles in vari paesi europei, fra cui l'Italia (in quel di Prato, Toscana), oltre ad una traccia registrata ad un festival di Newport negli USA e ad un paio di apparizioni televisive americane. Fra i musicisti presenti sul palco con Charles in queste performances, citiamo David Newman (sax alto e tenore, 1958-1965), Hank Crawford (sax baritono, 1958-1965), Marcus Belgrave (tromba, 1958-1962) e Billy Preston (organo, 1967-1968). Questa la scaletta, con luogo e data di registrazione fra parentesi: "One Mint Julep" (Parigi, maggio 1962), "What 'd I Say" (Ed Sullivan Show, dicembre 1967), "Talkin' Bout You" (Newport, luglio 1958), "Let's Go Get Stoned" (Parigi, ottobre 1968), "I Don't Need No Doctor" (Stoccolma, settembre 1968), "Tell the Truth" (Antibes, luglio 1961), "I'm Movin' On" (dall'album su ATCO "Do The Twist", 1961), "Hit The Road Jack" (Prato, gennaio 1970), "Unchain My Heart" (Parigi, maggio 1962), "Don't Set Me Free" (São Paulo, settembre 1963), "I Believe To My Soul" (Antibes, luglio 1961), "Busted" (Johnny Cash Show, febbraio 1970), "Yes Indeed" (Parigi, maggio 1962), "I Got A Woman" (Parigi, maggio 1962). Proveniente dalla Georgia, nel profondo sud degli Stati Uniti, Ray Charles (1930-2004) è considerato il più importante fra i musicisti che hanno dato vita al soul, grazie alla sua capacità di amalgare il blues con il gospel e poi con il country ed il jazz. Cieco fin dall'infanzia, Charles riesce comunque a raggiungere una eccezionale padronanza del pianoforte, per non parlare delle sue capacità vocali; già negli anni '50 è portabandiera della nuova musica afroamericana che nel decennio successivo diventerà il soul; la sua carriera proseguirà di successo in successo nel corso della seconda metà del XX secolo.
Euro
15,00
codice 3516020
scheda

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